giovedì 13 settembre 2012

Freddati da Freda


Ormai è tiro incrociato sui forni

Le notizie si rincorrono non più di mese in mese né di settimana in settimana.
Siamo al tempo reale.
Pochi minuti fa l'agenzia Dire con le dichiarazioni dell'assessore regionale Ambiente di Idv, Sabrina Freda: “Sì alla conversione di Ugozzolo”, “Basta nuovi inceneritori”, “Lo dice l'Europa”.
Noi eravamo rimasti ai nostri fan, la coppia B & C, Bernazzoli e Castellani, che all'Europa attribuivano l'ovazione verso gli inceneritori.
Questa mattina la pubblicazione in rete dalla mozione di alcuni esponenti di Idv Parma, Cristiano Giordano e Lisa De Simone, per ridiscutere il piano provinciale di gestione dei rifiuti, proposta che è stata presentata al gruppo provinciale, dopo che il partito regionale ha detto il suo no ufficiale all'impianto di Iren.



Ieri Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, tira lo sgambetto a tutti i forni regionali con una clamorosa dichiarazione: in regione ne bastano un paio, quello di Parma non serve.
Il Movimento 5 Stelle ha sbaragliato a maggio il candidato vincente del Pd portando il no all'inceneritore come vessillo del programma di governo, conquistando la poltrona di primo cittadino di Parma, primi sindaco 5 Stelle di una grande città.

La procura di Parma a fine luglio ha chiesto al Gip di sequestrare il cantiere dell'inceneritore di Parma di Ugozzolo, abuso edilizio e abuso d'ufficio le ipotesi di reato, oltre la decina gli indagati, fra i quali è confermato Andrea Viero, amministratore delegato di Iren.
Il 22 settembre Beppe Grillo sbarcherà a Parma con un pomeriggio a senso unico e con un titolo emblematico: “Dies Iren, la fine degli inceneritori”.
Se inanellassimo tutte queste notizie, prese di posizione, dichiarazioni, ci troviamo davanti ad un fronte sempre più esteso e variegato di forze contro il forno.
Al camino rimangono pochi intimi amici.
La coppia B&C però è fedele, da sempre, encomiabile. Tocca il cuore.
Può capovolgersi il mondo, ma loro amano il forno più di ogni altra cosa, e con il forno farebbero di tutto, acquistar casa nei pressi del comignolo, farsi fumini corroboranti, spergiurare che da lì non esce nulla, tranne un poco di vapore acqueo.
Noi dal 2006 andiamo per il mondo a ripetere i rischi di costruire un inceneritore a fianco di una città, proponendo una valida alternativa che oggi Reggio Emilia ha fatto sua.
Noi ascoltiamo Manri & Nella da 6 anni, loro non hanno mai cambiato idea.
Serve perseveranza, pazienza, volontà, abnegazione.
Poi alla fine si intravede l'alba.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 settembre 2012

Sono passati
20 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
836 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
130 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
115 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Incredelribile!


10 anni di sciocchezze, 30 secondi di verità

Siamo alle comiche finali, battute a scena ormai abbassata, sussurrate verso il pubblico in delrio.
Con scienza e coscienza il sindaco di Reggio Emilia smonta la teoria che per vent'anni ha condannato la nostra regione a respirare aria sporca in uscita dai camini degli inceneritori.



Dice Delrio: “Già oggi gli 8 forni presenti in Regione sono sotto-utilizzati e di gran lunga superiori in capacità alla necessità di smaltimento regionale. In Regione sarebbero più che sufficienti 1 o 2 impianti. L'autosufficienza provinciale è stata un errore. L'inceneritore non è la soluzione del problema”.
Impresso con il fuoco sul camino di Ugozzolo, in modo indelebile.
A che cosa serve allora quell'ennesimo camino in costruzione a Parma?
Se i forni attivi in regione sono più che sufficienti, se anzi non hanno carburante sufficiente a tirare a campare, che futuro può avere un nono impianto?
Povero camino.

Al centro di un tiro al bersaglio olimpionico.
Amici e nemici che non fanno passare giorno senza togliersi la soddisfazione di un colpo mancino, spesso a tradimento, spesso inaspettato e maligno.
Gli esposti alla procura della Repubblica hanno superato la decina, ed alla fine i magistrati hanno chiesto il sequestro del cantiere, facendo provare un lungo tremito nella stanza dei bottoni di Iren.
La Commissione Europea non accetta come a Parma si sono distribuiti gli incarichi per la gestione dei rifiuti e chiede a gran voce una gara e la rimessa in discussione di tutta la partita.
Il comune che ospita l'impianto l'anno scorso ha stoppato i lavori rilevando la mancanza del titolo edilizio, ribadita ieri dall'assessore all'Ambiente.
I cittadini infuriati dalla scoperta delle tariffe stellari che verranno applicate con il nuovo impianto, che doveva invece proprio servire a farle calare, le tariffe.
Altri cittadini infuriati per le tariffe del teleriscaldamento, altro miraggio di gestione ambientale corretta con costi calmierati, che invece nel mondo reale comporta bollette salatissime e impossibilità a tornare indietro sulla decisione presa.
Con relative strade ridotte a ragnatela dagli scavi e surriscaldata anche d'estate.
Il silenzio parlante dopo aver letto che per 20 anni all'impianto andrà consegnata la stessa quantità di rifiuti, con tanti saluti alla differenziata.
I risultati dello studio regionale che hanno scandito che vivere attorno ai forni fa nascere i figli prima del tempo, con tutti i rischi annessi e connessi.
Che iattura.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 settembre 2012

Sono passati
20 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
836 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
130 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
115 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

mercoledì 12 settembre 2012

Avariren


Da ieri lo sappiamo con i crismi dell'ufficialità.
Nemmeno un centesimo Iren ha messo nella casse del comune di Parma per gli oneri di urbanizzazione del Pai.
Lo ha dichiarato l'assessore all'Ambiente Gabriele Folli, dopo aver spulciato le carte.
Gli oneri sono stati evitati da Iren come la bandierina di uno slalom, una disattenzione che vale 400 mila euro e oltre.
Una disattenzione che probabilmente fa anch'essa parte del fascicolo d'indagine aperto dalla procura di Parma e che attende il via del Gip, al quale i pm La Guardia e Licci hanno richiesto il sequestro del cantiere di Ugozzolo.



La trasparenza dei rapporti tra Iren e egli enti locali, sancita anche da una delibera del consiglio comunale del 2006, non sembra aver dato gli effetti desiderati, se nemmeno la società di strada  Santa Margherita si è sentita in obbligo di versare il consueto obolo nelle casse pubbliche.
Nella delibera 45 del marzo 2006 la società si impegnava alla totale trasparenza degli atti inerenti il progetto del Pai di Parma, sottoscrivendo la richiesta di mettere a disposizione tutti gli atti relativi.
Ma giù al primo appello la riposta della multiutility si trasformava in una clamorosa marcia indietro.
La domanda di poter visionare il piano economico finanziario fece scattare le serrature agli armadi di Iren, porte chiuse che non si aprono da 835 giorni.
Ma non è solo una questione di trasparenza.

Siamo anche di fronte ad una imbarazzante presa in giro dei cittadini.
Perché se un fatto era certo, dando per buone le parole dei sostenitori del forno, era l'economicità dell'inceneritore, che non appena inaugurato avrebbe riportato le tariffe ai livelli degli altri territori forniti di impianti.
Peccato che qualche settimana fa si è scoperto, dagli stessi dati di Iren, che le tariffe non solo non diminuiranno, ma porteranno Parma a traguardare la vetta dei costi di smaltimento dell'intera Penisola.
Un'altra iperbole del progetto tocca l'aspetto gestionale della raccolta differenziata.
Dalle proiezioni economiche della società si legge che il quantitativo di rifiuti trattati nel Pai sarà costante (108.800 tonnellate), da qui all'eternità, sbugiardando clamorosamente chi sosteneva che inceneritore e raccolta differenziata vadano a braccetto e si integrino in perfetta armonia.
Quindi nessun aumento delle percentuali di Rd per 20 anni.
Oppure magicamente migliaia di tonnellate di rifiuti si presenteranno spontaneamente ai cancelli di strada della Lupa?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 12 settembre 2012

Sono passati
19 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
835 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
129 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
114 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

martedì 11 settembre 2012

E la differenziata dov'è?



Il Festival del Prosciutto a Collecchio a la ritrosia di Iren verso il riciclo

Siamo a Collecchio, Festival del Prosciutto, vetrina nazionale della food valley.
Nello stand allestito sulla piazza ci sono i cestini di Iren per la raccolta dei rifiuti, peccato che siano di un solo tipo e che tutti i rifiuti, materiali riciclabili inclusi, plastica, vetro, lattine, andranno in un unico mucchio con destinazione certa discarica o inceneritore.
La situazione è stata fatta più volte notare agli assessori competenti, ma alla fine è giunta la laconica risposta: “Iren dice che va bene così”.
Lo crediamo anche noi.
Iren guadagna di più se smaltisce a 168 euro la tonnellata invece che portare i materiali al riciclo consentendo agli locali di incassare i contributi del Conai.




Ma Iren fa gli interessi di chi? Non è al servizio dei comuni?
Iren è a caccia di combustibile, ma questa pratica è in evidente conflitto di interesse con ciò che conviene agli enti locali, cioè riciclare il più possibile per ridurre i costi di smaltimento.
E i comuni cosa fanno? Remano contro i loro stessi interessi?
Quante feste estive si svolgono con questa modalità, provvedendo per la gestione dei rifiuti a collocare semplicemente sacchi neri per l'indifferenziato, mentre invece dovrebbero essere solo usati per i rifiuti residui dopo una attenta separazione e raccolta dei materiali riciclabili?

E' dimostrato come sia possibile anche sui consumi fuori casa attuare una corretta gestione dei materiali post consumo ed avviarli con alte percentuali alla raccolta differenziata.
Vetro, plastica, lattine, organico, tutti materiali che hanno un loro valore intrinseco che viene perso se sono gettati nel cassonetto dell'indifferenziato.
Uno spreco enorme di risorse pubbliche, soldi che serviranno a pagare le salate bollette della multiutility e che verranno presi dalle tasche dei cittadini ignari.
Ancora una volta è evidente, alla luce del sole, come intenda Iren la raccolta differenziata.
Ma basterebbe richiamare il regolamento di servizio per rendersi conto che questa modalità sono fuori legge. Lo dice Ato2, approvando il documento nell'assemblea del 29 novembre 2010.
La raccolta differenziata è obbligatoria, mischiare materiali riciclabili con materiali indifferenziati non è consentito ed è punito con sanzioni.
Certo che se è la stessa multiutility a comportarsi scorrettamente il messaggio che arriva alla popolazione è davvero sconcertante, della serie fai come ti dice il comune ma non come mi comporto io.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 11 settembre 2012

Sono passati
18 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
834 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
128 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
113 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno


lunedì 10 settembre 2012

5 milioni di troppo


Necessario e urgente far luce sull'inceneritore di Parma
Senza tentennamenti

L'amministrazione delegato di Iren Andrea Viero è dunque ufficialmente indagato dalla Procura di Parma per abuso d'ufficio, in merito all'affidamento a Hera della progettazione dell'inceneritore di Ugozzolo.
Un appalto da oltre 5 milioni di euro, che in barba alle norme comunitarie (ed alla delibera del consiglio comunale 45 del 2006) fu affidato da Iren a Hera, con un curioso favore al concorrente in regione.
Non siamo quindi davanti a discutibili interpretazioni di leggi, come sostengono a gran voce Viero, Delrio, Bernazzoli e compagnia cantante, ma ad un vero e proprio illecito che ha violato la norma che prevede concorrenza e gara pubblica per affidamenti che superano la spesa di 4.845.000 euro, come aveva sottolineato anche la Commissione Europea con la costituzione di messa in mora firmata da Michel Barnier il 25 novembre 2011.



La norma intende garantire la libera concorrenza e garantire il miglior prezzo a parità di qualità.
Una corretta impostazione, visto che queste spese di fatto si riverberano sulle tariffe dei cittadini, attraverso il pagamento della raccolta e smaltimento dei loro rifiuti.
La richiesta di sequestro inoltrata al Gip dai procuratori della repubblica Laguardia e Licci contiene questo ed altro, come l'abuso edilizio derivato dalla mancata richiesta del permesso a costruire, reato penale che non viene intaccato dalla sentenza del Tar favorevole a Iren.

Il piatto è ricco, circostanziato, costruito con pazienza sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, che ha passato al setaccio tutta la vicenda del Pai, riscontrando diverse irregolarità.
Viero ne esce molto male, guidando una società che ha scommesso sull'inceneritore di Parma ora in bilico, una società sull'orlo del fallimento per errori strategici della guida, una società che ancora non mette in discussione la sua figura di amministratore, tra l'altro già condannato dalla Corte dei Conti per la gestione in Friuli durante l'amministrazione Illy.
Ora la pratica è sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli.
La città attende un segnale di chiarezza.
Ci si aspetta che dopo tutti questi anni di silenzi, coperture, finzioni, menzogne, sia data la possibilità all'opinione pubblica di prendere possesso della verità sul progetto dell'inceneritore.
E' per questo che non si capirebbe un diniego al prosieguo delle indagini.
Rimarrebbe nell'aria una nebbia fastidiosa e persistente, che darebbe ulteriore peso ai dubbi e alla tante domande che tutti si pongono.
La necessaria chiarificazione dovrebbe essere considerata importante anche per la stessa Iren, in modo da poter dimostrare la propria linearità sul campo, senza temere che si possano chiarire tutte le zone fin qui oscure.
La vicenda di Parma è ora anche all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale.
L'inceneritore di Ugozzolo è uscito, per sempre, dall'ambito locale, assumendo i contorni di uno dei temi centrali del prossimo confronto elettorale di primavera.
Possiamo permetterci di soffocare tutto ora?
Possiamo permetterci di glissare sulla richiesta di verità che sale dai cittadini, che oggi si sentono presi in giro dalla società, dagli enti locali, dai politici, da tutti quelli che in qualche maniera hanno avuto a che fare con la vicenda dell'inceneritore?
Da Parma sale oggi un appello che tocca aspetti importanti della vita dell'intera Nazione.
La necessaria verità e trasparenza su interessi pubblici che toccano direttamente la salute e i portafogli dei cittadini come la gestione dei rifiuti, e poi dell'acqua, dei servizi in genere.
Possiamo far finta di nulla?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 10 settembre 2012

Sono passati
17 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
833 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
127 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
112 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

sabato 8 settembre 2012

Miracolo a San Bartolomeo


Questo comunicato avrebbe dovuto chiamarsi “San Bartolomeo XVII” per segnalare la diciassettesima denuncia di sperpero di materiali nobili, di cui Gcr si fa carico dall'8 agosto 2010.
Invece potremmo dare a queste righe il titolo di “San Bartolomeo Zero”, in modo da riavvolgere il nastro e concludere, per una volta positivamente, una storia annosa di sperpero di denaro pubblico e di spreco di materiali riciclabili come carta, legno, plastica, organico.
L'immagine riesce a parlare da sé senza che siano necessarie tante parole.



Quattro grigliati separati per materiali omogenei e il problema è come se non fosse mai esistito.
Bacchetta magica? Semplice buon senso.
L'assessore all'Ambiente Gabriele Folli si è trovato dopo le elezioni dall'altra parte della barricata e da estensore delle denunce ha indossato le vesti di chi poteva dare una risposta positiva e concreta.
Non si è tirato indietro e una delle prime missioni operative è stata proprio la visita al piazzale del centro storico, ormai famoso non per il suo mercato, ma per il suoi rifiuti.
I “roller” sono stati posizionati già da qualche giorno, ma volevamo assistere ad una prova del fuoco nel giorno di massima affluenza di pubblico, il sabato mattino, per capire quanto fosse pratica la soluzione adottata.
Era così difficile?

Noi siamo convinti che tutto parta dalla buona volontà e anche Iren, se volesse, potrebbe cambiare il suo percorso ed attrezzarsi per diventare una multiutility al passo con i tempi e non rimanere una società di smaltimento tout court come è oggi.
Basta applicare la normativa europea per rendersi conto che incenerire è un verbo che appartiene al passato, quando ancora non si era capito il danno che la combustione così eterogenea può causare all'ambiente in cui tutti noi vivono e respirano.
Prima di tutto la gerarchia imposta dalle 98/2008 dice riduzione.
Poi riuso, poi riciclo, poi recupero.
San Bartolomeo è un esempio di altra via facile, percorribile, efficace, che porta vantaggio alle casse comunali, riducendo la quota di materiali da smaltire.
Quanti San Bartolomeo ancora sono presenti in città?
Quanto risparmio oggi è tradotto in spreco e spese?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 settembre 2012

Sono passati
15 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
831 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
125 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
110 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

Piazza pulita sul forno


La 7 ha fatto “piazza pulita” sulla vicenda dell'inceneritore di Parma.
Gli italiani hanno compreso gli equilibri e gli interessi che si celano dietro la finta necessità del forno e molto bravo è stato il giornalista Alessandro Sortino a rendere il racconto chiaro e semplice.
Sono stati messi in fila i grandi numeri che sbugiardano il progetto di Iren, grazie agli scoop di Parma Daily, che ha pubblicato stralci del piano economico finanziario.



L'ombelico di Parma ora è l'inceneritore, un terremoto che potrebbe stravolgere gli equilibri di un intero Paese, una battaglia contro il sistema, contro quel delicato ingranaggio che ha consentito alle lobby di gestire rifiuti con grandi vantaggi economici, ma alle spalle dei cittadini.
Una lotta che tocca la politica, gli interessi allargati dei partiti e dei grandi gruppi.
L'inchiesta de “La 7” è partita dalla pagina di promozione sul forno pubblicata sulla Gazzetta di Parma nel 2010.
In quelle roboanti frasi si diceva molto esplicitamente che con il forno accesso le tariffe sarebbero calate, e di molto, affermando che proprio la mancanza di un impianto di smaltimento era la causa dell'elevata tariffa dei rifiuti.
Oggi però che sono stati svelati i numeri veri, che raccontano di tariffe iperboliche, i cittadini si sentono presi in giro, visto che la tariffa, con l'inceneritore acceso non scenderà, anzi, sarà la più cara d'Italia.
Quindi non è vero che questo inceneritore farà risparmiare sulla gestione dei rifiuti.

Alessandro Sortino bussa così alla porta di Iren per avere delucidazioni in merito.
A rispondere è Andrea Viero, direttore generale, evidentemente in difficoltà davanti ai numeri.
Il giornalista non ha peli sulla lingua: “I cittadini si sentono presi in giro, avevate detto che si sarebbe risparmiato”.
Viero ribalta tutte le colpe sulle amministrazioni, che hanno deciso di fare il forno e lo hanno riempito di sofisticazioni che hanno causate un incremento dei costi.
Ma perché, chiede Sortino, il cittadino dovrebbero essere contento di smaltire a Parma se altrove costa meno?
Viero non sa cosa rispondere, se non indicare di nuovo il colpevole: gli enti locali.
Ma Iren non è di fatto “composta” da enti locali?
Viero ammette: “Il prezzo non è basso, ma l'impianto è di straordinaria qualità”.
Chissà, avrà un fuoco gentile gentile che non offende i rifiuti in entrata.
Ma alla fine il discorso è lineare e semplice.
Iren investe 200 milioni di euro e chiede soldi alle banche
Il debito sarà ripagato dai cittadini, che in un certo senso Iren ha proposto come garanzia.
Il debito impegna le risorse pubbliche a pagare l'inceneritore, che è privato, conferendo rifiuti per vent'anni (infatti le quantità sono fisse anno dopo anno a 108 mila tonnellate).
Se si aumenta la differenziata come faranno a tornare i i conti?
E' evidente il conflitto di interesse dei comuni.
Per far guadagnare Iren (che a sua volta distribuisce gli utili ai comuni), i comuni stessi devono bruciare il più possibile, venendo meno alle leggi che pretendono di incrementare la differenziata e ridurre gli smaltimenti.
Il Movimento 5 Stelle si oppone oggi a questo sistema, di cui i partiti sono parte, fin dentro i gangli più nascosti delle società.
Si è creato un mostro.
Un comune, a rigor di logica, dovrebbe smaltire il meno possibile, per spendere il meno possibile.
Pizzarotti è un ingranaggio non previsto, che rischia di far saltare tutto il giochino.
Su tutta questa vicenda c'è ora bisogno estremo di chiarezza, che non può che arrivare dall'indagine in corso della magistratura.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 settembre 2012

Sono passati
15 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
831 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
125 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
110 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

venerdì 7 settembre 2012

Del(i)rio di onnipotenza


Il sindaco di Reggio Emilia si è presentato ieri nella sua nuove veste multifunzione.
Poliziotto, giudice, avvocato, magistrato, insomma la quintessenza della sapienza a 360 gradi.
Sul forno di Ugozzolo non ha dubbi, se hanno sbagliato non lo hanno fatto apposta, quindi perdonate loro, perché non sapevano quello che facevano.
Intanto che c'era ha indossato anche i panni dell'opinione pubblica: se sequestrassero il cantiere, dice, guai a pensare già alla colpevolezza, sarebbe una cosa fuori dal mondo, un peccato mortale.
Il Primo di Reggio non intende intervenire sul lavoro dei giudici (lasciamoli tranquilli), ma per dare una mano redige già la sentenza: assoluzione con formula piena.



Sa già per certo che non ci siano abusi, di nessun genere, e non azzardiamoci a parlare di reati penali, perché se qualche peccatuccio c'è stato, si tratta solo di interpretazioni.
La sviolinata di Delrio pro Iren è incisa in rete, chiunque si può gustare il turbinio di note:
http://www.parmadaily.it/Service/Allegati2/2012/delrio_vieroindagato_integrale.mp3
Ma rimane sullo sfondo la difficoltà a tradurre in frasi coerenti i mille quesiti che si aggirano attorno al progetto dell'inceneritore.

Notiamo un furioso rincorrersi di stampelle a sostegno di Iren, che dovrebbe altresì essere in grado di ergersi da sola a difesa dei propri interessi. Prima il presidente provinciale Bernazzoli, schieratosi in tribunale a fianco della multiutility, oggi il sindaco reggiano a tessere le lodi di tutto il creato.
Vien da pensare che dove non può la verità, possa il partito.
L'inceneritore ha il sigillo del Pd fin dalla sua nascita ed ora il partito, vecchio o nuovo tanto è lo stesso, si pone a difesa del camino fino alle ultime conseguenze, anche se si mette in gioco l'alleanza di centro sinistra fino là in regione.
Eppure basterebbe poco a fare chiarezza, senza troppi giri di parole.
Spiegare ai cittadini perché dovrebbero pagare l'80% in più a smaltire i loro rifiuti a un tiro di schioppo da casa: che illustrassero una buona volta quale giustificazione ci sta sotto e come mai ci hanno riempito le orecchie del gingle contrario, accendiamolo e risparmierete.
Invece silenzio su tutta la linea.
Poi sarebbe importante rispettare finalmente la delibera del consiglio comunale 45 del 2006: massima trasparenza su tutto e verso tutti. Aprire i cassetti e farne uscire il piano economico finanziario è così difficile? Cosa ci sarà mai scritto dentro?
Infine come mai ad un certo punto hanno deciso di non chiedere il permesso a costruire e non pagare gli oneri di urbanizzazione al comune di Parma?
La lista sarebbe lunghissima, ma intanto partendo da questi tre temi si potrebbe cominciare quell'opera di chiarificazione a cui invece è stata demandata la magistratura, che alla fine di un assalto costante di esposti sul progetto dell'inceneritore, ha messo il naso dentro la vicenda, e in queste ore sta domandando il nulla osta per proseguire e concludere il lavoro.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 2 settembre 2012

Sono passati
9 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
825 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
119 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
104 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

giovedì 6 settembre 2012

Ciclosi da che parte stava?


Il sequestro dell'inceneritore di Parma, proposto al Gip dalla Procura di Parma, ha fatto tornare al centro dell'attenzione la vicenda del progetto dei Paip di Ugozzolo.
L'ultima puntata della lunga querelle aveva visto uscire vittoriosa Iren, alla quale il Tar di Parma aveva dato ragione in merito all'abuso edilizio del cantiere, che aveva portato allo stop dei lavori nel luglio dell'anno scorso.
Il comune di Parma aveva infatti ravvisato l'assenza del permesso a costruire e di conseguenza il mancato pagamento degli oneri dovuti all'ente locale (circa 400 mila euro), pur trovando fra le carte prova delle necessità del titolo stesso, più volte sottolineata dalla stessa multiutility in diversi carteggi.



Oggi proponiamo un documento di Enia del 17 giugno 2009, nel quale l'azienda mette nero su bianco la vicenda del permesso edilizio, manifestando l'intenzione di farne richiesta “prima” dell'avvio dei lavoro del forno. Si legge a pagina 5: “Le opere in progetto si svolgono tutte su area di proprietà Enia, che è libera da vincoli e risulta disponibile per esecuzione dei lavori medesimi previa acquisizione del permesso di costruire che sarà richiesto prima dell'avvio dei lavori, al Comune di Parma ai sensi dell'art. 7, punto c) della L.R. n. 31 del 25.11.2002”.
La lettera è indirizzata anche alla Provincia, all'Arpa, all'Ausl, otre che al Comune di Parma.

Sappiamo che quella intenzione rimase sulla carta (è proprio il caso di dirlo) e mai Iren si attenne ai suoi propositi, dimenticando di fare richiesta dell'apposito permesso.
Ciò che stupisce oggi, dopo la quanto meno dubbia sentenza del Tar, è il fatto che nonostante Iren si ripromettesse di chiedere i danni al comune già nella fase di difesa davanti al tribunale, l'amministrazione comunale non si sia appellata al Consiglio di Stato, facendo scadere i termini per il ricorso.
Di fronte al rischio di danno per le casse comunali l'amministrazione avrebbe dovuto  procedere d'ufficio all'appello a Roma, proprio per coprirsi le spalle di fronte alle bellicose intenzioni di Iren.
Sulla poltrone di sindaco sedeva in quei mesi Mario Ciclosi, il commissario che sostituì nel ruolo di sindaco pro tempore Anna Maria Cancellieri, diventata nel frattempo ministro dell'Interno della Repubblica.
Oggi la grande domanda che ci poniamo è quali siano state le motivazioni di Ciclosi per decidere di lasciar trascorrere il tempo e rinunciare all'appello in Consiglio di Stato per poter difendere il Comune da lui diretto.
Con quali giustificazioni il commissario abbandonò una doverosa azione negli interessi di Parma, di fronte al rischio (poi rivelatosi fondato) di una rivalsa di Iren nei confronti dell'amministrazione?
La multiutility ha proceduto, non appena la sentenza del Tar è passata in giudicato, a portare Parma in tribunale, chiedendo al Tar di costringere il comune a rifondere la modica cifra di 28 milioni a titolo di risarcimento per i danni derivati dallo stop al cantiere.
Una gatta da pelare pesantissima per le casse vuote dell'ente locale.
Un problema che in questo caso ha un nome e un cognome come origine.
I cittadini avrebbero diritto di sapere come mai fu presa questa sciagurata decisione di non agire.

La lettera di Enia

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 6 settembre 2012

Sono passati
13 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
829 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
123 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
108 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

mercoledì 5 settembre 2012

Il camino di Babele


Tra il frastuono delle lingue, la scalata al camino del forno inceneritore è infine giunta al termine.
Dal pinnacolo più alto la procura di Parma ha potuto dare uno sguardo d'insieme, cogliendo il caos che regnava, ma che dai piani inferiori era difficile notare.
E' da lassù, grazie al lavoro paziente della Guardia di Finanza (finiremo mai di dir loro grazie?) i pm hanno cominciato a riscrivere l'intero libro, partendo da anni ormai dimenticati dai più.
Ora il pubblico ministero chiede di poter metter mano al canovaccio e giungere alla pubblicazione ufficiale dell'opera, quelle pagine che racconteranno finalmente il vero volto del Pai.



Ora la parola è del giudice per le indagini preliminari (Gip), che deve esprimersi sulle richieste della procura, e noi speriamo che si consente di fare piena luce, per non lasciare zone d'ombra, che sarebbero ormai incomprensibili.
La torre di Babele di Ugozzolo è fatta di enti, amministratori, dirigenti, società, appalti e appaltanti, ragionieri e contabili, un turbinio di atti che fino ad un certo punto della storia pareva andare diritto allo scopo, quell'accensione entro fine anno così agognata dalla multitutility.
C'era un piano, fin qui funzionante, che aveva permesso di condurre avanti senza intoppi il progetto, e nonostante i mille linguaggi assordanti e discordanti, su tutto regnava un ordine costruito sulla comunione di intenti tra gli enti locali, corroborata dal passaggio quasi silente del progetto, come un veliero fantasma che nonostante la possente stazza ci sfila di fronte, in perfetta assenza di suoni.
Siamo stati partecipi dei mille piccoli coni di luci che ogni tanto si riuscivano ad orientare nella direzione di Ugozzolo, senz'altro aiutati dalla stampa che ha seguito con attenzione le piccole azioni di buona volontà, diventate grandi nel tempo, maturate con molto sudore della fronte.
Oggi siamo giunti all'apice, ai titoli di coda.
Dell'inceneritore di Parma ne parla la stampa nazionale, anche la prima pagina sul Fatto Quotidiano, così come i giornali economici seguono da vicino le vicenda di una società quotata in Borsa, gravata da debiti miliardari, a rischio di ulteriore caduta con la richiesta di sequestro del cantiere di Ugozzolo.
Ed è stata la Rai stessa a portare per prima la notizia della richiesta di sequestro.
Da Bologna un parmigiano doc (fidentino, a dir la verità) è stato l'artefice dello scoop sul forno inceneritore e l'istanza di stop. Luca Ponzi si è poi ripetuto con i nomi degli indagati, da buon giornalista, memore della lunga esperienza in redazione alla Gazzetta di Parma e forse anche spinto dalla sua passione per i misteri e i gialli lungo la via Emilia.
Ora c'è un ultimo appassionante segreto, in via di soluzione, basta non bloccare il lavoro degli inquirenti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 5 settembre 2012

Sono passati
12 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
828 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati 
122 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
107 giorni dal referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno