mercoledì 28 novembre 2012

Pd Pdl Pdci Udc, uniti contro l'ambiente


L'incredibile testa coda della minoranza consigliare di Parma

Per un attimo sembrava di essere tornati allo scorso anno.
Allora i capigruppo del precedente consiglio comunale avevano deliberato all'unanimità contro il referendum proposto dai cittadini contro il forno inceneritore, giustificando il loro no con un serafico ma scocciato “Non abbiamo capito la domanda”.



La rivoluzione di Parma avrebbe pochi mesi dopo travolto i partiti tradizionali, dando la migliore spiegazione possibile a coloro che non avevano capito il quesito referendario.
Ma a quanto pare la lezione non è servita a niente e sono bastati pochi mesi per dimenticare.
Nella seduta del consiglio comunale di ieri, praticamente all'unanimità (astenuto Ghiretti), la minoranza si è lanciata a peso morto contro la delibera di adesione alla strategia Rifiuti Zero, proposta dall'assessore Gabriele Folli, un testo pieno di buon senso, buone pratiche, indirizzi corrette per gestire il nostro futuro nel migliore dei modi.
Rifiuti Zero è una rete che vede 112 comuni d'Italia per 3 milioni di abitanti equivalenti impegnati in un percorso virtuoso per cancellare la parola rifiuto dal loro vocabolario.
Un coordinamento nazionale che lo scorso 13 ottobre ha visto nascere a Capannori (Lucca) l'associazione delle comunità verso rifiuti zero, alla quale anche Parma ha dato la sua adesione.
La delibera proposta dalla maggioranza a 5 Stelle è ispirata a quella votata in tutti i comuni a Rifiuti Zero, compreso, ad esempio, quello di Colorno, governato dal centrosinistra.

Proprio qui nel 2009 la delibera sollecitava la giunta a intraprendere “tutti gli sforzi nelle sedi opportune per favorire da parte degli enti preposti l'analisi e la valutazione di soluzioni impiantistiche del trattamento del rifiuto residuo diverse dall'incenerimento”.
E ancora Colorno sollecitava “la  realizzazione  di  impianti  sul  modello  del  Centro  Riciclo  di Vedelago (TV), in grado di recuperare e riutilizzare il 98% del materiale post consumo conferito da raccolta differenziata”.
Propositi insomma condivisi dal centrosinistra.
E in effetti, a ben guardare, è proprio la Toscana rossa a guidare il movimento RZ in Italia, nato proprio a Capannori, Lucca, grazie alla spinta di Rossano Ercolini e l'ispirazione di Paul Connett, il chimico americano padre della Zero Waste Strategy.
La delibera di Parma proponeva anche di istituire anche l'Osservatorio verso Rifiuti Zero, laboratorio tecnico scientifico che come nel resto degli altri comuni aderenti sostiene con suggerimenti e proposte il cammino verso il traguardo, con la consulenza di esperti e tecnici che collaborano a titolo gratuito.
Ma per la minoranza parmigiana il passaggio era “troppo generico”.
Eppure, tornando a Colorno, i democratici di Michela Canova, il 30 novembre del 2009, non la pensavano così e approvavano l'istituzione dell'Osservatorio verso Rifiuti Zero “all'interno della commissione consiliare competente, che abbia il compito di monitorare in continuo il percorso verso Rifiuti Zero, indicando criticità e soluzioni per rendere il suddetto percorso verificabile, partecipato e costantemente in grado di aggiornarsi anche alla luce dell'evolversi del quadro nazionale ed  internazionale”, valutando “l'opportunità di convocare stabilmente, nelle sedute della commissione dedicate a questo, esperti esterni in grado di supportare con la propria esperienza il lavoro dell'osservatorio, senza gravare in alcun modo sul bilancio comunale”.
A Colorno tutto semplice e accolto bene, ma guai a dire le stesse cose a Parma, assumono tutt'altro significato.
Nella delibera anche la soglia minima al 70% di differenziata entro il 2015, la creazione di un centro di riuso e riparazione, insomma tante buone idee.
Ma per Iotti rifiuti zero è un traguardo impossibile.
Sarà, ma loro stessi, per bocca del candidato sindaco Bernazzoli, affermarono che con la loro nuova amministrazione sarebbe arrivata addirittura al 100%.
Scherzi di stagione.
Abbiamo capito, osservando il triste spettacolo di ieri, che l'intento della minoranza travalica il merito e la sostanza delle proposte e si perde in un fumoso e incomprensibile diniego, senza che si riesca a comprenderne le motivazioni.
Del resto era lo stesso Pd che il 15 maggio 2011, probabilmente improvvisamente colto da tachicardia, riuniva all'ultimo momento il suo popolo in piazza Ghiaia intitolando la serata “Verso rifiuti zero: esperienze amministrative a confronto”, imbarazzando non poco la stessa assemblea.
Gli elettori emisero pochi giorni dopo il loro spietato verdetto.
A volte i boomerang tornano indietro, e fanno tanto male.
Il voto contrario di ieri da parte della minoranza non è stato un no contro la maggioranza.
E' stato una dichiarazione contro ambiente e salute.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 novembre 2012

Sono passati
56
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren
96
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani
912
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
206
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
191
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore


martedì 27 novembre 2012

La Regione benedice il sacco dei boschi


Al via la cogenerazione da legna
Tanti saluti alla sostenibilità

Di fronte ad un pubblico di sindaci, amministratori e funzionari, il sindaco di Monchio Claudio Moretti ha annunciato il suo piano “Monchio? Una comunità sostenibile”, in un incontro in Provincia con la vice presidente della regione Simonetta Saliera.
In pratica la centrale termica a cippato, andata in funzione un anno fa, d'ora in poi farà anche cogenerazione, producendo energia elettrica e incamerando gli incentivi pubblici.



A benedire l'iniziativa il vicepresidente della Regione, Simonetta Saliera: “Un cerchio virtuoso si chiude, ha affermato. Dal fotovoltaico al teleriscaldamento per gli anziani,  dai nuovi posti di lavoro creati con la cooperativa di taglio al cippato fornito da questa per la produzione di energia elettrica della centrale”.

Le centrali a cippato per i borghi dell'Appennino, propugnate da Dall'Olio e dalla Provincia, a sentir loro dovevano produrre solo calore e bruciare limitate quantità di legna, ma in un giro di valzer tutto è stato ribaltato, come già avevamo scritto in tempi non sospetti.
Si apprende infatti che il progetto conteneva, in caratteri lillipuziani, anche la cogenerazione, e che la decisione di Moretti sia semplicemente l'apripista della politica della Regione Emilia Romagna, che d'ora in poi considererà la montagna come una grande legnaia a cui approvvigionarsi per le nuove caldaie a cippato.
Non va però dimenticato che il rendimento di una centrale a legna è molto basso, e quindi per produrre anche energia elettrica occorrerà 10 volte più cippato che non per produrre solo calore.
Per intenderci, la centrale di Monchio l'anno scorso ha bruciato 3.000 quintali di cippato ma l'anno venturo, con la cogenerazione, ne brucerà 30.000 quintali.
Una quantità che corrisponde a 30 ettari di bosco.
A parte ogni considerazione sulle emissioni nocive, che assumeranno da ora in poi carattere industriale, ammorbando l'aria della fascia dei crinali, si deve aver ben chiaro che ogni anno si dovrà tagliare una bella fetta di boschi in più.
Alla faccia della sostenibilità, considerando che tali tagli si sommeranno a quelli già in atto per la speculazione sulla legna da ardere.
Ma ha senso finanziare una cooperativa di taglio industriale quando la montagna viene già predata selvaggiamente della sua risorsa legna?
Ha senso buttare più di un milione di euro di fondi europei, regionali e provinciali in un progetto che produce poca energia ad un costo altissimo di risorse naturali?
Non è forse più ragionevole investirli nel risparmio energetico, ristrutturando i borghi e creando immediato lavoro nell'edilizia, a sua volta volano dell'attività turistico-ricettiva?
Nell'assemblea questo discorso non abbiamo potuto farlo, ci è stato impedito.
La partecipazione e la pluralità delle voci non abitano più qui.
Da oggi via libera al sacco dei boschi.

Giuliano Serioli

Rete Ambiente Parma
27 novembre 2012

www.reteambienteparma.org  -  info@reteambienteparma.org
comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita -
comitato cave all’amianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorse – no cava le predelle –
associazione per l'informazione ambientale a san secondo parmense
comitato associazione giarola e vaestano per il territorio


lunedì 26 novembre 2012

Sequestrate l'inceneritore, non la nostra salute


Il 30 Novembre si avvicina e con esso la decisione che stabilirà se chiudere o aprire l'inceneritore di Parma.
Oggi la società civile rivolge un appello e una implorazione al collegio di giudici che tra pochi giorni si esprimerà in merito alla richiesta di sequestro, avanzata dalla Procura, del cantiere di Ugozzolo.



Un appello e una implorazione al collegio di giudici affinché decidano con l'ausilio della loro coscienza.
La materia è estremamente complessa e forse unica nel suo genere per come si è sviluppata in questi anni. Non sarà semplice tirare le somme.
Confidiamo in questo collegio, nella loro scienza e nella loro coscienza.
La società civile è in fibrillazione.
La società civile vuole verità, perché ha un profondo bisogno di giustizia.

Giustizia e verità sono mancate in tutto l'iter autorizzativo dell'inceneritore.
Innumerevoli sono le infrazioni commesse.
Come potranno garantire trasparenza e lealtà quei soggetti che hanno commesso tutte quelle infrazioni?
Tutto quello che è accaduto è profondamente immorale.
Dobbiamo fermare il cantiere.
Dobbiamo ripartire da un'altra prospettiva, prima che sia troppo tardi.
Oggi le infrazioni sono di carattere burocratico e autorizzativo, domani mineranno la nostra salute e quella dei nostri figli.
Fermiamoci!

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 26 novembre 2012

Sono passati

54
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren

94
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani

910
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore

204
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma

189
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore



domenica 25 novembre 2012

Inceneritore di Parma, mostro bipartisan


Destra e sinistra, medaglie di carbone

Il forno di Ugozzolo ha una miriade di genitori, su cui svetta il partito democratico per fedeltà e perseveranza.
Ma l'impianto di Iren nasce, attorno al 2006, da una decisione condivisa tra sinistra e destra, con la seconda, che governava il comune di Parma, ad ergersi a convinta incensatrice del sistema.



Non a caso l'allora sindaco Ubaldi diede il suo personale contributo decisivo, prima con la casacca di presidente dell'Ato e poi con quella di primo cittadino, portando a casa la delibera del consiglio comunale che mise di fatto in pista il progetto.
Ubaldi addirittura elogiava a tal punto l'inceneritore da suggerirne una capienza maggiorata, virtù chiama virtù.
Il comune di Parma fece la sua parte fino in fondo, frenando lo sviluppo della raccolta differenziata, nonostante il progetto del consorzio Priula fosse delineato e dettagliato da tempo.
E in Provincia almeno non si tirarono indietro su questo punto, sostenendo i comuni della cintura nella crescita della Rd, portandoli a primeggiare in Emilia Romagna.

Le risorse del progetto Priula per Parma deragliarono invece verso altri titoli di spesa, reggendo di fatto fino a ieri la fantomatica necessità del forno, a fronte di quantità di rifiuto residuo che senza una corretta applicazione della Rd in città si mantenevano ad un livello cospicuo.
Parma era la città nera nella regione rossa, uno scandalo che sotto celava invece un accordo, un inciucio focalizzato sui lavori pubblici, una divisione della torta equa.
L'inceneritore a me, la metropolitana a te.
Era questo il busillis sul quale la città ha trattenuto il fiato portando avanti quella sorta di tregua e di accordo non detto e non confessabile, distrutto improvvisamente dal tramonto del faraonico e assurdo progetto della Metroparma.
Caduto uno dei cardini della tregua, anche l'inceneritore cominciò a traballare, a lasciare trapelare le crepe così bene nascoste nei primi anni.
L'inceneritore è una colpa condivisa.
Con aggravanti per entrambi le parti, che certo non salva la destra da questa sciagurata decisione, così come giustamente continua a sottolineare Nella, che c'era dall'inizio.
La sinistra ha dato il via all'impianto con una autorizzazione ambientale senza la quale non sarebbe servito a nulla l'ok del consiglio comunale.
La destra ha sostenuto il primo vagito del progetto ed aver collaborato di nascosto alla sua crescita, frenando lo sviluppo della raccolta differenziata senza alcuna apparente giustificazione, con il capoluogo fanalino di coda nella gestione provinciale dei rifiuti.
Medaglie di carbone.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 25 novembre 2012

Sono passati
53
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren
93
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani
909
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
203
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
188
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore


Ambiente Italia, focus sull'inceneritore di Parma


E' andata in onda ieri su Rai 3 la puntata di Ambiente Italia, diretto da Beppe Rovera, focalizzata sulla gestione dei rifiuti e i metodi di trattamento.



Titolo della puntata “Rifiuti, che fare?”, al centro dell'attenzione dopo il voto referendario della Valle d'Aosta, che ha escluso l'utilizzo di un pirogassificatore per smaltire la frazione residua e nel bel mezzo della settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
Durante la trasmissione, che ospitava anche gli esperti Walter Ganapini, Roberto Cavallo e Fabrizio Roscio, promotore del referendum valdostano, un servizio da Parma per districare la vicenda dell'inceneritore.
L'inviata Rai Claudia Apostolo ha intervistato le parti in causa, nella non facile impresa di fare luce sull'intricata matassa, un tipico caso di mancato coinvolgimento dei cittadini nella procedura decisionale che ha portato quasi al traguardo un impianto che nessuno vuole.
La giornalista della Rai ha intervistato il sindaco Federico Pizzarotti, “davanti a tutto la difesa della salute”, l'assessore all'Ambiente Gabriele Folli, “al 2020 mancherà il carburante all'inceneritore”,  Andrea Marsiletti, direttore di Parmadaily, “il guadagno di Iren derivato dalla gestione dell'impianto è stratosferico”, l'associazione Gcr, “il cantiere non ha il permesso a costruire e per noi è abusivo”.
E' emerso un quadro chiaro della situazione, da un parte il business, dall'altra i diritti dei cittadini alla salute ed a un ambiente pulito.
Iren ha confermato che l'impianto dovrebbe partire a pieno regime in aprile, dopo le fasi di collaudo, che nella prima parte verranno condotte senza apportare rifiuti ai forni.
Walter Ganapini ha però gelato da studio l'entusiasmo di Iren, “i collaudi a volte durano anche degli anni”, facendo anche emergere l'incredibile assenza dalla commissione di collaudo del comune di Parma, che ospita sul proprio territorio l'inceneritore e non può verificare direttamente la fase di avvio, facendo così sfumare la sbandierata trasparenza dell'iter procedurale.
Una richiesta già depositata agli atti ma alla quale la Provincia su rifiuta di rispondere motivando il ritardo della decisione dell'ente locale rispetto alla commissione già deliberata (che però ha fatto solo due riunioni e quindi ha il lavoro tutto davanti).
Il “collaudo al buio” è l'ennesima segnalazione di scarsa trasparenza legata alla vicenda dell'inceneritore di Parma, le quali procedure progettuali sono oggi al vaglio della magistratura.
L'amministrazione di Parma ha ribadito la centralità del pubblico rispetto agli interessi di società quotate in Borsa e lontane dai territori, rivendicando la necessità di riportare nell'ambito degli enti locali la gestione dei beni comuni.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 25 novembre 2012

Sono passati

53
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren

93
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani

909
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore

203
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma

188
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore

sabato 24 novembre 2012

Nessuna alleanza con chi NON vuole gli inceneritori


In apparenza sembra una frase trabocchetto, recitata al contrario per far incespicare gli interlocutori.
Perché uno si aspetta che si faccia lega insieme a chi tiene dalla parte della salute, una alleanza che emargini chi non ha ancora capito (o fa ancora finta di non capire) che le industrie salubri, per definizione, fanno male.
Invece la frase è corretta.
Nessuna alleanza con chi non vuole gli inceneritori, firmato Pd.
Una frase incredibile, ma purtroppo vera.
Ed è da Livorno che rimbalza la notizia, per bocca di Bersani, vincitore in pectore delle primarie del centrosinistra e aspirante primo ministro della terza repubblica.



Lo stesso Bersani che aveva intimato il silenzio ai medici, da ministro dello Sviluppo Economico, nel 2007, quando l'Ordine di categoria dell'Emilia Romagna chiese la moratoria sugli inceneritori.
E lui si ribellò: ingiustificati allarmisti.
Medici. Cosa ne sanno loro di salute?
C'è un insano legame dentro il partito democratico con gli inceneritori, impianti che minacciano l'ambiente e la salute dei cittadini, eppure sempre sostenuti e portato sul palmo.
Un legame che ha radici profonde.

Echi che arrivano addirittura dal 1997.
Siamo a Parona, Pavia, nel giorno della posa delle prima pietra dell'inceneritore, un progetto da 200 miliardi di lire, costruito da Lomellina Energia, società composta dal colosso americano Foster Wheeler e da Co.Gen.I., legata a doppio filo con la cooperativa rossa Ceap di Piacenza, base di partenza della carriera del segretario del Pd.
Quel giorno a posare la prima pietra è Roberto Formigoni, celeste governatore della regione, ma alle sue spalle c'è un sorridente ministro dell'industria del governo Prodi, Bersani appunto, che ammicca al gentile gesto, che pone le basi di un enorme inceneritore da 380 mila tonnellate di rifiuti.
Un territorio, quello di Arona, che subirà un pesante inquinamento da diossina e da polveri sottili, e dove nel 2010 saranno scoperte galline con tassi di diossina nel sangue tali da obbligare a gettare le uova nei cassonetti. Cibi avvelenati, da ributtare nel forno.
Era un progetto di business, anche contro la salute, quello dell'inceneritore di Arona.
Costruito da una piccola cooperativa con sede a Stradella, un dipendente, socia della multinazionale americana, il topolino e l'elefante.
Ma la Ceap, che controllava Cogeni, si aggiudicò per quella commessa 20 miliardi di lavori.
Come oggi una cooperativa rossa, la CCC di Bologna, si è aggiudicata lavori per oltre 40 milioni di euro per l'inceneritore di Parma, unica concorrente ad una gara europea proposta da Iren nella fase di avvio dell'appalto di Ugozzolo.
Un lungo e lontano filo rosso lega gli inceneritori al centrosinistra.
Oggi non sembra cambiato nulla.
Nemmeno il fumo, quello nero dei camini dei forni, che regna indisturbato sulla politica.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 24 novembre 2012


Sono passati

52
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren

92
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani

908
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore

202
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
187
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore



venerdì 23 novembre 2012

Viva la differenziata


Parma è rimasta indietro, in questi anni, nella percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, superata in lungo e in largo dai comuni della Provincia, che primeggiano in regione sul riciclo.
Finalmente in questi giorni un segnale importante è stato dato alla città.



Il capoluogo si avvia alla raccolta differenziata integrale, eliminando progressivamente i cassonetti stradali, da tutti gli esperti del settore indicati come tombe per materiali riciclabili.
Finché ci sono cassonetti in strada è impossibile mettere a regime la Rd e raggiungere traguardi importanti.
L'avvio del nuovo sistema in centro ha ovviamente creato malumori e mugugni, come sempre quando si cambia qualcosa nelle abitudini dei cittadini.
Ma non ci sono alternative alla raccolta differenziata porta a porta.
E' l'unico sistema che permette di avere a valle una raccolta multimateriale di qualità, oltre che di quantità, che rappresenta la vera sfida da qui a venire.
Non interessa infatti più quanto si ricicla ma come lo si fa.

Materiali sporchi, eterogenei, con frazioni estranee, causano un calo drastico del reale indice di riciclo del materiale conferito, causando anche un notevole decremento dei contributi Conai agli enti locali, che variano proprio in base alla qualità.
Il 2013 sarà l'anno dell'estensione a tutta la città del nuovo sistema.
Ovviamente saranno necessarie messe a punto, piccole variazioni, aggiustamenti.
Ma la strada è tracciata.
Il vantaggio del nuovo sistema si rifletterà anche sulle bollette.
Maggiore raccolta differenziata si traduce direttamente in  minore necessità di smaltimento e di conseguenza in un calo dei costi per il comune, che dall'altra parte incrementa le entrata dei contributi Conai.
Un volano anche per l'occupazione, che dal nuovo sistema guadagna in numero di operatori impegnati nella raccolta delle diverse frazioni.
Vale la pena ricordare i cardini di una buona raccolta.
Dividere innanzitutto il secco dall'umido.
Nell'indifferenziato non deve mai finire la parte organica o umida, che segue il percorso del recupero attraverso il bidone marrone, destinato a creare compost e nuovi fertilizzanti per i nostri terreni, anche attraverso l'adozione del compostaggio domestico.
Quando si sente parlare di immondizia indifferenziata che puzza ed attira topi e insetti è ovvio che è in atto una cattiva gestione degli scarti. Dove si separa correttamente il secco dell'umido il residuo da smaltire è priva di sostanze putrescenti e odorose e non ha limiti ne controindicazioni alla sua sosta in casa.
Il resto è un gioco facile ad individuare il cassonetto giusto. Plastica e barattolame da un lato, carta e cartone dall'altro, vetro da solo per garantire il suo recupero al 100%. Poi ci sono ingombranti e rifiuti pericolosi come pile e farmaci, da conferire negli appositi contenitori e nelle isole ecologiche. Sfalci e potature hanno il loro percorso come calzature e vestiti dismessi.
Se queste semplici regole vengono bene applicate il rifiuto residuo si riduce a poca cosa, facendoci capire direttamente quanto sia inutile un enorme forno inceneritore per bruciare quelle poche cose che potrebbero invece essere anch'esse recuperate magari attraverso l'estrusione delle plastiche eterogenee, che in Toscana è pratica già attiva alla Revet, dove si produce materia prima per alcuni componenti delle Vespe della Piaggio.
Dei rifiuti non si butta via niente.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 23 novembre 2012

Sono passati
51
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren
91
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani
907
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
201
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
186
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore


lunedì 19 novembre 2012

Quelli della Valle Virtuosa

I valdostani dicono sì alla salute. All'unanimità. Raggiunto il quorum, il referendum contro l'inceneritore scuote la politica valligiana. E i sì alla salute sono stati una valanga, il 94%, sfiorando l'unanimità dei votanti.

 

 I cittadini della regione autonoma si sono recati in massa al referendum propositivo, voluto per bloccare il progetto regionale di costruire un pirogassificatore al posto della discarica. I cittadini sono stati invitati dall'Union Valdotaine a rimanersene a casa, addirittura sostenendo che in democrazia astenersi è un diritto. Gatta ci cova, avranno pensato i valligiani.
Così hanno fatto il contrario, sospinti dai promotori del referendum, l'associazione Valle Virtuosa, e da WWF e Slow Food, dal movimento 5 Stelle, che ha portato Beppe Grillo in un piazza Chanoux gremita e da Alpe. Da Aosta l'ennesimo schiaffo alla politica ed una bella pagina di virtuosismo. Il progetto dell'inceneritore era un non senso nei termini. Un impianto costosissimo per una realtà di 130 mila abitanti, quando basta una corretta gestione dei rifiuti per ridurre al minimo il residuo finale. Ma ogni progetto faraonico stimola l'appetito delle imprese e viene giudicato positivamente aldilà dei contenuti e degli scopi, e questo era l'appalto del secolo.
Ora strada aperta alla gestione a freddo dei rifiuti, con il trattamento meccanico e il recupero di materia spinto al massimo, in modo da ridurre al lumicino la necessità di smaltimento e i rifiuti residui.
Del resto è l'Europa ad indicare la strada corretta delle gestione, indicando nel 2020 la data limite oltre la quale non si potranno più bruciare materiali riciclabili o compostabile.
Il dato è tratto.
E per dirla con i valdostani: “Nous n'héritons pas la terre de nos ancêtres, nous l'empruntons à nos enfants”.
La speranza dell'Italia spira dalle valli del Nord.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 18 novembre 2012
Sono passati
47 Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren
87 Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani
903 Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
197 Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
182 Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore

Revet vince il premio Sviluppo Sostenibile

La plastica? Molto meglio riciclarla che bruciarla E' solo il contrario di quello che fa Iren Innovazione e sostenibilità sono i due elementi che, intrecciati tra loro, possono formare il ponte da attraversare per superare l'empasse di questa crisi economica e di civiltà. Innovazione e sostenibilità, per questo, è necessario che non rimangano solo parole ideali alle quali riferirsi come un'eterea guida. Rappresentano soluzioni concrete, delle quali oggi c'è stata una rassegna che ha compreso alcuni dei migliori connubi made in Italy dei due elementi. Tra questi anche la toscana Revet spa, col suo progetto dedicato al riciclo delle plastiche miste post consumo. L'impresa è stata infatti selezionata tra i dieci vincitori della categoria rifiuti del Premio Sviluppo Sostenibile 2012, che punta a sottolineare le eccellenze della green economy italiana. Lo scooter a tre ruote della Piaggio (Mp3) monta diverse parti realizzate con le plastiche delle raccolte differenziate toscane, così come gli articoli per la casa di Utilplastic, le persiane per prefabbricati di Shelbox e gli arredi per esterni (tavoli, panchine, fioriere, cestini...) commercializzate da Tlf. A Ecomondo è stata anche presentata la Carbon foot print di processo che Revet aveva commissionato alla società E-cube di Pisa per mettere a confronto le emissioni di gas a effetto serra ai due percorsi industriali cui può andare incontro la plastica mista (plasmix) proveniente dalle raccolte differenziate: l'incenerimento e il recupero di materia da riciclo meccanico (come Revet ha cominciato a fare dal 2011, grazie a un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Toscana). Il risultato è inequivocabile: considerando anche la fase di combustione le emissioni totali legate allo scenario "Incenerimento" sono pari 2.400 kgCO2e per tonnellata di rifiuto trattato. Per quanto riguarda invece lo scenario di "Recupero di materia" (produzione di granulo e profilati), le emissioni totali sono pari a 290 kgCO2e per tonnellata di rifiuto trattato. E' evidente che la scelta di bruciare plastica sia la peggiore soluzione. Sia dal punto di vista energetico che da quello ambientale. La plastica eterogenea, quella che non viene raccolta dal circuito Conai (bidoncino giallo), conviene recuperarla attraverso il trattamento meccanico a freddo ed utilizzarla come materia prima per produrre nuovi manufatti plastici, ad un costo ben inferiore rispetto all'utilizzo di materia prima vergine. Salta ovviamente all'occhio. Come ormai per tutti è risaputo che riciclare carta e vetro è certamente preferibile al loro incenerimento, così sta diventando lampante che la stessa soluzione vada applicata alle materie plastiche, anche a quelle cosiddette plasmix, materiali eterogenei non inseriti nel circuito di recupero del Conai. A Parma invece il plasmix verrà portato alla bocca del forno senza alcun trattamento di cernita, perché così vuole Iren e così vuole la Provincia. Altrimenti, con che cosa farebbero bruciare i rifiuti? Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR Parma, 19 novembre 2012 Sono passati 47 Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren 87 Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani 903 Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore 197 Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma 182 Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore

domenica 18 novembre 2012

Parma Aosta, così vicine, così lontane


Oggi i cittadini della Valle d'Aosta si esprimono in un referendum per dire se vogliono o meno l'inceneritore.



Grazie all'impegno dell'associazione Valle Virtuosa, presente anche a Parma durante la manifestazione nazionale contro gli inceneritori, sostenuta da Alpe, WWF, Slow Food e dai 5 Stelle.
Un flash della memoria ci riporta a 1 anno fa, quando il morente consiglio comunale di Parma, all'unanimità (meglio sottolinearlo), respingeva analoga proposta del comitato referendario.
Naturalmente il silenzio dei media nazionali è totale.
Non se ne sa nulla, e solo la tappa di Beppe Grillo in Valle per sostenere il “sì al no” ha scosso dal letargo alcune testate, impegnatissime nel seguire le papere della Ricciarelli e i complimenti di Galliani
I valdostani decidono del loro futuro, valutando la proposta di un pirogassificatore, un sistema di incenerimento ad alta temperatura e senza camino costosissimo e di improba gestione.
Una spesa enorme per una popolazione di 150 mila abitanti, un assurdo nei termini.
Uno spreco anche sotto il punto di vista energetico oltre che per i rischi ambientali che si corrono.
Siamo ancora fermi al passato.

In Valle l'empéreur Rollandin, dall'alto della Regione amministra tutto, guarda al progetto come occasione per le grandi opere. Oltre 200 milioni di spesa, capiente per 60 mila tonnellate all'anno di rifiuti (ma la regione ne produce 45 mila), il progetto è l'opera più costosa progettata in Valle d'Aosta dal 1945 ad oggi.
E l'invito dei partiti della maggioranza campeggia sui manifesti del no.
Non andare a votare, è un tuo diritto, il triste slogan utilizzato da chi sostiene il trattamento termico dei rifiuti.
L'opinione dei valligiani la si vuole tenere a distanza e si punta quindi sul mancato raggiungimento del quorum, fissato al 45%.
Ma almeno in Valle il referendum è stato celebrato.
A Parma i cittadini se lo sono visto negare, con scuse risibili (non capiamo la domanda), un po' come ha risposto Amato al quesito della giornalista: “Si ridurrebbe la pensione?”, “Non capisco la domanda”.
Anche a Parma i consiglieri non avevano capito la domanda.
Ma la risposta è giunte forte e chiara lo scorso maggio.
In Italia forse arriverà la prossima primavera.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 18 novembre 2012

Sono passati
46
Giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren
86
Giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani
902
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
196
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
181
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore