martedì 18 gennaio 2011

Lettera aperta all'assessore Lusenti

Assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti
presso Regione Emilia Romagna
sanita@regione.emilia-romagna.it

p.c. Sindaco di Parma Pietro Vignali
p.c. Delegato del Sindaco alla Sanità, Politiche per la Salute, Rapporti con le Aziende sanitarie del Comune di Parma Fabrizio Pallini

e
p.c. Stampa

Gentile Assessore Lusenti,
lei sarà a conoscenza della situazione di Parma, pur non essendo di questa città. A Ugozzolo, un quartiere posto a 3 km da piazza Duomo, stanno costruendo un enorme inceneritore di rifiuti urbani e speciali, capiente il doppio della necessità di trattamento dei rifiuti urbani che produce il nostro territorio.



Lei ha tre figli, è laureato in Medicina, sa di che cosa stiamo parlando.
E' assessore alla sanità della nostra regione e si deve occupare della qualità della vita dei suoi amministrati.
Da urologo sarà a conoscenza dello studio francese che ha rilevato danni all'apparato genitale per i nati nei pressi degli inceneritori.
Lei è attento alle dinamiche comportamentali, per cercare, per quanto possibile, di prevenire prima di curare.
A Parma il prossimo marzo il seminario che tratterà l'argomento alimentazione e attività motoria. I nostri giovani devono scegliere cosa mangiare, e praticare attività sportiva per mantenere attivo e reattivo il proprio organismo. Siamo con lei, ma ci domandiamo.
Quale ambiente offriamo ai nostri giovani, dove li mandiamo a respirare?
Accanto agli inceneritori?
Quali alimenti offriamo loro?
Quale difesa nei territori portiamo avanti, per mantenerne alto il nome legato a marchi mondiali come Barilla, Greci, Mutti, prodotti di eccellenza come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano, il Culatello di Zibello, il Salame di Felino?
Sono sinonimi di sanità anche questi, di prodotti puliti, che fanno bene.
Come investiamo le risorse regionali per salvaguardare la salute degli alimenti, che si traduce in salute per i cittadini?
Che qualità intrinseca possono avere alimenti nati e cresciuti in un ambiente malato, malsano, ricco di sostanze pericolose?
Allarghiamo l'attenzione della sanità ai fattori ambientali, partendo da quelli che sono facili da aggredire perché non ancora presenti e attivi.
Si parla spesso di prevenzione primaria come caposaldo della Salute, della prevenzione come la migliore delle terapia e si lascia costruire nel territorio della “food valley” un inceneritore.
La regione intende costruire forse le “Case della Salute”, con Parma capofila, per dare migliore assistenza ai cittadini che si ammaleranno a causa di sostanze inquinanti e cancerogene, come ormai numerosi studi epidemiologici indicano?
Non sarebbe più opportuno mirare alla salvaguardia del benessere e della salute per non dover spendere, in un prossimo futuro , soldi per la Sanità?
Si investono 200 milioni di euro e più per un inceneritore vendendocelo come strumento di risparmio energetico, per creare calore, per economizzare le risorse bruciando meno petrolio, ma quanto si spenderà in futuro per porre rimedio ai danni causati ai nostri cittadini, futuri pazienti, dal funzionamento dello stesso?
Riteniamo sia indispensabile che le scelte politiche delle regione non possano non tener conto, anche e soprattutto, degli aspetti sociosanitari, quando si decidono certe scelte strategiche che possano in qualche modo nuocere alla salute dei cittadini.
L'ordine dei medici dell'Emilia Romagna, di cui lei immaginiamo faccia ancora parte, nel 2007 scrisse una lettera aperta alla regione, chiedendo una moratoria sulla costruzione degli inceneritori in regione, proprio sulla scorta dei dati epidemiologici rilevati attorno agli impianti.
Una lettera morta, ancora oggi lampante nelle sue affermazioni.
Se non si vuole come solito far un effimero lifting delle proprie intenzioni, oggi è giunto il momento di guardare in faccia alla realtà, anche se non piace e fa paura, anche se va contro gli interessi economici di qualche multinazionale, lobby, gruppo di potere.
E' d'accordo con noi che la salute viene prima di tutto?

Aldo Caffagnini

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 18 gennaio 2011
-474 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+232 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

lunedì 17 gennaio 2011

La sindrome del silenzio stampa

La sindrome del silenzio stampa, dopo essersi a lungo diffusa in ambienti calcistici, è approdata, per la prima volta nella storia d'Italia, anche nei palazzi della politica, con l'assessore all'Ambiente e il Presidente della Provincia di Parma che, sull'argomento inceneritore, hanno bocche tappatissime.
Giovedì scorso in consiglio comunale, il GCR ha manifestato sempre con i modi civili che ci contraddistinguono, alla premiazione delle personalità in occasione del Sant'Ilario.



Abbiamo provato anche a scambiare 2 parole con Luigi Giuseppe Villani, vicepresidente di Iren, che però molto cortesemente ha preferito soprassedere. "Oggi è Sant'Ilario! Non parliamo di polemiche!" ha declamato il coordinatore regionale del Pdl, dribblando alla grande i 2 cittadini che lo inseguivano.
Luigi Giuseppe Villani aveva già dato prova di non amare molto l'argomento forno e quella volta ne aveva fatto le spese un giornalista di Repubblica che, molto meno fortunato di noi, si era anche beccato un vaffa…
Come mai anche il coordinatore del Pdl, nonché grande sostenitore della giunta Vignali, avrà contratto questa sindrome?
Luigi Giuseppe Villani sarà timido, riservato… forse non ama comunicare con la stampa, penserete voi. E invece no! Ogni santo giorno ce lo troviamo sulle pagine dei quotidiani locali e sui portali internet a discutere e a controbattere con l'opposizione su qualsiasi argomento che viene cucinato nel menu quotidiano del dibattito politico. Addirittura quest'estate lo ricordiamo tuonare contro la centrale a biomasse di Sala Baganza, in difesa della Food Valley e degli abitanti del luogo.
Il mistero dunque si infittisce e la soluzione appare ardua visto che Villani è stato messo, al posto del suo predecessore, proprio per far pesare la voce del comune di Parma nella multi-utility da 3.500 milioni di euro dove la nostra città conta per un misero 6%.
Il vicepresidente non è intervenuto nemmeno quando il sindaco che l'ha nominato è stato pesantemente ripreso dal suo direttore generale, quell'Andrea Viero che è stato recentemente condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti a risarcire 540 mila euro.
Luigi Giuseppe non proferisce verbo, neanche quando il suo sindaco chiede (da mesi ormai) il piano economico finanziario dell'inceneritore all'azienda che lo vede nel consiglio di amministrazione.
Nonostante l'accordo tra Enia e Comune preveda la massima trasparenza in tutti gli atti relativi al progetto, Parma non riesce ad avere un semplice documento, un prospetto economico che da mesi anche noi del GCR chiediamo senza esito.
Insomma, una sindrome, quella che ha colpito Luigi Giuseppe Villani, che andrebbe curata al più presto. Lui a Sant'Ilario ci ha detto che in quel momento non era il caso di parlarne e non ci sembrava il caso di insistere.
Ci dica quando, dottor Villani, che da medico sa benissimo il danno che provoca l'inceneritore.
Noi siamo sempre disponibili ad aiutarla ad uscire dalla fastidiosa, ma facilmente curabile, malattia del silenzio stampa sull'inceneritore di Ugozzolo.

Parma, 17 gennaio 2011
-475 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+231 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

domenica 16 gennaio 2011

La verità ti fa male lo so

Così siamo giunti all'ennesimo gioco di parole, per dire che l'inceneritore fa male, ma ce lo dobbiamo tenere. Così la prima autorità sanitaria di Parma, il sindaco Vignali, tentenna sul da farsi, cerca affannosamente una via d'uscita, che non gli lasci il cerino in mano, ma non la trova.
La verità fa male, anche l'inceneritore.
All'alba del 2011 nessuno si prende la responsabilità di fermarlo, il mostro di Ugozzolo.
L'inceneritore farà male e noi cittadini ce lo dovremo respirare, e i nostri politici ancora non si vergognano del posto che occupano, senza rispondere delle loro azioni a chi li ha votati, senza rispondere alla richiesta di salute di Parma.
Siedono su poltrone che non si meritano.
Sono tutti distanti osservatori, come se ci fossero persone che non respireranno quell'aria.
L'inceneritore farà male, all'economia della food valley, ma soprattutto ai cittadini.
L'inceneritore produrrà diossina e altre carezzevoli micidiali brezze.
Un auditorium ancora una volta gremito ancora non basta a prendere decisioni di responsabilità, per guardare avanti, e non indietro.
Ora aspettiamo di nuovo i medici, per rinfrescare la memoria ai consiglieri comunali sui rischi dell'impianto. Qualcuno ancora dubita? Se fa male lo si deve chiedere ai medici, come se un ponte sta in piedi lo si deve chiedere agli ingegneri.


Francesco Barbieri (GCR) intervista Pietro Vignali (Massima Autorità Sanitaria di Parma)

Chiedete a Manrico Guerra o a Patrizia Gentilini, medici dell'ambiente dell'Isde, se fa male. Chiedete al delegato alla Sanità Fabrizio Pallini, medico, se fa male.
Chiedete a Giancarlo Izzi, medico, se l'ambiente inquinato provoca malattia.
Non certo agli studi commissionati dai gestori, leggermente in conflitto di interesse.
Quindi questo impianto fa male. Il sindaco oggi non lo farebbe. Quindi crede che sia inutile oltre che dannoso. Ma non si sente probabilmente sostenuto a sufficienza da partiti e associazioni di categoria, dagli illuminati industriali locali.
Ma l'inceneritore nuocerà anche alla food valley, sporcando il mulino e facendolo nero. Non basta per i nostri imprenditori il rischio di lordare i loro prodotti?
Non parlano ai loro tavoli del fatto che quando ci sarà il forno faremo la fine di Brescia o di Montale? Latte alla diossina, polli alla diossina, mamme alla diossina, bambini alla diossina.
Oppure di fare la fine della Germania virtuosa, tanto acclamata dai fautori degli inceneritori, che ci sta regalando maiali e uova alla diossina?
Che grado di responsabilità credono di avere nei confronti dei loro dipendenti, del territorio, delle loro stesse aziende?
Si dice che non ci sono alternative.
Ma anche questa affermazione è lontana dal vero.
Il 10 gennaio ne abbiamo avuto la prova al Paganini. E' possibile produrre senza causare danno ambientale, ne rifiuti.
Anche la Società Chimica Italiana ha invitato Parma ad entrare nel progetto Città a Zero Emissions.
Si dice “cosa ne facciamo dei rifiuti di oggi”. E' la stessa Iren a voler esportare i rifiuti per dimostrare la necessità di un impianto. L'organico perché lo si porta fuori? Perché si brucia la plastica invece che estruderla? Tutto è pensato per giustificare il forno, non certo per ridurre, riciclare, recuperare in modo corretto i materiali.
Parma, come tutti i comuni limitrofi che ci sono già arrivati, può passare all'80% di raccolta differenziata in pochi mesi. Ma non si vuole che sia così, perché altrimenti cadrebbe rovinosamente la teoria del forno necessario. Oltre il 75% di raccolta differenziata non c'è economia che possa sostenere un inceneritore. Sarebbe sempre in perdita.
Allora per le strade vediamo ancora i cassonetti dell'indifferenziato, perché il timore di Iren è che si differenzi troppo. Allora il piano rifiuti di Iren prevede di recuperare la plastica al 13%, sennò cosa brucerebbe l'impianto? Ma nessuno si rivolta.
Dove sono i partiti? Davanti ai loro elettori non si sentono un po' miseri? Come fanno a parlare di ambiente, di boschetti, di etica ambientale, quando accettano senza colpo ferire che l'inceneritore sia costruito?
Quali sono i contratti che impegnano le amministrazioni verso Iren? Fateceli conoscere.
Se nel 2014 Ato non rinnovasse la convenzione con Iren, come farebbe il forno a sopravvivere?
Se qualche illuminato consigliere, partito, comune, chiedesse la revisione del Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti, e da qui uscisse un nuovo piano senza forno, che senso ha proseguire a costruirlo?
Nessuno, nessuno che passi dalle parole ai fatti.
Solo Iren farà un lucro enorme. E tutti supini a seguire gli interessi di una Spa senza cuore ne anima, lontana ormai dal territorio, eppure ancora temuta.
Ci dimostrino che l'inceneritore è necessario e che non fa male.
Noi accenderemo il primo cumulo di rifiuti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 16 gennaio 2011
-476 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+230 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Il primo cittadino sei tu

Con questo slogan, l'allora Assessore all'Ambiente Pietro Vignali, aveva iniziato la campagna elettorale per le elezioni a Sindaco, impostata all'insegna del civismo mostrandosi aperto ai consigli e alle istanze dei cittadini e delle associazioni di Parma.
Il giorno di Sant'Ilario lo abbiamo incontrato in consiglio comunale e, davanti alle telecamere, gli abbiamo strappato la promessa di riunire il 20 gennaio prossimo la Commissione Ambiente e Salute del Comune di Parma per ascoltare dalla viva voce di 2 tra i medici intervenuti al convegno del 22 settembre all'Auditorium Paganini, I Medici chiamano Parma.



Il dott. Ernesto Burgio, pediatra e coordinatore del Comitato tecnico scientifico di ISDE Italia e il Prof. Giuseppe Masera, uno dei padri dell'Oncoematologia pediatrica in Italia.
Il Prof. Masera ha occupato ruoli di primo piano nel settore oncologico, prima di dedicarsi interamente all'oncologia pediatrica come professore del Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione dell'Università di Milano-Bicocca e come direttore della clinica pediatrica dell'ospedale San Gerardo di Monza. E' un intimo amico e collega del Dott. Giancarlo Izzi premiato proprio dal Sindaco Vignali, per la sua opera di direttore dell'Unità operativa di Pediatra e Oncoematologia dell’Ospedale di Parma.
Il Sindaco ha dunque voluto esprimere il suo riconoscimento ad una persona che si sta adoperando per curare i tumori dei bambini di Parma.

Lodevole iniziativa a cui il GCR ha risposto applaudendo con convinzione e che vorremmo fosse supportata anche da iniziative coerenti verso la prevenzione di queste tragiche malattie che toccano vittime innocenti che come tutti sanno derivano in gran parte da fattori ambientali, dato che i bambini non fumano e non possono avere effetti per abitudini alimentari errate.
Il fatto di vivere in una delle 5 zone più inquinate del pianeta non ci deve far rassegnare e tollerare l'aggiunta di fonti di emissioni nocive come sarà quella dell'inceneritore di Ugozzolo.
Signor Sindaco, a Sant'Ilario ci ha confermato davanti a giornalisti e telecamere che il 20 gennaio ascolterete i 2 medici sui rischi che l'inceneritore di Iren porterà alla città, ai suoi abitanti ed alle sue aziende. Ascoltare, capire e prendere provvedimenti concreti in favore dalla sua comunità: questo ci aspettiamo dal nostro primo cittadino.
Quando è stato eletto, molti cittadini l'hanno scelta per il carattere innovativo delle sue parole al di fuori dei tradizionali schemi della politica nazionale.
“Il primo cittadino sei tu!” ci siamo sentiti dire: speriamo che non siano state solo vuote parole di uno slogan elettorale.

Trasmetteremo in diretta l'audizione della Comissione Ambiente e Salute del Comune di Parma a questo indirizzo web:
http://www.ustream.tv/channel/gcr-online

Qui la ripresa video dell'incontro del GCR con il Sindaco a Sant'Ilario
http://www.youtube.com/watch?v=Z-sP2fFngWY

Parma, 15 gennaio 2011

-477 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+229 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Se Robert Kennedy fosse Sindaco di Parma

Anche oggi gli attivisti dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti hanno presenziato ad un importante evento cittadino, la consegna dei Premi e Onorificenze in occasione di Sant'Ilario.
In rispettoso silenzio hanno atteso parole chiare dal primo cittadino di Parma che, nel suo discorso, citando Robert Kennedy, ha invitato a non ricercare solamente il benessere economico ma a perseguire una miglior qualità della vita, un ambiente più sano dove crescere i propri figli.



Valori, ambiente, salute più importanti di denaro, prodotto interno lordo, beni e merci.
Parole importanti che vanno considerate e pesate con giudizio e a cui occorre far seguire azioni coerenti.
Provate ad accostare le parole SALUTE e INCENERITORE RIFIUTI e capirete perchè non ci riteniamo soddisfatti del discorso di Pietro Vignali.
Oggi, intervistato dai media ha ribadito il concetto già espresso a fine anno, in cui ha detto che dovendo fare questa scelta oggi non la farebbe, ma che purtroppo il cantiere è già avanti e le penali da pagare sarebbero troppo salate.
Ma allora Bob Kennedy che c'entra?
Che avrebbe fatto Bob Kennedy di fronte ad una scelta senz'altro difficile se avesse dovuto scegliere tra salvaguardare interessi economici da un lato e privilegiare la salute dei cittadini e l'immagine della food-valley dall'altro?
Che senso ha citare i grandi della storia se poi alle parole non seguono fatti concreti e coerenti con quanto si dice?
Noi siamo semplici cittadini e facciamo fatica a capire il “vorrei ma non posso” di questi giorni: ci piacerebbe avere un grande Sindaco che prende decisioni coraggiose, semplicemente perchè lo fa per il bene della comunità che amministra.
Per i cittadini, per il mondo agricolo e per le industrie alimentari del territorio.
Il 20 gennaio prossimo Le porteremo i medici che hanno relazionato all'Auditorium Paganini il 22 settembre scorso. Il prof. Giuseppe Masera, padre dell'oncoematologia pediatrica e il dott. Ernesto Burgio, pediatra e coordinatore del Comitato tecnico scientifico di ISDE Italia, illustreranno a Lei ed alla commissione Ambiente e Salute riunita per l'occasione, i pericoli sanitari che l'impianto di Iren porterà alla città di Parma.
Speriamo vivamente, signor Sindaco, che l'ascoltare queste parole, la ispiri ad agire come i grandi della storia.

Parma, 13 gennaio 2011
-479 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+227 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Il nuovo

Lunedì sera 1000 parmigiani sono accorsi all'Auditorium Paganini per ascoltare seduti, per 2 ore e mezza, un chimico tedesco ed un architetto americano che parlavano di tetti verdi, tessuti compostabili ed imballaggi biodegradabili e di come fosse possibile progettare, costruire e vivere in armonia con la natura, conciliando rispetto per l'ambiente e sviluppo economico.
Sono concetti nuovi per la città di Parma e forse un po' difficili da digerire. Alcuni diranno che sono utopie non realizzabili oppure che ci vorranno anni per raggiungere certi obiettivi.



In realtà i 2 autori del libro "Dalla culla alla culla" non sono solo dei teorici. Lavorano per grandi aziende, governi, comuni grandi e piccoli a cui forniscono consulenze per progettare beni, servizi ed edifici in maniera eco-sostenibile: prodotti che nascono già pensati per non causare problemi di smaltimento alla fine del ciclo di vita.
Parlando con Michael Braungart prima dell'inizio del convegno siamo rimasti impressionati da un affermazione: "Non pensate che produrre in questo modo costi di più che nella maniera tradizionale. Le aziende che hanno adottato la strategia Cradle to Cradle risparmiano sui costi di produzione e ne traggono benefici d'immagine"
Quando ci si trova davanti a qualcosa di nuovo frequentemente si hanno due differenti approcci: chi rifiuta il percorso nuovo perché pieno di incertezze preferendo restare ancorato ai tradizionali e sicuri metodi adottati finora e chi invece abbraccia con entusiasmo la nuova via perché intravede straordinarie possibilità di crescita.

C'è una scena nel film della Disney "Ratatouille" che ben sintetizza questo concetto. Il critico blasonato ed incensato Anton Egò si trova ad assaggiare un piatto cucinato dall'umile topolino Remy e improvvisamente il gusto della pietanza, semplice e raffinato allo stesso tempo, lo riporta alle sue origini di fanciullo, spogliandolo di tutti i preconcetti che ha accumulato negli anni.
Vede crollare gli schemi a cui ormai era abituato da decenni, capisce che qualcosa di nuovo sta succedendo e che sarebbe da sciocchi osteggiarlo e non seguirlo solo perché nuovo.
A Parma domani si consegnano i premi Sant'Ilario. La città fa un bilancio dell'anno trascorso e svela sogni ed ambizioni per il proprio futuro.
Noi saremo lì con lo spirito del topolino Remy, convinti che a tutta la città convenga abbandonare il costoso, nocivo ed obsoleto progetto dell'inceneritore per abbracciare con entusiasmo la strada del riciclo e della riduzione dei rifiuti.
Perché a Parma abbiamo le capacità e l'entusiasmo per fare quello che altre città in Europa e nel mondo stanno già facendo.
Conviene a tutti.

Ratatouille: il nuovo
http://www.youtube.com/watch?v=csuWJAqUY54

Parma, 12 gennaio 2011
-480 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+226 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

martedì 11 gennaio 2011

Al Paganini (stavolta) si ripete

Dopo la serata del 22 settembre scorso in cui i medici hanno illustrato i rischi sanitari ad una sala zeppa di gente, anche stavolta Parma partecipa con entusiasmo all'ultimo appuntamento organizzato da GCR.
Ieri, in un piovoso lunedì sera, 1000 parmigiani sono usciti dalle case andando a riempire nuovamente l'Auditorium Paganini, per ascoltare dalla viva voce dei 2 autori del best-seller "Dalla culla alla culla" i progetti concreti che possono essere messi in campo, fin da subito, per intervenire sulla riduzione della produzione dei rifiuti ed evitare che sia costruito un impianto nocivo ed obsoleto.



Fino a mezzanotte hanno ascoltato inchiodati sulle poltrone quale potrebbe essere il futuro della comunità di Parma se i nostri amministratori avessero un briciolo di coraggio in più nel prendere scelte lungimiranti per il benessere della città.
Pochi infatti i rappresentanti della classe politica locale presenti in sala, molti cittadini, alcuni imprenditori ed una folta schiera di architetti ed ingegneri.
La trasmissione dell'evento è stata mandata anche in diretta sul canale uStream.com e a metà serata è stato anche effettuato il collegamento audio-video via Skype con l'architetto William McDonough in Virginia.
Crediamo di aver dato il nostro contributo per mostrare ai parmigiani come si può evolvere la città.
Speriamo di aver illuminato la strada di qualche giovane industriale o architetto in sala, che faccia suoi i concetti e i progetti illustrati dai 2 consulenti.
L'inceneritore appartiene ad un mondo che non esiste più: chi sostiene questa tecnologia o è legato a schemi vecchi di decenni oppure lo fa per puro ritorno economico.
Il futuro è nell'industria tessile che utilizza l'acqua per i propri processi e la restituisce pura al territorio.
Il futuro è di chi costruisce sedie fatte di materiali atossici, che possono essere facilmente disassemblati e recuperati alla fine del ciclo di vita.
Il futuro è fatto di persone che abitano e lavorano in edifici che consumano il minimo indispensabile.
Il futuro è nelle città laboratorio a Zero Emissioni, con il progetto che sta portando avanti il Prof. Luigi Campanella, già Presidente della Società della Chimica italiana, intervenuto ieri sera grazie ad un contributo registrato, per invitare anche Parma ad aderire al progetto in cui 3 città italiane sono già coinvolte.
A Parma conviene prendere questa strada perchè è vantaggioso per l'ambiente ed anche per gli imprenditori che la seguono.



Abbiamo voluto, nel poco tempo a disposizione, portare la testimonianza che il mondo e l’economia si stanno avviando a grandi passi verso un’altra direzione, mostrando quelli che sono i principi e le azioni verso la nuova rivoluzione industriale.
Conviene perchè il mondo, l'Europa lo stanno già facendo. Esiste un’ Europa in cui si producono uova alla diossina e forse coincide con quell'Europa virtuosa che ci segnalava tempo fa il caro Allodi. Quella dove hanno gli inceneritori in centro città.
Noi vediamo un’ altra Europa: quella della fabbrica di Solvis a zero emissioni, quella di Schonau in Germania e dell'isola di Samsoe in Danimarca dove hanno raggiunto l'indipendenza energetica.
I nostri amministratori?
C'è chi resta in silenzio stampa come un allenatore di una squadra traballante.
C'è chi dice "non mi compete" e se ne lava le mani come un novello Ponzio Pilato.
Quando vi abbiamo votato vi abbiamo chiesto di prendervi delle responsabilità verso il territorio che state amministrando.
I vostri elettori non meritano questi atteggiamenti e lo dimostra il fatto che il vostro consenso stia calando, con le elezioni 2012 ormai alle porte.
Noi andremo avanti perché sappiamo che la scelta che state sostenendo è sbagliata.
Saremo sempre presenti a ricordarvi i vostri doveri cominciando già da questo 13 gennaio, il giorno di Sant'Ilario. Il giorno in cui si fanno bilanci e si parla di futuro.

Per le immagini della serata:
http://www.flickr.com/photos/noinceneritoreparma/sets/72157625797612772/

In allegato anche documento di Michael Braungart su rifiuti e incenerimento
"DALLA CULLA ALLA CULLA - Il passaggio dall’incenerimento dei rifiuti a materiali che portano giovamento"

Parma, 11 gennaio 2011
-481 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+225 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

domenica 9 gennaio 2011

Parma verso rifiuti zero: il blog

Spesso quando sentiamo parlare di Rifiuti Zero pensiamo ad un utopia, ad un sogno irrealizzabile. Le immagini dei telegiornali che continuano a propinarci la parte peggiore di Napoli e non ci parlano di interi quartieri dell'area napoletana dove si oltrepassa il 75% di raccolta differenziata, ci fanno credere impossibile un obiettivo che oggi più che mai è raggiungibile con semplici azioni.
Semplici azioni e buone idee che anche i comuni cittadini possono ogni giorno mettere in pratica per dare un contributo concreto alla salvaguardia dell'ambiente.



Proprio per questo abbiamo aperto un blog dedicato al tema della riduzione dei rifiuti (http://parmaversorifiutizero.blogspot.com/) dove andiamo ad inserire suggerimenti in pillole che possono portare la comunità di Parma a rendere superflua e anacronistica la costruzione di un inceneritore rifiuti.
Nel blog si parla di buone pratiche ed anche di un punto fondamentale per raggiungere il successo dell'operazione Rifiuti Zero: la progettazione industriale dei nostri beni di consumo e delle nostre abitazioni.
Proprio su questo argomento avremo a Parma la fortuna di avere lunedì gli autori dell'eco best-seller “Dalla Culla alla Culla”, recentemente nominato tra i 10 libri più importanti degli ultimi 10 anni dal frequentatissimo portale verde TreeHugger.
Michael Braungart, William McDonough insieme a Lugi Campanella (per anni presidente della Società della Chimica Italiana), ci porteranno messaggi di speranza su come il mondo si stia muovendo verso un nuovo modo di produrre le merci.
Azioni concrete che grandi aziende, governi e città in tutto il mondo stanno portando avanti per ripensare i propri modi di Progettare, Costruire e Vivere in modo da rendere compatibili sviluppo economico e salute dei cittadini.
Sono buone idee che vorremmo fare nostre anche per Parma.
All'Auditorium Paganini lunedì 10 gennaio alle ore 20.30 potremo sbirciare come potrebbe essere il nostro futuro.
Ancora disponibili i posti per la serata confermando la propria adesione a gestionecorrettarifiuti@gmail.com oppure al 331.116.8850

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 9 gennaio 2011
-483 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+223 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

sabato 8 gennaio 2011

Dalla culla all'Angiol d'Or

Lunedì 10 Gennaio 2011 Parma ospiterà gli eroi dell'ambiente, così designati dal Time, una conferenza che si preannuncia come un evento di levatura internazionale, che ha il patrocinio del comune di Parma, Agenzia alla Sanità.
All'Auditorium Paganini (tempio della cultura progettato da Renzo Piano) il chimico tedesco Michael Braungart, dalla Virginia in collegamento skype l'architetto William McDonough, la diretta sul canale streaming del GCR.
Il cambiamento in atto va "dalla culla alla culla", perché dobbiamo comprendere come poter fare business senza metterci in conflitto con la natura, con l'acqua, la terra e l'aria. Progettare e costruire imitando e rispettando le leggi di questo pianeta, il quale in sé non conosce il concetto di rifiuto, perché tutto ciò che è scarto per un sistema biologico, diviene materia prima per un altro sistema biologico.



La frazione organica deve ritornare alla terra: gli scarti di cucina, gli sfalci, le potature...non sono un rifiuto! Sono un nutrimento.
San Francisco, con i suoi 800 mila abitanti, riesce a intercettare quasi tutto l' organico scartato dalle famiglie, dai ristoranti, trasformandolo in fertilizzante molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali.
Nel terzo millennio dobbiamo affrontare anche il metabolismo tecnologico, secondo il quale tutti gli altri materiali post-utilizzo devono essere reimpiegati nei processi produttivi, in un ciclo terno.
I due guru del riciclo totale della materia porteranno questa testimonianza: progettare, costruire e vivere dalla culla alla culla non è utopia, ma è possibile ora. Vi sono molte aziende disposte a ripensare la produzione e a mettersi in gioco in base a questi criteri . Nike, Ford, Toyota, Philips, Xerox, certamente non o hanno fatto solo per una mera questione di immagine. Significa che conviene.
Eloquenti, a proposito, le parole dell'Unione Industriali di Bergamo: "Un'innovazione intesa in senso totale, che non riguardi solamente il ciclo di vita del prodotto dalla culla alla tomba, ma anche la possibilità che il prodotto sia alla fine reinserito in un nuovo ciclo tecnologico come materia prima dalla culla alla culla, per rendere sempre più concreto un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale".
Il 10 Gennaio interverrà anche Luigi Campanella, presidente della Società Chimica Italiana. Illustrerà il progetto Zeroemissions con l' ambizione di condurre anche Parma al traguardo.
La nostra città di trova ad un a un bivio: costruire l' inceneritore e precipitare nel Medio-Evo dove si bruciava senza pensare alle conseguenze, oppure scegliere sostenibilità.
L'uomo deve imparare ad amare l' idea di lasciare alle future generazioni un pianeta vivente, con sostanze viventi.
In questi decenni abbiamo compromesso tutti gli ecosistemi della Terra.
Le conseguenze di una progettazione carente, a questo livello, oltrepassano di gran lunga i limiti della nostra esistenza.
Se l’ umanità, dopo aver compreso i danni che sta producendo, non fa qualcosa per cambiare si rende complice di una strategia della tragedia.
Possiamo continuare a perseguire la strategia della tragedia o possiamo progettare e mettere in atto una strategia del cambiamento.
Ancora disponibili i posti per la serata confermando la propria adesione a gestionecorrettarifiuti@gmail.com oppure al 331.116.8850

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 8 gennaio 2011
-484 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+222 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

venerdì 7 gennaio 2011

33 giorni

Simonetta Gabrielli, presidente di Nimby Trentino, è al 33° giorno di digiuno per contrastare il progetto dell'inceneritore di Ischia Podetti. Un mese di rifiuto del cibo solido che ha portato via con sé 6 kg e mezzo di peso corporeo, un affaticamento del cuore.
Non scende invece la volontà di ferro dell'attivista trentina, con la quale abbiamo condiviso, oltre che la conoscenza, un convegno organizzato da Nimby lo scorso ottobre.



In quella occasione avevamo portato anche la voce di un produttore locale, come tutti a rischio per la crescita a Ugozzolo dell'inceneritore locale.
Simonetta non ha ancora ricevuto le visite, le telefonate, i contatti che si ritenevamo necessari per poter porre fine alla sua protesta.
L'unica telefonata ricevuta è quella del presidente del consiglio comunale di Trento e un sms del presidente delle Acli.
Silenzio dal vescovo Bressan, dai vertici della Provincia e del Comune.
A Trento è andata deserta la gara di appalto per l'affidamento dei lavori dell'inceneritore. Sarebbe una ottima occasione per ripensare il progetto mettendo in concorrenza anche altri progetti alternativi all'incenerimento, per verificare nei numeri e nei fatti che la possibilità di gestire i rifiuti senza incenerimento ci sono e sono efficaci.
Simonetta è seguita ovviamente da un medico, pronto ad intervenire in casi estremi, che non porteranno però a far desistere il movimento dall'opporsi ad un impianto obsoleto, inquinanti, dannoso per l'ambiente e per le persone.
Trento è la punta dell'iceberg della protesta italiana contro gli inceneritori.
Una protesta che sale dal basso, dai cittadini preoccupati per la salute degli uomini e dell'ambiente.
Una protesta che nasce anche dalla consapevolezza delle alternative possibili all'incenerimento, oggi confermate dalla tecnologia che ha fatto passi in avanti.
Il futuro è nel riciclo totale, l'incenerimento è un pessimo ricordo del passato.
Sono i cittadini che acquisiscono consapevolezza, mentre i partiti rimangono indietro, imprigionati da vecchi schematismi e ridicole cerimonie.
Oggi i giovani stanno abbandonando i grandi partiti, Pd e Pdl. Li abbandonano in massa, non credendo più nelle loro vuote parole. Oggi la base crede in sé stessa, pur nella fatica di trovare da sola il bandolo della matassa, il punto da cui ripartire.
Oggi la base crede in persone come Simonetta Gabrielli, che non racconta, ma fa.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 7 gennaio 2011
-485 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+221 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?