venerdì 1 giugno 2012

Cara Parma ti scrivo...


Il messaggio di Patrizia Gentilini in occasione del faccia a faccia con il forno

Carissimi amici di Parma,
credetemi se vi dico che sono con voi con tutto il cuore e lo sarei stata anche di persona, per testimoniarvi tutta la mia vicinanza ed il mio supporto in questa tornata così cruciale in cui il sogno potrebbe davvero avverarsi.



Con questo confronto davanti “alle fauci del forno” voi avete davvero centrato il cuore dei problemi ed il bersaglio intorno a cui si gioca non solo l'elezione del vostro sindaco (cosa certo importantissima), ma il futuro della vostra città e la salute dei suoi abitanti di oggi e di domani.
Costruire un inceneritore vuol dire ipotecare il futuro  perché,  una volta che quel forno sarà acceso, dovrà bruciare almeno 20 anni per ammortizzare i costi ed altri 20 per guadagnarci.
E allora tutte le buone pratiche e tutti vostri sforzi andranno in fumo e cenere come i vostri rifiuti e soprattutto la vostra salute.

Vi ricordo che nel recentissimo settimo programma del Parlamento Europeo su Ambiente e Biodiversità, si legge che la Commissione deve prevedere “obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati”.
E voi sapete bene che oggi la possibilità di recuperare al 100% anche frazioni difficili quali pannoloni /pannolini e simili è ormai realtà.
La strada da percorrere in tema di gestione “rifiuti” ( anzi, scusate risorse) è chiara, precisa, lineare:  le mille iniziative che in questi anni avete fatto ed il piano da voi redatto lo hanno dimostrato con chiarezza ed ormai anche i muri delle vostre case e le strade della vostra città lo hanno imparato.
Io posso dire - con gli occhi di una benevola nonna che ha  partecipato fin dall'inizio a tante di esse - di avervi visto crescere in un modo davvero straordinario in competenza, serietà, generoso e disinteressato impegno.
Tutto ciò si è ormai iscritto nel DNA della vostra città, anzi -più correttamente- diciamo che ne avete modificato in meglio l'epigenoma,  e questo  nessuno lo potrà più cancellare.
Del resto già il  risultato cui siete giunti già anche con questa serata lo dimostra.  .
Per questo mi sento di dirvi che se è vero che nessuno si merita un inceneritore, meno che mai lo merita Parma ed i suoi abitanti.

Patrizia Gentilini
Oncologo Isde
Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 1 giugno 2012

Sono passati
732 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
26 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
11 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

giovedì 31 maggio 2012

Punto Zero


Dopo anni di malfunzionamento Parma è stata come resettata.
Il fatidico pulsantino sul retro della macchina è stato schiacciato dai cittadini il 21 maggio scorso.
Siamo al punto zero, quando il sistema viene riavviato e per vederlo funzionare di nuovo bisogna attendere il caricamento del sistema operativo.
Anche con lo spinoso problema dell'inceneritore ci troviamo al punto zero.



Dal 2005, anno in cui il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti, approvato dalla Provincia, indicava un impianto di trattamento termico come necessità per il territorio, sono passati ormai 7 anni.
Il progetto dell'inceneritore era stato avviato già a fine 2005, quando Enia aveva bussato alla porta di Ato e del comune di Parma.
Per diversi anni il progetto è stato coccolato sia dalla Provincia che dal Comune, affidando ad Enia, poi diventata Iren, una sorta di carta bianca, perché tutti concordavano sulla importanza e bontà del progetto.
Così il comune di Parma ha stretto nel 2006 un accordo con Enia, dove di impegnava alle varianti urbanistiche ed a favorire l'iter per giungere nel più breve tempo possibile al traguardo.

La Provincia, dal canto suo, convocò nel 2008 la Conferenza dei Servizi, l'organo che nel giro di qualche mese approvò la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) con lo schema dell'Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale), procedura che diede il via definitivo al progetto.
Tutti di corsa verso la realizzazione di questo meraviglioso e lungimirante progetto.
Tante cose però sono cambiate nel frattempo.
La raccolta differenziata ha raggiunto livelli percentuali che mettono in crisi la floridità del forno.
I due sistemi sono in diretta concorrenza perché si alimentano degli stessi materiali.
E i materiali non si moltiplicano a piacimento.
Così si sono inventati alcuni stratagemmi. Non avviare in città una seria raccolta differenziata, tenere l'organico insieme all'indifferenziato, non applicare la raccolta differenziata alle aziende ed ai mercati.
Tanti piccoli aiutini per ottenere mucchi di rifiuti sporchi e talmente mischiati da rendere impossibile la loro separazione e quindi facile il loro smaltimento in discarica o inceneritore.
Il gestore guadagna se smaltisce, non se ricicla.
Il riciclo porta vantaggio alle amministrazioni locali, ai cittadini, non alle lobbies dell'incenerimento.
Il giocattolo inceneritore oggi si è rotto.
Ha il comune capoluogo contro e una serie di inciampi legali che frenano la sua corsa, nonostante la foga di Iren che cerca di accelerare il cantiere e farlo girare a mille.
Oggi siamo al punto zero.
Per capire cosa occorre fare è necessario, caricando il nuovo sistema operativo, utilizzare software esclusivamente open source, aperti e leggibili da tutti.
Senza questa chiarezza non è possibile interagire su nulla.
Solo una lettura puntuale dei libri permetterà, con i tempi necessari, ad acquisire informazioni su tutto l'iter di questo progetto, a verificare tutti i passaggi e la loro correttezza.
Il rapporto con Iren deve mutare profondamente. Le multiutilities devono essere a disposizione delle amministrazioni per mettere in pratica i “loro” progetti, le “loro” visioni, e non viceversa.
Anche la trasparenza del gestore, che fin qui non c'è stata, deve essere un requisito indispensabile se si vuole mantenere un rapporto di collaborazione.
Da due anni viene rifiutata la visione del documento economico finanziario sull'inceneritore, il timone con il quale si capirebbe come Iren intenda recuperare l'investimento sul Pai.
La trasparenza su tutto il progetto era stata votata dal consiglio comunale di Parma come un pre requisito per validare tutta la procedura.
La trasparenza che ancora oggi latita.
E che fa pensar male. Se manca oggi che ancora il forno è spento chissà domani...

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 31 maggio 2012

Sono passati
731 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
25 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
10 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

lunedì 28 maggio 2012

Iren, nerI scenari, opportunità di svolta


E' preoccupato, Garbati, ad di Iren. Ed ha ragione ad esserlo.
Solo che guarda nella direzione sbagliata.
Se vuole trovare il bandolo della matassa deve girare lo sguardo dentro la società.



Ricapitoliamo.
Amps era la municipalizzata della nostra città, forte di lavoratori, denaro (si parla di miliardi in titoli) e utili, radicamento sul territorio, certamente con debolezze da sanare, ma un riferimento certo per Parma.
Così era a Reggio Emilia ed a Piacenza.
Si volle poi procedere con la fusione, la parola magica che sembra risolvere ogni problema e di fusione in fusione siamo arrivati ad avere una società decotta, appesantita da un debito enorme, killerata dalla Borsa, con un rapporto con i territorio vicino allo zero assoluto.
Ma non è nemmeno questa posizione che vogliamo mettere in luce.
Dal nostro umile punto di vista è la sua arretratezza culturale che è drammatica.
Iren sostanzialmente è una società che non innova, non si aggiorna, non guarda avanti.
Iren è una società di smaltimento e lo smaltimento dei rifiuti verrà meno in pochi anni, surclassato dalla necessità ormai impellente di risparmiare, riciclare, riusare, recuperare, non sprecare.
Iren poi non è nemmeno innovativa negli altri campi: non guarda alle energie alternative, non brilla in nessun campo in particolare, non ha un settore ricerca e sviluppo in grado di competere sul mercato globale.

Cosa ne è della nostra Amps? Usata per trasformare il suo gruzzolo per alimentare opere altrimenti impossibili da realizzare, oggi la multiservizi non esiste più, come non esiste l'influenza del nostro comune in seno all'assemblea dei soci.
Iren è perdente ed è tutto merito della sua governance, dei suoi amministratori, forse obnubilati da cachet eccessivi e sproporzionati ai risultati deludenti ottenuti.
Iren potrebbe cambiare, se non è già tardi.
Potrebbe trasformare la propria fisionomia per rincorrere il futuro che avanza al galoppo. E lo potrebbe fare partendo da Parma, approfittando della tempesta perfetta che sta gelando la crescita dell'inceneritore non voluto e rigettato ora anche dalla amministrazione.
Deve fare un passo straordinariamente coraggioso.
Non sappiamo se ne sia capace.
Se lo sguardo dei suoi delegati spazi così avanti.
Di tempo ce n'è poco, ma le opportunità ancora sono tutte lì, acchiappabili.
Le incapacità fin qui dimostrate andrebbero ammesse, utilizzando le energie innovative dei territori in cui opera come volano di crescita, sviluppo, riconversione.
Nessuno ha acrimonia per Iren, sono i comportamenti che sono sbagliati.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 28 maggio 2012

Sono passati
728 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
22 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
7 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Cambiare strategia, una sfida da vincere


Il sindaco è pronto. E gli industriali di Parma?

Così è iniziata l'avventura del nuovo sindaco di Parma: al Paganini per celebrare l' anniversario della Polizia di Stato.
C'erano tutte le autorità, e tutte hanno voluto stringere la mano al sindaco più giovane dal dopoguerra. C'è grande fermento attorno a questo ragazzo proveniente dalla società civile e slegato da tutte quelle relazioni pericolose e intricate che hanno portato la nostra comunità al collasso.



Il sindaco dovrà incontrare i cosiddetti “poteri forti”, che hanno investito con determinazione nel sistema inceneritore.
Molti attendono questo confronto per vedere di che pasta è fatto il giovanotto.
In campagna elettorale sosteneva impavido che avrebbe fermato l' inceneritore. Quando varcherà la soglia di Palazzo Soragna e si troverà di fronte ad alcuni degli industriali più importanti del mondo, sarà altrettanto impavido? Noi siamo convinti di sì.
Il sindaco è uno di noi, è cresciuto assieme a noi e porterà un messaggio positivo all'Unione Parmense degli Industriali.
Dall'inceneritore passa tutta la nostra vita: ambiente, ecologia, economia, salute, lavoro, stili di vita, global warming, risorse finite in un pianeta finito.

Diciamo no inceneritore per dire sì alle alternative che creano posti di lavoro, che preservano le risorse delle future generazioni, che non avvelenano l'ambiente, che non compromettono le catene alimentari, che fanno risparmiare soldi, che non sono in conflitto con i limiti del pianeta.
Trent'anni fa, Aurelio Peccei, manager della FIAT stimato in Italia e nel mondo, commissionò uno studio al MIT di Boston, per capire quale fosse l'impronta che gli esseri umani esercitano su questo pianeta con le loro attività quotidiane.
La multinazionale che finanziò il lavoro era la Volkswagen. I risultati drammatici che emersero, diedero il titolo allo studio: “I limiti dello sviluppo”. Viviamo in un pianeta finito con risorse finite, non possiamo continuare ad estrarre materia vergine per poi disperderla in discariche o in atmosfera tramite gli inceneritori. Le nostre attività corrono più velocemente della capacità di rigenerazione degli ecosistemi e stiamo perdendo fertilità dei suoli. Abbiamo il dovere di intercettare tutta la frazione organica per riportarla ai terreni sotto forma di compost. La campagna porta nutrimento alla città: la città deve poi riportarlo alla campagna.
Gli industriali possono creare un business straordinario nel campo della green economy. Le grandi multinazionali, come la Procter & Gamble, stanno investendo in innovazione proprio per recuperare materia e consentirne la rivendita, creando business e posti di lavoro. Oggi sono riusciti a ridare vita anche a tutti quei pannolini, pannoloni e assorbenti che Parma invece vuole continuare a bruciare, avvelenando terra, acqua e aria.
Quanti investimenti rischiamo di perdere con l'inceneritore? Possiamo davvero permetterci di bruciare le nostre eccellenze e il nostro futuro? GCR ha portato a Parma Braungart e i suoi industriali. Economie in esplosione, non in recessione. Possiamo creare un cambiamento che le future generazioni non dimenticheranno.
Mille anni fa Parma era ai vertici per la seta. Oggi non possiamo cullarci sull'agro-alimentare. Dobbiamo cogliere la sfida della sostenibilità per ricondurre l'impronta umana dentro a confini che possano garantire alle future generazioni di vivere su un pianeta desiderabile, non moribondo.
I cittadini di Parma sono pronti alla sfida. Anche il sindaco lo è. Mancano solo gli industriali.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 28 maggio 2012

Sono passati
728 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
22 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
7 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

domenica 27 maggio 2012

Effetto domino


o Dies Iren

Echeggiano crolli quasi simultanei o per lo meno conseguenti.
Deraglia il progetto del centrosinistra su Parma, trascinando nella polvere il candidato Bernazzoli, che da sostenitore dell'inceneritore, vede messo in dubbio anche il progetto del forno.



Il neo sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha fatto della lotta contro l'inceneritore uno dei cavalli di battaglia (vincenti) della sua campagna elettorale: ora non potrà che concretizzare le promesse.
La sua travolgente vittoria alle urne ha travolto non solo il candidato del Pd nella sua veste di aspirante sindaco, ma ha indebolito, e di molto, la sua figura di presidente della Provincia,  da cui non si era dimesso, e al quale oggi ha fatto mestamente ritorno.
La resa dei conti all'interno del partito è di queste ore e nei prossimi giorni avremo modo di capire se il partito democratico di Parma ha ancora dentro di sé le energie necessarie alla ricostruzione, partendo da macerie imponenti e lontane nel tempo.

Questi scoppi simultanei hanno causato anche un muro di nebbia sul progetto dell'inceneritore.
Ne risente anche Iren, che viene da un tracollo in Borsa, 20% di perdita in due giorni.
Iren, che ha fatto del progetto di Parma uno dei baluardi del suo rilancio, e ora sente il terreno franare.
Ha una situazione debitoria allarmante: quasi tre miliardi di euro, contro i due e mezzo di fine 2011.
A Torino il cantiere dell'altro inceneritore in costruzione vive di altrettanta incertezza, tra ripetute morti sul lavoro e i dubbi che cominciano a crescere sulla opportunità della collocazione e sulla reale necessità di questa infrastruttura.
A Parma Iren è al centro di raffiche di vento impetuose.
Il progetto dell'inceneritore è stato avallato dagli enti locali contro le direttive europee che impongono gare di appalto continentali per impedire le posizioni dominanti.
Perfino l'assegnazione della raccolta dei rifiuti è messa in discussione dall'Europa. Come è stato possibile affidare direttamente ad una Spa un servizio pubblico che tocca direttamente le tasche dei cittadini e solo con la concorrenza si può garantire a parità di servizio, la migliore tariffa per i contribuenti?
Lo stesso cantiere fu stoppato lo scorso dalla mancanza di titolo edilizio, permesso a costruire che nonostante la sentenza del Tar, non si è mai manifestato ne Iren lo ha presentato: un motivo non piccolo per valutare anche il ricorso al Consiglio di Stato, contro una sentenza a dir poco curiosa.
Ma le incertezze sulla liceità di tutto il progetto non finiscono qui.
La Procura di Parma possiede un corposo dossier sull'argomento, frutto di decine di esposti, una pesante cartella che ha fatto aprire un fascicolo affidato al procuratore Roberta Licci, che ha poi demandato la Guardia di Finanza per la indagini del caso.
A che punto sono le analisi degli 007 della Finanza? Le indagini sono chiuse?
Oggi si continua a sottolineare il rischio di forti penali se e quando il progetto dell'inceneritore verrà stoppato. Ma non si tiene conto come il cantiere sia sotto osservazione da autorità italiane e straniere e potrebbe essere l'autorità giudiziaria a porre l'ultima definitiva parola sul forno.
“Dies Irae, dies illa, solvet saeclum in favilla”: a chi apparterranno le ceneri finali?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 27 maggio 2012

Sono passati
727 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
21 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
6 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

sabato 26 maggio 2012

Dalla fiaccola alla fascia tricolore


Federico Pizzarotti ha indossato ieri la fascia tricolore di sindaco.
Dalle fiaccolate no termo a primo cittadino.



Che salto incredibile e che soddisfazione per Gcr avere finalmente un sindaco sintonizzato sulla nostra stessa lunghezza d'onda.
Un ragazzo giovane, attento ai temi dell'ambiente, della salute, del lavoro e della salvaguardia del territorio e delle risorse. Sembrano lontani anni luce i tempi bui in cui i politici invitavano i cittadini a mettersi il cuore in pace perché la grigliata di carne inquina più di un inceneritore.
Archeologia.
Oggi a guidare Parma c'è finalmente una persona sincera dal volto fresco e innocente, che ha fatto dell'inceneritore il cavallo di battaglia della campagna elettorale. Una persona responsabile e consapevole del fatto che non si può parlare di tutela della famiglia né di politiche dedicate alla famiglia se a fianco delle nostre abitazioni si costruisce un'industria insalubre di classe I, la più pericolosa, che provoca l'incremento di sarcomi, linfomi e parti pre-termine.

Finalmente un giovane consapevole che non si può uscire dalla crisi economica se si investe in una fabbrica capace di creare solo un posto di lavoro contro i mille creati con le filiere della raccolta, del recupero e del riciclo della materia.
Finalmente un ragazzo della società civile capace di ascoltare e declinare le speranze e i sogni della gente, la gente di Parma che ha mostrato in questi anni voglia di imboccare nuove strade.
Gcr è l'associazione che ha riempito teatri, auditorium e cinema, mobilitando migliaia di persone e coinvolgendo i migliori professionisti del mondo.
Abbiamo prodotto una mole di lavoro impressionante per qualità e quantità.
Finalmente un sindaco che darà continuità ai progetti avviati in tutti questi anni da Gcr.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 26 maggio 2012

Sono passati
726 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
20 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
5 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

giovedì 24 maggio 2012

I cittadini hanno dato un segnale forte


Non deludiamoli ancora una volta

Sono passati solo 3 giorni dall'elezione trionfale di Federico Pizzarotti a sindaco di Parma.
Pizzarotti è il primo sindaco del 5 Stelle eletto in un comune capoluogo.
Ha sbaragliato il candidato di apparato, forte sostenitore del forno inceneritore di Ugozzolo.



Per noi di GCR, dal 2006 oppositori del forno,  è stato un chiaro segnale della volontà dei cittadini di cambiamento nella gestione dei rifiuti, una sorta di referendum che ha visto prevalere il sì all'abrogazione del forno e un altro sì ad una gestione ambientalmente corretta dei rifiuti.
Non ci sono più dubbi su come i parmigiani desiderano il futuro del loro territorio.
Non sono passate che poche ore dal voto che tutti i media si sono scagliati sul neo-sindaco per chiedere conto immediato della soluzione di tutti i problemi, garbugli accumulati in anni di malgoverno.
E' normale che sia così, le persone hanno grandi aspettative dal Movimento 5 Stelle, troppi anni di delusioni ricevute da una classe politica arroccata nelle proprie posizioni ed insensibile alle istanze che provengono dal basso.

E' però paradossale che la stampa nazionale e quella locale si accaniscano sul nuovo sindaco facendogli un pressing asfissiante, quando ancora lo stesso non ha avuto modo nemmeno di entrare nella stanza dei bottoni (e dei cassetti da aprire).
Debito ed inceneritore ovviamente sono i punti di maggiore criticità e, per quanto riguarda ciò che ci compete, crediamo sia necessario un po' più tempo di una manciata di ore per mettere in pratica una riconversione di un sistema così complesso che ha al suo culmine il forno di Ugozzolo.
Nella serata del 16 maggio scorso, all'auditorium Paganini, abbiamo presentato un'alternativa virtuosa e credibile, densa di numeri e riscontri, che non è stata smentita nemmeno dal candidato sostenitore del forno, Bernazzoli.
Un progetto monitorato da Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza, che mostra, come risultato finale, un rifiuto residuo di 15mila tonnellate contro le 65mila previste dal vecchio PPGR e contro le 39mila tonnellate di ceneri in uscita dall'inceneritore ogni anno, che dovremmo in qualche modo smaltire da qualche parte.
E' ormai evidente a tutti che la soluzione forno non è più adeguata alle reali necessità del nostro territorio e questa considerazione, ormai condivisa, ci spinge a chiedere fin da oggi all'ex candidato Bernazzoli, nella sua veste di presidente della Provincia di Parma, una revisione del Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti, ormai obsoleto, ed una temporanea sospensione dei lavori di costruzione dell'inceneritore di Ugozzolo.
Ora che almeno in uno degli enti coinvolti c'è la volontà di ripensare il progetto bisogna mettersi seriamente attorno ad un tavolo per capire come uscirne.
Non solo Iren, Comune e Provincia, ma anche le forze attive della città devono dare una mano per riconvertire il nostro territorio ad una reale green economy.
I cittadini hanno dato un segnale forte.
Non facciamo che anche questa volta resti inascoltato.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 maggio 2012

Sono passati
724 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
18 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
3 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

mercoledì 23 maggio 2012

Tre incidenti in due settimane


L'inceneritore di Padova sotto accusa

http://www.aduc.it/comunicato/tre+incidenti+due+settimane+all+inceneritore+padova_20354.php

Se all'inceneritore di AcegasAps di Trieste sono arrivati dalla Campania 11.830 tonnellate di rifiuti quanti ne sono giunti a quello della stessa azienda di Padova?



Secondo i giornali nelle ultime settimane sono 2mila le tonnellate campane entrate nei forni dell'impianto del quartiere Forcellini-Camin, il tutto all'insaputa della Regione, come afferma l'assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte, e del presidente Zaia che ha sempre dichiarato che in Veneto i rifiuti campani non sarebbero mai arrivati.
In contemporanea, all'impianto di Padova si sono verificati tre incidenti di fila. Nel primo si è  trattato di un incendio causato dall'esplosione di una bombola del gas all'interno della fossa dei rifiuti che ha fatto incendiare un materasso. Sono seguiti altri due incidenti, l'ultimo ha fatto fuoriuscire una nuvola di fumo nero del quale non sappiamo se ha contaminato l'area del quartiere attorno all'inceneritore poichè l'Arpav, agenzia regionale per la protezione ambientale, non ha fatto i rilevamenti.

Ricordiamo che l'impianto è in fase di autorizzazione integrata ambientale. Ad AcegasAps chiediamo chiarezza sulla provenienza dei rifiuti, quindi se arrivano da fuori provincia o da fuori regione, la loro qualità e quindi i processi di verifica e incenerimento, come viene trattato il carico radioattivo e se viene fatto sostare all'interno del parcheggio dell'azienda.
Al sindaco chiediamo garanzie di tutela della salute pubblica ed anche dei lavoratori all' interno dell'impianto, tutela della salute poiché il palese conflitto di interessi che interessa AcegasAps e Arpav genera legittimi dubbi di imparzialità in quanto il direttore dell'agenzia regionale per la tutela ambientale è un dirigente dell'azienda che gestisce l'inceneritore. Aggiungiamo che un altro episodio, seguito ai tre precedenti, con fuoriuscita di fumo nero dall'impianto è stato segnalato dagli abitanti del quartiere.
Alla Regione chiediamo chiarezza e trasparenza. Sulla gravità degli episodi recenti l'Aduc si riserverà di interpellare la Procura della Repubblica. Ricordiamo che l'area del quartiere attorno all'inceneritore, per la diossina presente al suolo depositata da cinquant'anni di attività, è definita dall'Istituto Mario Negri di  Milano "a rischio cancro per bambini".
La crescita della raccolta differenziata e il progressivo ridursi dello smaltimento dei rifiuti avrebbe dovuto imporre al Comune e ad AcegasAps la rinuncia a raddoppiare i forni dell'inceneritore, invece la necessità di garantire il flusso di 600 tonnellate al giorno costringe l'azienda a ricorrere ai rifiuti di tutta Italia. Quelli del Lazio sono all'orizzonte.

Maria Grazia Lucchiari – delegata Aduc Veneto
ADUC Associazione per i diritti degli utenti consumatori

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 maggio 2012

Sono passati
723 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
17 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Sono passati
2 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

martedì 22 maggio 2012

Grazie Parma


Un sogno non condiviso rimane un miraggio inaccessibile.
Può essere bellissimo e perfetto, ma rimane nel cassetto dei vorrei, stropicciato dal tempo.
Ieri invece la città si è risvegliata da un torpore mortale che la vedeva accasciata e vinta, vuota di illusione e di speranza.
E' bastato un segno sulla scheda, ripetuto migliaia di volte, per condividere una strada nuova.



51235 mattoncini sottratti all'edificio in costruzione a Ugozzolo, tolti per sempre.
E' stato un plebiscito, ore e ore con la pelle d'oca, perché attorno percepivi nuova linfa, nuova voglia di fare, di contare, di esserci, di dare una mano insieme, alla città claudicante.
Si è consumato ieri il referendum negato: improvvisamente le undicimila firme raccolte nel 2006 hanno bussato di nuovo alla porta dei potenti, esigendo di uscire allo scoperto.
Coloro che sono scesi per le strade in questi anni, che hanno riempito sale, auditorium, sfidato aziende quotate, acceso fiaccole, sottoscritto appelli e, davanti a tutto, fatto passare piano piano la cultura sui rifiuti e sul modo corretto di gestirli, ecco, a loro si è data la possibilità di esprimersi liberamente sul futuro della città.

Mercoledì scorso al Paganini, la platea-teatro della città, ci sono voluti 40 minuti per sciorinare i numeri del piano alternativo. Non male per una alternativa che non esiste, secondo le parole degli sconfitti. Non male per dei cittadini normali fare gli esperti in un settore complesso.
Qualcuno non aveva capito cosa stava succedendo ed ancora oggi teine la vista coperta.
E' l'inizio di una pagina nuova, anzi, di un libro, per citare chi ci credeva ed è rimasto indietro.
I giochi non sono certo fatti, il cantiere dell'inceneritore non risente di un voto di maggio per interrompere la sua foga.
Ora viene il difficile.
Far comprendere anche alla parte avversa la bontà della proposta alternativa, i vantaggi che ne derivano per tutta la filiera, la possibilità concreta di trovare soluzioni condivise anche per ciò che è già stato costruito.
La missiva olandese, giunta lo scorso anno ed ovviamene ignorata, è stata confermata nelle sue finalità lo stesso giorno del confronto al Paganini. L'Olanda conferma che il nostro territorio non ha bisogno di un forno per gestire i suoi scarti. Anzi, con 9 inceneritori in funzione in regione abbiamo già oggi un eccesso di capacità di incenerimento che andrà presto ridimensionato.
Chiama l'Europa, al 2020 basta sprechi di risorse, basta bruciare ciò che si può recuperare, riciclare, compostare. E' finita la stagione degli incentivi che drogavano il mercato permettendo di trasformare gli inceneritori, solo in Italia, in slot machine per ingrassare i gestori.
La guerra contro i rifiuti si vince con tante battaglie parallele.
La si vince adottando il miglior sistema di raccolta differenziata porta a porta in tutto il territorio.
Per capire poi davvero cosa resta, in fondo al ciclo virtuoso.
Si vince la battaglia insieme alla città, quella che ieri si è ritrovata e ora è davanti ai riflettori di mezzo mondo.
Il laboratorio Parma ha preso avvio.
Grazie Parma. E' tutto merito tuo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 22 maggio 2012

Sono passati
722 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
16 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

E' passato
1 giorno dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Mettete fiori nei vostri camini


Il referendum sull'inceneritore c'è stato.
Quel referendum negato lo scorso anno ai cittadini si è finalmente svolto oggi, consumato in una due giorni di sfida mortale tra vecchia e nuova politica.
Parma ha deciso per il no, in una percentuale schiacciante ed irrevocabile.
Parma ha scritto la parola fine su un tema sul quale il parere dei cittadini non era stato richiesto ed anzi rifiutato, perfino sostenendo di non aver ben capito la domanda.



Un trionfo per il candidato del Movimento 5 Stelle, Federico Pizzarotti, che a mani nude ha sbaragliato gli avversari dalle mille sigle e simboli, che occhieggiavano sulla scheda del voto.
I parmigiani hanno guardato altrove.
I parmigiani hanno emesso una sentenza definitiva.
Ha fatto bene Garbi a lasciare. Quando lo incontrammo sul tema dell'inceneritore, ci confessò che quel camino era davvero una grande scocciatura, ma loro avrebbero fatto una dichiarazione chiara di lì a poco. Il Pd infatti scrisse il suo sì sul progetto, ribadendo la bontà della scelta e il giusto cammino intrapreso.
Il Pd era convinto che il forno non avrebbe spostato voti. Dopo il risultato del primo turno Bernazzoli ammise di aver pagato la scelta ed iniziò un improvvida rincorsa sui temi dei “No termo”, intitolando addirittura una serata “Verso rifiuti zero”, ospitando l'assessore che a Reggio l'inceneritore lo ha spento e il sindaco di Forlì che si è costituito parte civile contro gli inceneritori di Hera.
Non ne hanno indovinata una in via Treves, confermandosi specialisti nello sbagliare il rigore a porta vuota, senza arbitro ne portiere.
Ma è già passato ed ora dobbiamo affrontare il presente.
Se osservassimo da vicino il camino di Ugozzolo, noteremmo in superficie alcune increspature.
Al terribile e sciagurato terremoto di sabato notte ne è seguito un altro più benevolo, che oggi incrina in modo preoccupante la tenuta del progetto.
Un progetto voluto e sostenuto da quel candidato che Parma ha rifiutato con numeri quasi imbarazzanti.
Un progetto che poteva portare ulteriore danno all'ecosistema di Parma già gravato da un inquinamento preoccupante e pericoloso.
Che senso aveva aggiungere altro inquinamento quando ci sono soluzioni alternative più efficaci?
Oggi, durante i minuti di incredulità davanti alle prime stime dei risultati, abbiamo visto passare il film di questi sei anni impiegati a recuperare la coscienza di cosa stavamo partorendo ad Ugozzolo.
Una lotta sfinente e lunghissima, che ha fatto crescere la coscienza dei cittadini avvicinandoli ad un tema ostico come quello dei rifiuti, facendo diventare i cittadini esperti di raccolta differenziata e di modelli di gestione, riempiendo auditorium, strade e piazze, portando esperti da tutto il mondo, facendo cultura, a favore di tutti, anche di chi ci scherniva e continuerà a farlo.
Non sappiamo quanto il tema inceneritore sia stato determinante sulla strada della vittoria di Federico Pizzarotti.
Abbiamo però visto i tanti volti felici e goduto degli abbracci veri di cittadini veri.
Una soddisfazione impagabile.
I nostri saluti al vecchio camino.
Un suo re impiego come vaso da fiori lo abbiamo individuato nel titolo di questo articolo, un invito anche al dialogo ed alla condivisione di un percorso che può portare Parma in cima al mondo, questa volta nella giusta direzione.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 21 maggio 2012

Sono passati
721 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
15 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
0 giorni dal referendum sull'inceneritore

Dal maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI