giovedì 14 febbraio 2013

Rivoluzione Civile aderisce a Futuro Virtuoso


E' la Lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia il primo partito che aderisce a Futuro Virtuoso, l'agenda di impegni ambientalisti lanciata dall'associazione Valle Virtuosa e da Gcr.
Giovanni Favia, candidato alla Camera per la circoscrizione Emilia Romagna, ha inviato l'adesione il 13 febbraio, confermando con il suo sì l'impegno, se eletto, a sostenere le argomentazioni del documento.
Gli 8 impegni di Futuro Virtuoso sono:
1) a sostenere proposte di legge che si pongano quali obiettivi di massimizzare, nell’ordine: la riduzione dei rifiuti urbani ed industriali, il riuso dei beni a fine vita, il riciclaggio; e di minimizzare, tendendo a zero, nell’ordine, lo smaltimento, il recupero diverso dal riciclaggio di materia recupero e dal compostaggio;
2) sostenere un piano nazionale di prevenzione dei rifiuti con un sistema equo di tariffazione;



3) sostenere proposte di legge che prevedano il riuso e la riparazione dei beni creando le condizioni per cui gli operatori industriali e commerciali indirizzino la ricerca e lo sviluppo verso la messa a punto di prodotti sempre più duraturi;
4) sostenere proposte di legge che tendano ad un effettivo riutilizzo dei materiali provenienti dalle raccolte differenziate, privilegiando il recupero dei materiali e classificandoli merceologicamente e che promuovano un'industria del riciclo mediante tassazione sui materiali difficilmente riciclabili, incentivando i prodotti derivanti dal recupero;
5) sostenere proposte di legge che eliminino ogni forma di incentivo sulla combustione dei rifiuti;
6) sostenere proposte di legge che prevedano una moratoria generale delle autorizzazioni in itinere in tutto il territorio nazionale sia per gli impianti di trattamento termico e di recupero energetico (incenerimento/combustione sia di rifiuti che di biomasse) classificati ai sensi del D.M. 5/8/1998 e dell’allegato II del DLgs 152/2006 e s.m.i., che per gli stessi impianti classificabili come puro smaltimento che siano in fase di progettazione e/o di autorizzazione integrata ambientale e/o non ancora entrati in esercizio, nonché quelle che tendano alla progressiva chiusura degli impianti già esistenti;
7) sostenere la creazione di un piano energetico nazionale che punti alla minimizzazione dei consumi di energia elettrica e termica nonché al progressivo abbandono delle fonti fossili investendo sull'aumento del ricorso alle vere fonti rinnovabili;
8) sostenere proposte di legge che tendano all'applicazione di una gestione dei rifiuti basata sui primi 3 punti della gerarchia, intervenendo anche sulla progettazione industriale affinché non vengano più prodotti beni non riciclabili in toto.
L'adesione di Favia impegna Rivoluzione Civile a sostenere il futuro virtuoso dell'Italia.
Ecco il sito dedicato all'iniziaitiva: https://sites.google.com/site/elezioniparma2013/

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 14 febbraio 2013

Slow Food contro l'inceneritore Citterio di Felino


La nostra associazione da sempre mette il cibo al centro della propria visione, in stretta relazione con le tematiche ambientali, sociali ed economiche.
Il nostro primo slogan è stato “il cibo buono pulito e giusto”.
Oggi il cibo è diventato un oggetto di consumo che deve costare talmente poco da permettere di essere sprecato.
Troppo spesso dimentichiamo che è un alimento.
E per la nostra salute, per l'ambiente e per il futuro dei nostri bimbi, è fondamentale che sia sano e pulito. E non deve produrre rifiuti.



La situazione del nostro territorio mostra chiaramente come non possiamo più accontentarci di non incrementare il carico inquinante con impianti a saldo zero, ma occorra lavorare tutti assieme per alleggerire questo carico inquinante e la nostra impronta ecologica.
Occorre lavorare per rinsaldare il legame fra consumatori, agricoltura locale, prodotti tipici, territorio e turismo, a partire dalla filiera della mangimistica fino ad arrivare alla tutela dell'ambiente e del paesaggio.
Guardiamo con ottimismo a questa crisi, che sta rendendo più che evidente che non può esserci una crescita infinita in un pianeta finito (ad oggi l'unico a nostra disposizione). Guardiamo con ottimismo perché siamo convinti che l'unica ricetta per uscirne non sia più crescita ma più sviluppo.
E sviluppo per noi significa sovranità alimentare, significa strategia rifiuti zero, qualità della vita e diritto al piacere, significa porre le basi per tornare a parlare di DAC il marchio Regionale di Denominazione d'Ambiente Controllata.
Confidiamo nelle istituzioni e nei controlli, ma la nostra idea di “Slow” Food Valley è contraria all'incenerimento diretto, che siano rifiuti, biomasse o scarti di lavorazione.
La nostra idea di “Slow” Food Valley si rivolge alla prossima generazione cercando di tramandare i nostri saperi contadini, le nostre tradizioni, i nostri prodotti tipici ed il piacere per il mondo del cibo.
Sarebbe un peccato tramandarne solo la memoria, anche se a norma di legge.

Fabio, segretario Slow Food PR
Antonella, fiduciaria Slow Food PR

La condotta di PR utilizza toner rigenerati e carta 80% riciclata TCF e certificata FSC

Slow Food Condotta di Parma

mercoledì 13 febbraio 2013

Futuro Virtuoso


Documento programmatico per le elezioni politiche 2013
https://sites.google.com/site/elezioniparma2013/

Il tema dell'ambiente è praticamente assente dal dibattito politico in vista delle elezioni del 24 febbraio. E il tema dei rifiuti ne è strettamente correlato.
In vista del voto l'associazione valdostana Valle Virtuosa, che ha recentemente sostenuto e vinto il referendum contro il pirogassificatore, ha elaborato un apposito documento da sottoporre ai candidati, documento al quale Gcr ha aderito e che intende sottoporre anche ai candidati di Parma.
Futuro Virtuoso sottolinea otto impegni programmatici che i candidati si impegnano a portare avanti nell'ipotesi di una loro elezione.



1) Sostenere proposte di legge che si pongano quali obiettivi di massimizzare, nell’ordine: la riduzione dei rifiuti urbani ed industriali, il riuso dei beni a fine vita, il riciclaggio; e di minimizzare, tendendo a zero, nell’ordine, lo smaltimento, il recupero diverso dal riciclaggio di materia recupero e dal compostaggio;
2) Sostenere un piano nazionale di prevenzione dei rifiuti con un sistema equo di tariffazione;
3) Sostenere proposte di legge che prevedano il riuso e la riparazione dei beni creando le condizioni per cui gli operatori industriali e commerciali indirizzino la ricerca e lo sviluppo verso la messa a punto di prodotti sempre più duraturi;
4) Sostenere proposte di legge che tendano ad un effettivo riutilizzo dei materiali provenienti dalle raccolte differenziate, privilegiando il recupero dei materiali e classificandoli merceologicamente e che promuovano un'industria del riciclo mediante tassazione sui materiali difficilmente riciclabili, incentivando i prodotti derivanti dal recupero;
5) Sostenere proposte di legge che eliminino ogni forma di incentivo sulla combustione dei rifiuti;
6) Sostenere proposte di legge che prevedano una moratoria generale delle autorizzazioni in itinere in tutto il territorio nazionale sia per gli impianti di trattamento termico e di recupero energetico (incenerimento/combustione sia di rifiuti che di biomasse) classificati ai sensi del D.M. 5/8/1998 e dell’allegato II del DLgs 152/2006 e s.m.i., che per gli stessi impianti classificabili come puro smaltimento che siano in fase di progettazione e/o di autorizzazione integrata ambientale e/o non ancora entrati in esercizio, nonché quelle che tendano alla progressiva chiusura degli impianti già esistenti;
7) Sostenere la creazione di un piano energetico nazionale che punti alla minimizzazione dei consumi di energia elettrica e termica nonché al progressivo abbandono delle fonti fossili investendo sull'aumento del ricorso alle vere fonti rinnovabili;
8) Sostenere proposte di legge che tendano all'applicazione di una gestione dei rifiuti basata sui primi 3 punti della gerarchia, intervenendo anche sulla progettazione industriale affinché non vengano più prodotti beni non riciclabili in toto.
Il documento affronta poi importanti capitoli della gestione dei rifiuti che portano ad uno sviluppo sostenibile ed a una corretta impostazione dell'affrontare il trattamento dei materiali post utilizzo.
Il tema della prevenzione, dei riuso e della riparazione, quello del recupero di materia, il recupero di energia, la gestione del transitorio verso rifiuti zero, il tema fondamentale dell'aria.
E' stato creato un sito dedicato alla proposta, visitabile all'indirizzo
https://sites.google.com/site/elezioniparma2013/
dove è possibile trovare il documento completo Futuro Virtuoso.
Sempre on line verranno segnalate le risposte e le adesioni al documento che è stato mandato a tutte le segreterie dei partiti in corsa per le elezioni nazionali.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 febbraio 2013

martedì 12 febbraio 2013

Rifiuti? Risorse!


Come gestire i rifiuti delle scuole attraverso la raccolta differenziata

E' stato inviato alle scuole il progetto “Rifiuti? Risorse!” sul tema della raccolta differenziata da avviare e intensificare nelle scuole di Parma.
Il progetto era stato presentato lo scorso ottobre all’Amministrazione comunale, che nel frattempo ne ha valutato la fattibilità.



Un antico detto, “Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla” (Lao Tse) è stato lo spunto per ragionare sul tema dei rifiuti.
Partendo da una diversa visuale è possibile trasformare in risorsa quel che appare come un inesorabile problema.
La strategia “Rifiuti Zero” si inserisce in questa ottica. Come dimostrato da numerose ricerche Rz risulta essere l'esperienza più corretta per il trattamento dei materiali post-utilizzo, in quanto si propone, attraverso la raccolta differenziata, di riprogettare la vita ciclica delle risorse per poterle riutilizzare, facendo così tendere allo zero la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti.
La corretta gestione di tutto quello che viene scartato nelle scuole (carta, cartone, cartoncino, plastica, tetrapak, barattolame, organico, toner) può rappresentare, senz’altro, un valido contributo alla strategia “Rifiuti Zero”.
Muovendo da questa premessa il progetto è stato ideato con un duplice obiettivo: accrescere negli alunni la sensibilità e la consapevolezza rispetto al tema proposto, riconoscere agli istituti un corrispettivo in denaro da destinare alle proprie esigenze.
Le scuole, infatti, si trasformeranno in laboratori di promozione della raccolta differenziata e in base alla quantità e qualità dei materiali differenziati, riceveranno in proporzione un contributo economico.
Il coinvolgimento degli alunni, promosso dai loro docenti, rappresenterà il fine principale. L’impegno virtuoso di tutti contribuirà al raggiungimento di comportamenti sempre più corretti e, di conseguenza, al miglioramento della qualità di vita sul territorio dell’intera comunità.
Grazie a questo progetto i ragazzi diventeranno consapevoli delle buone pratiche verdi, riscontrando personalmente i risultati delle proprie azioni: sapere che un gioco, un supporto didattico o un libro saranno acquistati grazie ai materiali che loro stessi hanno differenziato, li stimolerà ad essere sempre più virtuosi e ad insegnare agli altri, anche crescendo, quanto hanno imparato.
Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la partecipazione di tutte le componenti della nostra società, intanto quelle economiche e industriali, ma poi serve anche l’impegno di tutte le agenzie educative che concorrono alla formazione delle future generazioni di cittadini.
In totale sintonia sul tema proposto, l’Amministrazione Comunale, con l’associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma (GCR), ideatrice del progetto nonché partner per la realizzazione dello stesso , con la collaborazione del gestore dei rifiuti urbani, Iren Emilia, ha patrocinato e inviato alle scuole un progetto sviluppato in due fasi.
Alla prima fase sperimentale, relativa all’anno scolastico in corso, seguirà la seconda fase dal prossimo settembre e per tutto l’anno scolastico 2013/2014, avente le stesse finalità, ma arricchita da una serie di proposte a carattere educativo e formativo su temi ambientali, legate ad un concorso a premi.
Il periodo di attuazione operativa del progetto partirà dal 4 marzo per concludersi a fine anno scolastico.
Il materiale differenziato sarà raccolto periodicamente dagli operatori addetti che ne misureranno il quantitativo raccolto in funzione dei volumi dei contenitori di volta in volta svuotati.
Il corrispettivo derivante dai contributi Conai, per le sole frazioni di carta e plastica, sarà devoluto direttamente alle scuole.

Il progetto: http://gestionecorrettarifiuti.it/rifiutirisorse/progetto.pdf

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 12 febbraio 2013

domenica 10 febbraio 2013

Terni, inceneritori attentato alla salute


In un convegno dichiarazioni inequivocabili sui rischi dell'incenerimento

www.ternioggi.it
http://www.ternioggi.it/terni-convegno-su-incenerimento-inceneritori-sono-un-attentato-alla-salute-e-inconfutabile

Gli inceneritori fanno male, sono un attentato alla salute, aumentano il rischio di mortalità per tumori. E’ questo, in estrema sintesi, quanto emerso dal convegno di ieri pomeriggio organizzato dal Comitato No Inceneritori Terni e da LiberaMente presso palazzo Gazzoli e titolato: “Inceneritori e salute: nessun rischio?” al quale hanno preso parte qualificati medici e ricercatori. Sono intervenuti Giuseppe Giorgio Nenci professore ordinario emerito di Medicina interna presso l’Università degli studi di Perugia, il dottor Giovanni Vantaggi dell’associazione Medici per l’ambiente e, in videoconferenza, il dottor Valerio Gennario responsabile del centro operativo regionale (COR Liguria) del registro nazionale mesoteliomi presso l’Azienda ospedaliera universitaria San Martino, Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro.



Di fronte ad un pubblico più numeroso del previsto (è stato necessario un trasferimento in una sala più amplia), nel corso del convegno è stata sostenuta la nocività dell’incenerimento dei rifiuti. E’ infatti emerso come la presenza di inceneritori aumenti il rischio di tumori. E’ stato sottolineato come spesso le conclusioni degli studi epidemiologici siano condizionate: per questo è più importante valutare e ragionare sui dati che non sulle conclusioni delle ricerche. E’ stato anche invitato il sindaco di Terni a non lasciare nel cassetto ma fare uso dei dati a sua disposizione su inquinamento e salute.
In apertura Fabio Neri del Comitato No Inceneritori ha spiegato la ragione del convegno: “Crediamo che a Terni sia arrivato il momento di aprire il dibattito su inquinamento e salute. E’ il momento di abbandonare una volta per tutte la filosofia dei ‘polli di Trilussa’ con la quale si cerca sempre di minimizzare, di normalizzare, ammettendo piccoli sforamenti dei limiti previsti dalla legge che sarebbero compensati da altri dati. Basta con confronti strumentali con altre città ed altre situazioni”.
Alessandro Verona, studente di medicina e rappresentante dell’associazione di studenti universitari LiberaMente, ha condiviso le posizioni del Comitato e ha aggiunto: “A Terni, sulla questione dell’incenerimento dei rifiuti, manca la voce dei medici. I medici ternani non ci mettono la faccia, non partecipano al dibattito. Invece, come prescrivono diversi articoli del codice deontologico, dovrebbero sentirsi in dovere di farlo. Per un medico, la salute non può essere subordinata alla politica; la sua attività non può essere volta a compiacere il potere politico. Un medico ha l’obbligo di intervenire attivamente nel dibattito su inquinamento e salute senza cedere a pressioni esterne”.
Il dottor Vantaggi ha spiegato quale sia l’impatto ambientale dell’incenerimento dei rifiuti. “Bruciare non significa eliminare ma trasformare rifiuti in forme diverse. Vengono emesse tonnellate di polveri sottili che veicolano sostanze nocive come Arsenico, Cromo, Benzene, Piombo, Diossine, Dibenzofurani, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Queste entrano nell’atmosfera e nel ciclo alimentare”. Per quanto riguarda i parametri fissati per la presenza nell’aria e nell’ambiente di sostanze nocive, per Vantaggi “i livelli fissati in Italia sono più che doppi rispetto a quelli previsti dall’Oms. Inoltre i limiti fissati dalla legge potrebbero, forse, essere validi per un adulto, ma per un bambino? Nessuno si pone questo problema”. In conclusione Vantaggi è lapidario: “Gli inceneritori sono un attentato alla nostra salute, a quella dei nostri figli e a quella di quelli che verranno. E’ necessario rispettare il principio di precauzione: se esiste un legittimo dubbio che qualcosa possa essere nocivo, questo, ove possibile, deve essere accantonato. Si deve rinunciare ai rischi”.
Parte del pubblico presente al convegno "Inceneritori e salute: nessun rischio?"
Il professor Nenci, dopo aver spiegato le difficoltà per uno studio epidemiologico di essere considerato scientificamente valido, ha presentato una serie di studi statisticamente significativi sull’impatto dell’incenerimento che mostrano come questi aumentino la mortalità e l’incidenza di tumori. In particolare si è soffermato su uno studio da poco concluso in Emilia Romagna chiamato “Moniter”, commissionato dalla Regione e costato oltre 3 milioni di euro, che ha interessato complessivamente 220 mila persone residenti nell’area di massima ricaduta (entro 4 chilometri) di 6 inceneritori dal 1995 ad oggi. Ha spiegato Nenci che dallo studio “è emersa una mortalità cardiovascolare diminuita nei maschi ed aumentata nelle donne; una mortalità per diverse forme di tumori aumentata nei maschi mentre nelle donne l’aumento ha riguardato solo il tumore al colon. Per quanto riguarda l’incidenza di tumori, i nuovi casi insorti dal ’95 ad oggi, nei maschi si è registrato un aumento di quello al pancreas mentre nelle donne un aumento di tumori al colon. Maggiore incidenza di tumori si è registrata nelle zone più esposte alle emissioni degli inceneritori”.
Nenci ha poi analizzato le conclusioni degli stessi ricercatori che hanno realizzato lo studio Moniter considerandole riduttive “come se si fossero spaventati di quanto emerso ed avessero cercato di minimizzare, di sdrammatizzare quanto emerso”.
Su questo punto è intervenuto Maurizio Venezi, psichiatra e presidente di Isde di Perugia, che era presente tra il pubblico. Venezi ha cercato di motivare la sottovalutazione dei risultati operata dagli stessi ricercatori: “Spesso negli studi le conclusioni sono condizionate dalla domanda. Lo studio Moniter è stato commissionato dalla Regione e i ricercatori potrebbero essere stati condizionati proprio da questo. Sarebbe utile uno studio commissionato da semplici cittadini”.
Nenci, riprendendo la parola, ha condiviso la posizione di Venezi ed ha affermato che “è più importante valutare i dati che emergono dagli studi epidemiologici piuttosto che le conclusioni degli stessi ricercatori che a volte possono essere condizionate. A volte infatti, dopo aver portato avanti autorevoli studi, i ricercatori nelle conclusioni cercano di minimizzare, sottovalutare, smorzare per compiacere i committenti”. Inoltre sia Nenci e che Venezi hanno ritenuto validi anche per Terni i risultati di Moniter poiché si tratta di situazioni simili, sovrapponibili.
In conclusione Nenci ha affermato: “Gli inceneritori inquinano e aumentano morbilità e mortalità. Su questo ci sono dati inconfutabili. Di fronte ad alternative di gestione del ciclo dei rifiuti gli inceneritori dovrebbero sparire”.
Intervenendo in videoconferenza Valerio Gennaro ha analizzato e smentito alcuni luoghi comuni che riguardano l’incenerimento dei rifiuti. “Inizialmente non credevo nemmeno io che un inceneritore potesse far male poi mi sono documentato e ho visto che da numerosi studi epidemiologici emergeva un rischio per la salute. Non c’era invece alcun prova dell’innocuità degli inceneritori. Chi sostiene che gli inceneritori non fanno male, che non sono nocivi per la salute, mente, racconta bugie. Un’altra clamorosa menzogna, che mi indigna particolarmente, è quella per cui per liberarci dalle discariche sarebbe necessario l’incenerimento. Una bugia, infatti un inceneritore non può esistere senza discarica: le ceneri dei rifiuti bruciati devono per forza essere conferiti in discarica. Altra bugia è quella di chi sostiene la compatibilità tra raccolta differenziata e incenerimento. In definitiva l’inceneritore rappresenta uno sperpero di denaro e di salute”.
Infine Gennaro ha invitato a fare uso dei dati a disposizione del Comune: “Tutte le amministrazioni comunali dispongono di dati affidabili su inquinamento (hanno report delle stazioni di rilevamento) e su salute e patologie (dispongono di dati Asl). I sindaci, anche quello di Terni, dovrebbero usare questi dati per capire davvero quale sia la situazione”.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 10 febbraio 2013

sabato 9 febbraio 2013

Bagnacani e i conflitti di interesse


Siamo ovviamente preoccupati per il rischio di conflitti di interesse in cui il neo vicepresidente di Iren potrebbe inciampare.
Un rischio che va assolutamente evitato e che avremo modo di verificare nelle prossime settimane.
La nomina di un esperto in queste materie ha il pregio di mettere a disposizione una persona competente, ma dall'altro espone al rischio che, trattandosi di un operatore del settore, ci possa essere stato un rapporto di collaborazione con l'azienda di cui è entrato a far parte.
E su questo fronte è necessario massimo rigore.



Ma dove ci si aspetta tanto da Lorenzo Bagnacani è sui fatti, quelli che verranno.
Da una persona che ha guidato il comitato reggiano contro l'inceneritore ci si aspetta che venga portata in Iren quella visione del futuro che oggi manca alla multiutility.
Una visione che include una corretta gestione dei rifiuti, che non è certo quella attuata con un impianto di incenerimento.
Va portata in Iren quell'etica che, a giudicare dai fatti accaduti, ancora non sembra parte del Dna aziendale, un'etica che includa anche una riconsiderazione degli eccessi, come quelli riguardanti gli stipendi dei quadri alti.
Va portata in Iren la trasparenza che ancora manca sul progetto del forno.
Se Iren è al servizio del territorio deve mettere davanti a tutto l'interesse del territorio stesso, del quale l'ambiente è uno degli aspetti più importanti e degni di attenzione e riguardo.
Iren si occupa di un servizio pubblico che deve andare a favore delle amministrazioni locali.
Questo servizio deve rimanere il focus aziendale e non deve accadere che il profitto scavalchi ogni altro valore in campo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

venerdì 8 febbraio 2013

Monitoraggio sanitario, a Rubbiano cittadini di serie B?

“Garantire sicurezza al territorio e ai cittadini. E’ questo l’obiettivo dell’attività di monitoraggio
programmata, su mandato delle istituzioni, dall’Ausl di Parma prima dell’avvio del termovalorizzatore”.
Con queste rassicuranti parole inizia il comunicato stampa diramato dalla Provincia di Parma a seguito della presentazione del progetto di sorveglianza sanitaria che servirà ad evidenziare gli eventuali effetti nocivi delle emissioni del costruendo inceneritore di Parma.



Non un gran sollievo per i cittadini coinvolti nelle zone di ricaduta, che almeno potranno controllare
il livello di peggioramento del territorio in cui vivono legato all’incenerimento di 130 mila tonnellate all’anno di rifiuti, perché certamente la condizione non potrà migliorare.
Noi che viviamo a Rubbiano, Ramiola, Fornovo, ecc. , invece, un impianto di co-incenerimento di
rifiuti speciali pericolosi lo abbiamo già, a due passi dai centri abitati, con emissioni inquinanti,
ampiamente certificate, ma per noi nessun piano di monitoraggio e analisi. Si tratta dello stabilimento di Laterlite, per il quale la Provincia stessa autorizza il co-incenerimento di 65 mila tonnellate all’anno di oli esausti ed emulsioni oleose.
O, perlomeno, queste erano le quantità autorizzate dall’AIA in scadenza a fine 2012. Della nuova autorizzazione infatti non sappiamo nulla, la conferenza dei servizi è rimasta off-limits per i rappresentanti dei cittadini.
Il comitato però non si è dato per vinto ed ha inviato alla stessa conferenza le proprie considerazioni e richieste.
Una di queste riguarda proprio l’esecuzione di uno studio epidemiologico e di monitoraggi sulle matrici ambientali, al fine di approfondire il tema dell’impatto sanitario e verificare se ciò possa essere riferibile alle emissioni di Laterlite.
Naturalmente per fare questo serve studiare precisamente le zone di ricaduta, in relazioni ai venti, alle correnti ed ai fenomeni climatici come l’inversione termica. Abbiamo anche chiesto l’analisi di matrici biologiche: aria, acqua, vegetali, licheni, ma soprattutto tessuti di bioaccumulo, come il grasso animale ed il latte materno sempre nell’ottica di approfondire l’argomento.
Di tutto ciò ancora nulla. Chiediamo che al più presto ciò che è stato pianificato per l’inceneritore di Parma possa essere proposto ed attuato anche qui, tra Val Ceno e Val Taro, dove le emissioni del camino di Laterlite da ormai oltre un decennio rilasciano in atmosfera, diossine, PCB, metalli pesanti, furani, composti organici volatili e molti altri inquinanti che pur essendo monitorati , senza dubbio contribuiscono a render critica la situazione ambientale.
Nell’incontro pubblico del 16 novembre, a Rubbiano, il dott. Pirondi (Ausl) ci disse che lo studio si può fare, ma mancano le risorse.
Noi crediamo che le risorse vadano trovate, perché la tutela del territorio, della salute e dell’ambiente non prevedono compromessi. Crediamo che non sia solo un problema di risorse, ma molto dipenda alla volontà di percorrere la strada della trasparenza e della chiarezza.
Leggiamo nel comunicato della Provincia, che è stato l’ente stesso ad imporre le attività di monitoraggio ad Enia (oggi Iren), sull’Autorizzazione Integrata Ambientale. Non capiamo perché a Parma sì e a Rubbiano no. Eppure l’attività di co-incenerimento è parificata a quella di incenerimento puro, a livello normativo Laterlite è sottoposta agli stessi limiti emissivi.
Allora perché non agli stessi controlli? Agli stessi monitoraggi a tutela del territorio?
Attendiamo fiduciosi, d’altronde gli attori protagonisti, a Parma come a Rubbiano sono gli stessi, la Provincia, l’Arpa , l’Ausl, i sindaci del territorio, non siamo e non ci riteniamo cittadini di serie B ed è per questo che pretendiamo che ogni iniziativa a tutela e garanzia di ambiente e salute che riguarda l’impianto di Parma si debba prevedere per quello di Rubbiano che oltre tutto è un impianto privato e non ha nessuna funzione pubblica.

Comitato Rubbiano per la Vita
http://www.comitatorubbiano.it/site/

Che fretta c'è?


Rinviate alla prossima legislatura la discussione sui rifiuti nei cementifici

Alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati
Roma

Stimati commissari,

in vista della riunione del prossimo 11 febbraio, nella quale sarete chiamati ad esprimere un parere in merito allo "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale"



v'invito a considerare che:

  • il provvedimento viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento", mentre i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti solidi urbani prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli prodotti nel 2006, con un ulteriore calo nel 2012 legato alla situazione di crisi attualmente in atto;
  • la destinazione dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente raccomandazione del Parlamento europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio 2012) di rispettare la gerarchia dei rifiuti e di intraprendere con decisione, entro il prossimo decennio, la strada dellabbandono delle pratiche di incenerimento di materie recuperabili in altro modo;
  • attraverso la trasformazione in CSS, i rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della "chiusura del ciclo" a livello territoriale, vengono trasformati in rifiuti speciali, il cui sistema di tracciabilità, Sistri, è ancora un miraggio, un problema evidenziato anche nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse;
  • i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti con e senza luso dei rifiuti come combustibile e i limiti di legge per le emissioni di questi impianti sono enormemente più permissivi e soggetti a deroghe rispetto a quelli degli inceneritori classici; ad esempio, considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di legge è 200 mg/Nmc, mentre per un cementificio è tra 500 e 1800mg/Nmc;
  • la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia
emissiva di questi impianti, in particolare in merito alla emissione di diossine/composti organici clorurati e metalli pesanti. La produzione di diossine è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati. Da un'analisi comparata dei decreti legislativi 152/2006 e 133/2005, inoltre, risolta che il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 0,01 milligrammi/mc nei cementifici;
  • nella prossima legislatura potrebbe essere approvato il ddl promosso dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania in merito al contenimento del consumo di suolo agricolo, che comporta, tra l'altro, una moratoria triennale rispetto all'edificazione di nuovi terreni agricoli, con una conseguente riduzione del fabbisogno di cemento pro-capite e quindi dell'attività dei cementifici, e ciò potrebbe comportare un'auspicabile nuova configurazione dell'intero comparto produttivo;

per quanto sopra esposto vi chiedo di esprimere un parere negativo, e di far pressione sull'esecutivo affinché il provvedimento venga discusso in maniera più ampia durante la prossima legislatura.

Domenico Finiguerra, Stop al consumo di territorio, 338 4305130 
Valter Musso, Slow Food Italia, v.musso@slowfood.it, 0172 419615
Comitato Direttivo Associazione nazionale “Comuni virtuosi”, 348 3963300
Alesssio Ciacci, associazione “Comuni verso rifiuti zero”, 329 1718456
Francesco Miazzi, Comitato “Lasciate respirare” di Monselice 349 8353348
Zero Waste Italy, 338 2866215 -Rossano Ercolini

Parma, 8 febbraio 2013
Aldo Caffagnini
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 8 febbraio 2013

mercoledì 6 febbraio 2013

Il colore del fango


Le amnesie del Pd

Il Pd ci da degli ingenui, anzi dei collusi, personaggi che hanno “inciuciato” con la destra più detestabile.
Doppiogiochisti? Forse il Pd con i suoi rappresentanti non si ricorda della causa che abbiamo dovuto affrontare con Iren in seguito al boicottaggio (Boicottiren).



Potremmo ribaltare la questione e dire che forse proprio il Pd è stato altrettanto ingenuo, consiglieri di opposizione che in consiglio comunale non si sono accorti di come la questione inceneritore si stava avviando attraverso pratiche anche illegali, per le quali la procura (e il tutto ora è in cassazione) ha aperto una inchiesta e chiesto lo stop del cantiere.
Non si erano accorti della mancanza del permesso a costruire se era opera privata, non si erano accorti della mancanza di una gara pubblica europea (fosse stata un'opera pubblica).
E così per tante altre beghe di cui non si sono accorti, per le quali Gcr e gli avvocati Allegri e De Angelis hanno presentato tanti esposti.
Non hanno subodorato cosa stava combinando la cricca di Vignali? E di Buzzi? E di Bernini?
Noi saremo stati ingenui.
Ma con chi avremmo dovuto parlare se non col sindaco di questa città.
Con chi se non con l'autorità che poteva prendere una decisione per fermare, rimandare, chiudere il cantiere? Col Pd? Lo abbiamo fatto, abbiamo avuto diversi incontri anche con loro, ma il treno del forno era lanciatissimo e le orecchie molto chiuse.
Abbiamo lottato con mezzi leciti contro ciò che è oggi messo al bando anche dall'Europa come sistema di smaltimento rifiuti. Oggi ci sentiamo profondamente offesi dalle parole di questo partito.
Non c'è veramente idea della distanza tra il pensiero della gente comune e le ingiustificabili parole ed azioni del Pd.
Noi siamo semplici cittadini, abbiamo tutti letto le affermazioni di Giorgio Pagliari quando ha dichiarato che in consiglio comunale lo deridevano perché in Provincia le proposte del centrodestra venivano tutte approvate, ed era inutile che si dannasse a fare opposizione.
L'accordo pro forno era evidente, le strette di mano destra-sinistra erano all'ordine del giorno. Ma quelle visioni di intenti comuni forse andavano bene, le nostre no.
Vignali non era coerente con il suo passato: ovvio che avessimo pensato che lo potesse fare per aumentare la sua visibilità e popolarità in declino.
Davvero si può pensare che siamo stati noi a suggerire la marcia indietro?
E' questa l'accusa che viene fatta e che traspare anche dal Nuovo di Parma, oltre che dai comunicati del Pd, che ci accusa di averli bastonati, come se non avessimo bastonato tutti quelli che sostenevano il forno.
Si è sempre pensato che il tema dell'ambiente e della salute fosse nel dna di un movimento di centro-sinistra: invece è l'esatto contrario. Braccia aperte a industrie insalubri, come le centrali a biomassa, a biogas, il co-inceneritore di Rubbiano.
Il concetto è semplice: le nostre critiche sono sempre state rivolte al progetto dell'inceneritore, e lì ci siamo fermati. Nessun intento denigratorio, solo interesse sano verso l'ambiente.
E infine non c'è nelle parole del Pd alcun rispetto per quei cittadini, mamme e bambini che in questi anni sono venuti in piazza per manifestare la propria preoccupazione per la salute e per il futuro dei propri piccoli.
Solo voglia di strumentalizzare, data la campagna elettorale.
Una campagna che giustifica ogni mezzo.
Un partito nato vecchio con dentro due sensibilità che non si capisce come facciano a convivere.
Incapacità di reale rinnovamento che i risultati di Parma hanno dimostrato nei fatti e nei numeri.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 6 febbraio 2013

lunedì 4 febbraio 2013

Per un ambiente salubre e pulito in Italia


Una riflessione complessa e un programma d’azione proposti
dall’Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE Italia



Gentile Candidato,
a nome dell’Associazione medici per l'ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia) di cui sono presidente, le invio in allegato  il documento “Per un ambiente salubre e pulito in Italia. Una riflessione complessa e un programma d’azione proposti dall’Associazione italiana medici per l’ambiente- Isde (International Society of Doctors for the Environment).”



Questo documento predisposto in occasione delle prossime elezioni, indica e propone, in forma sintetica, concrete modalità di intervento per migliorare e tutelare sempre di più l’indissolubile rapporto ambiente e salute.
Nel rimanere a disposizione per ogni eventuale approfondimento le porgiamo cordiali saluti,

dr. Roberto Romizi

presidente dell’ Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde
(International Society of Doctors for the Environment - Italia)

Arezzo,  26 gennaio 2013
Isde-Italia, Via della Fioraia, 17/19 - 52100 Arezzo - Tel. 0575/22256 - Fax. 0575/28676
e-mail: isde@ats.ii

Il documento scaricabile
http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/ambiente-salubre.pdf