mercoledì 3 ottobre 2012

Parma, la diossina dentro di noi


Serve un inceneritore per peggiorare la situazione?

Dal 1 al 7 ottobre 2012 si celebra la ventesima edizione della “Settimana per l’allattamento materno” (SAM), un’iniziativa promossa dall’Alleanza Mondiale per interventi a favore dell’allattamento e dedicata, quest’anno, al decimo anniversario dalla pubblicazione della “Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini” da parte dell’OMS e dell’Unicef.
Un evento volto a sensibilizzare l’universo femminile, e non solo, sull’importanza dell’allattamento al seno per la prevenzione di numerose malattie e, soprattutto, per la riduzione nella mortalità infantile.



Con la strategia globale, infatti, Unicef e OMS hanno creato uno strumento per incrementare la percentuale di bambini allattati esclusivamente al seno almeno nei primi 6 mesi di vita, con l’obiettivo di tagliare di due terzi il numero di morti infantili. È sempre l’Unicef a sottolineare come il tasso globale di allattamento materno sia ancora troppo basso nei Paesi in via di sviluppo, fermo al 39% nel 2010.
«Se l’allattamento al seno fosse stato promosso in modo più efficace e le donne fossero state protette dal marketing aggressivo dei sostituti al latte materno, oggi molti più bambini sarebbero sopravvissuti e cresciuti, ci sarebbe stata una minore incidenza di malattie e tassi più bassi di malnutrizione e arresto della crescita».
Ma siamo in grado di preservare la qualità di questo alimento sacro? Stiamo facendo le giuste scelte e mettendo in campo le buone pratiche per farlo?

La situazione attuale.
E' stata avviata nei mesi scorsi, con il contributo di tanti cittadini, una campagna di monitoraggio su matrici biologiche che ha riguardato campioni prelevati sul nostro territorio provinciale.
All'iniziativa, proposta da Isde Parma e Associazione Gestione Corretta Rifiuti, hanno aderito l'associazione Futura e il Comitato Rubbiano per la Vita.
Il dato di partenza è la scarsa o nulla informazione sui livelli di inquinamento da diossine presenti nella nostra zona, una delle più inquinate al mondo.
Nessuna evidenza di analisi ad hoc nemmeno negli studi sanitari propedeutici alla Valutazione di Impatto Ambientale relativa al Polo Integrato di Parma, ma nemmeno alcuna valutazione su matrici ambientali è stata riscontrata nell'imponente studio Moniter della regione Emilia Romagna.
Quest'ultimo intendeva valutare lo stato di salute delle popolazioni esposte agli impianti di incenerimento, ma non ha dosato le diossine su materiale biologico e ha preferito valutare la loro concentrazione in aria e nell’ambiente.
L'attenzione della nostra piccola ricerca si è rivolta a campionamenti sul latte materno, su animali da cortile e sulle uova, in quattro diverse aree della nostro provincia.
La prima riguardava il territorio cittadino, la seconda la zona di ricaduta dell'inceneritore di Ugozzolo, la terza ha interessato l'area di Rubbiano (Fornovo), interessata dalle emissioni della Laterlite, che grazie ad una autorizzazione della Provincia, brucia dal 2000 oli esausti e pericolosi.
La quarta infine ha inteso valutare un “punto bianco”, zona teoricamente non interessata da inquinanti, come le zone di Bardi e Bore.
I risultati ottenuti hanno confermato che le matrici animali studiate e in particolare il latte materno dei campioni esaminati risultano avere dosaggi di diossine superiori ai dati limite previsti per la commercializzazione dei prodotti (uova, polli, latte vaccino).
Siamo consci della valenza non statistica della ricerca, ma il quadro emerso rimane preoccupante e richiede un urgente intervento.

La Convenzione di Stoccolma del 2001, all'articolo 1, recita che “l’obiettivo è proteggere la salute umana e l’ambiente dai Contaminanti Organici Persistenti (POP’s) tra cui le Diossine”.
Attualmente sono 151 gli Stati che hanno ratificato la Convenzione, ma l’Italia è l' unico tra i paesi europei a non averlo ancora fatto, pur avendola sottoscritta nel 2001.
Non vogliamo lanciare un allarme ingiustificato sulla qualità del latte materno.
Ma dobbiamo anche prendere atto che il latte materno è una delle matrici che meglio evidenzia l’accumulo degli inquinanti persistenti negli esseri umani. Siamo convinti, come risulta dalle stesse raccomandazioni della UE e dagli studi scientifici, che l'allattamento al seno rimane ancora il miglior alimento per i nostri figli poiché, nonostante la sua contaminazione, dobbiamo considerarlo come un  “antidoto” contro i danni che l’inquinamento provoca ai feti durante la gestazione oltre che per le ormai note caratteristiche nutrizionali e protettive che presenta.
Il latte materno, in quanto primo e più sacro fra gli alimenti, dovrebbe restare puro e privo di inquinanti. Occorre quindi diminuire significativamente il livello di contaminazione ambientale affinché tale contaminazione possa diminuire anche nel latte materno oltre che negli altri alimenti e di conseguenza in tutta la popolazione. Dobbiamo seguire le indicazioni contenute nelle raccomandazioni della UE e delle associazioni mediche. Sappiamo da una crescente ed autorevole letteratura scientifica che l’esposizione ad agenti inquinanti nelle fasi precoci della vita, fin dal concepimento, può condizionare lo stato di salute non solo nell’infanzia ma anche nell’età adulta, con possibilità di trasmissione transgenerazionale dei danni poiché coinvolgono il patrimonio genetico degli individui.
I bambini italiani presentano il più alto incremento annuo di rischio di cancro rispetto agli altri paesi europei e per i nuovi nati si prevede un crollo della speranza di “vita in salute”, come risulta dai dati Eurostat: la speranza di vita in salute per le bambine italiane era di 74 anni nel 2003, ma di soli 63 anni nel 2008.
Occorre intervenire prontamente, per ridurre le emissioni di sostanze pericolose e prevenire gli effetti negativi che le diossine e i policlorobifenili esercitano sull’ambiente e sulla salute umana.
Pensare di costruire e mettere in funzione un inceneritore a Parma, con il suo carico giornaliero di inquinanti, va nella direzione di un ulteriore aggravamento della situazione e un passo indietro rispetto alle raccomandazioni evidenziate.
La richiesta delle associazioni è quindi quella di porre in atto una serie di azioni che portino alla riduzione degli inquinanti sul nostro territorio, per favorire il miglioramento dello stato di salute delle popolazioni e dell'ambiente in cui viviamo.

Appello Sottoscrizione

Le richieste delle associazioni che sottoscrivono il documento
La nostra piccola ricerca porta a precise richieste, in accordo anche con gli obiettivi della campagna per la salvaguardia della qualità del latte materno:

1) Biomonitoraggio a campione del latte materno
Riteniamo questo il primo passo necessario affinché le autorità politiche procedano a mettere fine a pratiche inquinanti. Il latte materno è un indicatore molto attendibile sia dello stato dell’ambiente in cui vive la madre sia del livello di contaminazione della popolazione ed un suo adeguato biomonitoraggio diffuso è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità http://www.who.int/foodsafety/chem/pops_biomonitoring/en/index.html  L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha già coordinato quattro studi internazionali sull’argomento, ha riscontrato fortunatamente in molti paesi europei una diminuzione dei livelli di diossine, ma a questi studi non ha purtroppo mai partecipato l’Italia. Le conoscenze disponibili al riguardo per il nostro paese sono pertanto scarse o pressoché nulle e sempre più autonomamente condotte per iniziativa spontanee.

2) Ratifica della Convenzione di Stoccolma
Altri punti qualificanti della campagna sono: l' urgenza di superare pratiche evitabili ed altamente inquinanti quali l’ incenerimento di rifiuti, un più stringente controllo degli impianti inquinanti, l’abbandono dell'uso di pesticidi ed altre pratiche dal rapporto costi-benefici nettamente penalizzanti per l’ambiente e per la salute delle presenti e future generazioni.

3) Sottoscrizione di un protocollo di intenti
Il protocollo, da adottare da parte di tutte le amministrazioni locali della provincia deve mirare alla riduzione effettiva degli inquinanti sul territorio per permettere il miglioramento del livello di salute delle popolazioni.

Parma 02-10-2012

Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (Isde Italia), Sezione di Parma
Associazione Futura
Comitato Rubbiano per la Vita

LA CONFERENZA “LA DIOSSINA DENTRO DI NOI” SARA' IN DIRETTA STREAMING SU
WWW.PARMASERA.IT

RELATORI
STEFANO RACCANELLI, CHIMICO AMBIENTALE
PAOLO RABITTI, AUTORE DEL LIBRO “DIOSSINA, LA VERITA' NASCOSTA”
MANRICO GUERRA, ISDE PARMA
LUCIANA BELLINI, FUTURA

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma GCR
Via Zaniboni 1 – 43126 Parma
Segreteria (Antonella) tel. 331.116.8850 – c.f. 921 6086 0349
www.gestionecorrettarifiuti.it – gestionecorrettarifiuti@gmail.com

domenica 30 settembre 2012

Il camino dei misteri


L'ultimo giallo color camino è di ieri, emerso con la denuncia pubblica del cd scomparso.
Un disco di dati relativo alla procedura di valutazione di impatto ambientale del Pai, supporto custodito dall'amministrazione provinciale.
L'accaduto è stato denunciato all'autorità competente e il faldone ri-completato con i dati improvvisamente venuti a mancare.
Che attorno alla vicenda dell'inceneritore di Parma ruoti un oscuro disegno di parole non dette è ormai un fatto, assodato anche dalle inchieste in corso su più fronti.



Ma chi avrebbe vantaggio dal sottrarre un cd con atti relativi ad una conferenza dei servizi aperta a tanti enti come Comuni, Usl, Arpa, ed altri soggetti pubblici e aziendali?
Quale il motivo di pubblicizzare la situazione all'opinione pubblica, come se si volesse sbandierare un atto formale di re-inserimento di dati pre-esistenti e pre-confezionati ormai 4 anni fa?
Quale lo scopo di sottolineare che i documenti erano comunque presenti in copia cartacea e sono stati prontamente rimpinguati sul supporto elettronico?

Ora che la battaglia sull'inceneritore si è spostata nelle aule di giustizia i timori delle istituzioni locali che maggiormente hanno sostenuto questa scelta crescono di giorno in giorno.
Il silenzio della Provincia sulle tariffe emerse come le più alte d'Italia, nonostante anche in campagna elettorale si sbandierasse il loro netto calo con l'avvio del nuovo forno, è esemplare.
Ora più che mai la consegna è quella del mutismo totale sul forno, con annessi passi felpati in attesa dell'agognata accensione, incrociando le dita che non succeda qualcosa prima della natività.
Il polo ambientale integrato di Parma doveva essere una pagina aperta e illuminata dal sole di mezzogiorno: nessun segreto, nessun dato nascosto, soprattutto nulla da nascondere all'opinione pubblica.
Chi se la sente ancora di affermare che le cose si sono svolte così?
Fitte ombre hanno accompagnato il progetto fin dalla sua nascita, quando il forno aveva genitori sia a sinistra che a destra.
L'azienda che ha ottenuto l'appalto senza averne diritto aveva sottoscritto da subito un atto pubblico, ribadito da una delibera del consiglio comunale di Parma, in cui l'impegno formale e concreto era quello di garantire agli interessati tutti i documenti inerenti il progetto del forno.
Stupisce tutt'oggi che nonostante questo impegno sia stato disatteso, 853 i giorni di ritardo dalla richiesta del piano economico finanziario, Iren goda ancora di buona salute e nessun gruppo politico abbia mai gridato allo scandalo di un impegno stracciato con veemenza e convinzione, quasi si conoscessero le nulle reazioni che sarebbero seguite.
E' la stessa Iren che a Reggio Emilia ha dovuto digerire il piano alternativo all'inceneritore ormai spento dal maggio scorso, che quindi, quando occorre, accoglie le indicazioni della politica, senza porre né se né ma.
Il camino dei misteri sta proprio qui. In una commistione tra politica e società per azioni, cariche e poltrone, disegni che volano alti sopra gli interessi dei singoli territori, tutto per far tornare i conti di una spartizione matematica di ampie porzioni d'Italia.
Fatta anche di strenua distanza con i cittadini, al punto da negare, maggioranza e opposizione compatte, un referendum che doveva far esprimere i parmigiani sul progetto.
Una logica che sta portando il nostro Paese al collasso, mantenendo ignari i cittadini che nelle urne ancora accendono un piccolo lumicino di speranza, nonostante il maremoto in atto, e che di fatto contribuiscono allo sfacelo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 30 settembre 2012

Sono passati
37 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
853 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
147 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
132 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

venerdì 28 settembre 2012

Laterlite, in Provincia una Conferenza blindata


Rubbiano per la Vita, il comitato di cittadini che da anni si batte contro l’impatto ambientale di Laterlite, il coinceneritore di rifiuti a pochi passi dal paese, ha chiesto di partecipare come auditore alla conferenza dei servizi sul rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, in fase di discussione presso la Provincia.



La conferenza dei servizi è un organo deliberativo in cui vengono affrontate decisioni delicate, che riguardano gli impianti industriali con riconosciute criticità ambientali e quindi sanitarie.
E' in questo sede che si potrebbero introdurre innovazioni che riducano le emissioni inquinanti, migliorare le performance ambientali e favorire trasparenza e diffusione delle informazioni.
A Rubbiano per la vita è stato impedito di essere presente.
La Provincia non solo ha negato la possibilità di ascoltare cosa si decide in quelle sede, ma ha persino impedito di accedere agli atti, come confermato dal dirigente Alifraco, che ha informato che i documenti di sintesi della conferenza dei servizi saranno disponibili a fine iter autorizzativo.
Quindi quando l'autorizzazione sarà già stata firmata.
Evidentemente non ci si può permettere di avere semplici cittadini come testimoni.
Perché anche i verbali potranno essere visionati solo a giochi fatti, quando l’Aia è stata concessa e nulla si potrà modificare?

Il comitato si batte per ottenere trasparenza nella diffusione delle informazioni, perché tutti possano comprendere le decisioni che vengono prese, ed eventualmente farne oggetto di discussione.
Evidentemente esiste un livello di potere decisionale che non gradisce questo concetto fondamentale ed anzi, impone di rimanere fuori dalla porta sino alla conclusione del parto, quando  arriverà l'informazione compiuta e irremovibile, presa su questioni che toccano molto da vicino il benessere dei cittadini.



Rubbiano per la vita segnala con forza questo atteggiamento poco attento ai diritti dei cittadini,
allineato con lo stentato avvio dell’Osservatorio Ambientale, rinato con l’ambizione di dare contributo positivo a questa delicata materia ma che evidentemente non tutti vogliono veder decollare prima della firma sulla autorizzazione.
E' questo il metodo corretto con cui affrontare i delicati temi ambientali che riguardano la nostra provincia?
Blindare la fase decisionale, tagliare l'informazione, consentire accesso agli atti a partita avvenuta?
I cittadini hanno un’altra idea di partecipazione, di rispetto, e di trasparenza.
I cittadini chiedono di sapere, di conoscere, di poter dare il loro contributo, è veramente un delitto umiliarli in questo modo ingiustificato.

Comitato Rubbiano per la Vita

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR



mercoledì 26 settembre 2012

Allodi, zero in ambiente


Ieri su un quotidiano locale una lunga e rassicurante intervista all'ex presidente di Enia Andrea Allodi, forte sostenitore del costruendo inceneritore di Parma e suo “padre putativo”.
Gli argomenti mossi a favore dell'impianto e per giustificare la scelta fatta sono sembrati veramente di poco spessore.



Allodi si chiede come mai, di fronte alle grida contro l'inceneritore di Ugozzolo, lanciate da Beppe Grillo sabato scorso, il presidente della Provincia di Parma non si sia fatto sentire in sua difesa.
Probabilmente Bernazzoli si è reso conto di quanto sia stata sciagurata quella scelta, visti anche i disastrosi risultati elettorali, e quindi tace.
Mentre invece Allodi non ha freni nel tirare fuori improbabili argomentazioni a favore dell'impianto.
Una fra tutte che l'inceneritore non fa male alla salute.
Chissà con quali competenze scientifiche lo affermi.
Evidentemente conosce solo quei pochi studi, condotti malamente, che non hanno riscontrato grosse problematiche, mentre invece la maggioranza degli studi epidemiologici evidenzia eccome incidenze nelle popolazioni esposte di neoplasie quali i linfomi Non Hodgkin, i sarcomi e le neoplasie del fegato.

Allodi omette di citare, e il giornalista prende per oro colato le sue parole, gli studi più recenti quali quello del registro tumori del Veneto che, a nome della dottoressa Zambon, evidenzia un rischio relativo nelle donne residenti in prossimità degli inceneritori di Venezia di ammalarsi quasi del doppio di linfoma Non Hodgkin.
Oppure lo studio sui 4 inceneritori di Seul, tutti ampiamente sotto le garanzie più severe di regolarità per le emissioni, che ha evidenziato come ci si ammali più facilmente intorno a tali impianti.
Così come lo stesso studio voluto dalla regione, Moniter, pur con tante pecche, ha registrato un aumento di linfomi Non Hodgkin fra la popolazione residente intorno all'inceneritore di Modena e evidenti e preoccupanti segnali come l'aumento dell'incidenza dei parti prematuri, nonché (si a pur con minore evidenza statistica) di neonati piccoli per età gestazionale e di aborti spontanei. Probabilmente per Allodi questo non significa nulla.
Al mancato scienziato Allodi ricordiamo che in letteratura aborti e parti prematuri rappresentano un indice significativo di sofferenza maternofetale.
Lo stesso Comitato Scientifico preposto alla supervisione dello studio Moniter, raccomandando di non sottovalutare i risultati emersi circa gli esiti delle gravidanze, giudicati “verosimilmente” connessi alle emissioni degli inceneritori, invita alla cautela nell’interpretazione degli altri risultati, facendo presente che, almeno per le cause di morte e per i tumori più rari, “nonostante le dimensioni del database, sarebbe stato difficile identificare un aumento del rischio, se non nel caso di un improbabile rischio molto alto”.
La stessa federazione regionale degli ordini dei Medici FRER raccomanda estrema prudenza nello sviluppare questo tipo di tecnologia per il trattamento dei rifiuti, anzi ne ha richiesto per due volte lo stop alle costruzioni in regione.
Ma se l'ex presidente è davvero convinto della qualità ambientale degli inceneritori perché non pubblica lo stato di salute degli operatori Amps-Enia che hanno lavorato al Cornocchio nel periodo di operatività dell'inceneritore?
Il gelido silenzio che seguirà a questo invito dirà più di tante parole.
Allodi, da completo mal informato, ricorda che in nord Europa tutti bruciano i rifiuti, lo fanno da anni, per lo meno 25, e tutti vivono felici e contenti, ma omette di dire che quei paesi stanno riprogettando il loro modo di affrontare il tema rifiuti, andando lentamente a dismettere gli impianti secondo le nuove regole dettate dalla comunità Europea, che impone una forte riduzione del ricorso alla pratica di incenerimento su tutto il territorio comunitario e raccomanda un forte impulso alle buone pratiche di riuso, riciclaggio e differenziazione dei materiali post-consumo.
Ne sanno qualcosa anche in Svezia ad esempio, dove hanno poco materiale per i loro inceneritori, che per lo più assicurano calore alle case e un po' di energia elettrica. La previsione è di iniziare ad importare rifiuti da fuori Paese, 800 mila tonnellate all'anno.
L'ultima chicca è sulla questione "mai rifiuti da fuori provincia".
Una domanda anche noi la vorremmo porre: “Come mai Reggio Emilia ha deciso di chiudere l'inceneritore di Cavazzoli? Non sarà mica per caso perché vogliono portare i rifiuti qui a Parma?”  Allodi si merita un bello zero in materia ambientale.

Manrico Guerra
Isde - Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente – Sezione di Parma

Aldo Caffagnini
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 26 settembre 2012

Sono passati
33 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
849 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
143 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
128 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno


martedì 25 settembre 2012

Bonificata la discarica del Parma Calcio


Dopo il reportage di Gcr e di Stadiotardini.com l'area del Parma Calcio di Collecchio, trasformata da tempo in discarica, è stata finalmente ripulita e bonificata.
La discarica si trovava vicino ai campi giovanili facevano pessima mostra di sé teli di plastica, bidoni di collante, residui di lavorazione, sacchetti ancora sigillati, dismessi striscioni pubblicitari e soprattutto un intero campo sintetico accartocciato ed abbandonato da chissà quanto tempo.



Poco meno di un mese fa stadiotardini.com e diversi altri media avevano ospitato un foto-comunicato dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, il quale – esattamente come aveva fatto un anno prima proprio stadiotardini.com, aveva denunciato la presenza di una discarica a cielo aperto nel terreno retrostante la tribunetta del campo principale del Settore Giovanile del Parma FC, annesso al Centro Sportivo di Collecchio.
Qui facevano pessima mostra di sé una marea di rifiuti di ogni genere, con in più un intero campo sintetico accartocciato.

Secondo quanto aveva riferito il vice sindaco del Comune pedemontano Maristella Galli, presente anche l’assessore provinciale Giuseppe Romanini, Tommaso Ghirardi si era impegnato a far sgombrare l’area quanto prima.



Con piacere sottolineiamo come il presidente del Parma FC abbia mantenuto la sua promessa.
Da alcuni giorni, infatti, alcuni escavatori hanno provveduto alla bonifica, ripulendo del tutto quella  che era una vera e propria discarica a cielo aperto.



Come avevamo pubblicato il danno, ora, più che volentieri e senza che nessuno ce l’abbia chiesto pubblichiamo anche la riparazione.
Una volta tanto, una buona notizia.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 25 settembre 2012

Sono passati
32 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
848 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
142 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
127 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

giovedì 20 settembre 2012

Noi ci saremo


Saremo in piazza sabato pomeriggio per dire ancora una volta il nostro no all'incenerimento.
Lo faremo anche per tutti i comitati italiani, per tutti i cittadini, e sono decine di migliaia, che da anni di battono sui loro territori per far vincere la salute, e far perdere il malaffare.
La vittoria di Federico Pizzarotti alle elezioni di maggio ha portato con sé anche il no convinto all'inceneritore di Parma da parte della nuova amministrazione, che aveva indicato nel programma la sua chiara intenzione di porsi di traverso al progetto.
Non abbiamo ancora in mano la vittoria finale, ma tanti passi avanti si sono compiuti.



Sul piano culturale finalmente è emersa la verità, gli inceneritori non sono la soluzione per i rifiuti, ma sono un sistema anti-economico e minaccioso per la salute dei cittadini e dell'ambiente, un sistema ormai superato dai tempi, che anche l'Europa chiede di fermare.
E' in atto un braccio di ferro tra Iren e il Comune di Parma.
Lo stesso rappresentante di Parma in seno alla holding non ha più la fiducia dei nuovi amministratori. Fa davvero una pessima figura davanti ai cittadini il suo rimanere attaccato alla poltrona nonostante sia cambiata la compagine di governo.

Anche se rientra negli stereotipi della politica becera come la conosciamo oggi.
Sul piano strettamente economico basta guardare ai dati emersi per capire.
Non serve aggiungere altro: l'inceneritore garantirà tariffe capestro per i cittadini, tariffe in aumento per i prossimi 20 anni. Questa è la verità.
Sul piano ambientale parlano gli episodi di altri inceneritori considerati fantastici come quello di Brescia. Lo scorso agosto una nube nera ha avvolto la città e i dati sugli inquinanti sono stati sequestrati dall'Arpa: impossibile mostrarli ai cittadini. Fanno troppo paura?
Pensare che sia lo stesso gestore a manipolare i dati di emissione per poi trasmetterli alle autorità sanitarie fa accapponare la pelle. Dove sono gli enti terzi che controllano? Dov'è la certezza del dato reale?
Sul piano occupazionale i dati sono inconfutabili. Con l'inceneritore i posti di lavoro sono ridotti al lumicino, con la raccolta differenziata porta a porta viene incrementata l'occupazione in modo esponenziale, a tutto vantaggio del territorio.
Noi saremo in piazza come tante altre volte per richiamare l'attenzione sulla necessaria corretta gestione dei rifiuti.
Da come trattiamo i nostri scarti si capisce il livello di sviluppo di un popolo, la visione verso il futuro che si da una comunità, quanto scommette e progetta il tempo che viene, l'eredità di valori che intende lasciare alle generazioni future.
Noi ci saremo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 20 settembre 2012

Sono passati
27 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
843 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
137 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
122 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno


mercoledì 19 settembre 2012

Sequestro no, abuso sì


Il Gip Sarli ha negato il sequestro dell'inceneritore di Parma, ma ha confermato le tesi della procura sull'abuso di ufficio e gli affidamenti illeciti della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Parma dal 2004 in avanti.
Com'è il bicchiere? Mezzo vuoto o mezzo pieno?
Noi crediamo che il Gip abbia convalidato il fascicolo del pm Licci e le tesi in esso contenute.
Per Iren e per la Provincia non è una bella notizia.
Ci voleva forte un atto di maggior coraggio per chiudere qui e ora il cammino del forno, invce si è scelta la strada dell'approfondimento e dello scavo ulteriore, per dar modo di far emergere tutta la verità senza ulteriori blocchi preventivi.



La Provincia, come Iren, hanno sempre sostenuto di aver seguito norme e leggi, ma il via libera del gip alle indagini della procura non farà dormire sonni tranquilli in piazzale della Pace.
Il buio sulla vicenda del forno è cospicuo e il castello accusatorio pone un'ombra nera sul cantiere.
Se si dovesse confermare la tesi dell'abuso su progettazione e affidamento dei rifiuti a Iren, crollerebbe come un castello di carta tutto il progetto del Pai.
Verrebbero meno i presupposti che hanno dato la possibilità alla multiutility di presentare la richiesta di Via (la valutazione di impatto ambientale) per il suo progetto di incenerimento a Ugozzolo.
Il procedimento sarebbe nullo, come se non fosse mai esistito e svanirebbe come una bolla di sapone lasciando sguarnito di truppe il fortino oltre l'autostrada.
L'incenerimento dei rifiuti è una via maldestra che ha imboccato il viale del tramonto.
Troppi danni collaterali, troppi business nascosti, troppe mani in pasta, troppi segreti e dati nascosti ai cittadini.
La via alternativa alla gestione dei rifiuti esiste, è efficace, fa risparmiare i comuni e i contribuenti, salva l'ambiente, incrementa l'occupazione.
La ricetta è pronta, basta applicarla.
L'inceneritore appartiene al passato remoto.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 19 settembre 2012

Sono passati
26 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
842 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati 
136 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
121 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

martedì 18 settembre 2012

La fine del tunnel


Nel 2006 abbiamo iniziato lo scavo della montagna, a mani nude.
Da questa parte quattro anime testarde, dall'altra parte il resto del mondo, compatto.
Scavare un tunnel a mani nude è faticoso e richiede tempo, specie se dall'altra parte rimangono immobili e non accennano a impegnarsi nel traforo. Così il lavoro è doppio, e si duplica tutto, sforzi, tempo, costi, impegno.
Dal 2006 scaviamo il tunnel della verità e oggi che arrivando nei pressi dell'ultimo frammento che ci separa dalla luce, di colpo si sono accorti di noi.



Stiamo scavando per far emergere la verità sui rifiuti.
Compito ingrato, tema repellente a cominciare dalla puzza maleodorante che non sale solo dai cumuli di scarti ma viene da tutto il mondo d'affari che è stato costruito attorno, in tutto il Paese.
Siamo seduti su una montagna di rifiuti. Lo sanno bene a Roma, Malagrotta, a Napoli, in tutta la campagna maledetta dai fuochi e dalle malattie.
Questo è uno dei rari casi dove i soldi puzzano, eccome.
Di malaffare, di malattia, di morte, di carogna.

Non è stato facile far luce su questo buco nero, ancora oggi la lampadina è tremolante e indecisa.
Siamo consci di essere come Davide contro Golia, il risultato in genere è scontato.
Non ci ha preso sul serio nessuno, ancora oggi ci sentiamo accusare di comitatismo, estremismo, di essere talebani. Per noi è un vanto.
Considerando i personaggi che esprimono questi giudizi è un vanto.
Ci raccontano frottole da 10 e più anni e oggi pretenderebbero ancora di farla franca.
Noi siamo felici quando ci accusano di non essere come loro.
La misura è davvero colma.
I cittadini sono stremati dalla vuote parole dei loro amministratori e sgomenti di fronte agli scandali che ogni giorno vengono fuori. La tragedia è che nessuno chiede scusa, nessuno si vergogna, emerge soltanto un po' di rammarico, “ci hanno beccati”.
E sono tutti soldi nostri, rubati dal nostro sudore, dalla nostra fatica.
Nessuna vergogna.
E' un mondo di rapaci, chi sia la preda non ha alcuna importanza, è il bottino il traguardo.
Anche a Parma, anche a Ugozzolo.
Il tunnel voleva raccontare ai cittadini della ineluttabilità del forno, dell'unicità di questa (pseudo) soluzione, del timore ad andare verso terre sconosciute.
Per convincere la plebe si usavano i soldi delle bollette, 700 mila euro finché non capivano la lezioncina, l'inceneritore ci avvicina all'Europa.
Perché Iren è una galassia di poltrone, un agglomerato di posti a disposizione del partito di riferimento, per collocare chi mancava di trespolo.
Così il piano è avanzato, silente e con passo sicuro e svelto.
Poi qualcosa si è inceppato.
Ora il problema è un partito senza padroni, che non si sa come prendere, non si sa come ammaliare.
E i cittadini, che lo hanno scelto come ultima barricata, ultima chanche prima del disastro.
I rifiuti sono prima di tutto materiali, ricchi di valore.
Vanno trattati in modo corretto per mantenere la loro ricchezza intrinseca, che altrimenti si disperde.
Portarli ad incenerimento è una via errata, che fa perdere loro il valore energetico intrinseco ad un manufatto, è una scorciatoia per arricchire alcuni, impoverire altri.
Si impoverisce il pianeta, di materie prime, di aria pulita, di sbocchi economici.
Si arricchiscono i gestori questi impianti, attraverso gli incentivi statali, attraverso tariffe gonfiate, attraverso una finta differenziata che punta sempre a garantire quote importanti di carburante per i forni.
I rifiuti sono il paradigma di una società cieca al bene comune, ma spietata nell'arricchirsi per lobbies, correnti, gruppi di potere, corporazioni.
Un'Italia depredata dagli stessi governanti, coloro che abbiamo delegato, ingenui, al rincorrere il bene comune, a vegliare sulla casa di tutti.
Oggi che l'ultimo frammento del tunnel frana, sono gli italiani a dover ritirare le delega.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 18 settembre 2012

Sono passati
25 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
841 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
135 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
120 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno


sabato 15 settembre 2012

La nube nera di Brescia


E' l'inceneritore, baby

Il mattino dell'8 agosto scorso, a causa di un problema sulla linea di alta tensione, dal camino dell'inceneritore di Brescia fuoriuscì una corposa nube nera che ammantò la città.
L'Arpa si impegnò nella valutazione delle emissioni, ma la sorpresa amara è che i dati sulle diossine e i policlorobifenili sono stati secretati dalla stessa Arpa ed inviati alla Procura.
Che oggi ha aperto un fascicolo sulla vicenda.
Davvero un brutto segnale, se Arpa addirittura cela i dati come fossero un corpo di reato.
Il problema alle linee di alimentazione provocò all'impianto il blocco delle tre linee di incenerimento con conseguente calo della temperatura al di sotto degli 800 gradi, soglia minima di sicurezza, al di sotto della quale la produzione e l'emissione di forte inquinamento è pressoché certa.



A quelle temperature è facile immaginare che il sistema non sia stato in grado di abbattere diossine e pcb e che l'eruzione in atmosfera sia paragonabile ad una zaffata tossica di livello inaudito, tale da consigliere all'ente di controllo ambientale di porre il segreto sui dati.
Per oltre un'ora l'inceneritore ha emesso nell'aria di Brescia sostanze al momento ancora sconosciute, ma il procuratore Federico Bisceglie è all'opera per capire quali e quanti veleni siano state riversati sulla città.

Al momento dell'incidente nella camera di combustione del forno erano presenti, secondo la relazione tecnica di A2A, 500 tonnellate di rifiuti solidi urbani; 300 tonnellate di pulper di cartiera e rifiuti di carta e cartone; 87 tonnellate di rifiuti combustibili, 36 tonnellate di imballaggi e materiali vari, 27 tonnellate di “altri rifiuti”, 22 tonnellate di scarti di corteccia e sughero.
Il timore fondato è che oltre all'incremento di ossidi di azoto, zolfo ed ammoniaca, la presenza di plastiche clorurate abbia provocato un'ingente produzione di diossine e pcb, inquinanti dei più tossici esistenti al mondo, anche perché persistenti e liposolubili.
Un altro dato che emerge e che deve far riflettere anche la comunità di Parma è che i dati sulle emissioni dell'8 agosto non sono visibili sul sito di A2A, dove di solito vengono pubblicati i livelli delle varie sostanze controllate, e quel giorno è rimasto buio.
Queste cifre sono state cancellate e rese invisibili ai cittadini, dimostrando ancora una volta che la tanto celebrata trasparenza esiste solo nella teoria, poi sbugiardata dalla pratica.
La trasparenza è uno slogan, un claim di uno spot pro forno, uno specchietto per le allodole-cittadini, che credono di avere a che fare con un inesistente limpido interlocutore, e spesso si fidano.
Prova ne sia che Arpa, sulle prime, aveva rassicurato i cittadini. Il sito Quibrescia.it aveva scritto: “Sul posto i tecnici dell’Arpa di Brescia per il monitoraggio. Il direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, Giulio Sesana, ha comunque rassicurato sui livelli di inquinanti emessi nell’aria durante l’ora di black out, affermando che la media delle emissioni non dovrebbe essere stata superata”. Poi hanno secretati i dati...
Naturalmente anche A2A aveva scritto una nota: “Escludiamo che siano state emesse diossine oltre le norme”.
Nei giorni successivi all'incidente, Mirko Lombardi, di Sel, aveva chiesto alla magistratura il sequestro dell'impianto per verificare i livelli di diossina contenuti nei filtri dell'inceneritore ed accertare eventuali responsabilità dell'azienda.
Ma ovviamente anche questa richiesta si è persa tra le pieghe del tempo.
Buona fortuna Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 15 settembre 2012

Sono passati
22 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
838 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
132 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
117 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno

venerdì 14 settembre 2012

Iren a secco


Da ottobre senza rifiuti, il forno non avrà il carburante per accendersi

Il 3 ottobre 2012, tra una manciata di giorni, scadrà il contratto di gestione dei rifiuti in essere tra Iren (Amps alla data della sottoscrizione) e Ato2 di Parma, in pratica la maggior parte del territorio parmense.
L'analisi delle carte curato per il comune di Parma dall'ingegner Paolo Rabitti ha portato a queste conclusioni, comunicate ad Atersir, nuovo ente che gestisce a livello regionale il servizio rifiuti.
La notizia è un vero e proprio tsumani che irrompe nella vicenda del cantiere di Ugozzolo.



La scadenza repentina del contratto mette Iren nelle condizioni di non poter più gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti del territorio parmense, senza che prima non sia stata avviata apposita gara pubblica per raccogliere le offerte delle aziende interessate.
La legge regionale del 1999 prevedeva infatti che i neonati ambiti territoriali (Ato) provvedessero entro 18 mesi dalla loro costituzione, all'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, affidamento che non poteva superare i 10 anni.

L'Ato di Parma si è costituito il 3 aprile del 2001.
Da quella data contiamo 18 mesi entro i quali affidare il servizio, 3 dicembre 2002.
Poi 10 anni, la durata massima del contratto, per arrivare quindi data del 3 ottobre 2012.
Non certo il 2014 come recita il contratto tra Enia e Ato2.
Iren è così in bilico, non avendo più la titolarità di alcun contratto di affidamento e il nuovo ente regionale Atersir, insieme alla regione, dovranno provvedere ad indire una nuova gara, i cui risultati non sono scontati.
Lo scenario che si apre da ottobre è davvero a 360 gradi, visto che i comuni si ritroveranno liberi da vincoli di destinazione dei rifiuti e potranno, finalmente, conferire a chi propone la tariffa migliore.
Se ne vanno alle ortiche quindi i preventivi di lauti introiti che la multiutility con base a Torino aveva indicato nel suo planning economico per la gestione del Paip di Parma, che prevedevano una tariffa di oltre 168 euro la tonnellata, superiori anche del 50% rispetto alle altre tariffe applicate in regione.
Ora si potrà anche pensare di affidare i rifiuti residui ad impianti anche meno costosi di quelli regionali come quello di Brescia, che tratta lo smaltimento sotto i 100 euro la tonnellata.
Una bella boccata di ossigeno per tutti i comuni del parmense vista la magra stagione di bilanci alla canna del gas.
Una brutta stangata per Iren.
Con gli enti locali liberi da vincoli, ora sarà il miglior offerente a vincere la gara, come è corretto che sia.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 14 settembre 2012

Sono passati
21 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
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Sono passati
837 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati
131 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
116 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno