La gente è stufa di brutte notizie e, soprattutto in estate, vuole staccare la spina e dedicarsi al dolce far niente. Si leggono più quotidiani sportivi, riviste di gossip e ci si dedica alla famiglia ed allo svago. Anche noi del GCR andiamo in vacanza e per un po' lasciamo a Parma i pensieri nefasti su PM10, furani e diossine.
Per molti di noi l'attività d'informazione sulla pericolosità degli inceneritori e sulle possibilità di pratiche alternative nella gestione dei rifiuti è diventato come un secondo lavoro ed il tempo libero è completamente dedicato a cercare di sensibilizzare opinione pubblica, cittadini e aziende, per cui passare intere giornate senza mail, incontri, appuntamenti, e stare per un po' con la mente vuota è un'autentica boccata di ossigeno.
Chi vi scrive porta la famiglia al mare in Versilia nei mesi estivi e come molti parmigiani nella fine settimana raggiunge moglie e figli per un sano e meritato relax.
Tutto filerebbe liscio se non fossimo andati ad acquistare Repubblica che, nell'edizione di Firenze, riporta con risalto la notizia del sequestro dell'inceneritore di Pietrasanta.
Una persecuzione che ci insegue anche al mare, ma di fronte a questa per certi versi “buona” notizia -finalmente si va a fondo sull'inquinamento provocato da un impianto di incenerimento- per altri siamo rimasti sbigottiti dai particolari della vicenda.
L'inceneritore del Pollino infatti scaricava i suoi liquami, generosamente colmi di diossine e metalli pesanti, direttamente nel torrente Baccatoio, senza alcun filtro di mezzo e, come ben sappiamo, tutti i fiumi alla fine del loro corso sfociano... in mare.
Approfondiamo i dati. La foce del Baccatoio dista 2 km da Marina di Pietrasanta, 6 km da Forte dei Marmi, 2 Km da Lido di Camaiore, 5 km da Viareggio.
Vuoi vedere che questi disgraziati sono riusciti anche a rovinarci le vacanze?
Dalle notizie di stampa si dice genericamente che non ci sono problemi alla foce ma tante volte abbiamo sentito e letto rassicurazioni che poi regolarmente sono naufragati nella cruda realtà.
Anche l'inceneritore di Pietrasanta splendeva per sicurezza e controlli...
Quante migliaia di parmigiani scelgono le assolate spiagge della Versilia come buen retiro nei mesi in cui la torrida Padania è al limite della vivibilità?
Quanti di noi, sul bagnasciuga di Vittoria Apuana o di Cinquale, si saranno scambiati uno sguardo perplesso dopo aver letto questa notizia che da giorni riempie pagine e pagine di giornali e di siti web?
Gli inceneritori seminano terrori e veleni ovunque siano costruiti, comunque siano controllati. Sono macchine complesse ed estremamente difficili da gestire e comunque provocano un inquinamento dell'ambiente ammesso dagli stessi costruttori.
Meglio scegliere le alternative, e chiedere di risanare il nostro territorio, invece che dargli il colpo di grazia con la costruzione di un mega inceneritore a due passi dal centro.
Da tutta Italia il monito è evidente. Gli inceneritori e i danni da essi provocano ci inseguono tutto l'anno. Anche in vacanza.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 12 luglio 2010
-664 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR - dal 2006 si è mossa per impedire la costruzione di un nuovo inceneritore a Parma, a 4 km da piazza Duomo, a fianco di Barilla e Chiesi, Ikea e ParmaRetail. Un mostro che brucerà 130 mila tonnellate di rifiuti all'anno e che inquinerà il nostro territorio per il futuro a venire.
lunedì 2 agosto 2010
Lettera Aperta a Pietro Vignali
Per Enia la trasparenza semplicemente non esiste
Caro Sindaco Vignali,
come volevasi dimostrare, la trasparenza di Enia è solo una facciata cadente e dietro si intravede il nulla. Avevamo chiesto ad Enia il piano economico finanziario dell'inceneritore, e il consiglio comunale di Parma si era espresso chiaramente in tal senso.
Addirittura lei era intervenuto per dire che da Enia si aspetta assoluta disponibilità e collaborazione.
Noi ci siamo recati alla sede dell'ex municipalizzata come ci avevano indicato di fare, esattamente il martedì mattino, dalle 9,30 alle 12, che grande disponibilità Enia!
Là scopriamo che il documento non è presente insieme a tutta la documentazione dell'inceneritore, tutta si fa per dire, naturalmente.
Ci hanno chiesto una nuova domanda, da presentare e sottoscrivere e con l'impegno a risponderci entro 30 giorni.
Oggi doccia fredda, con una sibillina risposta non risposta che ci nega il documento richiesto a firma dell'amministratore delegato Andrea Viero. Enia non scuce niente altro che non sia all'interno dell'armadione, dove però quello che interessa non c'è.
Una presa in giro vera e propria, non le pare? Domande e contro domande per risponderci che il documento ce lo possiamo solo immaginare e che non potremo averlo tra le mani mai.
Forse lei che è sindaco ci riuscirà? Oppure neanche al primo cittadino di Parma diranno il fatidico sì?
Enia si allontana da tutti noi, ora è Iren e a risponderci, è Viero e non Allodi a firmare.
Decidono a Torino e Genova, non a Parma, cosa dire e fare e, soprattutto, cosa bruciare.
Che segreti conterrà il piano economico finanziario? Forse Enia che spenderà ben di più di quanto ha detto e dichiarato fino ad oggi? Forse Enia che non è in grado di rientrare dall'investimento senza un generoso e costante apporto di rifiuti che siano prodotti o meno da Parma? Forse Enia che senza delle tariffe di teleriscaldamento molto alte non coprirà i costi?
Abbiamo toccato un nervo scoperto, ed Iren di questi tempi ne ha già esposti parecchi.
E' un momento delicato, dove nemmeno la trasparenza nei confronti dei cittadini di Parma è contemplata come doverosa. Ci negano un semplice documento, chissà cosa succederà quando chiederemo i dati delle emissioni, quando vorremo mettere il naso in che cosa entra all'impianto di Ugozzolo, quando dovremo controllare quello che combinano all'interno del Pai.
Oggi si è consumata ancora una volta il sequel del dopo Enia, di quanto lontano sia dagli interessi dei cittadini e dagli interessi del nostro territorio una Spa quotata in Borsa.
E noi abbiamo intenzione di consegnare al buio la gestione dei rifiuti per i prossimi 20/25 anni, 5 lustri di affari legati all'inceneritore, nonostante gli ultimi fatti di sequestri e impianti fuori norma come l'ultimo accaduto di Pietrasanta.
Ma il programma della sua nuova formazione prevede questo tipo di collaborazione con l'ente gestore dei rifiuti? Totale e cieca fiducia nei loro atti?
Confidiamo nelle sue capacità per riportare alla realtà la vicenda Enia.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 luglio 2010
-663 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Caro Sindaco Vignali,
come volevasi dimostrare, la trasparenza di Enia è solo una facciata cadente e dietro si intravede il nulla. Avevamo chiesto ad Enia il piano economico finanziario dell'inceneritore, e il consiglio comunale di Parma si era espresso chiaramente in tal senso.
Addirittura lei era intervenuto per dire che da Enia si aspetta assoluta disponibilità e collaborazione.
Noi ci siamo recati alla sede dell'ex municipalizzata come ci avevano indicato di fare, esattamente il martedì mattino, dalle 9,30 alle 12, che grande disponibilità Enia!
Là scopriamo che il documento non è presente insieme a tutta la documentazione dell'inceneritore, tutta si fa per dire, naturalmente.
Ci hanno chiesto una nuova domanda, da presentare e sottoscrivere e con l'impegno a risponderci entro 30 giorni.
Oggi doccia fredda, con una sibillina risposta non risposta che ci nega il documento richiesto a firma dell'amministratore delegato Andrea Viero. Enia non scuce niente altro che non sia all'interno dell'armadione, dove però quello che interessa non c'è.
Una presa in giro vera e propria, non le pare? Domande e contro domande per risponderci che il documento ce lo possiamo solo immaginare e che non potremo averlo tra le mani mai.
Forse lei che è sindaco ci riuscirà? Oppure neanche al primo cittadino di Parma diranno il fatidico sì?
Enia si allontana da tutti noi, ora è Iren e a risponderci, è Viero e non Allodi a firmare.
Decidono a Torino e Genova, non a Parma, cosa dire e fare e, soprattutto, cosa bruciare.
Che segreti conterrà il piano economico finanziario? Forse Enia che spenderà ben di più di quanto ha detto e dichiarato fino ad oggi? Forse Enia che non è in grado di rientrare dall'investimento senza un generoso e costante apporto di rifiuti che siano prodotti o meno da Parma? Forse Enia che senza delle tariffe di teleriscaldamento molto alte non coprirà i costi?
Abbiamo toccato un nervo scoperto, ed Iren di questi tempi ne ha già esposti parecchi.
E' un momento delicato, dove nemmeno la trasparenza nei confronti dei cittadini di Parma è contemplata come doverosa. Ci negano un semplice documento, chissà cosa succederà quando chiederemo i dati delle emissioni, quando vorremo mettere il naso in che cosa entra all'impianto di Ugozzolo, quando dovremo controllare quello che combinano all'interno del Pai.
Oggi si è consumata ancora una volta il sequel del dopo Enia, di quanto lontano sia dagli interessi dei cittadini e dagli interessi del nostro territorio una Spa quotata in Borsa.
E noi abbiamo intenzione di consegnare al buio la gestione dei rifiuti per i prossimi 20/25 anni, 5 lustri di affari legati all'inceneritore, nonostante gli ultimi fatti di sequestri e impianti fuori norma come l'ultimo accaduto di Pietrasanta.
Ma il programma della sua nuova formazione prevede questo tipo di collaborazione con l'ente gestore dei rifiuti? Totale e cieca fiducia nei loro atti?
Confidiamo nelle sue capacità per riportare alla realtà la vicenda Enia.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 luglio 2010
-663 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
La banda stona ma il pubblico applaude
Domani al Campus l'Università di Parma organizza un workshop sui rifiuti. Nonostante i disastri che leggiamo ogni giorno sulla stampa, di pochi giorni il sequestro dell'inceneritore di Pietrasanta, che avvelenava le acque del torrente Baccatoio (2 km dalla spiaggia), il mondo accademico si riunisce per darsi ragione da sé, senza alcun contraddittorio, senza alcuna voce che faccia da controcanto.
Nonostante si dia per scontato ormai che gli inceneritori siano, oltre che dannosi per l'ambiente, anti economici per le amministrazioni che li adottano, vincono ancora in Italia le lobbies dell'incenerimento, contro tutti e contro tutto, buonsenso incluso. Di certo sostenute da una certa parte del mondo accademico.
Leggiamo gli interventi previsti ed è davvero tutto un programma. Saluta l'assessore comunale Sassi, di cui ricordiamo la felice espressione: “un barbecue inquina più dell'inceneritore”. Apre Agostino Gambarotta: “gli inceneritori inquinano meno delle caldaie”, segue l'intervento di Stefano Consonni: ricerche finanziate da Aem Milano ed Ansaldo, consulente per Asm Brescia (che ha il più grande inceneritore d’Italia), Ansaldo, Italcementi, Snam, Frano Tosi, consigliere della municipalizzata allora chiamata Asm Piacenza e dal 1996 al 1998 presidente della Tecnoborgo Spa,
società pubblico privata preposta alla costruzione dell’impianto d’incenerimento rifiuti di Piacenza.
Ecco poi Angelo Montenero, che vuole usare le ceneri ricche di diossine e metalli pesanti per produrre vetro; Pierangelo Carbone e Giacomo Cerri, dell'assessorato all'ambiente di Piacenza, il cui inceneritore ha bruciato perfino il petrolio del Lambro.
Non hanno chiesto invece la presenza del presidente dell'ordine dei medici di Piacenza Giuseppe Miserotti che in un appello alla città di Parma afferma: “posso assicurare che esiste una copiosissima letteratura sia nazionale che internazionale sui danni alla salute causati da questi impianti (tumori, malattie disormonali, disturbi dell’immunità, malattie polmonari e cardiocircolatorie”.
Dopo il coffee break è la volta di Michele Giugliano, del dipartimento idraulica e ambiente del Politecnico di Milano e già consulente di Asm Brescia. Ha realizzato corsi e studi su Inquinamento atmosferico e trattamento delle emissioni gassose che hanno visto le seguenti collaborazioni con enti ed imprese: Asm Brescia, Consorzio Smaltimento rifiuti di Lecco, CUEM-Consorzio Universitario Economia Industriale e Manageriale, Eni, Istituto per l’Ambiente, Snam,
SnamProgetti. Lo stesso professor Giugliano insieme al professore Stefano Consonni, ha realizzato per conto Federambiente (organismo che riunisce tutte le ex municipalizzate d’Italia e ditte interessate a questo settore) uno studio sui grandi vantaggi dell’incenerimento dei rifiuti citato come esempio da Asm Brescia.
Carlo Signorelli, che ha presentato per Enia lo studio di impatto ambientale dell'inceneritore di Parma: “gli inceneritori dovrebbero garantire bassissime emissioni di diossine e di altri inquinanti pericolosi per la salute... la maggiore ricaduta emissiva è prevista solo nella zona limitrofa all'inceneritore, che risulta a bassa densità abitativa”. Vero, i dipendenti Barilla, Greci, Chiesi, Spip... non vi abitano, trascorrono lì solo 8 ore al giorno... E poi scrivendo “dovrebbero” ci salviamo da ogni evenienza.
Infine Giulio De Leo e Michele Cordioli che hanno presentato la loro ricerca parziale che salva l'inceneritore, ma che ad esempio ha calcolato le emissioni sulla metà dei metri cubi emessi.
Una bella giornata per suonare note stonate, e nonostante tutto applaudirSI.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 luglio 2010
-663 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Nonostante si dia per scontato ormai che gli inceneritori siano, oltre che dannosi per l'ambiente, anti economici per le amministrazioni che li adottano, vincono ancora in Italia le lobbies dell'incenerimento, contro tutti e contro tutto, buonsenso incluso. Di certo sostenute da una certa parte del mondo accademico.
Leggiamo gli interventi previsti ed è davvero tutto un programma. Saluta l'assessore comunale Sassi, di cui ricordiamo la felice espressione: “un barbecue inquina più dell'inceneritore”. Apre Agostino Gambarotta: “gli inceneritori inquinano meno delle caldaie”, segue l'intervento di Stefano Consonni: ricerche finanziate da Aem Milano ed Ansaldo, consulente per Asm Brescia (che ha il più grande inceneritore d’Italia), Ansaldo, Italcementi, Snam, Frano Tosi, consigliere della municipalizzata allora chiamata Asm Piacenza e dal 1996 al 1998 presidente della Tecnoborgo Spa,
società pubblico privata preposta alla costruzione dell’impianto d’incenerimento rifiuti di Piacenza.
Ecco poi Angelo Montenero, che vuole usare le ceneri ricche di diossine e metalli pesanti per produrre vetro; Pierangelo Carbone e Giacomo Cerri, dell'assessorato all'ambiente di Piacenza, il cui inceneritore ha bruciato perfino il petrolio del Lambro.
Non hanno chiesto invece la presenza del presidente dell'ordine dei medici di Piacenza Giuseppe Miserotti che in un appello alla città di Parma afferma: “posso assicurare che esiste una copiosissima letteratura sia nazionale che internazionale sui danni alla salute causati da questi impianti (tumori, malattie disormonali, disturbi dell’immunità, malattie polmonari e cardiocircolatorie”.
Dopo il coffee break è la volta di Michele Giugliano, del dipartimento idraulica e ambiente del Politecnico di Milano e già consulente di Asm Brescia. Ha realizzato corsi e studi su Inquinamento atmosferico e trattamento delle emissioni gassose che hanno visto le seguenti collaborazioni con enti ed imprese: Asm Brescia, Consorzio Smaltimento rifiuti di Lecco, CUEM-Consorzio Universitario Economia Industriale e Manageriale, Eni, Istituto per l’Ambiente, Snam,
SnamProgetti. Lo stesso professor Giugliano insieme al professore Stefano Consonni, ha realizzato per conto Federambiente (organismo che riunisce tutte le ex municipalizzate d’Italia e ditte interessate a questo settore) uno studio sui grandi vantaggi dell’incenerimento dei rifiuti citato come esempio da Asm Brescia.
Carlo Signorelli, che ha presentato per Enia lo studio di impatto ambientale dell'inceneritore di Parma: “gli inceneritori dovrebbero garantire bassissime emissioni di diossine e di altri inquinanti pericolosi per la salute... la maggiore ricaduta emissiva è prevista solo nella zona limitrofa all'inceneritore, che risulta a bassa densità abitativa”. Vero, i dipendenti Barilla, Greci, Chiesi, Spip... non vi abitano, trascorrono lì solo 8 ore al giorno... E poi scrivendo “dovrebbero” ci salviamo da ogni evenienza.
Infine Giulio De Leo e Michele Cordioli che hanno presentato la loro ricerca parziale che salva l'inceneritore, ma che ad esempio ha calcolato le emissioni sulla metà dei metri cubi emessi.
Una bella giornata per suonare note stonate, e nonostante tutto applaudirSI.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 luglio 2010
-663 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Un inceneritore (chiuso) al giorno...
E' un estate molto calda per gli italiani ma ancor di più per le ex municipalizzate ora quotate in borsa e per le multinazionali che gestiscono il lucroso affare dei rifiuti.
Negli ultimi giorni due contestatissimi impianti di incenerimento sono stati chiusi dalle autorità giudiziarie per superamento dei livelli di diossina e posti sotto sequestro.
Il primo, quello di Pietrasanta (targato Veolia), perché sversava nel torrente Baccatoio l'acqua utilizzata per raffreddare le ceneri (metodo che sarò utilizzato anche a Parma) con livelli di diossine 17 volte superiori ai limiti di legge.
Un bel regalo per i bagnanti (molti dei quali parmigiani) che affollano le spiagge di Forte dei Marmi e Viareggio, rispettivamente a 5 e 4 km di distanza dalla foce del Baccatoio.
Il secondo, di cui abbiamo avuto da poco notizia, situato alle porte di Lecce, bruciava rifiuti sanitari e speciali (gli stessi che vogliono bruciare anche a Parma) battendo orgoglioso il record di Pietrasanta, superando di ben 130 volte le emissioni di diossina consentite.
Tutti questi impianti, quando vengono costruiti, sono presentati alla cittadinanza come frutto delle ultimissime tecnologie, dotati di modernissimi filtri che garantiscono parametri di emissioni sbalorditivi, tanto che anche Allodi, ex presidente di Enia, consigliava di investire nel mattone e farsi la villetta all'ombra dell'inceneritore di Ugozzolo.
Tutto bello e sostenibile come ci viene presentato ad esempio nella dichiarazione ambientale di prodotto datata 2007 dell'inceneritore di Pietrasanta (http://www.environdec.com/reg/epd112it.pdf)
certificata secondo norme del Swedish Environmental Management Council da un ente "indipendente".
Purtroppo dopo anni di funzionamento si scopre che gli inceneritori fanno male alla salute e che i comitati di cittadini che si opponevano al progetto non erano cassandre o fautori del no a priori ma erano semplicemente preoccupati per la sorte dei lori figli.
Meno male che ci sono questi comitati di cittadini che spendono tempo e denaro per sopperire al vuoto delle amministrazioni locali, che delegano ad occhi chiusi le multi-utilities!
La parte buona dell'Italia, proprio quei comitati cittadini, non si accontenta delle patinate dichiarazioni di impatto ambientale in cui tutto sembra bello, con boschetti che assomigliano a quelli delle favole, dove sorgono camini dall'innocua apparenza.
I cittadini consapevoli, dei doveri ma anche dei diritti, pretendono di ricevere gli atti ufficiali che gli spettano di diritto, per poter studiare le carte, fare domande nel merito, proporre alternative.
Alternative e proposte che riempiono un vuoto lasciato da freddi burocrati che occupano le stesse poltrone da anni e non hanno il coraggio di percorrere strade nuove.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 15 luglio 2010
-661 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Negli ultimi giorni due contestatissimi impianti di incenerimento sono stati chiusi dalle autorità giudiziarie per superamento dei livelli di diossina e posti sotto sequestro.
Il primo, quello di Pietrasanta (targato Veolia), perché sversava nel torrente Baccatoio l'acqua utilizzata per raffreddare le ceneri (metodo che sarò utilizzato anche a Parma) con livelli di diossine 17 volte superiori ai limiti di legge.
Un bel regalo per i bagnanti (molti dei quali parmigiani) che affollano le spiagge di Forte dei Marmi e Viareggio, rispettivamente a 5 e 4 km di distanza dalla foce del Baccatoio.
Il secondo, di cui abbiamo avuto da poco notizia, situato alle porte di Lecce, bruciava rifiuti sanitari e speciali (gli stessi che vogliono bruciare anche a Parma) battendo orgoglioso il record di Pietrasanta, superando di ben 130 volte le emissioni di diossina consentite.
Tutti questi impianti, quando vengono costruiti, sono presentati alla cittadinanza come frutto delle ultimissime tecnologie, dotati di modernissimi filtri che garantiscono parametri di emissioni sbalorditivi, tanto che anche Allodi, ex presidente di Enia, consigliava di investire nel mattone e farsi la villetta all'ombra dell'inceneritore di Ugozzolo.
Tutto bello e sostenibile come ci viene presentato ad esempio nella dichiarazione ambientale di prodotto datata 2007 dell'inceneritore di Pietrasanta (http://www.environdec.com/reg/epd112it.pdf)
certificata secondo norme del Swedish Environmental Management Council da un ente "indipendente".
Purtroppo dopo anni di funzionamento si scopre che gli inceneritori fanno male alla salute e che i comitati di cittadini che si opponevano al progetto non erano cassandre o fautori del no a priori ma erano semplicemente preoccupati per la sorte dei lori figli.
Meno male che ci sono questi comitati di cittadini che spendono tempo e denaro per sopperire al vuoto delle amministrazioni locali, che delegano ad occhi chiusi le multi-utilities!
La parte buona dell'Italia, proprio quei comitati cittadini, non si accontenta delle patinate dichiarazioni di impatto ambientale in cui tutto sembra bello, con boschetti che assomigliano a quelli delle favole, dove sorgono camini dall'innocua apparenza.
I cittadini consapevoli, dei doveri ma anche dei diritti, pretendono di ricevere gli atti ufficiali che gli spettano di diritto, per poter studiare le carte, fare domande nel merito, proporre alternative.
Alternative e proposte che riempiono un vuoto lasciato da freddi burocrati che occupano le stesse poltrone da anni e non hanno il coraggio di percorrere strade nuove.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 15 luglio 2010
-661 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
domenica 1 agosto 2010
8000 lavoratori? Per Enia non esistono
A pagina 57 dello Studio di Impatto Ambientale sull'inceneritore di Parma commissionato da Enia allo Studio Oikos Progetti (presentato nell'agosto 2007) si legge "la maggior ricaduta emissiva è prevista solo nella zona limitrofa all'inceneritore che risulta a bassa densità abitativa"
Partiamo da questa dichiarazione per spiegarvi perché mercoledì 15 luglio dalle 17 alle 18.30 sotto un sole che spaccava le pietre, alcuni di noi si sono recati all'uscita dello stabilimento Barilla di Pedrignano per consegnare ai dipendenti una lettera che li esorta ad informarsi e discutere i pericoli che il costruendo inceneritore di Ugozzolo porterà alla loro salute e all'immagine dell'azienda conosciuta in tutto il mondo.
La bassa densità abitativa non prende in considerazione infatti che nei pressi dell'inceneritore sorgono o sorgeranno aziende che danno lavoro a migliaia di dipendenti.
Gente che passa 8-10 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, per 48 settimane all'anno, una consistente parte della propria vita, all'ombra di un camino che emette 3,2 tonnellate di PM10, diossine e metalli pesanti.
Non sappiamo cosa si intenda per bassa densità abitativa nella letteratura scientifica ma siamo in grado di fare una stima approssimativa di quante persone lavorano nel raggio di una area di 2 km dal camino. Per iniziare possiamo metterci i 1500 dipendenti Barilla per poi continuare con i 300 ricercatori della Chiesi Farmaceutici, quindi consideriamo gli attuali 2000 lavoratori dello SPIP 1 a cui si aggiungeranno a breve altri 3-4000 lavoratori del nuovo SPIP 2 & 3 e finiamo pure con i 250 dipendenti dell'Ikea di Parma e i circa 200 dipendenti di Greci.
Questi sono i numeri approssimativi e la somma di questi fortunati beneficiari delle emissioni del camino Enia arriverà dunque a oltre 8000 persone.
Dunque 8000 persone nel raggio di 2 km sono da intendersi bassa densità abitativa?
Enia ha tenuto conto di queste persone nello studio di impatto ambientale oppure ha considerato solo gli abitanti dei casolari circostanti?
Il 15 luglio eravamo davanti a Barilla anziché in piscina a difenderci dalla calura estiva, per informare le persone che lavorano lì che è possibile gestire i rifiuti in maniera alternativa senza che loro debbano rischiare la salute.
Pensiamo sia loro diritto discuterne e chiedere a dirigenti e titolari di una della maggiori aziende italiane di fare pressioni affinchè il progetto dell'inceneritore venga sospeso.
http://www.flickr.com/photos/noinceneritoreparma/sets/72157624504669286/
Lettera al dipendente Barilla
Caro dipendente Barilla, sei sicuramente già informato sulla prossima realizzazione dell'INCENERITORE di UGOZZOLO situato a soli 1,5 km dal luogo in cui lavori 8 ore al giorno per tutto l'anno.
Tuo malgrado sarai costretto a fare i conti con maggiori emissioni provenienti dal camino che, oltre a diossine e metalli pesanti, emetterà 3,2 tonnellate di PM10 in più ogni anno rispetto alla situazione attuale (fonte: Studio di impatto ambientale Enia pubblicato anche sul ns. sito).
Il tuo titolare così come altri importanti esponenti dell'industria parmense hanno espresso dubbi sull'opportunità di continuare in questa scelta obsoleta e scellerata.
Anche tu puoi fare la tua parte discutendone con i tuoi colleghi e sollecitando i dirigenti della tua azienda a far maggiori pressioni sulle amministrazioni locali affinché si sospendano i lavori e si valuti la proposta di gestione rifiuti alternativa del GCR.
Noi vogliamo che Barilla continui ad essere l'azienda italiana con la miglior reputazione nel mondo ed abbiamo a cuore la salute dei nostri figli.
E' giunto il momento di far sentire la tua voce.
Cordiali saluti,
Partiamo da questa dichiarazione per spiegarvi perché mercoledì 15 luglio dalle 17 alle 18.30 sotto un sole che spaccava le pietre, alcuni di noi si sono recati all'uscita dello stabilimento Barilla di Pedrignano per consegnare ai dipendenti una lettera che li esorta ad informarsi e discutere i pericoli che il costruendo inceneritore di Ugozzolo porterà alla loro salute e all'immagine dell'azienda conosciuta in tutto il mondo.
La bassa densità abitativa non prende in considerazione infatti che nei pressi dell'inceneritore sorgono o sorgeranno aziende che danno lavoro a migliaia di dipendenti.
Gente che passa 8-10 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, per 48 settimane all'anno, una consistente parte della propria vita, all'ombra di un camino che emette 3,2 tonnellate di PM10, diossine e metalli pesanti.
Non sappiamo cosa si intenda per bassa densità abitativa nella letteratura scientifica ma siamo in grado di fare una stima approssimativa di quante persone lavorano nel raggio di una area di 2 km dal camino. Per iniziare possiamo metterci i 1500 dipendenti Barilla per poi continuare con i 300 ricercatori della Chiesi Farmaceutici, quindi consideriamo gli attuali 2000 lavoratori dello SPIP 1 a cui si aggiungeranno a breve altri 3-4000 lavoratori del nuovo SPIP 2 & 3 e finiamo pure con i 250 dipendenti dell'Ikea di Parma e i circa 200 dipendenti di Greci.
Questi sono i numeri approssimativi e la somma di questi fortunati beneficiari delle emissioni del camino Enia arriverà dunque a oltre 8000 persone.
Dunque 8000 persone nel raggio di 2 km sono da intendersi bassa densità abitativa?
Enia ha tenuto conto di queste persone nello studio di impatto ambientale oppure ha considerato solo gli abitanti dei casolari circostanti?
Il 15 luglio eravamo davanti a Barilla anziché in piscina a difenderci dalla calura estiva, per informare le persone che lavorano lì che è possibile gestire i rifiuti in maniera alternativa senza che loro debbano rischiare la salute.
Pensiamo sia loro diritto discuterne e chiedere a dirigenti e titolari di una della maggiori aziende italiane di fare pressioni affinchè il progetto dell'inceneritore venga sospeso.
http://www.flickr.com/photos/noinceneritoreparma/sets/72157624504669286/
Lettera al dipendente Barilla
Caro dipendente Barilla, sei sicuramente già informato sulla prossima realizzazione dell'INCENERITORE di UGOZZOLO situato a soli 1,5 km dal luogo in cui lavori 8 ore al giorno per tutto l'anno.
Tuo malgrado sarai costretto a fare i conti con maggiori emissioni provenienti dal camino che, oltre a diossine e metalli pesanti, emetterà 3,2 tonnellate di PM10 in più ogni anno rispetto alla situazione attuale (fonte: Studio di impatto ambientale Enia pubblicato anche sul ns. sito).
Il tuo titolare così come altri importanti esponenti dell'industria parmense hanno espresso dubbi sull'opportunità di continuare in questa scelta obsoleta e scellerata.
Anche tu puoi fare la tua parte discutendone con i tuoi colleghi e sollecitando i dirigenti della tua azienda a far maggiori pressioni sulle amministrazioni locali affinché si sospendano i lavori e si valuti la proposta di gestione rifiuti alternativa del GCR.
Noi vogliamo che Barilla continui ad essere l'azienda italiana con la miglior reputazione nel mondo ed abbiamo a cuore la salute dei nostri figli.
E' giunto il momento di far sentire la tua voce.
Cordiali saluti,
Un workshop sotto vuoto spinto
Workshop, o meglio Desert-Shop, mercoledì scorso, al Campus Universitario. Si parlava di Sistemi di gestione dei rifiuti. Nell'aula deserta abbiamo sentito le motivazioni che spingono verso la realizzazione degli inceneritori.
Una occasione per darsi ragione da soli e la foto allegata la dice lunga senza tante parole. Forse erano più i relatori che il numero di coloro che stavano ascoltando.
Fra gli appunti raccolti al volo segnaliamo: “ci sono difficoltà di interpretazione dei dati e delle valutazioni delle metodologie applicate nei vari studi, se non si è accorti e scrupolosi possono uscire i risultati che vogliamo vedere. Per questo occorre mettere sempre in dubbio le valutazioni e le conclusioni”, oppure “è complicato valutare le emissioni perché varia il combustibile”.
Tutto il resto è stato un presentare studi, dati e opinioni di ricercatori, studiosi, tecnici, addetti ai lavori, che sostengono come l'inceneritore di Parma sia il male minore, pur apportando 3,2 ton di polveri all'anno e 45 mg di diossine.
E sapete cosa significa questa apparente piccola quantità? Corrisponde a 45 miliardi di picogrammi, dosi per 1 milione di abitanti adulti.
Nel nostro Paese è sempre difficile capire dove stia la verità, fra conflitti d'interesse, fra controllori che si controllano da soli, fra studi e ricerche commissionate, anche i tanti bravi ricercatori, studiosi, professionisti, politici, sono in difficoltà a capirlo.
La scelta è fortemente influenzata dalla visione che abbiamo. Se si guarda avanti, oramai quasi tutti si rendono conto che questo modello di consumo è finito, la discussione è solo su quanta strada manca al capolinea.
Se crediamo di essere in strada con un auto senza volante, la scelta dell'inceneritore va in questa logica. Se vediamo che l'auto ha il volante (mai vista una senza) possiamo sterzare e cambiare strada.
Auguriamo a tutti quelli che scelgono di andare dritto di trovare la forza di guardare i bambini di oggi negli occhi, quando ci chiederanno di render conto del mondo che gli abbiamo lasciato.
Ogni giorno arriva la notizia di un inceneritore sequestrato, sigillato, chiuso e di relative indagini, arresti, citazioni a giudizio.
Sono tutti impianti nuovi, certificati, naturalmente Bat (con le migliori tecnologie disponibili) ma resta il fatto incontestabile che gli inceneritori siano forti produttori di inquinanti e luoghi dai quali stare, abitare, lavorare, a debita distanza.
Oggi le lobbies degli inceneritoristi prevedono nei loro bilanci quote da destinare a studi che guarda caso salvano gli impianti, un moderno green washing che abbiamo intravisto anche mercoledì.
Vorremmo infatti sapere se tutti questi esperti sono disponibili a trasferire essi stessi e le loro famiglie all'ombra di un camino, per dimostrare nei fatti che l'aria emessa da un inceneritore è migliore di quella ambiente.
Attendiamo notizie in merito.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 17 luglio 2010
-659 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Una occasione per darsi ragione da soli e la foto allegata la dice lunga senza tante parole. Forse erano più i relatori che il numero di coloro che stavano ascoltando.
Fra gli appunti raccolti al volo segnaliamo: “ci sono difficoltà di interpretazione dei dati e delle valutazioni delle metodologie applicate nei vari studi, se non si è accorti e scrupolosi possono uscire i risultati che vogliamo vedere. Per questo occorre mettere sempre in dubbio le valutazioni e le conclusioni”, oppure “è complicato valutare le emissioni perché varia il combustibile”.
Tutto il resto è stato un presentare studi, dati e opinioni di ricercatori, studiosi, tecnici, addetti ai lavori, che sostengono come l'inceneritore di Parma sia il male minore, pur apportando 3,2 ton di polveri all'anno e 45 mg di diossine.
E sapete cosa significa questa apparente piccola quantità? Corrisponde a 45 miliardi di picogrammi, dosi per 1 milione di abitanti adulti.
Nel nostro Paese è sempre difficile capire dove stia la verità, fra conflitti d'interesse, fra controllori che si controllano da soli, fra studi e ricerche commissionate, anche i tanti bravi ricercatori, studiosi, professionisti, politici, sono in difficoltà a capirlo.
La scelta è fortemente influenzata dalla visione che abbiamo. Se si guarda avanti, oramai quasi tutti si rendono conto che questo modello di consumo è finito, la discussione è solo su quanta strada manca al capolinea.
Se crediamo di essere in strada con un auto senza volante, la scelta dell'inceneritore va in questa logica. Se vediamo che l'auto ha il volante (mai vista una senza) possiamo sterzare e cambiare strada.
Auguriamo a tutti quelli che scelgono di andare dritto di trovare la forza di guardare i bambini di oggi negli occhi, quando ci chiederanno di render conto del mondo che gli abbiamo lasciato.
Ogni giorno arriva la notizia di un inceneritore sequestrato, sigillato, chiuso e di relative indagini, arresti, citazioni a giudizio.
Sono tutti impianti nuovi, certificati, naturalmente Bat (con le migliori tecnologie disponibili) ma resta il fatto incontestabile che gli inceneritori siano forti produttori di inquinanti e luoghi dai quali stare, abitare, lavorare, a debita distanza.
Oggi le lobbies degli inceneritoristi prevedono nei loro bilanci quote da destinare a studi che guarda caso salvano gli impianti, un moderno green washing che abbiamo intravisto anche mercoledì.
Vorremmo infatti sapere se tutti questi esperti sono disponibili a trasferire essi stessi e le loro famiglie all'ombra di un camino, per dimostrare nei fatti che l'aria emessa da un inceneritore è migliore di quella ambiente.
Attendiamo notizie in merito.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 17 luglio 2010
-659 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Bologna snobba Parma
Un fantasma di nome Errani
Volevamo illustrare al presidente della regione Emilia Romagna l'analisi di fattibilità per la gestione dei rifiuti di Parma senza inceneritore.
L'analisi, costruita con l'apporto di ingegneri e chimici ambientali, mette in evidenza che non ci sono i numeri a Parma che giustifichino la costruzione di un inceneritore.
Il 18 giugno inviamo la richiesta alla segreteria della presidenza.
Il 22 giugno telefoniamo alla segreteria, risponde Katia, che ci informa che il presidente Errani è a
Roma e ci invita a ritelefonare il lunedì successivo.
Il 28 giugno giunge una posta elettronica in cui ci confermano l'appuntamento “nell'ufficio dell'assessore Freda”.
Il 14 luglio ci rechiamo a Bologna, arriviamo all'ufficio e scopriamo che l'appuntamento è con l'assessore Freda, di Errani neanche l'ombra.
Siamo partiti da Parma in 3, spostando impegni di lavoro, facendoci sostituire, affidando bambini a baby-sitters: ci guardiamo negli occhi e vicendevolmente scopriamo delusione e frustrazione e una (leggera?) sensazione di essere presi per il naso.
Qualche scambio con la segretaria ci rende edotti che non abbiamo chiesto esplicitamente l'incontro “con il presidente”, ma ci domandiamo a che serva scrivere alla “segreteria del presidente”, se poi ci fanno incontrare altri personaggi. E soprattutto quale utilità possa esserci nel conoscere gli impegni di Errani se tanto è un altro che dobbiamo incontrare.
Se si suona ad un campanello ci si aspetta che chi apre corrisponda al tastino premuto, o è di moda schiacciare un tasto attendendo chi apre, per puro gusto della sorpresa?
Mentre rimettiamo armi e bagagli per il ritorno, incrociamo l'assessore Freda, che per onorare il suo cognome si guarda bene da esporre una qualsiasi forma di scuse, visto l'evidente equivoco, ma anzi si mostra scocciata non poco dal diniego.
Ma come, sono qui per voi e ve ne andate?
Ora abbiamo indirizzato alla segreteria della presidenza una ulteriore richiesta di incontro specificando in lettere cubitali chi intenderemmo incontrare, sempre che il destinatario sia sufficientemente ben disposto per concedersi a dei parmigiani piccoli piccoli, deboli deboli, ma molto preparati sul tema dei rifiuti.
Attendiamo con scarsa speranza la risposta, a meno che, ingegnandosi, non intendano dirottarci un'altra volta verso qualche altro indirizzo.
Del resto Bologna è grande, ricca di uffici e di aria condizionata a mille, con finestre spalancate!
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 18 luglio 2010
-658 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Volevamo illustrare al presidente della regione Emilia Romagna l'analisi di fattibilità per la gestione dei rifiuti di Parma senza inceneritore.
L'analisi, costruita con l'apporto di ingegneri e chimici ambientali, mette in evidenza che non ci sono i numeri a Parma che giustifichino la costruzione di un inceneritore.
Il 18 giugno inviamo la richiesta alla segreteria della presidenza.
Il 22 giugno telefoniamo alla segreteria, risponde Katia, che ci informa che il presidente Errani è a
Roma e ci invita a ritelefonare il lunedì successivo.
Il 28 giugno giunge una posta elettronica in cui ci confermano l'appuntamento “nell'ufficio dell'assessore Freda”.
Il 14 luglio ci rechiamo a Bologna, arriviamo all'ufficio e scopriamo che l'appuntamento è con l'assessore Freda, di Errani neanche l'ombra.
Siamo partiti da Parma in 3, spostando impegni di lavoro, facendoci sostituire, affidando bambini a baby-sitters: ci guardiamo negli occhi e vicendevolmente scopriamo delusione e frustrazione e una (leggera?) sensazione di essere presi per il naso.
Qualche scambio con la segretaria ci rende edotti che non abbiamo chiesto esplicitamente l'incontro “con il presidente”, ma ci domandiamo a che serva scrivere alla “segreteria del presidente”, se poi ci fanno incontrare altri personaggi. E soprattutto quale utilità possa esserci nel conoscere gli impegni di Errani se tanto è un altro che dobbiamo incontrare.
Se si suona ad un campanello ci si aspetta che chi apre corrisponda al tastino premuto, o è di moda schiacciare un tasto attendendo chi apre, per puro gusto della sorpresa?
Mentre rimettiamo armi e bagagli per il ritorno, incrociamo l'assessore Freda, che per onorare il suo cognome si guarda bene da esporre una qualsiasi forma di scuse, visto l'evidente equivoco, ma anzi si mostra scocciata non poco dal diniego.
Ma come, sono qui per voi e ve ne andate?
Ora abbiamo indirizzato alla segreteria della presidenza una ulteriore richiesta di incontro specificando in lettere cubitali chi intenderemmo incontrare, sempre che il destinatario sia sufficientemente ben disposto per concedersi a dei parmigiani piccoli piccoli, deboli deboli, ma molto preparati sul tema dei rifiuti.
Attendiamo con scarsa speranza la risposta, a meno che, ingegnandosi, non intendano dirottarci un'altra volta verso qualche altro indirizzo.
Del resto Bologna è grande, ricca di uffici e di aria condizionata a mille, con finestre spalancate!
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 18 luglio 2010
-658 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Pop corn al gusto rifiuti
Ancora gli inceneritori nell'occhio del ciclone. I Nas di Brescia hanno denunciato 21 autisti, dipendenti di una ditta di autotrasporti campana, per le gravi irregolarità nel trasporto di alimenti destinati agli animali.
L'azienda è di Maddaloni (Caserta) e avrebbero violato le norme igieniche sul trasporto di prodotti alimentari, utilizzando le stesse autocisterne per caricare rifiuti e poi mangimi per animali, senza provvedere ad una regolare bonifica.
L'indagine, partita lo scorso dicembre, è stata curata dal Nucleo Anti Sofisticazioni del Carabinieri e si è conclusa all'inizio di luglio con il sequestro di venti automezzi e la denuncia degli autisti.
Anche un dipendente di una stazione di lavaggio di Lonato (Brescia) è stato denunciato alle autorità competenti.
Secondo i Carabinieri - che hanno seguito i camion per alcune settimane - le autocisterne trasportavano scorie industriali provenienti da Acerra, dirette all'inceneritore di Brescia.
Una volta scaricato il carico, dopo un sommario e veloce lavaggio senza nessuna bonifica, andavano alla ricerca di mais da utilizzare per la produzione di mangimi.
I Nas hanno rilevato che il cereale era contaminato dalle sostanze tossiche presenti nei rifiuti.
Con questo sistema, gli autisti trovavano carichi di ritorno offrendo tariffe più basse di quelle di mercato, mentre in teoria dovevano tornare vuoti.
La vicenda ha anche avuto ricadute ambientali. L'autolavaggio di Lonato infatti disperdeva sostanze tossiche e pericolose nell'ambiente, senza rispettare assolutamente le procedure di smaltimento.
Ancora una volta i rifiuti speciali sono al centro di brutti affari che causano ricadute sulla salute dell'uomo. A Ugozzolo si intendono bruciare 130 mila tonnellate all'anno di rifiuti tra cui la metà saranno proprio “speciali”.
Speriamo che i gestori di tale impianto siano assolutamente corretti e attenti a tutte le procedure per non trovarsi un giorno con notizie di questo genere provenienti da Parma.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 19 luglio 2010
-657 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
L'azienda è di Maddaloni (Caserta) e avrebbero violato le norme igieniche sul trasporto di prodotti alimentari, utilizzando le stesse autocisterne per caricare rifiuti e poi mangimi per animali, senza provvedere ad una regolare bonifica.
L'indagine, partita lo scorso dicembre, è stata curata dal Nucleo Anti Sofisticazioni del Carabinieri e si è conclusa all'inizio di luglio con il sequestro di venti automezzi e la denuncia degli autisti.
Anche un dipendente di una stazione di lavaggio di Lonato (Brescia) è stato denunciato alle autorità competenti.
Secondo i Carabinieri - che hanno seguito i camion per alcune settimane - le autocisterne trasportavano scorie industriali provenienti da Acerra, dirette all'inceneritore di Brescia.
Una volta scaricato il carico, dopo un sommario e veloce lavaggio senza nessuna bonifica, andavano alla ricerca di mais da utilizzare per la produzione di mangimi.
I Nas hanno rilevato che il cereale era contaminato dalle sostanze tossiche presenti nei rifiuti.
Con questo sistema, gli autisti trovavano carichi di ritorno offrendo tariffe più basse di quelle di mercato, mentre in teoria dovevano tornare vuoti.
La vicenda ha anche avuto ricadute ambientali. L'autolavaggio di Lonato infatti disperdeva sostanze tossiche e pericolose nell'ambiente, senza rispettare assolutamente le procedure di smaltimento.
Ancora una volta i rifiuti speciali sono al centro di brutti affari che causano ricadute sulla salute dell'uomo. A Ugozzolo si intendono bruciare 130 mila tonnellate all'anno di rifiuti tra cui la metà saranno proprio “speciali”.
Speriamo che i gestori di tale impianto siano assolutamente corretti e attenti a tutte le procedure per non trovarsi un giorno con notizie di questo genere provenienti da Parma.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 19 luglio 2010
-657 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Sayonara, Parma
Sul fronte Ovest l'inceneritore di Parma aveva già fatto breccia, e Paul Connett ha portato la notizia addirittura oltre Oceano, alle Nazioni Unite, segnalando l'assurdo progetto.
Ma a Est ancora non si avevano riscontri di news parmigiane sui rifiuti.
Oggi è stata colmata la lacuna.
Sul sito di Liberacittadinanza, dove si raccolgono le adesioni contro l'inceneritore di Parma, http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/nessun-inceneritore-a-parma, è apparsa qualche giorno fa la firma di Akemi Nishimura, giornalista, che lascia anche il suo messaggio: “Ho molto paura che inquina anche parmigiano reggiano e prosciutto di parma e curatello che entra anche in giappone.”
Un commento lapidario, cui fa seguito anche la pubblicazione su un blog giapponese di due articoli della giornalista dove si riassume la situazione parmigiana con tanto di immagini delle cartoline che stanno giungendo a centinaia in via Mantova, missive di famiglie seriamente preoccupate per i prodotti di eccellenza del made in Italy.
All'indirizzo internet http://marchesell.exblog.jp/ il blog del servizio che ci onora, si fa per dire.
Qui si parla di diossine e di cartoline, di cibo buono e di cibo a rischio.
Eccoci allora al dilemma, alla domanda da un milione di dollari che da mesi, da anni, andiamo portando all'attenzione dell'opinione pubblica.
A chi porta vantaggio il progetto dell'inceneritore?
Sarebbe ora che tutti quanti si ponessero questo quesito, pensandoci bene e con calma, provando ad immaginarsi gli eventuali soggetti che trarranno vantaggio, e portassero in giro per la città e per la provincia il dubbio ameno.
Chi?
E' proprio dalla risposta che potremmo cominciare a intravedere la luce, a capire il nesso che porta un territorio come la nostra tanto declamata food valley all'autodistruzione o, come forse i giapponesi potrebbero meglio capire, al harachiri, per colpire proprio le forze vitali della nostra terra come tradizione del Sol Levante insegna.
Sarà un mesto addio alla ricchezza di una terra fino ad oggi prospera e felice?
Una vertigine che ci attraversa la schiena.
Siamo stati venduti a qualcuno o a qualcosa per 4 denari?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 20 luglio 2010
-656 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare
Ma a Est ancora non si avevano riscontri di news parmigiane sui rifiuti.
Oggi è stata colmata la lacuna.
Sul sito di Liberacittadinanza, dove si raccolgono le adesioni contro l'inceneritore di Parma, http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/nessun-inceneritore-a-parma, è apparsa qualche giorno fa la firma di Akemi Nishimura, giornalista, che lascia anche il suo messaggio: “Ho molto paura che inquina anche parmigiano reggiano e prosciutto di parma e curatello che entra anche in giappone.”
Un commento lapidario, cui fa seguito anche la pubblicazione su un blog giapponese di due articoli della giornalista dove si riassume la situazione parmigiana con tanto di immagini delle cartoline che stanno giungendo a centinaia in via Mantova, missive di famiglie seriamente preoccupate per i prodotti di eccellenza del made in Italy.
All'indirizzo internet http://marchesell.exblog.jp/ il blog del servizio che ci onora, si fa per dire.
Qui si parla di diossine e di cartoline, di cibo buono e di cibo a rischio.
Eccoci allora al dilemma, alla domanda da un milione di dollari che da mesi, da anni, andiamo portando all'attenzione dell'opinione pubblica.
A chi porta vantaggio il progetto dell'inceneritore?
Sarebbe ora che tutti quanti si ponessero questo quesito, pensandoci bene e con calma, provando ad immaginarsi gli eventuali soggetti che trarranno vantaggio, e portassero in giro per la città e per la provincia il dubbio ameno.
Chi?
E' proprio dalla risposta che potremmo cominciare a intravedere la luce, a capire il nesso che porta un territorio come la nostra tanto declamata food valley all'autodistruzione o, come forse i giapponesi potrebbero meglio capire, al harachiri, per colpire proprio le forze vitali della nostra terra come tradizione del Sol Levante insegna.
Sarà un mesto addio alla ricchezza di una terra fino ad oggi prospera e felice?
Una vertigine che ci attraversa la schiena.
Siamo stati venduti a qualcuno o a qualcosa per 4 denari?
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 20 luglio 2010
-656 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare
Frutta, verdura e... inceneritore
Il maggior impatto di un impianto di incenerimento si registra nei pressi del camino e comunque entro un raggio di qualche chilometro. Ragione per cui appare scontato che vada posta molta attenzione a che cosa si fa proprio nei dintorni di un inceneritore, dove la ricadute di inquinanti sono massicce e pericolose. Diossine, furani, metalli pesanti, le dosi di inquinanti sono state più volte rilevate nei pressi degli impianti e spesso sono sfociate in vere e proprie denunce, sequestri, rinvii a giudizio.
Non la pensano così a Napoli, a quanto pare, dove, nei pressi dell'inceneritore di Acerra, o meglio proprio a ridosso, hanno pensato bene di coltivare cavoli ed altri ortaggi. Vedi qui la foto: http://tinyurl.com/coltivazioni
Il reporter Gennario Manzo ha immortalato in un servizio fotografico questa situazione che, meditate gente meditate, porta ad una semplice domanda. Questa scarola, questi cavoli, questi prodotti, su quali bancarelle andranno a finire? Un brivido ci percorre la schiena.
Anche perché le affermazioni salva impianti sono facilmente smontabili. Berlusconi affermò che l'inceneritore di Acerra inquina come 3 auto. Pio Russo Krauss - responsabile del settore Educazione sanitaria e ambientale Asl Napoli 1 Centro – aveva poi ha fatto i conti. Scoprendo una verità imbarazzante, quanto ovvia. Un inceneritore inquina, e non poco. Affermazione supportata da una serie di cifre che lo stesso Krauss ha inviato al sito iustitia.it. Quanto inquina allora
l'inceneritore di Acerra? Almeno, scrive il medico, come 115.702 auto per quanto riguarda la Co2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio.
E queste sono cifre che non tengono conto dei malfunzionamenti e delle cattive gestioni, come spesso succede in giro per l'Italia.
In questi casi, come per esempio a Pietrasanta i disastri sono annunciati e gli impianti sigillati, quando però il danno è stato già perpetrato e nessuno potrà far tornare all'origine i veleni emessi nell'ambiente.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 21 luglio 2010
-655 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
Non la pensano così a Napoli, a quanto pare, dove, nei pressi dell'inceneritore di Acerra, o meglio proprio a ridosso, hanno pensato bene di coltivare cavoli ed altri ortaggi. Vedi qui la foto: http://tinyurl.com/coltivazioni
Il reporter Gennario Manzo ha immortalato in un servizio fotografico questa situazione che, meditate gente meditate, porta ad una semplice domanda. Questa scarola, questi cavoli, questi prodotti, su quali bancarelle andranno a finire? Un brivido ci percorre la schiena.
Anche perché le affermazioni salva impianti sono facilmente smontabili. Berlusconi affermò che l'inceneritore di Acerra inquina come 3 auto. Pio Russo Krauss - responsabile del settore Educazione sanitaria e ambientale Asl Napoli 1 Centro – aveva poi ha fatto i conti. Scoprendo una verità imbarazzante, quanto ovvia. Un inceneritore inquina, e non poco. Affermazione supportata da una serie di cifre che lo stesso Krauss ha inviato al sito iustitia.it. Quanto inquina allora
l'inceneritore di Acerra? Almeno, scrive il medico, come 115.702 auto per quanto riguarda la Co2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio.
E queste sono cifre che non tengono conto dei malfunzionamenti e delle cattive gestioni, come spesso succede in giro per l'Italia.
In questi casi, come per esempio a Pietrasanta i disastri sono annunciati e gli impianti sigillati, quando però il danno è stato già perpetrato e nessuno potrà far tornare all'origine i veleni emessi nell'ambiente.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 21 luglio 2010
-655 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
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