Sabato 24 luglio 2010 alla Fattoria di Vigheffio, pochi chilometri a Sud di Parma, si svolgerà la prima festa ufficiale dell'Associazione "Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma".
Sono anni che l'Associazione si batte per impedire la costruzione a Parma di un inceneritore di rifiuti da 130000 tonnellate e dal giugno scorso il coordinamento è diventato associazione per poter essere meglio riconoscibile e diventare un interlocutore credibile per amministrazioni locali e cittadini.
Adesso è venuto il momento di festeggiare tutti insieme, di conoscerci, di parlarci, di esprimere in diretta tutte le nostre preoccupazioni ed idee per proseguire la lotta contro il mostro di Ugozzolo.
Sarà la festa di tutti coloro che in qualunque maniera stanno dando il loro contributo per opporsi alla costruzione dell'inceneritore ma anche una occasione per chi ancora non conoscesse a fondo la tematica per poter dialogare ed entrare meglio nella materia.
Alla festa sarà possibile anche cenare e seguire poi il concerto di "Antonio Benassi band".
Il concerto è gratuito e si ringrazia il gruppo per la grande disponibilità.
Così come vogliamo ringraziare la Fattoria di Vigheffio e il service Riccardo Puglia che era stato con noi anche alla manifestazione nazionale di aprile a Parma, la cooperativa La Giunchiglia che ci aiuterà a rendere davvero rifiuti zero la festa, in modo da dimostrare come sia possibile gestire i materiali post consumo senza generare alcun tipo di rifiuti ma anche costituire con queste risorse nuove opportunità economiche.
Sabato 24 luglio alla Fattoria di Vigheffio a partire dalle ore 19.30.
Spargete la voce!
E' stata aperta una pagina Fabebook per l'evento all'indirizzo http://tinyurl.com/rifiuti0
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 22 luglio 2010
-654 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR - dal 2006 si è mossa per impedire la costruzione di un nuovo inceneritore a Parma, a 4 km da piazza Duomo, a fianco di Barilla e Chiesi, Ikea e ParmaRetail. Un mostro che brucerà 130 mila tonnellate di rifiuti all'anno e che inquinerà il nostro territorio per il futuro a venire.
domenica 1 agosto 2010
Pietrasanta, una storia italiana
Vale la pena ripercorrere la storia recente dell'inceneritore di Pietrasanta, posto sotto sequestro la settimana scorsa per l'avvelenamento di due torrenti, dove venivano sversate le acque provenienti dal raffreddamento delle ceneri. Quasi una abitudine per questo inceneritore, fornito di tutte le certificazioni del caso, ma sempre al centro di gravi situazioni di inquinamento ambientale.
Già nel febbraio 2008 l'acqua era stata inquinata da diossine e Veolia aveva sostituito il filtro a maniche con un intervento di 800 mila euro. Che non è bastato.
Infatti il 28 aprile 2009 l'Arpa Toscana comunica il superamento dei livelli limite di diossina emetalli pesanti nei sedimenti del torrente Baccatoio, a monte e a valle dello scarico della società Veolia.
Quindi è in aprile del 2009 che si colloca la notizia del reato, è questo il momento in cui si evidenzia il danno che l'impianto sta provocando all'ambiente e di conseguenza alle coltivazioni,
agli animali, all'uomo.
Il 6 maggio 2009 l'Usl propone i rimedi da adottare, il 7 maggio 2009 la Provincia di Lucca propone al comune una ordinanza di bonifica, l'8 maggio 2009 il comune di Pietrasanta si esprime favorevolmente e quindi la Provincia emette una ordinanza a carico di Veolia.
Veola cosa fa? Ricorre al Tar, che il 26 maggio 2009 sospende temporaneamente l'ordinanza.
Il 9 giugno 2009 Arpa comunica l'intenzione di provvedere a ulteririori campionamenti sul posto.
Il 12 gugno 2009 l'Usl rinnova la richiesta di provvedimenti Il 7 luglio 2009 Arpa conferma l'avvelenamento delle acque e dei sedimenti: diossine e metalli pesanti a go-go.
Il 1° agosto 2009 Arpa comunica la necessità di ulteriori accertamenti e chiede aiuto a Usl e Provincia.
Il 14 agosto 2009 Usl comunica gli esiti degli accertamenti sui pozzi.
Il 7 agosto 2009 si fa una riunione tecnica alla Provincia di Lucca.
Il 10 novembre 2009 incontro tra Arpa e Comune, nuovi accertamenti sulle acque.
Considerati i possibili effetti che i superamenti potrebbero portare alla salute umana, considerato che le acque superficiali potrebbero essere utilizzate per irrigare le colture ortofrutticole, il 17 dicembre 2009 il comune di Pietrasanta, con la firma del sindaco Massimo Mallegni, emana una ordinanza in cui si vieta l'utilizzo delle acque, la pesca, la cattura di fauna acquatica di due torrenti, il Baccatoio e la Carraietta, posti a lato dell'impianto e in cui lo stesso scarica le acque.
E siamo a dicembre.
La procura della repubblica di Lucca interverrà l'8 luglio 2010 con il sequestro penale dell'impianto di incenerimento gestito dalla società Veolia, che nel 2007 lo aveva rilevato da Tev.
Dalla notizia e verifica dell'inquinamento sono passati 436 giorni, un anno e 4 mesi.
Quanta acqua inquinata da diossina e metalli pesanti è passata nel frattempo?
Quale grado di protezione è stato garantito alla popolazione?
Quale grado di informazione è stato garantito alla popolazione?
Quale tipo di atteggiamento si evince da parte dei gestori di questi impianti, in questo caso Veolia?
Dal racconto si hanno tutte le risposte del caso.
E la consapevolezza di che cosa rischiamo a Parma, costruendo ad Ugozzolo un inceneritore.
Una volta in funzione ed acceso non è vero come sostiene nonno Allodi, presidente di Enia e ora vice di Iren, che i controlli saranno rigorosi e le “manovre di rientro” in caso di guasti immediate.
Pietrasanta è lì a testimoniare il contrario.
I cittadini subiranno tutte le conseguenze e la verità verrà rincorsa per anni.
Con in sottofondo il de profundis della food valley, chi potrà sussistere?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 23 luglio 2010
-653 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Già nel febbraio 2008 l'acqua era stata inquinata da diossine e Veolia aveva sostituito il filtro a maniche con un intervento di 800 mila euro. Che non è bastato.
Infatti il 28 aprile 2009 l'Arpa Toscana comunica il superamento dei livelli limite di diossina emetalli pesanti nei sedimenti del torrente Baccatoio, a monte e a valle dello scarico della società Veolia.
Quindi è in aprile del 2009 che si colloca la notizia del reato, è questo il momento in cui si evidenzia il danno che l'impianto sta provocando all'ambiente e di conseguenza alle coltivazioni,
agli animali, all'uomo.
Il 6 maggio 2009 l'Usl propone i rimedi da adottare, il 7 maggio 2009 la Provincia di Lucca propone al comune una ordinanza di bonifica, l'8 maggio 2009 il comune di Pietrasanta si esprime favorevolmente e quindi la Provincia emette una ordinanza a carico di Veolia.
Veola cosa fa? Ricorre al Tar, che il 26 maggio 2009 sospende temporaneamente l'ordinanza.
Il 9 giugno 2009 Arpa comunica l'intenzione di provvedere a ulteririori campionamenti sul posto.
Il 12 gugno 2009 l'Usl rinnova la richiesta di provvedimenti Il 7 luglio 2009 Arpa conferma l'avvelenamento delle acque e dei sedimenti: diossine e metalli pesanti a go-go.
Il 1° agosto 2009 Arpa comunica la necessità di ulteriori accertamenti e chiede aiuto a Usl e Provincia.
Il 14 agosto 2009 Usl comunica gli esiti degli accertamenti sui pozzi.
Il 7 agosto 2009 si fa una riunione tecnica alla Provincia di Lucca.
Il 10 novembre 2009 incontro tra Arpa e Comune, nuovi accertamenti sulle acque.
Considerati i possibili effetti che i superamenti potrebbero portare alla salute umana, considerato che le acque superficiali potrebbero essere utilizzate per irrigare le colture ortofrutticole, il 17 dicembre 2009 il comune di Pietrasanta, con la firma del sindaco Massimo Mallegni, emana una ordinanza in cui si vieta l'utilizzo delle acque, la pesca, la cattura di fauna acquatica di due torrenti, il Baccatoio e la Carraietta, posti a lato dell'impianto e in cui lo stesso scarica le acque.
E siamo a dicembre.
La procura della repubblica di Lucca interverrà l'8 luglio 2010 con il sequestro penale dell'impianto di incenerimento gestito dalla società Veolia, che nel 2007 lo aveva rilevato da Tev.
Dalla notizia e verifica dell'inquinamento sono passati 436 giorni, un anno e 4 mesi.
Quanta acqua inquinata da diossina e metalli pesanti è passata nel frattempo?
Quale grado di protezione è stato garantito alla popolazione?
Quale grado di informazione è stato garantito alla popolazione?
Quale tipo di atteggiamento si evince da parte dei gestori di questi impianti, in questo caso Veolia?
Dal racconto si hanno tutte le risposte del caso.
E la consapevolezza di che cosa rischiamo a Parma, costruendo ad Ugozzolo un inceneritore.
Una volta in funzione ed acceso non è vero come sostiene nonno Allodi, presidente di Enia e ora vice di Iren, che i controlli saranno rigorosi e le “manovre di rientro” in caso di guasti immediate.
Pietrasanta è lì a testimoniare il contrario.
I cittadini subiranno tutte le conseguenze e la verità verrà rincorsa per anni.
Con in sottofondo il de profundis della food valley, chi potrà sussistere?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 23 luglio 2010
-653 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
La grande fame di plastica di Enia
Come nel classico strano caso del dottor Jeckyl e del signor Hyde Enia mostra, a seconda dell'interlocutore, un volto differente.
Il nostro padano Giano bifronte si presenta all'opinione pubblica come esempio virtuoso di gestione corretta dei rifiuti, proponendosi con intere pagine sui giornali come attento e rispettoso fautore delle politiche di riciclo dettate dall'Europa.
Peccato che non sia così.
Scopriamo infatti, un pezzo alla volta, cosa c'è dietro l'apparente impegno di Enia: una semplice cura dei propri interessi, tutti a sostengo del costruendo inceneritore di Ugozzolo.
Leggendo i verbali del Comitato tecnico scientifico di alta sorveglianza sul Pai (CTS), organo consultivo guidato da Francesco Giusiano scopriamo che nel febbraio del 2008 vengono posti alcuni quesiti a Enia.
Uno fra tutti è molto interessante e fa riferimento al volume B del quadro di riferimento progettuale presentato da Enia, dove a pagina 77-78 si parla di intercettazione della plastica.
Qui viene fuori che nel 2012 Enia è intenzionata a intercettare solo il 17% della plastica.
A fronte di una previsione del PPGR (piano provinciale di gestione dei rifiuti) di un 59,7% di riciclo per le frazioni plastiche, Enia pone l'asticella quasi in fondo.
Come fa a modificare l'impostazione del PPGR senza subire pesanti conseguenze?
Il componente del CTS Federico Valerio va giù piatto: “è una palese illogicità” e domanda “chi decide gli obiettivi: Enia o il Comune e la Provincia?”.
Un bel quesito sul quale anche a noi piacerebbe avere risposta dagli enti citati.
Questa percentuale è ovviamente e sorprendentemente bassa, ma anche fuorilegge, visto che nel 2012 sarà necessario raggiungere il 65% di raccolta differenziata.
Enia risponde ai quesiti posti facendo presente che per le plastiche l'unico polimero a cui è interessata è quello delle bottiglie per liquidi, che costituiscono il 15/20 % della frazione.
Il resto non viene neanche preso in considerazione o, meglio, viene gioiosamente convogliato verso la bocca del forno. La plastica brucia bene, si sa, diciamo pure molto bene, e il potere calorifico dei rifiuti, con una bella percentuale di plastica, è alto che è una meraviglia e non rischia di scendere al di sotto del consentito.
Facciamo due conti. Ogni anno ogni abitante della nostra provincia produce 41,81 kg di plastica.
Di questi solo 7,11 saranno destinati a riciclo e ben 34,7 inviati a incenerimento. Moltiplichiamo per il numero di abitanti ed eccoci al dunque: 15 mila tonnellate di plastica verranno immolate sull'altare dell'inceneritore, provocando di conseguenza un innalzamento del potere calorifico dei rifiuti, ma ovviamente anche un incremento degli inquinanti emessi dal camino.
Come ormai è noto dalle plastiche clorate si sprigiona diossina, uno dei veleni più pericolosi esistenti, una sostanza insolubile, bioaccumulabile, che si deposita sui terreni e tramite gli animali arriva infine all'uomo.
Varrebbe allora la pena trattare diversamente la plastica in modo da evitare queste conseguenze importanti sull'ambiente. Al Centro Riciclo di Vedelago tutta la plastica viene riciclata, il 100% della plastica, o attraverso il riciclo nel circuito Conai o attraverso l'estrusione, che trasforma questi polimeri in una sabbia sintetica utilizzata per produrre manufatti come gli schienali delle sedie, i dissuasori di velocità, le palizzate, oppure miscelata con cemento per creare mattoni più flessibili e leggeri. Questa materia, chiamata prima seconda, è certificata dall'università di Padova.
Ma Enia non ci prova nemmeno a considerare questo scenario.
Del resto se non mette plastica, cosa brucerebbe l'inceneritore?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 24 luglio 2010
-652 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare
Il nostro padano Giano bifronte si presenta all'opinione pubblica come esempio virtuoso di gestione corretta dei rifiuti, proponendosi con intere pagine sui giornali come attento e rispettoso fautore delle politiche di riciclo dettate dall'Europa.
Peccato che non sia così.
Scopriamo infatti, un pezzo alla volta, cosa c'è dietro l'apparente impegno di Enia: una semplice cura dei propri interessi, tutti a sostengo del costruendo inceneritore di Ugozzolo.
Leggendo i verbali del Comitato tecnico scientifico di alta sorveglianza sul Pai (CTS), organo consultivo guidato da Francesco Giusiano scopriamo che nel febbraio del 2008 vengono posti alcuni quesiti a Enia.
Uno fra tutti è molto interessante e fa riferimento al volume B del quadro di riferimento progettuale presentato da Enia, dove a pagina 77-78 si parla di intercettazione della plastica.
Qui viene fuori che nel 2012 Enia è intenzionata a intercettare solo il 17% della plastica.
A fronte di una previsione del PPGR (piano provinciale di gestione dei rifiuti) di un 59,7% di riciclo per le frazioni plastiche, Enia pone l'asticella quasi in fondo.
Come fa a modificare l'impostazione del PPGR senza subire pesanti conseguenze?
Il componente del CTS Federico Valerio va giù piatto: “è una palese illogicità” e domanda “chi decide gli obiettivi: Enia o il Comune e la Provincia?”.
Un bel quesito sul quale anche a noi piacerebbe avere risposta dagli enti citati.
Questa percentuale è ovviamente e sorprendentemente bassa, ma anche fuorilegge, visto che nel 2012 sarà necessario raggiungere il 65% di raccolta differenziata.
Enia risponde ai quesiti posti facendo presente che per le plastiche l'unico polimero a cui è interessata è quello delle bottiglie per liquidi, che costituiscono il 15/20 % della frazione.
Il resto non viene neanche preso in considerazione o, meglio, viene gioiosamente convogliato verso la bocca del forno. La plastica brucia bene, si sa, diciamo pure molto bene, e il potere calorifico dei rifiuti, con una bella percentuale di plastica, è alto che è una meraviglia e non rischia di scendere al di sotto del consentito.
Facciamo due conti. Ogni anno ogni abitante della nostra provincia produce 41,81 kg di plastica.
Di questi solo 7,11 saranno destinati a riciclo e ben 34,7 inviati a incenerimento. Moltiplichiamo per il numero di abitanti ed eccoci al dunque: 15 mila tonnellate di plastica verranno immolate sull'altare dell'inceneritore, provocando di conseguenza un innalzamento del potere calorifico dei rifiuti, ma ovviamente anche un incremento degli inquinanti emessi dal camino.
Come ormai è noto dalle plastiche clorate si sprigiona diossina, uno dei veleni più pericolosi esistenti, una sostanza insolubile, bioaccumulabile, che si deposita sui terreni e tramite gli animali arriva infine all'uomo.
Varrebbe allora la pena trattare diversamente la plastica in modo da evitare queste conseguenze importanti sull'ambiente. Al Centro Riciclo di Vedelago tutta la plastica viene riciclata, il 100% della plastica, o attraverso il riciclo nel circuito Conai o attraverso l'estrusione, che trasforma questi polimeri in una sabbia sintetica utilizzata per produrre manufatti come gli schienali delle sedie, i dissuasori di velocità, le palizzate, oppure miscelata con cemento per creare mattoni più flessibili e leggeri. Questa materia, chiamata prima seconda, è certificata dall'università di Padova.
Ma Enia non ci prova nemmeno a considerare questo scenario.
Del resto se non mette plastica, cosa brucerebbe l'inceneritore?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 24 luglio 2010
-652 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare
Parma Parallela
Festa Rifiuti Zero, organizzata dall'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse per abbracciare
tutti i sostenitori della vertenza in atto contro la costruzione dell'inceneritore di Parma.
Già dalle prime ore della sera gli stand gastronomici messi a disposizione dalla cooperativa Avalon registravano l'ingrossarsi delle file.
L'associazione aveva preparato per l'occasioni video, proiezioni, gadgets, riffe, informazione a 360 gradi sugli inceneritori e sull'alternativa proposta alle amministrazioni locali.
Grande riscontro ha avuto poi lo spazio gioco dedicato ai più piccoli che fino a tarda ora si sono divertiti tra salto con la corda, cacce al tesoro, tiro al birillo.
Grazie alla disponibilità di Riccardo Puglia, il tecnico Ignazio ha dato man forte agli impianti audio e luci e poter dare smalto all'esibizione dal vivo della band.
“La donne di Mantova”, “Piovani”, “Parma Parallela” il quartetto non si è risparmiato ed ha fatto godere l'affollata platea la gran parte del repertorio di canzoni anche in dialetto parmigiano che non hanno mancato di strappare convinti applausi e partecipati cori di accompagnamento.
Una carrellata di rock made in Parma che ha raccolto in questi anni crescente attenzione e convinti successi nelle esibizioni dal vivo che il gruppo porta in giro per la Padania e oltre.
“Lo torturo”, “Dito qui”, “Carla Bruni e sarcosi”, la verve sagace e auto ironica di Antonio, voce e chitarra elettrica, Nik, chitarra elettrica e voce, Giordano, basso, Dade, batteria e voce, si è impadronita della platea per un felice concerto live tutto da ascoltare e da vedere.
Baciata da un clima possiamo dire perfetto la “Festa Rifiuti Zero” ha registrato il tutto esaurito e fino a tarda ora tavoli gremiti e tanta allegria per dire ancora una volta che Parma non vuole l'inceneritore dei veleni.
C'è una Parma parallela che vuole un futuro per la nostra città. Un futuro libero da diossine e inquinamenti. Una Parma che conquista giorno per giorno maggiore terreno e che alla fine, chissà, potrebbe anche tagliare vittoriosa il traguardo.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 25 luglio 2010
-651 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
tutti i sostenitori della vertenza in atto contro la costruzione dell'inceneritore di Parma.
Già dalle prime ore della sera gli stand gastronomici messi a disposizione dalla cooperativa Avalon registravano l'ingrossarsi delle file.
L'associazione aveva preparato per l'occasioni video, proiezioni, gadgets, riffe, informazione a 360 gradi sugli inceneritori e sull'alternativa proposta alle amministrazioni locali.
Grande riscontro ha avuto poi lo spazio gioco dedicato ai più piccoli che fino a tarda ora si sono divertiti tra salto con la corda, cacce al tesoro, tiro al birillo.
Grazie alla disponibilità di Riccardo Puglia, il tecnico Ignazio ha dato man forte agli impianti audio e luci e poter dare smalto all'esibizione dal vivo della band.
“La donne di Mantova”, “Piovani”, “Parma Parallela” il quartetto non si è risparmiato ed ha fatto godere l'affollata platea la gran parte del repertorio di canzoni anche in dialetto parmigiano che non hanno mancato di strappare convinti applausi e partecipati cori di accompagnamento.
Una carrellata di rock made in Parma che ha raccolto in questi anni crescente attenzione e convinti successi nelle esibizioni dal vivo che il gruppo porta in giro per la Padania e oltre.
“Lo torturo”, “Dito qui”, “Carla Bruni e sarcosi”, la verve sagace e auto ironica di Antonio, voce e chitarra elettrica, Nik, chitarra elettrica e voce, Giordano, basso, Dade, batteria e voce, si è impadronita della platea per un felice concerto live tutto da ascoltare e da vedere.
Baciata da un clima possiamo dire perfetto la “Festa Rifiuti Zero” ha registrato il tutto esaurito e fino a tarda ora tavoli gremiti e tanta allegria per dire ancora una volta che Parma non vuole l'inceneritore dei veleni.
C'è una Parma parallela che vuole un futuro per la nostra città. Un futuro libero da diossine e inquinamenti. Una Parma che conquista giorno per giorno maggiore terreno e che alla fine, chissà, potrebbe anche tagliare vittoriosa il traguardo.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 25 luglio 2010
-651 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Bologna addio
Questa è acqua del torrente Baccatoio, inquinato dall'inceneritore del Pollino, in Toscana, sulla riviera della Versilia: diossine e metalli pesanti sono stati sversati per mesi, a 2 km dalla spiaggia di Marina di Pietrasanta.
Quello del Pollino era presentato come un inceneritore modello, aggiornato da pochissimo, nel 2008, dopo sforamenti nelle emissioni e un altro episodio di inquinamento delle acque. A gestirlo la Veolia, colosso multinazionale dei rifiuti.
Sono migliaia i parmigiani che passano le vacanze in Versilia, come del resto i piacentini, i reggiani, i modenesi: una vacanza s rischio?
Questa è la premessa che avremmo voluto portare a Vasco Errani, se si fosse presentato all'appuntamento. Avevamo infatti chiesto un incontro con il presidente della regione e quando siamo arrivati c'era l'assessore Freda. Spiegato l'equivoco l'abbiamo ringraziata, dicendo che avremmo tentato di fissare di nuovo un appuntamento per non farle perdere tempo Una premessa consistente in una bottiglia riempita di acqua prelevata in Versilia, che forse è meglio non bere.
Questo è lo scenario tipico legato ad un territorio dove è in funzione un inceneritore: se non è l'acqua ad essere inquinata, è la terra, oppure l'aria, oppure tutte quante insieme.
Volevamo portare a Bologna la questione della gestione dei rifiuti di Parma, che per noi è fallimentare, una differenziata che stenta a superare il 50%, un porta a porta a macchia di leopardo, il centro città, come altre zone, ancora con i cassonetti stradali pieni di plastica e carta, recuperabili.
L'organico, quando c'è, raccolto nei sacchetti di plastica. Le cassette di plastica, di cartone e di legno dei fruttivendoli, nuove di pacca, schiacciate tutte insieme con l'organico e bruciate nel grande falò.
Su tutto l'idea assurda di avere per ogni provincia un inceneritore, quando già a Piacenza hanno difficoltà a trovare rifiuti da bruciare.
A Parma si sta costruendo un inceneritore da 130 mila tonnellate, nonostante la necessità di trattamento dei rifiuti urbani sia di 65 mila (dati desunti dal progetto di Enia e dalle stime del Piano Provinciale dei Rifiuti).
Dietro le quinte il business dei rifiuti speciali, affidato al gestore, che oggi si chiama Iren, che sulla salute dei parmigiani costruirà i suoi bilanci, con poca trasparenza, prova ne sia la negazione del piano economico finanziario legato al progetto, che nonostante una lettera del sindaco ancora non esce dalle teche della multiutility.
Chissà poi quando chiederemo di accedere ai dati delle emissioni, cosa risponderanno.
A Parma si costruisce l'impianto contro tutti.
I cittadini, le aziende dell'agroalimentare, i sindacati di categoria, i consorzi, Greci, Barilla, Chiesi i 3 illustri nomi che non vengono nemmeno presi in considerazione.
Il consenso è preso a sberle, ma i risultati poi arriveranno, il tempo è galantuomo.
La politica dei democratici locali in tema ambientale semplicemente non esiste. Nell'inceneritore si intendono bruciare i rifiuti sepolri nelle discariche del territorio: 7 milioni di tonnellate di rifiuti, 50 anni di forno pieno di scorie di ogni tipo e pericolosità, ma nessuno alza alcun dubbio, anzi il gesto è ritenuto dai vertici del partito una presa di coraggio.
L'associazione Gestione Corretta Rifiuti ha in questi anni avuto maggiore ascolto dalla destra che dalla sinistra. Per incontrare il presidente della Provincia Bernazzoli c'è voluto un anno, per incontrare il sindaco di Parma Vignali è bastato un mese.
Oggi abbiamo davanti una politica dei rifiuti che risulta autopunitiva per il territorio.
Migliaia di aziende dell'agroalimentare, un territorio che su questo comparto ha salvato l'economia locale, il sistema delle Dop e dei Doc sviluppatissimo e a rischio inceneritore, gli esempi di Brescia (diossina nel latte), di Montale (diossina nel latte materno e nei polli), di Pietrasanta (metalli pesanti nell'acqua) sono lì da vedere.
Oggi siamo all'assurdo.
Abbiamo il sindaco del capoluogo, che guida una amministrazione di centro destra, propenso ad una alternativa, disponibile a verificare un'altra modalità di gestione dei rifiuti, che considera il nostro progetto alternativo “una cosa seria”.
E sull'altro fronte il presidente della Provincia, che guida una maggioranza di centro sinistra, che sbatte la porta, nega ogni tipo di confronto sull'alternativa, si innervosisce alle nostre insistenze, al nostro non adeguarci e non abbassare il capo.
Ci viene detto che l'iter è concluso, è stato discusso per anni, che tutti hanno avuto la possibilità di fare le proprie considerazioni.
La nostra associazione fin dal 2006 va ripetendo che è sbagliato partire dall'impianto, una casa si costruisce dal tetto?
Seguendo le indicazioni dell'Europa bisogna prima arrivare a computare le reali necessità di trattamento applicando prima la riduzione, poi il riuso, poi il riciclo e infine il recupero, non necessariamente tramite incenerimento.
Senza applicare le corrette pratiche, come il porta a porta spinto, si è deciso nel lontano 2005 una necessità di trattamento teorica, slegata dall'applicazione pratica e da una verifica sul campo.
Oggi vediamo come il sistema inceneritori provochi il collasso del sistema di riciclo delle materie.
Brescia, dopo dieci anni di inceneritore, ha la differenziata bloccata al 40%.
L'incenerimento è antitetico alla raccolta differenziata, proprio perché entrambi i sistemi inseguono lo stesso trofeo, la materia ad alto potere calorifico, la carta, la plastica, il legno.
Affidare allo stesso gestore le due tipologie di raccolta significa dare 2 lattanti ad una stessa balia.
Nessuno dei due morirà di fame.
Si darà in parti eque ad entrambi.
I cittadini oggi sono maggiormente informati e sanno cosa si devono aspettare dal nuovo inceneritore in costruzione. Nel 2012 depositeranno nell'urna un voto chiaro e inequivocabile.
E noi faremo la nostra parte per sottolineare le decisioni prese, il consenso per chi sosterrà ancora l'inceneritore verrà meno.
Noi faremo la nostra ulteriore battaglia.
Il futuro dei nostri territori è strettamente legato alla qualità ambientale degli stessi.
Gli inceneritori attivi nella nostra regione continuano nell'opera di distruzione dell'ambiente.
E vanno nella direzione contraria ad un risanamento ed a un recupero della qualità dell'aria, della terra, dell'acqua.
La nostra proposta alternativa, sviluppata a livello embrionale con una analisi di fattibilità, costruita da ingegneri e chimici ambientali iscritti ai rispettivi ordini, è stata depositata in comune e inprovincia. E' supportata dall'ordine degli ingegneri di Parma, che ha incaricato la commissione sostenibilità di occuparsene.
Questa proposta potrebbe essere adottata in tutte le province e portare alla chiusura di tutti gli impianti di combustione, a partire da quelli più vecchi.
L'analisi delinea come sia possibile gestire la materia dei rifiuti senza incenerimento e che le quantità residue non consentono la costruzione di un inceneritore. Non ci sono i numeri.
Spiega le modalità alternative e le azioni da intraprendere per gestire ogni materiale.
Il sindaco di Reggio Emilia Delrio ci ha confermato in un incontro a Parma con il sindaco Vignali questa nostra conclusione: l'inceneritore è anti economico.
La gestione meccanica a freddo consente di recuperare materia riducendo a quantità irrisorie lo scarto ed è la chiave di volta per ribaltare l'approccio ai rifiuti che sono, ricordiamolo sempre, risorse, che trattate in modo corretto diventano recuperabili per un nuovo ciclo industriale.
Il territorio ha bisogno di cambiare, prima che sia troppo tardi.
Questo avremmo voluto dire, se il nostro interlocutore fosse stato presente.
Questo lo avremmo detto se alla ulteriore richiesta di appuntamento al presidente Errani avessimo avuto riscontro.
Bologna, addio.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 26 luglio 2010
-650 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Quello del Pollino era presentato come un inceneritore modello, aggiornato da pochissimo, nel 2008, dopo sforamenti nelle emissioni e un altro episodio di inquinamento delle acque. A gestirlo la Veolia, colosso multinazionale dei rifiuti.
Sono migliaia i parmigiani che passano le vacanze in Versilia, come del resto i piacentini, i reggiani, i modenesi: una vacanza s rischio?
Questa è la premessa che avremmo voluto portare a Vasco Errani, se si fosse presentato all'appuntamento. Avevamo infatti chiesto un incontro con il presidente della regione e quando siamo arrivati c'era l'assessore Freda. Spiegato l'equivoco l'abbiamo ringraziata, dicendo che avremmo tentato di fissare di nuovo un appuntamento per non farle perdere tempo Una premessa consistente in una bottiglia riempita di acqua prelevata in Versilia, che forse è meglio non bere.
Questo è lo scenario tipico legato ad un territorio dove è in funzione un inceneritore: se non è l'acqua ad essere inquinata, è la terra, oppure l'aria, oppure tutte quante insieme.
Volevamo portare a Bologna la questione della gestione dei rifiuti di Parma, che per noi è fallimentare, una differenziata che stenta a superare il 50%, un porta a porta a macchia di leopardo, il centro città, come altre zone, ancora con i cassonetti stradali pieni di plastica e carta, recuperabili.
L'organico, quando c'è, raccolto nei sacchetti di plastica. Le cassette di plastica, di cartone e di legno dei fruttivendoli, nuove di pacca, schiacciate tutte insieme con l'organico e bruciate nel grande falò.
Su tutto l'idea assurda di avere per ogni provincia un inceneritore, quando già a Piacenza hanno difficoltà a trovare rifiuti da bruciare.
A Parma si sta costruendo un inceneritore da 130 mila tonnellate, nonostante la necessità di trattamento dei rifiuti urbani sia di 65 mila (dati desunti dal progetto di Enia e dalle stime del Piano Provinciale dei Rifiuti).
Dietro le quinte il business dei rifiuti speciali, affidato al gestore, che oggi si chiama Iren, che sulla salute dei parmigiani costruirà i suoi bilanci, con poca trasparenza, prova ne sia la negazione del piano economico finanziario legato al progetto, che nonostante una lettera del sindaco ancora non esce dalle teche della multiutility.
Chissà poi quando chiederemo di accedere ai dati delle emissioni, cosa risponderanno.
A Parma si costruisce l'impianto contro tutti.
I cittadini, le aziende dell'agroalimentare, i sindacati di categoria, i consorzi, Greci, Barilla, Chiesi i 3 illustri nomi che non vengono nemmeno presi in considerazione.
Il consenso è preso a sberle, ma i risultati poi arriveranno, il tempo è galantuomo.
La politica dei democratici locali in tema ambientale semplicemente non esiste. Nell'inceneritore si intendono bruciare i rifiuti sepolri nelle discariche del territorio: 7 milioni di tonnellate di rifiuti, 50 anni di forno pieno di scorie di ogni tipo e pericolosità, ma nessuno alza alcun dubbio, anzi il gesto è ritenuto dai vertici del partito una presa di coraggio.
L'associazione Gestione Corretta Rifiuti ha in questi anni avuto maggiore ascolto dalla destra che dalla sinistra. Per incontrare il presidente della Provincia Bernazzoli c'è voluto un anno, per incontrare il sindaco di Parma Vignali è bastato un mese.
Oggi abbiamo davanti una politica dei rifiuti che risulta autopunitiva per il territorio.
Migliaia di aziende dell'agroalimentare, un territorio che su questo comparto ha salvato l'economia locale, il sistema delle Dop e dei Doc sviluppatissimo e a rischio inceneritore, gli esempi di Brescia (diossina nel latte), di Montale (diossina nel latte materno e nei polli), di Pietrasanta (metalli pesanti nell'acqua) sono lì da vedere.
Oggi siamo all'assurdo.
Abbiamo il sindaco del capoluogo, che guida una amministrazione di centro destra, propenso ad una alternativa, disponibile a verificare un'altra modalità di gestione dei rifiuti, che considera il nostro progetto alternativo “una cosa seria”.
E sull'altro fronte il presidente della Provincia, che guida una maggioranza di centro sinistra, che sbatte la porta, nega ogni tipo di confronto sull'alternativa, si innervosisce alle nostre insistenze, al nostro non adeguarci e non abbassare il capo.
Ci viene detto che l'iter è concluso, è stato discusso per anni, che tutti hanno avuto la possibilità di fare le proprie considerazioni.
La nostra associazione fin dal 2006 va ripetendo che è sbagliato partire dall'impianto, una casa si costruisce dal tetto?
Seguendo le indicazioni dell'Europa bisogna prima arrivare a computare le reali necessità di trattamento applicando prima la riduzione, poi il riuso, poi il riciclo e infine il recupero, non necessariamente tramite incenerimento.
Senza applicare le corrette pratiche, come il porta a porta spinto, si è deciso nel lontano 2005 una necessità di trattamento teorica, slegata dall'applicazione pratica e da una verifica sul campo.
Oggi vediamo come il sistema inceneritori provochi il collasso del sistema di riciclo delle materie.
Brescia, dopo dieci anni di inceneritore, ha la differenziata bloccata al 40%.
L'incenerimento è antitetico alla raccolta differenziata, proprio perché entrambi i sistemi inseguono lo stesso trofeo, la materia ad alto potere calorifico, la carta, la plastica, il legno.
Affidare allo stesso gestore le due tipologie di raccolta significa dare 2 lattanti ad una stessa balia.
Nessuno dei due morirà di fame.
Si darà in parti eque ad entrambi.
I cittadini oggi sono maggiormente informati e sanno cosa si devono aspettare dal nuovo inceneritore in costruzione. Nel 2012 depositeranno nell'urna un voto chiaro e inequivocabile.
E noi faremo la nostra parte per sottolineare le decisioni prese, il consenso per chi sosterrà ancora l'inceneritore verrà meno.
Noi faremo la nostra ulteriore battaglia.
Il futuro dei nostri territori è strettamente legato alla qualità ambientale degli stessi.
Gli inceneritori attivi nella nostra regione continuano nell'opera di distruzione dell'ambiente.
E vanno nella direzione contraria ad un risanamento ed a un recupero della qualità dell'aria, della terra, dell'acqua.
La nostra proposta alternativa, sviluppata a livello embrionale con una analisi di fattibilità, costruita da ingegneri e chimici ambientali iscritti ai rispettivi ordini, è stata depositata in comune e inprovincia. E' supportata dall'ordine degli ingegneri di Parma, che ha incaricato la commissione sostenibilità di occuparsene.
Questa proposta potrebbe essere adottata in tutte le province e portare alla chiusura di tutti gli impianti di combustione, a partire da quelli più vecchi.
L'analisi delinea come sia possibile gestire la materia dei rifiuti senza incenerimento e che le quantità residue non consentono la costruzione di un inceneritore. Non ci sono i numeri.
Spiega le modalità alternative e le azioni da intraprendere per gestire ogni materiale.
Il sindaco di Reggio Emilia Delrio ci ha confermato in un incontro a Parma con il sindaco Vignali questa nostra conclusione: l'inceneritore è anti economico.
La gestione meccanica a freddo consente di recuperare materia riducendo a quantità irrisorie lo scarto ed è la chiave di volta per ribaltare l'approccio ai rifiuti che sono, ricordiamolo sempre, risorse, che trattate in modo corretto diventano recuperabili per un nuovo ciclo industriale.
Il territorio ha bisogno di cambiare, prima che sia troppo tardi.
Questo avremmo voluto dire, se il nostro interlocutore fosse stato presente.
Questo lo avremmo detto se alla ulteriore richiesta di appuntamento al presidente Errani avessimo avuto riscontro.
Bologna, addio.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 26 luglio 2010
-650 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Mini-discariche crescono
Mini-discariche crescono
Spett. Assessore Cristina Sassi
e p.c. Spett. Direttore Gazzetta di Parma
Sono sempre più, specie nel periodo estivo, quando c'è meno gente per strada e si può agire indisturbati, le mini-discariche di materiali ingombranti lasciate da persone incivili a fianco dei cassonetti stradali.
Qui di seguito alcune foto scattate questa settimana in zona via Sidoli
http://www.flickr.com/photos/noinceneritoreparma/sets/72157624591899410/show/
La gestione di queste tipologie di rifiuti che vanno dal mobiletto pensile in truciolato, al televisore rotto, al divano sfondato, etc., diventa dunque un problema per gli operatori Iren che non sono attrezzati per ritirare e differenziare correttamente questi oggetti con i veicoli in dotazione nel normale turno di lavoro.
Come associazione sensibile al problema, vorremmo proporle di incrementare le possibilità di conferire questi materiali, aumentando il numero delle stazioni ecologiche presenti nel comune di Parma (attualmente 3), costruendone una nuova nella zona sud-est (l'unica attualmente scoperta, dividendo idealmente la città in 4 settori).
Sarebbe poi auspicabile a nostro parere raddoppiare nel tempo il numero delle stazioni ecologiche al fine di intercettare sempre più materiale.
Eventualmente, si potrebbe pensare, per contenere i costi di gestione, di utilizzare lo stesso personale per 2 stazioni contigue con aperture delle stesse a giorni alterni.
Come elemento formativo per la cittadinanza si potrebbe cominciare già da subito ad applicare su ogni cassonetto stradale un etichetta adesiva con le indicazioni sulla più vicina stazione ecologica e sugli orari di apertura della stessa.
In questo modo toglieremmo almeno l'alibi della mancata informazione per tutti coloro che magari non hanno occasione di visitare il sito internet di Enia oppure non leggono abitualmente la Gazzetta di Parma.
Per i cassonetti chiediamo inoltre quando e se è previsto che vengano tolti dalle strade di Parma, applicando il sistema di raccolta porta a porta spinto che in altre città in Italia e nel mondo ha permesso di raggiungere quote ragguardevoli di raccolta differenziata, potendo così applicare la tariffa premiante per i cittadini virtuosi che con grande senso civico ogni giorno si impegnano per garantire un futuro migliore alle future generazioni.
Chiediamo gentilmente una sua opinione in merito.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+58 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Spett. Assessore Cristina Sassi
e p.c. Spett. Direttore Gazzetta di Parma
Sono sempre più, specie nel periodo estivo, quando c'è meno gente per strada e si può agire indisturbati, le mini-discariche di materiali ingombranti lasciate da persone incivili a fianco dei cassonetti stradali.
Qui di seguito alcune foto scattate questa settimana in zona via Sidoli
http://www.flickr.com/photos/noinceneritoreparma/sets/72157624591899410/show/
La gestione di queste tipologie di rifiuti che vanno dal mobiletto pensile in truciolato, al televisore rotto, al divano sfondato, etc., diventa dunque un problema per gli operatori Iren che non sono attrezzati per ritirare e differenziare correttamente questi oggetti con i veicoli in dotazione nel normale turno di lavoro.
Come associazione sensibile al problema, vorremmo proporle di incrementare le possibilità di conferire questi materiali, aumentando il numero delle stazioni ecologiche presenti nel comune di Parma (attualmente 3), costruendone una nuova nella zona sud-est (l'unica attualmente scoperta, dividendo idealmente la città in 4 settori).
Sarebbe poi auspicabile a nostro parere raddoppiare nel tempo il numero delle stazioni ecologiche al fine di intercettare sempre più materiale.
Eventualmente, si potrebbe pensare, per contenere i costi di gestione, di utilizzare lo stesso personale per 2 stazioni contigue con aperture delle stesse a giorni alterni.
Come elemento formativo per la cittadinanza si potrebbe cominciare già da subito ad applicare su ogni cassonetto stradale un etichetta adesiva con le indicazioni sulla più vicina stazione ecologica e sugli orari di apertura della stessa.
In questo modo toglieremmo almeno l'alibi della mancata informazione per tutti coloro che magari non hanno occasione di visitare il sito internet di Enia oppure non leggono abitualmente la Gazzetta di Parma.
Per i cassonetti chiediamo inoltre quando e se è previsto che vengano tolti dalle strade di Parma, applicando il sistema di raccolta porta a porta spinto che in altre città in Italia e nel mondo ha permesso di raggiungere quote ragguardevoli di raccolta differenziata, potendo così applicare la tariffa premiante per i cittadini virtuosi che con grande senso civico ogni giorno si impegnano per garantire un futuro migliore alle future generazioni.
Chiediamo gentilmente una sua opinione in merito.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+58 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Enia, un desolante spettacolo
Enia è spettacolare, nel senso dello spettacolo. Ci consoliamo per la perdita delle comiche e ci
accontentiamo delle moine dell'ex municipalizzata.
Rivediamo l'annosa vicenda del Piano Economico Finanziario.
In data 31 maggio mandiamo una posta elettronica a Selina Xerra, relazioni con il pubblico di Enia, dopo aver inutilmente chiesto al telefono di sapere dove fosse, sul sito Enia, il piano economico finanziario relativo all'inceneritore di Parma.
Facciamo presente che la delibera del consiglio comunale di Parma 45 del 31 marzo 2006 sottolinea la necessità di massima trasparenza sul Pai e la impone come parte dell'accordo: “L’Enìa Spa si obbliga a riconoscere ai cittadini, alle associazioni ambientaliste e a ogni altro soggetto il diritto di accesso secondo le norme della Legge n. 241 del 7/8/1990 relativamente a TUTTI gli atti riguardanti il termovalorizzatore.”
Ma Selina fa capire che sarà difficile ottenere il documento, materia delicata per una Spa quotata in
borsa e amenità del genere.
In data 9 giugno Selina scrive in pompa magna la risposta che recita “a distanza di soli 9 giorni, nonostante la pratica sia evadibile in 30, siamo con la presente ad informarla...”.
Non è ovviamente la risposta alla nostra richiesta, ma semplicemente un pastrocchio, che recita che nel tal ufficio “sono consultabili i documenti...”. Sommessamente ci chiediamo “Non bastava dirlo al telefono il 31 maggio che dovevamo recarci in un ufficio?”
Ci adeguiamo alla modalità ed agli orari indicati, 2,5 ore alla settimana solo di martedì, davvero
disponibili quelli di Enia.
Il 6 luglio gli astri si allineano nel modo corretto e siamo là davanti. Primo foglio da compilare, documento da presentare, badge da ritirare, persona da seguire. Eccoci finalmente nella stanza dei bottoni. Sotto sorveglianza disarmata viene aperto un armadio con due mensole traboccanti di faldoni. Pronunciamo la parola magica, “Dov'è il Piano Economico Finanziario?” aspettando le coordinate gps.
Un attimo di disorientamento nella nostra accompagnatrice preannuncia un nuovo modulo da compilare. Il Piano non è in quell'armadio. Inutile osservare che siamo andati lì con quel preciso scopo, dopo averlo precisato in lettera ed aver ricevuto risposta che precisava le modalità. Fingono di non capire?
Ce ne andiamo a mani vuote, non dopo aver incrociato un bel sorriso di nonno Allodi, ancora gaudioso all'ipotesi di irrorare Parma di diossine e furani, chissà come fa a mantenere l'aplomb.
Il 12 luglio l'amministratore delegato di Iren ambiente Andrea Viero fornisce l'ultima, per il momento, puntata delle telenovela. A 42 giorni dalla nostra richiesta ci risponde ancora con una non risposta. Nessun cenno alla nostra esplicita richiesta se non fumosi discorsi di regole interne e di terribili questioni di Borsa.
Iren ci dice di no nonostante non lo possa fare. Questa è la trasparenza di Enia, che dal 31 di maggio non è stata ancora in grado di passare una carta.
Finalmente arriva anche l'intervento del sindaco di Parma Pietro Vignali, che in una lettera inviata a Viero il 19 luglio è assolutamente esplicito: “invito la S.V. a voler dare le opportune e necessarie disposizioni ai dipendenti uffici, affinché, Enia Spa, ora Iren Spa, rispetti gli obblighi assunti con l'accordo in argomento ottemperando alla richiesta di accesso agli atti da parte dei cittadini e delle associazioni”, arrivando anche a minacciare la stabilità dell'intero impianto.
Sottolinea infatti il sindaco che la trasparenza degli atti “rappresenta presupposto fondante dell'accordo”.
Infine il 23 luglio scriviamo di nuovo a Iren richiedendo il documento.
La telenovela è giunta qui: 57 giorni dopo la richiesta del piano economico finanziario parlano solo i silenzi di Enia.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 27 luglio 2010
-649 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+57 giorni dalla richiesta del Piano Economico Finanziario del Pai
accontentiamo delle moine dell'ex municipalizzata.
Rivediamo l'annosa vicenda del Piano Economico Finanziario.
In data 31 maggio mandiamo una posta elettronica a Selina Xerra, relazioni con il pubblico di Enia, dopo aver inutilmente chiesto al telefono di sapere dove fosse, sul sito Enia, il piano economico finanziario relativo all'inceneritore di Parma.
Facciamo presente che la delibera del consiglio comunale di Parma 45 del 31 marzo 2006 sottolinea la necessità di massima trasparenza sul Pai e la impone come parte dell'accordo: “L’Enìa Spa si obbliga a riconoscere ai cittadini, alle associazioni ambientaliste e a ogni altro soggetto il diritto di accesso secondo le norme della Legge n. 241 del 7/8/1990 relativamente a TUTTI gli atti riguardanti il termovalorizzatore.”
Ma Selina fa capire che sarà difficile ottenere il documento, materia delicata per una Spa quotata in
borsa e amenità del genere.
In data 9 giugno Selina scrive in pompa magna la risposta che recita “a distanza di soli 9 giorni, nonostante la pratica sia evadibile in 30, siamo con la presente ad informarla...”.
Non è ovviamente la risposta alla nostra richiesta, ma semplicemente un pastrocchio, che recita che nel tal ufficio “sono consultabili i documenti...”. Sommessamente ci chiediamo “Non bastava dirlo al telefono il 31 maggio che dovevamo recarci in un ufficio?”
Ci adeguiamo alla modalità ed agli orari indicati, 2,5 ore alla settimana solo di martedì, davvero
disponibili quelli di Enia.
Il 6 luglio gli astri si allineano nel modo corretto e siamo là davanti. Primo foglio da compilare, documento da presentare, badge da ritirare, persona da seguire. Eccoci finalmente nella stanza dei bottoni. Sotto sorveglianza disarmata viene aperto un armadio con due mensole traboccanti di faldoni. Pronunciamo la parola magica, “Dov'è il Piano Economico Finanziario?” aspettando le coordinate gps.
Un attimo di disorientamento nella nostra accompagnatrice preannuncia un nuovo modulo da compilare. Il Piano non è in quell'armadio. Inutile osservare che siamo andati lì con quel preciso scopo, dopo averlo precisato in lettera ed aver ricevuto risposta che precisava le modalità. Fingono di non capire?
Ce ne andiamo a mani vuote, non dopo aver incrociato un bel sorriso di nonno Allodi, ancora gaudioso all'ipotesi di irrorare Parma di diossine e furani, chissà come fa a mantenere l'aplomb.
Il 12 luglio l'amministratore delegato di Iren ambiente Andrea Viero fornisce l'ultima, per il momento, puntata delle telenovela. A 42 giorni dalla nostra richiesta ci risponde ancora con una non risposta. Nessun cenno alla nostra esplicita richiesta se non fumosi discorsi di regole interne e di terribili questioni di Borsa.
Iren ci dice di no nonostante non lo possa fare. Questa è la trasparenza di Enia, che dal 31 di maggio non è stata ancora in grado di passare una carta.
Finalmente arriva anche l'intervento del sindaco di Parma Pietro Vignali, che in una lettera inviata a Viero il 19 luglio è assolutamente esplicito: “invito la S.V. a voler dare le opportune e necessarie disposizioni ai dipendenti uffici, affinché, Enia Spa, ora Iren Spa, rispetti gli obblighi assunti con l'accordo in argomento ottemperando alla richiesta di accesso agli atti da parte dei cittadini e delle associazioni”, arrivando anche a minacciare la stabilità dell'intero impianto.
Sottolinea infatti il sindaco che la trasparenza degli atti “rappresenta presupposto fondante dell'accordo”.
Infine il 23 luglio scriviamo di nuovo a Iren richiedendo il documento.
La telenovela è giunta qui: 57 giorni dopo la richiesta del piano economico finanziario parlano solo i silenzi di Enia.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 27 luglio 2010
-649 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+57 giorni dalla richiesta del Piano Economico Finanziario del Pai
Caro Allodi ti scrivo
(sulla notizia dell'avvicendamento del vicepresidente di Iren Andrea Allodi)
Caro Allodi ti scrivo
ora che la pensione è vicinissima
pensa al tuo passato
e prova a guardare al futuro
hai progettato con rigore la rovina del nostro territorio
ora te ne vai con il tuo gruzzolo mensile assicurato
a noi solo i fumi e le diossine
pensaci bene
è il momento di acquistare il tuo buen retiro
ci aspettiamo una scelta oculata
come hai ben detto a tutti noi in televisione
là all'ombra del camino
dove respirare è un toccasana
dove l'ambiente, anno dopo anno,
migliorerà sensibilmente
rispetto al critico centro città
noi ti aspettiamo
ti vediamo già là
rilassato, soddisfatto e felice
con quel sorriso beffardo
finalmente sedati gli scatti di ira
...dalle inebrianti volute di fumo
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+358 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai di Parma
Caro Allodi ti scrivo
ora che la pensione è vicinissima
pensa al tuo passato
e prova a guardare al futuro
hai progettato con rigore la rovina del nostro territorio
ora te ne vai con il tuo gruzzolo mensile assicurato
a noi solo i fumi e le diossine
pensaci bene
è il momento di acquistare il tuo buen retiro
ci aspettiamo una scelta oculata
come hai ben detto a tutti noi in televisione
là all'ombra del camino
dove respirare è un toccasana
dove l'ambiente, anno dopo anno,
migliorerà sensibilmente
rispetto al critico centro città
noi ti aspettiamo
ti vediamo già là
rilassato, soddisfatto e felice
con quel sorriso beffardo
finalmente sedati gli scatti di ira
...dalle inebrianti volute di fumo
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+358 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai di Parma
L'ambiente che uccide
Da Bolzano a Siracusa, dal Trentino alla Puglia, le neoplasie infantili stanno crescendo a un ritmo indiavolato. Un dato sconvolgente che deriva da una attenta lettura delle tabelle dell'International Agency for Research on Cancer, l'agenzia intergovernativa dell'OMS.
Per la leucemia per il sesso femminile, si scopre che dopo il Kuwait c'è Varese, a seguire Cracovia e Bahia Blanca in Argentina, poi altre tre italiane: Torino, Genova e Parma!
In nessuno luogo come in Italia un bimbo maschio rischia di ammalarsi del linfoma di Hodgkin: undici città delle venti più pericolose al mondo sono nel Belpaese.
Siracusa, Varese, la Romagna, Sassari e Parma fanno invece l'en plein: sono i cinque luoghi con l'incidenza più alta del mondo per le donne.
Questo è quello che si legge nel libro “Così ci uccidono” di Emiliano Fittipaldi, giornalista dell'Espresso.
Perché a Parma non si parla di questa emergenza?
Perché non si dice che in due mesi avevamo già utilizzato tutti gli sforamenti da PM 10 concessi annualmente, disattendendo una puntuale normativa europea?
Perché iniziative utili e concrete come le Kyoto Forest si sono perse per strada?
Perché si usa la green economy come slogan e non se ne comprendono i concreti contributi?
La costruzione di una enorme nuova industria insalubre di classe 1, un inceneritore che brucerà come minimo 130.000 tonnellate di rifiuti, comprendendo tra le altre cose materiali provenienti da discariche e rifiuti speciali, renderà meno monotoni i nostri discorsi, perché potremo parlare, oltre che di PM10, anche di diossine e furani.
Quante volte ci siamo detti “che aria irrespirabile”, quante volte ci siamo guardati intorno e abbiamo visto o vissuto direttamente veri e propri drammi famigliari legati a patologie imputabili all’inquinamento.
E’ ora di rivendicare aria respirabile: è un nostro diritto, dobbiamo ricordarlo.
La nostra comunità deve mettere la salute al primo posto esigendo azioni concrete e risolutive.
Ma soprattutto evitare di peggiorare la situazione attuale, dando il via a progetti che già in progetto aumenteranno notevolmente gli inquinanti.
E i rischi connessi
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+58 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Per la leucemia per il sesso femminile, si scopre che dopo il Kuwait c'è Varese, a seguire Cracovia e Bahia Blanca in Argentina, poi altre tre italiane: Torino, Genova e Parma!
In nessuno luogo come in Italia un bimbo maschio rischia di ammalarsi del linfoma di Hodgkin: undici città delle venti più pericolose al mondo sono nel Belpaese.
Siracusa, Varese, la Romagna, Sassari e Parma fanno invece l'en plein: sono i cinque luoghi con l'incidenza più alta del mondo per le donne.
Questo è quello che si legge nel libro “Così ci uccidono” di Emiliano Fittipaldi, giornalista dell'Espresso.
Perché a Parma non si parla di questa emergenza?
Perché non si dice che in due mesi avevamo già utilizzato tutti gli sforamenti da PM 10 concessi annualmente, disattendendo una puntuale normativa europea?
Perché iniziative utili e concrete come le Kyoto Forest si sono perse per strada?
Perché si usa la green economy come slogan e non se ne comprendono i concreti contributi?
La costruzione di una enorme nuova industria insalubre di classe 1, un inceneritore che brucerà come minimo 130.000 tonnellate di rifiuti, comprendendo tra le altre cose materiali provenienti da discariche e rifiuti speciali, renderà meno monotoni i nostri discorsi, perché potremo parlare, oltre che di PM10, anche di diossine e furani.
Quante volte ci siamo detti “che aria irrespirabile”, quante volte ci siamo guardati intorno e abbiamo visto o vissuto direttamente veri e propri drammi famigliari legati a patologie imputabili all’inquinamento.
E’ ora di rivendicare aria respirabile: è un nostro diritto, dobbiamo ricordarlo.
La nostra comunità deve mettere la salute al primo posto esigendo azioni concrete e risolutive.
Ma soprattutto evitare di peggiorare la situazione attuale, dando il via a progetti che già in progetto aumenteranno notevolmente gli inquinanti.
E i rischi connessi
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 luglio 2010
-648 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+58 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Ambiente e settore manifatturiero: non c'è sviluppo senza riciclo
Ambiente e settore manifatturiero: non c'è sviluppo senza riciclo
Confindustria raccomanda il riciclo
Sindaco di Parma - Pietro Vignali
Presidente Provincia di Parma - Vincenzo Bernazzoli
Assessore Ambiente Comune di Parma - Cristina Sassi
Assessore Ambiente Provincia di Parma - Giancarlo Castellani
Segreteria Direttore Generale IREN - Andrea Viero
Questo che alleghiamo è il riassunto delle raccomandazioni di Assomet e Assocarta in materia di utilizzo dei materiali da riciclo, in una lettera inviata ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico.
http://www.assocarta.it/it/sala-stampa/comunicati-stampa/236-ambiente-e-imprese-non-ci-sonosviluppo-e-competitivita-senza-accesso-sostenibile-a-riciclo-materiali-e-materie-prime-.html
"Assomet (Associazione Nazionale Industrie Metalli non Ferrosi) e Assocarta ribadiscono la necessità che l’approvvigionamento e l’utilizzo delle materie prime siano sempre più sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale in linea con quanto già sottolineato a livello europeo dalle rispettive associazioni di categoria Eurometaux e CEPI.
Questo in sintesi il contenuto della lettera inviata ai Ministeri:
• rispetto della gerarchia dei rifiuti della Direttiva n. 98/2008 e della priorità al
riciclaggio;
• controllo dei movimenti illegali dei rifiuti (e, quindi, di materie prime secondarie
importanti) oltre alla verifica dell'omogeneità degli standard ambientali applicati nelle aree Extra UE: infatti i movimenti illegali di carta da macero e di rottami non ferrosi costituiscono un danno per la sostenibilità dei settori industriali riciclatori e rappresentano una perdita per i sistemi sociali e industriali in termini di materia prima e di energia;
• migliorare l'efficienza dei sistemi di raccolta differenziata;
• migliorare i sistemi per la raccolta dei dati sui flussi di materie prime secondarie e intensificare la ricerca in materia di riciclo dei materiali."
Parafrasando quanto diceva l'ormai ex-presidente di Enia Allodi in occasione di una recente trasmissione televisiva, questa è l'Italia e l'Europa a cui noi del GCR guardiamo: l'Italia e l'Europa che hanno preso coscienza dei limiti raggiunti nello sfruttamento delle risorse e che pensano a recuperare i materiali post consumo non più utilizzati invece di bruciarli in un forno inceneritore, perdendo in questo modo per sempre il valore di materie prime preziosissime quali carta, metallo e plastica.
Plastica che Enia (volume B del quadro di riferimento progettuale presentato da Enia, pagina 77-78) è intenzionata a intercettare solo per il 17% a fronte di una previsione del PPGR (piano provinciale di gestione dei rifiuti) di un 59,7% di riciclo per le frazioni plastiche.
Insomma, ormai è chiaro che il progetto di Iren, sostenuto dalla Provincia e sostanzialmente accettato, magari passivamente, dal Comune, è un progetto obsoleto concepito in un mondo che non esiste più.
Un mondo che in tutte le sue componenti, dai cittadini, alle aziende, dalle associazioni di categoria, ai consorzi, sta procedendo verso l’unica via possibile: la sostenibilità delle attività umane rispetto all’ambiente in cui viviamo.
Un mondo economico che chiede di gestire i materiali, che Iren-Enia vuole bruciare, per produrre nuova ricchezza e occupazione.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 31 luglio 2010
-645 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+61 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Nota:
· Assocarta è l’Associazione imprenditoriale di categoria che aggrega, rappresenta e
tutela le aziende che producono in Italia carta, cartoni e paste per carta. Fa parte di
Confindustria e raggruppa l'85% delle aziende italiane con 180 stabilimenti e 21.800 addetti.
· Assomet è l'Associazione nazionale degli imprenditori della metallurgia non ferrosa;
fondata nel 1946, aderisce a Confindustria ed inquadra le aziende italiane produttrici e
trasformatrici di metalli non ferrosi: alluminio, piombo, rame, zinco, nichel, stagno,
magnesio, metalli preziosi e metalli minori
Confindustria raccomanda il riciclo
Sindaco di Parma - Pietro Vignali
Presidente Provincia di Parma - Vincenzo Bernazzoli
Assessore Ambiente Comune di Parma - Cristina Sassi
Assessore Ambiente Provincia di Parma - Giancarlo Castellani
Segreteria Direttore Generale IREN - Andrea Viero
Questo che alleghiamo è il riassunto delle raccomandazioni di Assomet e Assocarta in materia di utilizzo dei materiali da riciclo, in una lettera inviata ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico.
http://www.assocarta.it/it/sala-stampa/comunicati-stampa/236-ambiente-e-imprese-non-ci-sonosviluppo-e-competitivita-senza-accesso-sostenibile-a-riciclo-materiali-e-materie-prime-.html
"Assomet (Associazione Nazionale Industrie Metalli non Ferrosi) e Assocarta ribadiscono la necessità che l’approvvigionamento e l’utilizzo delle materie prime siano sempre più sostenibili sotto il profilo ambientale e sociale in linea con quanto già sottolineato a livello europeo dalle rispettive associazioni di categoria Eurometaux e CEPI.
Questo in sintesi il contenuto della lettera inviata ai Ministeri:
• rispetto della gerarchia dei rifiuti della Direttiva n. 98/2008 e della priorità al
riciclaggio;
• controllo dei movimenti illegali dei rifiuti (e, quindi, di materie prime secondarie
importanti) oltre alla verifica dell'omogeneità degli standard ambientali applicati nelle aree Extra UE: infatti i movimenti illegali di carta da macero e di rottami non ferrosi costituiscono un danno per la sostenibilità dei settori industriali riciclatori e rappresentano una perdita per i sistemi sociali e industriali in termini di materia prima e di energia;
• migliorare l'efficienza dei sistemi di raccolta differenziata;
• migliorare i sistemi per la raccolta dei dati sui flussi di materie prime secondarie e intensificare la ricerca in materia di riciclo dei materiali."
Parafrasando quanto diceva l'ormai ex-presidente di Enia Allodi in occasione di una recente trasmissione televisiva, questa è l'Italia e l'Europa a cui noi del GCR guardiamo: l'Italia e l'Europa che hanno preso coscienza dei limiti raggiunti nello sfruttamento delle risorse e che pensano a recuperare i materiali post consumo non più utilizzati invece di bruciarli in un forno inceneritore, perdendo in questo modo per sempre il valore di materie prime preziosissime quali carta, metallo e plastica.
Plastica che Enia (volume B del quadro di riferimento progettuale presentato da Enia, pagina 77-78) è intenzionata a intercettare solo per il 17% a fronte di una previsione del PPGR (piano provinciale di gestione dei rifiuti) di un 59,7% di riciclo per le frazioni plastiche.
Insomma, ormai è chiaro che il progetto di Iren, sostenuto dalla Provincia e sostanzialmente accettato, magari passivamente, dal Comune, è un progetto obsoleto concepito in un mondo che non esiste più.
Un mondo che in tutte le sue componenti, dai cittadini, alle aziende, dalle associazioni di categoria, ai consorzi, sta procedendo verso l’unica via possibile: la sostenibilità delle attività umane rispetto all’ambiente in cui viviamo.
Un mondo economico che chiede di gestire i materiali, che Iren-Enia vuole bruciare, per produrre nuova ricchezza e occupazione.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 31 luglio 2010
-645 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+61 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai
Nota:
· Assocarta è l’Associazione imprenditoriale di categoria che aggrega, rappresenta e
tutela le aziende che producono in Italia carta, cartoni e paste per carta. Fa parte di
Confindustria e raggruppa l'85% delle aziende italiane con 180 stabilimenti e 21.800 addetti.
· Assomet è l'Associazione nazionale degli imprenditori della metallurgia non ferrosa;
fondata nel 1946, aderisce a Confindustria ed inquadra le aziende italiane produttrici e
trasformatrici di metalli non ferrosi: alluminio, piombo, rame, zinco, nichel, stagno,
magnesio, metalli preziosi e metalli minori
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