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sabato 7 marzo 2015

Dentro il camino

Gcr in visita all'inceneritore di Parma

Avevamo chiesto di osservare l'inceneritore dal di dentro fin dalla sua apertura e finalmente, in un
ventoso pomeriggio di inizio marzo, ci presentiamo infreddoliti ai cancelli.
Ad accoglierci Mauro Pergetti, l'ingegnere direttore della progettazione impianti di Iren, con Antonio Manente dell'ufficio stampa e Luciano Bussoni, addetto alla sicurezza.


Il primo confronto si svolge nella saletta adiacente l'ingresso dei camion, dove Pergetti ci presenta
la carta di identità di questo inceneritore da 130 mila tonnellate, che la Provincia di Parma ha
coccolato e fatto nascere, stigmatizzato da una recentissima pronuncia dell'Autorità Anticorruzione, proprio un mese fa, che riportava anche il giudizio della Commissione Europea del 2011 dove si ribadiva l'illegittimità dell'affidamento a Iren della costruzione dell'inceneritore.
Ma, si sa, è l'Italia: sempre in ritardo giunge la verità.
L'inceneritore è una grande caldaia in cui vengono bruciati rifiuti di ogni genere.
La complessità dell'operazione, oltre gestire al meglio la combustione stessa, emerge a rogo
ultimato.
Le altissime temperature cercano di distruggere il maggior numero possibile di molecole pericolose
formatesi bruciando materia, ma riducono la dimensione del particolato e lo rendono più pericoloso.
In testa al processo la poltiglia nauseabonda che viene scaricata per tutto il giorno dai mezzi adibiti
alla raccolta.
Sa di putrido e ti prende in gola, ammorba l'aria circostante, invadendo anche la sala controllo ai
piani alti, dove alcuni operatori sovrintendono ai processi, anche se, praticamente, sono del tutto
superflui.
L'inceneritore è un robot che opera in solitudine ed autonomia, si auto controlla.
Secondo la Vas predisposta dalla stessa Enia prima della costruzione, oltre 3 tonnellate di polveri
sottili si liberano in aria ogni anno.
In uno dei luoghi già più inquinati al mondo non è certo cosa da poco.
L'impianto è connesso alla rete di teleriscaldamento cittadina e contribuisce con il calore prodotto
dai rifiuti a scaldare le case allacciate, sostituendo in parte le centrali cittadine di via Lazio e via
Santa Margherita.
Il rovescio della medaglia è che l'inceneritore, scaldando l'acqua tutto l'anno, fa circolare nella rete
acqua surriscaldata anche durante le torride estati: una bevanda bollente al posto di un ghiacciolo.
I piani predisposti sempre dalla stessa Enia prevedevano di spegnere 7 mila caldaie domestiche,
ma questo traguardo non è stato raggiunto nemmeno da lontano.
E non ci sono nuovi allacci all'orizzonte.
Dal nostro punto di vista l'inceneritore è soltanto una macchina che trasforma i rifiuti, non li
distrugge, né li fa sparire come un mago d'antan.
Come le stufe a legna che scaldavano le nostre case, riduce di molto il volume di ciò che viene
incenerito, ma bruciando materiali eterogenei ne incrementa molto la tossicità, delle ceneri e del vapore della combustione.
Nessuno infatti brucia plastica nelle stufe di casa!
L'inceneritore crea a sua volta rifiuti, e li crea particolarmente pericolosi.
Il trattamento dei fumi è la parte più costosa di tutto l'edificio.
Calce e carbone attivo irrorano inizialmente le emissioni in arrivo dalla camera di combustione.
Poi un primo filtro a maniche intercetta i fumi per bloccare le molecole pericolose formatesi durante il processo: gas acidi, diossine, furani, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici.
Entra poi in gioco un secondo miscelatore a secco che apporta bicarbonato di sodio e altro carbone
attivo.
Segue un ulteriore filtro a maniche, per una ulteriore rimozione dei veleni.
A fine processo è attivo un abbattitore degli ossidi di azoto (DeNox Scr) che addiziona i fumi con
ammoniaca (prima che i fumi raggiungano il camino di 70 metri e vengano liberati in atmosfera).
Quattro stadi di trattamento dei fumi, a conferma definitiva della loro pericolosità.
Il volume dell'aria sporca in uscita è enorme: 144 mila metri cubi all'ora, per 24 ore al giorno, per 8 mila ore all'anno.
L'altezza del camino cela il tentativo di disperdere il più possibile l'emissione, in modo da non
concentrare gli inquinanti nei pressi dell'impianto e favorire l'opera dei venti.
Ciò che è trattenuto dei filtri a maniche è ovviamente particolarmente tossico e pericoloso.
Al punto che le scorie (polvere volanti) vengono trasferite in impianti dedicati in Germania (miniere
di salgemma), allontanate per l’eternità.
Avete letto bene, Germania.
E pensare che i sostenitori dell'impianto gridavano allo scandalo perché Parma, senza inceneritore, portava rifiuti fuori provincia: fino a Reggio! Fino a Modena!
Sotto la griglia di combustione invece si accumula altro rifiuto ancora, le scorie pesanti.
Sono circa il 22-25 % del materiale combusto e vengono avviate a recupero nei cementifici.
Anche in provincia di Parma, dove è attivo un impianto a Noceto, dove viene miscelato nella
produzione del clinker.
Entrano rifiuti, escono rifiuti trasformati, più ridotti ma più nocivi. Ridotti poi per modo di dire,
dato che si devono considerare le migliaia di metri cubi di aria emessi in atmosfera, con relativi
inquinanti che si accumulano nel tempo.
Il controllo delle emissioni viene effettuato monitorando una serie di inquinanti.
Ossidi azoto e di zolfo, monossido di carbonio, carbonio organico totale, acido cloridrico,
fluoridrico, Pm 10, polveri totali, ammoniaca.
Nei monitor collocati nei comuni limitrofi, e on-line sulla pagina web dedicata, viene indicato il
dato medio del giorno precedente.
L'Aia (le regole indicate dalla Provincia nel 2008) ha imposto target più stringenti rispetto alle
normative di riferimento.
Periodicamente, ogni quadrimestre, vengono campionati anche altri inquinanti, tra i quali le
diossine, i furani, gli Ipa, i metalli, il mercurio.
Tre immense caldaie a gas metano vengono mantenute sempre accese per intervenire in caso di
black out dell'impianto o picchi di fabbisogno.
Tecnici svizzeri erano al lavoro sulla linea 2, spenta da dieci giorni, per un anomalo dato del
monossido di carbonio, che a seconda dei giorni riporta un dato triplo, quadruplo o anche superiore
rispetto alla linea numero 1.
La cattedrale nel deserto è praticamente vuota.
Nel corso della visita rari incontri umani.
All'impianto bastano a avanzano 3 persone, il resto è manutenzione e trasporto di rifiuti, in arrivo o in partenza.
A noi, quando osteggiavamo l’impianto, ci accusavano di essere contro i posti di lavoro!
Come se l’inceneritore avrebbe portato decine e decine di nuove assunzioni.
Sotto l'impianto spuntano stecchi.
Attraverso i giornali ci avevano mostrato un immenso e rigoglioso bosco, ma di quello restano solo striminziti pezzi di legno senza foglie. Ma chi si ricorda ancora le promesse?
Rimane, nel rosseggiare delle luci intermittenti al camino, la sensazione di un enorme, gigantesco
spreco.
Ci voltiamo a guardare l'enorme opera di ingegneria, ricca di risorse finanziarie ed ingegno e
ci chiediamo ancora una volta perché non si sia invece investito nel riciclo, in nuove tecnologie per provare, almeno una volta, ad arrivare prima degli altri Paesi, e magari creare davvero posi di lavoro, che qui non ci sono, inceneriti insieme ai rifiuti.
La raccolta differenziata crea occupazione, non inquina, non distrugge materia e non ha bisogno di una miniera di salgemma in Germania per nascondere le sue polveri.

giovedì 6 febbraio 2014

Al via la seconda edizione di Rifiuti?Risorse!

Sono 75 le scuole presenti sul territorio del Comune che hanno aderito al progetto “Rifiuti? Risorse!”, ideato dall’Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma, con il patrocinio e la co-organizzazione degli assessorati all’ambiente e alla scuola e servizi educativi del Comune di Parma, in collaborazione con Iren Emilia. Il progetto ha preso il via il 22 gennaio ed ha lo scopo di sviluppare la sensibilità ai temi della raccolta differenziata e della corretta gestione dei rifiuti nelle nuove generazioni, sono coinvolti migliaia di alunni.


Nidi comunali, scuole dell’infanzia comunali e statali e quasi tutte le scuole primarie e le secondarie di primo grado statali e paritarie del territorio si impegneranno fino alla conclusione dell’anno scolastico in un percorso volto a attuare le buone pratiche per la riorganizzazione e lo sviluppo della raccolta differenziata spinta attraverso una gestione corretta dei materiali di scarto ed il loro collocamento appropriato nei contenitori dedicati ai diversi materiali riciclabili. Così i giovani alunni avranno modo di imparare sul campo dove mettere la carta, plastica e barattolame, il rifiuto residuo e l’organico, attraverso il riconoscimento delle varie tipologie di rifiuti ed il loro opportuno smaltimento, per fare in modo che i rifiuti, considerati dai più un problema, si trasformino in un vantaggio per tutti. Il progetto ha, quindi, lo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni ad un corretto utilizzo dei materiali ed alla loro destinazione a fine utilizzo. In più, attraverso una registrazione degli svuotamenti, il Comune dirotterà direttamente alle scuole i contributi Conai – Consorzio nazionale imballaggi -, derivanti dalla vendita dei materiali al Consorzio stesso.
Gli alunni impareranno a muoversi utilizzando il “Rifiutologo” e facendo riferimento al “Decalogo”: dieci regole per una raccolta differenziata di qualità. Si tratta di uno sforzo organizzativo importante: ogni scuola ha al proprio interno il referente di progetto ed è stata dotata di vari contenitori per la differenziata spinta. Tutti i dettagli del progetto sono presenti nel sito: www.rifiutirisorse.weebly.com.
“Abbiamo aderito a questa iniziativa, proposta dall’Associazione Gcr, – spiega il vicesindaco Nicoletta Paci con delega alla scuola e servizi educativi – in quanto ne condividiamo le finalità educative ed ambientali. Gli alunni imparano a gestire correttamente i materiali post utilizzo e possono proporre la loro esperienza in contesti extrascolastici, con benefici per tutta la comunità”.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore all’ambiente Gabriele Folli che ha sottolineato come “in questa delicata fase di trasformazione che comporta anche il cambiamento nelle abitudini dei cittadini a seguito dell’introduzione del sistema di raccolta differenziata porta a porta, riteniamo di fondamentale importanza l’informazione e la formazione delle giovani generazioni nelle scuole”. Per questo il Comune ha deciso di incentivare questo progetto con una piccola somma corrispondente ai contributi riconosciuti dal Conai, per i quantitativi di carta e plastica raccolti presso i singoli istituti negli appositi contenitori.

sabato 11 gennaio 2014

L'inceneritore provvisorio

A Parma il camino non parte mai
Definitiva sta diventando la procrastinazione

Un'altra data stracciata.
Il 19 gennaio l'inceneritore di Iren doveva entrare nella fase di esercizio definitivo.
Giammai.
Il gestore ha chiesto una nuova dilazione e se ne riparlerà tra 2 mesi: altri sessanta giorni per fare non si sa cosa.


Nel frattempo, in fase di esercizio provvisorio, non è dato sapere cosa stia succedendo a Ugozzolo.
Per tutte il periodo natalizio il camino è rimasto fermo in entrambe le linee.
Il camino però ha continuato imperterrito a fumare, lo hanno visto tutti.
Ma i dati riportati dalla stessa Iren dicono che l'impianto era fuori esercizio.
Nel frattempo dove sono andati a finire i rifiuti prodotti sul territorio?
Molteplici segnalazioni raccontano che dalla torre del Pai il fumo esce solamente dal camino di dimensioni ridotte mentre nulla esce dai due principali, cui sono montati gli Sme, le apparecchiature di controllo delle emissioni, collegati con le camere di combustione delle due linee di incenerimento.
Dal 28 agosto, giorno di avvio dell'esercizio provvisorio, l'inceneritore ha funzionato a singhiozzo, a circa il 35% delle sue potenzialità.
Ci sbagliamo a sostenere che sia una evidente manifestazione del sovradimensionamento dell'impianto?
Una linea sempre spenta, l'altra che funziona a tratti, il fumo che esce perenne dal camino, con consumi di gas metano che non osiamo nemmeno conteggiare.
Nulla si conosce nemmeno del destino del teleriscaldamento, che doveva essere connesso al Pai ma i cui tempi di attivazione e numero di caldaie connessi nulla si conosce.
Come nulla si sa del destino delle ceneri di fondo dell'inceneritore.
Sono migliaia di tonnellate di ceneri nelle quali sono depositati metalli pesanti, diossine, furani, tutte molecole di una certa delicatezza, ma il silenzio regola anche questo tema.
La trasparenza del progetto, una delle tante bandiere stracciate, è palesemente rappresentata da monitor spesso spenti, di dubbia leggibilità, dove le polveri sottili sono costantemente riportate a valore zero.
Zero notizie da Ugozzolo, e il balletto andrà avanti ancora 2 mesi.
La nebbia non è solo nell'aria.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 11 gennaio 2014

L'inceneritore di Parma è stato acceso
136

giorni fa

mercoledì 8 gennaio 2014

Il carbone della Befana

Per Parma il regalo ritarda di un giorno
4 giorni su 7 fuori norma Pm10: è la norma

Su 7 giorni del nuovo anno, 4 sono stati a Parma con un livello di polveri sottili fuori norma.
Ieri le Pm10 sono tornate a bussare alla porta del bacino padano.
Ormai la norma è non essere a norma e il rischio è quello di farci l'abitudine.
In regione 4 province su 7 superano i limiti, Parma, con 58 microgrammi per metro cubo di aria, è terza dopo Rimini (66) e Forlì (59).


La città ducale si conferma come il peggiore capoluogo della regione come qualità dell'aria.
Primi nel 2011 (93 superamenti annuali), ancora primi nel 2012 (record di 115 superamenti, un anno particolarmente nero), primi ancora nel 2013 con 80 superamenti nel corso dell'anno, con il picco di dicembre che ha visto un periodo di 26 giorni tutti segnati da un inquinamento non consentito dalla legge.
Produciamo un inquinamento atmosferico eccessivo e fuori regola.
Questo è un dato di fatto.
Non rispettiamo i limiti imposti dalla legge e dalle normative europee che prevedono invece che i paesi membri adottino tutte le misure necessarie a far calare la pressione ambientale perché ormai è certo che l'inquinamento dell'aria sia correlato direttamente con la malattia.
Lo Iarc nell'ottobre 2013 ha classificato le polveri sottili come sostanze certamente cancerogene.
Da quel momento è stata messa la parola fine a tante dichiarazioni azzardate pronunciate a difesa di progetti che niente avevano a che fare con la difesa dell'ambiente.
L'inceneritore di Parma era presentato come impianto ad impatto zero.
Addirittura c'è stato un assessore all'ambiente che in un incontro pubblico sostenne che l'incenerimento dei rifiuti non comportasse la produzione di diossina.
Un altro, responsabile addirittura di un'Arpa, l'agenzia regionale protezione ambientale, dichiarò che il fumo dei camini era vapore acqueo.
Poi il presidente di una multiutility che consigliava l'acquisto di immobili nei dintorni dell'inceneritore, perché visto che puliva l'aria, attorno all'impianto sarebbe fiorito un nuovo boom immobiliare.
Viene da sorridere ma l'amarezza prevale.
Il 19 gennaio l'inceneritore di Parma entrerà nella sua fase di esercizio.
Noi diciamo finalmente perché da 6 mesi non è dato sapere cosa stia succedendo ad Ugozzolo, con una linea perennemente spenta, l'altra che funziona a singhiozzo e va in ferie a Natale, rifiuti radioattivi bloccati all'entrata dell'impianto, il teleriscaldamento che non è dato sapere se sia stato connesso o meno, il destino ignoto delle ceneri di fondo e di quelle volatili.
La chiarezza e la trasparenza promesse in fase di progetto fanno ancora parte delle letterine a Babbo Natale ancora inevase.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 gennaio 2014

L'inceneritore di Parma è stato acceso
133

giorni fa

martedì 7 gennaio 2014

L'inceneritore è in ferie

Da Natale il camino è fermo, così almeno dice Iren

Se andate al link di Iren http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=205 avrete la bella sorpresa di scoprire che anche l'inceneritore va in vacanza, e dal giorno di Natale è spento.
Spento, nonostante il pennacchio che tutti quanti osserviamo fuoriuscire dalla ciminiera di Ugozzolo.


Il sito infatti ci racconta una storia di assenza e non di presenza.
Ad esempio per tutto il mese di dicembre solo una linea è rimasta in funzione (tranne che dal 9 al 13).
Un camino affezionato alla tradizioni, per Santa Lucia spegne una linea, per Natale festeggia insieme a noi e tira diritto sino all'Epifania.
La fase vacante, iniziata il 26 dicembre permane tutt'ora.
Ovviamente la domanda sorge, come si usa dire, spontanea.
Dove ha messo i rifiuti Iren mentre il camino era freddo?
I dati riportati nella pagina web corrispondono alla realtà?
La grande emergenza ambientale che poteva trasformare Parma in una piccola Napoli (con le dovute scuse agli amici partenopei) se non si fosse acceso il camino in fretta a furia, dove mai è andata a finire?
Infine quale mai sarà il destino di un impianto che durante l'esercizio provvisorio è acceso un giorno sì e uno no, dove dal 25 dicembre al 6 gennaio i fuochi sono spenti, dove i rifiuti sono sconsolatamente scarsi?
Già oggi l'impianto di Parma è sovradimensionato.
Con la raccolta differenziata porta a porta ampliata a tutta la città i rifiuti non basteranno di certo a garantire le 8000 ore di funzionamento previste dal pianto industriale di Iren.
Cosa succederà allora a Parma.
Arriveranno rifiuti da fuori?
L'Autorizzazione Integrata Ambientale nega questa possibilità e l'assessore Castellani ha sempre sostenuto che questa prescrizione verrà rispettata senza deroghe.
Ci spieghino a quale trucco intendono ricorrere.
E intanto che ci sono ci raccontino un po' come stanno andando le cose con il teleriscaldamento. E' connesso? E a quante famiglie? E quante caldaie sono state spente? Perché noi, sotto la coltre di smog, non ci siamo mica accorti del gran beneficio promesso

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 7 gennaio 2014

L'inceneritore di Parma è stato acceso
132

giorni fa

venerdì 20 dicembre 2013

Smog Parma, altro giorno nero

Il record tocca i 22 giorni di veleni

Ieri la nube tossica è tornata intensa in città, 84 microgrammi contro i 50, soglia massima consentita, 76 sforamenti dall'inizio dell'anno contro i 35 consentiti.
L'inquinamento, in attesa di pioggia o neve, si mantiene su livelli altissimi e pericolosi.
Ieri tutta la regione è andata oltre i limiti.
Dopo 22 giorni di smog ieri il carico di inquinamenti ha raggiunto il suo massimo livello: 84 microgrammi di media regionale fra tutte le province.
Denunciamo ancora una volta una situazione drammatica.
Ma ventidue giorni consecutivi di smog fuori legge hanno lasciato il segno?
Sinceramente crediamo di no.


Di fronte alla miriade di problemi che azzoppano lo Stivale, l'inquinamento è l'ultima delle preoccupazioni. Davanti ad uno sfratto la purezza dell'aria viene dopo, in coda, dopo aver dato un tetto a una famiglia che soffre.
Eppure l'ambiente e il clima sono elementi indispensabili anche per lo sviluppo e la ricchezza di un territorio. E senza questi ingredienti anche l'economia è destinata al disastro.
Specie quando un luogo è universalmente noto come “food valley”.
Colpisce l'enorme ritardo dell'imprenditoria locale nell'affrontare un tema così indissolubilmente legato al successo delle loro imprese.
Le categorie si presentano puntuali solo quando è ormai tardi, a contrastare decisioni di limitazione del traffico obbligate e imposte da un minimo di buon senso, oltre che dalle leggi.
Se ci si ritrova solo quando il semaforo è diventato rosso qualcosa è mancato lungo la strada.
Senza territorio (sano) non c'è marchio o prodotto di eccellenza che tenga.
Se i mulini sono neri la farina è sporca.
Eppure siamo ancora alla fase del bianchetto, del nascondere errori anche marchiani, e non son ciliegie.
La nostra insistenza va nella direzione di affrontare il problema, invece che dimenticarselo in tempi di grassa e farci tornare il mal di testa (non solo in senso figurato) in tempi di magra.
E' evidente che torneremo e cadremo sugli stessi temi a cadenza regolare.
In stasi di vento, inversione termica, alta pressione, Parma e il bacino padano respirano ciò che hanno liberato in aria, anche per intere settimane. Se è Pm10 d'inverno (gli impianti termici incrementano il loro negativo contributo) sarà ozono nei mesi estivi, con cerchi di influenza che si allargano a dismisura coinvolgendo, specie d'estate, anche le colline e le media altitudini.
Ma cosa intendiamo per azione?
L'inquinamento uccide più degli incidenti stradali.
Ha un costo sociale enorme.
Prevenire è anche economicamente conveniente.
Oggi chiediamo un segnale di area vasta, un'azione condivisa da tutta la Pianura Padana, un blocco dello smog antropomorfo sincronizzato, finalizzato a registrarne gli effetti.
Vorremmo assistere ad una grande scena madre, un territorio che si ferma davanti all'evidente emergenza sanitaria in atto, spaventato dalle azioni delle proprie mani.
Ma questa è solo una manifestazione di richiamo, di sollecitazione e presa di coscienza, a favore di tutti i cittadini coinvolti, in qualunque posizione sociale si trovino.
Il nocciolo è l'azione che segue.
Se è vero che le polveri sono cancerogene chi le immette in atmosfera ne diviene diretto responsabile.
Facile continuare a fingere, tanto tutto si mischia e nessuno riesce a indicare il colpevole.
Se ci sono enti deputati ai controlli vanno fatti emergere tutti gli eccessi e i punti di emissione da monitorare e da ridurre.
Non deve più essere accettato un silenzioso inquinare senza che nessuno ne senta la responsabilità e affronti un cambiamento.
Se il sistema attuale dei controlli e dei limiti emissivi ha fallito il dovere di una comunità responsabile è quello di modificare queste leggi per raggiungere lo scopo per cui sono nate, proteggere le persone e l'ambiente.
Non per umanità o illuminismo ma per pura visione economica.
Il mio mulino vince quando rimane bianco senza bianchetto.
A forza di cancellare sappiamo la fine che fa anche il più robusto d

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 20 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
114

giorni fa

venerdì 13 dicembre 2013

Quindici sfumature di nero

Pm10: Parma e l'Emilia Romagna nella morsa dello smog
Pioggia delle mie brame, quando cadrai sul mio reame?

Il “bel tempo” è una parvenza di sole che squarcia per qualche ora il manto nero dello smog.
Da quindici giorni Parma supera tutti i giorni i limiti di polveri sottili ammessi per legge, 50 microgrammi per metro cubo di aria. Ieri l'asticella si è fermata a quota 71.


Quindici giorni di sforamenti è un record crediamo assoluto di permanenza di condizioni ambientali estreme. Il 2013 vedrà complessivamente diminuire le giornate di sforamento, dopo il record del 2012 con 115 giorni fuori legge.
Ma è anche vero che da 360 ore l'aria della città risulta non adatta alla salute di chi la respira.
Gli ambulatori dei medici di base registrano un crescendo di accessi concentrati su problemi respiratori, mal di gola, tracheiti, affanno respiratorio.
Tutta la regione Emilia Romagna è al collasso ambientale.
A questo punto se i numeri valgono qualcosa sarebbe arrivato il momento di dichiarare lo stato di calamità ambientale e richiedere interventi straordinari.
Il bacino padano dovrebbe farsi carico di un summit urgente dei capoluoghi di provincia per prendere decisioni drastiche che vadano in difesa della salute, primo impegno di ogni primo cittadino responsabile.
Dichiarare una giornata (la domenica?) 24 “smog free” chiudendo al traffico tutte la aree urbane, facendo spegnere tutte le fornaci salvo quelle indispensabili per garantire i servizi essenziali.
Una giornata simbolo in cui non circoli alcun mezzo a motore termico, in cui le fabbriche osservino il digiuno da inquinamento ed emissioni, in cui i cittadini si fermino a riflettere tutti insieme, senza alcun negozio aperto, esercizi pubblici nel numero minimo possibile.
Una giornata di lutto ambientale per far tornare la ragione negli amministratori e negli amministrati.
Perché lo sviluppo ha i suoi adepti che non vogliono sentir ragione.
Qui invece c'è da inventarsi un futuro se lo desideriamo davvero.
Altrimenti il futuro lo passeremo nei reparti degli ospedali.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
107

giorni fa