mercoledì 17 aprile 2013

Tirreno Power, perizia choc in Procura


La centrale di Vado Ligure (Savona) sotto accusa

Da Il Secolo XIX

Giovanni Ciolina

Le emissioni delle ciminiere della Tirreno Power di Vado Ligure sarebbero alla base di molti casi di cancro nella popolazione vadese e zona limitrofe alla centrale. Ma soprattutto ci sarebbe nesso di causalità tra l’inquinamento e i decessi per malattie cancerogene da inquinamento.



È l’inquietante (usando un eufemismo) conclusione a cui sono arrivati i periti incaricati dalla procura per accertare eventuali responsabilità dell’azienda nell’incremento di malattia nell’ambito di un’inchiesta condotta contro ignoti dal procuratore Francantonio Granero e dal sostituto Chiara Maria Paolucci.
Se la conferma dell’inquinamento delle aree circostanti la Tirreno Power era arrivata già l’anno scorso dall’esame dei licheni, ieri mattina il pool di esperti ha illustrato ai due pm le conclusioni a cui sono arrivati. E il lavoro a questo punto sarebbe ancora più delicato ed approfondito.
Dal sesto piano del palazzo di giustizia è impossibile avere la benché minima indiscrezione anche se gli esperti sono rimasti chiusi nella stanza del procuratore per tutta la mattinata. Nel corso del faccia a faccia durato oltre 4 ore i periti avrebbero fornito dati e numeri a sostegno della loro tesi, anche se per la relazione definitiva bisognerà attendere ancora qualche settimana.
Ma già il passo avanti presentato ieri rappresenta un autentico particolare in grado di far deflagare le polemiche e le contestazioni degli ecologisti, ma allo stesso tempo di regalare una visione diametralmente opposta all’inchiesta.
L’ipotesi investigativa, in caso di nesso di causalità tra inquinamento e morti, diverrebbe l’omicidio colposo. Una strada che fino all’estate scorsa sembrava remota o quanto meno difficile da sostenere, anche perché è necessario individuare una parte offesa per poter sostenere quel tipo di accusa. Aspetto questo che è rimasto assolutamente coperto dal segreto istruttorio nonostante le conclusioni a cui sono giunti i periti lascerebbero intendere uno sviluppo anche in questo senso.
Ma di fronte alla delicatezza della vicenda anche la procura vuole procedere con i piedi di piombo, senza creare eventuali inutili allarmismi.
Il lavoro dei periti nominati dalla procura ha invece avuto un’accelerazione decisa negli ultimi tempi.
Era stata addirittura chiesta la possibile collaborazione da parte dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste per fare da “cavia” negli eventuali accertamenti, am sembra che poi non se ne sia fatto nulla.
A luglio scorso, infatti i consulenti avevano presentato un quadro già abbastanza preoccupante sullo stato dell'inquinamento della aree limitrofe la Tirreno Power di Vado, ma anche l’Italiana Coke di Bragno dopo uno studio sui licheni.
Il primo verdetto era stato preciso: c’è stata sofferenza in prossimità dei due insediamenti produttivi, ma per i dati precisi avevano dato appuntamento all’inizio dell’autunno scorso.
Una scadenza che non sarebbe stata rispettata, benché ai magistrati inquirenti fosse stata ventilata la concretezza dell’ipotesi più grave. Un lavoro, delicato, complicato e soprattutto capillare svolto sul territorio che solo in queste settimane ha assunto i contorni definitivi illustrati ieri mattina al procuratore Granero e al sostituto Paolucci.
A questo punto non resta che attendere gli ulteriori sviluppi provenienti dai consulenti e gli eventuali passi adottati dalla procura di fronte alle conclusioni scioccanti della perizia.
Un tema, quello dell'inquinamento ambientale e in particolare di Tirreno Power, particolarmente d’attualità negli ultimi anni con convegni, dibattiti e manifestazioni di piazza che hanno coinvolto decine di associazioni di ambientalisti. E di Tirreno Power si parlerà anche oggi in un convegno pubblico.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

martedì 16 aprile 2013

Iren, F2i non sblocca investimento ambiente


Reuters
http://it.reuters.com/article/italianNews/idITL5N0D23YM20130415

Non si sblocca l'investimento di F21 nel fondo Ambiente di Iren, almeno per il momento. Oggi nell'incontro svoltosi al comune di Parma con il sindaco, Federico Pizzarotti e i vertici della multiutiliuty di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, l'AD di F2i, Vito Gamberale Non ha preso una posizione definitiva.
"Non ha comunicato la decisione di investire nel fondo ambiente, anche se questa non era la sede opportuna. Da parte nostra noi non possiamo né tranquillizare né allarmare" ha riferito il primo cittadino grillino di Parma, al termine del vertice durato poco più di un'ora e al quale lo stesso sindaco è arrivato con 30' di ritardo. Bocche cucite da parte sia di Gamnberale che dei vertici di Iren: l'AD Andrea Viero e il presidente Roberto Bazzano.



"A Gamberale ho detto qual è il nostro punto di vista sull'impianto, ma adesso dobbiamo pensare a che cosa fare domani", ha aggiunto il sindaco.
Iren ha comunicato a Parma che l'entrata in esercizio del tanto contestato inceneritore, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Pizzarotti nel 2012, avverrà fra il 24 e il 26 di aprile. "A Iren sono stati i primi a dire che ci sarà massima attenzione al tema dei controlli ambientali e anzi c'è stato anche dato un via libera a fare a un'ulteriore commissione che controlli le emissioni. La partenza a regime è molto più avanti questo è l'inizio dei collaudi", ha poi aggiunto.
Il fondo di Gamberale ha deciso di bloccare l'investimento di 80 milioni nel fondo Ambiente di Iren, dove confluiranno i termovalorizzatori di Parma e Piacenza, finché non ci sarà chiarezza sui rischi di natura legale legati all'impianto. Di qui l'incontro odierno chiesto da Gamberale al sindaco di Parma. Sull'impianto pende la decisione della Cassazione sul ricorso presentato dalla procura di Parma contro la sua costruzione.
Su questo aspetto la posizione del sindaco è chiara: "Non è nella nostra giurisdizione quanto contenuto nella lettera inviata da Gamberale a Iren (nel quale si bloccava l'investimnento, ndr.). Questo è un tema piu legale e per quanto ci riguarda la legge va avanti e farà il suo corso".
Dice ancora Pizzarotti: "Gamberale è venuto a confrontarsi con noi perché non ci eravamo mai visti primi. E' stato un incontro profiquo e ci rivedremo per parlare delle prospettive future del fondo e quindi anche di Iren. Abbiamo parlato anche di quelli che potrebbero essere i progetti futuri perché ci hanno parlato di quelli che sono le attività delle loro società in giro per l'Italia dal fotovoltaico alla fibra ottica. E su questo siamo rimasti in accordi per avere dei contatti e valutare possibili sviluppi futuri sul territorio".

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Rossano Ercolini, Nobel alternativo per l'ambiente


Rossano Ercolini, Nobel alternativo per l'ambiente

Rossano Ercolini, maestro elementare di Capannori (Lu), presidente di Zero Waste Europe, riceve a San Francisco il Goldman Enrivonmental Prize 2013. Dopo aver bloccato, insieme alla sua comunità, la costruzione di un inceneritore nella Piana di Lucca, oggi è tra i principali promotori del movimento "Rifiuti zero".



Il 15 aprile 2013, Rossano Ercolini, maestro elementare di Capannori, in provincia di Lucca, ha ricevuto il presitigioso Goldman Environmental Prize 2013, conosciuto come il Nobel alternativo per l'Ambiente, per il suo impegno contro gli inceneritori e a favore della strategia "Rifiuti zero".
Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, racconta ad Altreconomia la sua idea di un ciclo virtuoso dei rifiuti, che parte dal momento in cui i beni vengono prodotti.
La Fondazione Goldman ha voluto premiare Rossano Ercolini, poiché “quando sentì parlare dei progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo Comune, ritenne di avere la responsabilità, come educatore, di proteggere il benessere degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei rifiuti domestici del Paese”, come si legge nella motivazione del premio.
Il premio ambientale Goldman, alla sua 24esima edizione, viene assegnato annualmente a delle persone che si sono contraddistinte per il loro impegno ambientale, provenienti dalle sei regioni continentali abitate del pianeta. Il premio in denaro, 150mila dollari, rappresenta la più grande somma corrisposta per l’attivismo ambientale di base.
Il premio viene consegnato nel corso di una cerimonia che si tiene lunedì 15 aprile 2013, alle ore 17.00 presso la San Francisco Opera House. Seguirà una cerimonia più piccola presso il Ronald Reagan Building and International Trade Center di Washington, D.C., mercoledì 17 aprile.
In Italia, intanto, lo scorso 27 marzo è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge d'iniziativa popolare sui Rifiuti zero, che mira a una riforma organica del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e si articola attorno a 5 parole chiave: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Dal 14 aprile, e per sei mesi, si raccolgono le firme (ne servono 50mila) a sostegno della proposta di legge, per riportare al centro della discussione politica le proposte virtuose nella gestione dei rifiuti.

Rossano è un grande amico di Parma e di Gcr in particolare.
Il nostro caloroso abbraccio per una battaglia condivisa che sentiamo particolarmente nostra.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

domenica 14 aprile 2013

Iren deve guardare avanti


Matteo Orlandi, candidato sindaco per la lista Cambiare Salsomaggiore, ha denunciato la settimana scorsa il caos rifiuti che si sta verificando nella cittadina termale.
Servizio a intermittenza e rifiuti per le strade non sono un biglietto da visita ideale per un territorio sostenuto economicamente dai flussi turistici e di cura.
Emerge così un ulteriore calo di consenso per la multitutility Iren, che sta gestendo l'appalto di Salso con altre aziende, che pare abbiano residenza in Lussemburgo, con contorno di fallimenti in vista.
Un periodo non felice per la megaholding quotata in Borsa, che riporta ancora una volta l'attenzione sui contenuti della sua mission e sulla necessità di rivederne le strategie.
Ecco il vero nodo della riforma della governance di Iren, che non può essere affidata solo al giudizio di 3 saggi lontani dai cittadini.



C'è la necessità di riformulare gli obiettivi strategici e il profilo etico più che limitarsi a cancellare una carica del comitato esecutivo, guarda caso proprio quella di appannaggio di Parma.
La riforma proposta da Torino e Genova taglierebbe i costi per un solo milione, quando i numeri da riconsiderare per il ritorno ad un utile corposo sono ben altri e di ben altra importanza.
Iren deve cambiare pelle, prima che sia troppo tardi.
Iren deve tornare ad essere uno strumento a servizio dei territori e del loro sviluppo e non una società finanziaria che opera più in Borsa che per le strade delle nostre città.
C'è una indubbia necessità di modernizzazione, di innovazione, di alleanze con i territori, in modo da costruire insieme a loro il successo reciproco e porre basi solide per il futuro.
Efficienza, efficacia, competitività, ed anche e soprattutto attenzione agli indirizzi europei, che oggi, ad esempio nel campo dei rifiuti, sono orientati decisamente al riciclo dei materiali e non certo al loro smaltimento in discarica o tramite incenerimento.
Una visione fin qui mancata.
Ne sia la prova la costruzione dell'inceneritore di Parma (insieme a quello di Torino), l'impegno nel rigassificatore di Livorno, e nelle grandi centrali fossili, ormai destinate al tramonto.
Ridurre il numero delle partecipate, seguendo una cura dimagrante che porti anche ad un netto calo di poltrone e compensi, porre attenzione al nuovo che avanza, come ad esempio il tema delle smart cities, in modo che lo sviluppo aziendale persegua anche il miglioramento delle performances ambientali ed economiche dei territori in cui opera Iren.
Serve un cambio di passo nella giusta direzione.
Per recuperare Iren ai territori che ora non vedono di buon occhio la multiutility, spesso identificata come una finanziaria che si occupa, tra l'altro goffamente, più dei propri equilibri interni che dei cittadini al fianco dei quali lavora ogni giorno.
Il Comune di Parma può fare la sua parte, anzi deve.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

venerdì 12 aprile 2013

Via Tarona, gli abitanti chiedono chiarezza


Da Pontetaro, Parma, l’eco di cittadini tenuti all'oscuro di un mega progetto

Siamo un gruppo di abitanti di Pontetaro (Parma), in via Tarona, pressi del Pub.
La nostra zona, in passato, è sempre stata tranquilla, un piccolo angolo di paradiso.
Ma con gli anni abbiamo subito i vari cambiamenti portati dal “progresso”: insediamento del Cepim (Interporto merci, 86 aziende di logistica, 50 mila unità di carico all'anno, 2,5 km quadrati di estensione, 600 mila metri quadrati di aree coperte), il binario ferroviario che serve il Cepim stesso, le pesanti modificazioni della rete viaria per far spazio alla tangenziale, una cava estrattiva con relativi disagi dovuti alle operazioni di scavo e poi a quelle di riempimento, con caroselli di camion
(anche notturni) carichi di “inerti”.



Dei controlli sugli sversamenti effettuati noi non siamo a conoscenza.
Nel frattempo abbiamo aspettato, invano, una rete fognaria che, seppur promessa a parole, non è stata nemmeno progettata.
Vorremmo portare a conoscenza dei cittadini un progetto, pare imminente, che coinvolge la nostra zona, la classica ciliegina sulla torta.
I proprietari della cava hanno donato al Comune di Fontevivo, che ha accettato, il terreno su cui sorgeva la cava stessa, alle spalle delle nostre abitazioni e vicino al Fiume Taro.
L’intenzione del municipio è quella di dare in affitto per vent’anni tale terreno ad un’azienda privata che istallerà pannelli fotovoltaici per una potenza di ben 4 megawatt.
Noi non siamo contrari alla produzione di energia pulita, ma nessuno ci ha mai avvisato di tale intenzione, di cui siamo venuti a conoscenza solo ora, casualmente.
Abbiamo così assistito al consiglio comunale di lunedì 8 aprile, in cui si deliberava l’accettazione da parte del Comune della donazione del terreno.
Abbiamo sentito con meraviglia la parole del sindaco Massimiliano Grassi, che ha dichiarato che al momento non esiste alcun progetto, che i consiglieri di minoranza avevamo richiesto di conoscere.
Abbiamo inoltre scoperto che l’affitto che il Comune incasserebbe in 20 anni sarebbe “l’astronomica” cifra di 120.000 euro (6000 euro l’anno!); inoltre i benefici energetici derivanti dal campo fotovoltaico sarebbero di esclusivo appannaggio della ditta locataria.



Lasciando da parte le considerazioni legate al deprezzamento eventuale delle abitazioni adiacenti, lasciando pure da parte considerazioni sul forte impatto visivo che deriverebbero da questo impianto, ci amareggia la consapevolezza che l’opinione di noi abitanti non interessi all’amministrazione.
A conferma di ciò riportiamo ciò che è accaduto a fine seduta.
Terminato il consiglio, uno degli abitanti ha chiesto pacatamente la parola, per fare alcune considerazioni, parola che gli è stata data con un certo fastidio, visto che il primo cittadino aveva molta fretta.
Anche un’altra signora ha espresso alcune perplessità, e in quel frangente è stata oggetto di pesante ironia da parte del Sindaco, che ha invitato i presenti a prendere un appuntamento, perché lui non aveva tempo.
Ci auguriamo che almeno gli altri consiglieri di maggioranza siano rimasti avviliti per i modi tenuti del sindaco Grassi nei nostri confronti, ricordando che sono loro a dovere rendere conto ai cittadini dell’operato dell’Amministrazione, non il contrario.
Ci auguriamo che, data la portata di tale insediamento, ogni persona interessata all’ambiente del nostro paese si faccia sentire e protesti con chi, con arbitrio, ha già deciso quello che, invece, dovrebbe essere condiviso.

Gli abitanti di Via Tarona
12 aprile 2013

giovedì 11 aprile 2013

L’assessore Folli a Roma al seminario “Zero Waste: dal mito alla realtà”


L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli ha partecipato nella giornata di ieri al Seminario “Zero Waste: dal mito alla realtà”, organizzato all’Università La Sapienza di Roma dall’associazione ATIA-ISWA.



L’assessore all’Ambiente Gabriele Folli ha partecipato nella giornata di ieri al Seminario “Zero Waste: dal mito alla realtà”, organizzato all’Università La Sapienza di Roma dall’associazione ATIA-ISWA, che riunisce gli operatori dei rifiuti come Hera, A2A ed altri (ovvero gestori di inceneritori), che hanno richiesto un incontro e confronto tra i fautori di Rifiuti Zero (Zero Waste) e i loro tecnici.
Le tematiche affrontate hanno riguardato l’approfondimento del concetto stesso di Rifiuti Zero (Zero Waste), di come si possa recuperare materia con zero spreco nella filiera e massima efficienza in ogni segmento, quali investimenti siano richiesti e quali modelli italiani possano essere di esempio.
“La prospettiva di Rifiuti Zero – ha commentato l’assessore Gabriele Folli - si sta traducendo in realtà anche grazie alla partecipazione di diverse Amministrazioni: in Italia l’adesione è già di 124 comuni per oltre 3 milioni e 200 mila abitanti.
E’ significativo che anche da parte di chi gestisce inceneritori vi sia interesse ad approfondire questa strategia. Recentemente anche il Commissario europeo per l’Ambiente, Janez Potocnik, ha confermato la bontà della strada intrapresa verso una gestione ambientalmente sostenibile delle risorse, dicendosi convinto dell’attuabilità di Zero Waste fin da oggi.”
Al seminario sono intervenuti per Zero Waste Enzo Favoino, della Scuola Agraria del Parco di Monza e Roberto Cavallo, Presidente ERICA soc. coop. Alla tavola rotonda hanno inoltre partecipato Walter Ganapini, Presidente di Sisifo-Gruppo VITA, i parlamentari Bratti e Ribaudo e il presidente di Federambiente Daniele Fortini.
Erano presenti inoltre diversi amministratori e dirigenti di enti/aziende di gestione rifiuti tra cui Mirko Tutino (assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia), Mariella Maffini (assessore all’Ambiente di Mantova) e Sonia Cantoni (presidente di AMSA).

martedì 9 aprile 2013

Legambiente premia la centrale a biomassa di Borgotaro


Dove sta la virtù?

Dopo aver premiato la centrale a grasso animale di Pegognaga, a dispetto dei comitati di cittadini che si battono contro tali inceneritori e le loro emissioni nocive, Legambiente raddoppia e premia anche una centrale a cippato a Borgotaro.



La medaglia d'argento di Legambiente, per “le migliori pratiche, va a Bioenergy, all'Ausl di Parma ed alle Comunalie di Borgotaro, per la locale centrale a cippato dell'ospedale.
Nel commentare tali “migliori pratiche” l'associazione è però costretta ad ammettere che l'ospedale valtarese, per coprire il carico termico invernale, usa anche il gas metano, ma solo “nei picchi di maggiore intensità”.
In realtà il responsabile che sovraintende la centrale stessa, ha spiegato in una assemblea alla Comunità Montana di Borgotaro che per ridurre le emissioni del camino, e per aumentare il rendimento della caldaia, la grande centrale non viene spenta mai.
La caldaia infatti è mantenuta sempre accesa al 70% della sua potenza, perché le maggiori emissioni nocive si hanno proprio nella fase di accensione e spegnimento.
D'inverno integrano il calore prodotto con quello della centrale a metano che, nel progetto, avrebbe dovuto rimanere spenta.
Il cippato che usano, poi, non è quello dei normali sfalci da potatura per la pulizia dei boschi, come ampiamente propagandato, ma il cippato di legna stagionata due anni: un anno all'aperto ed un anno al coperto. Un accorgimento attuato delle comunalie per minimizzare le emissioni, che però costa molto caro: la legna stagionata due anni, infatti, viene venduta sul mercato anche a 18 euro al quintale.
Questa medaglia è senza significato alcuno, senza alcun preteso risparmio.
L'esempio di Borgotaro, bruciare cippato stagionato, non sarà certo seguito dalle altre centrali esistenti o in cantiere, che bruceranno invece cippato fresco, di legna vergine, con tutte le notevoli emissioni nocive e le abbondanti ceneri del caso.

Giuliano Serioli
Rete Ambiente Parma
9 aprile 2013
www.reteambienteparma.org - info@reteambienteparma.org
comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita -
comitato cave allamianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorseno cava le predelle
associazione per l'informazione ambientale a san secondo parmense
comitato associazione giarola e vaestano per il territorio - no cogeneratore a olio animale al poggio


lunedì 8 aprile 2013

La Commissione Europea sostiene gli Stati membri nella gestione sostenibile dei rifiuti


Ogni anno ogni cittadino europeo produce oltre 500 chili di rifiuti urbani, di cui un terzo finisce direttamente in discarica. Mentre alcuni Stati membri gestiscono in maniera produttiva queste risorse ricorrendo al riciclaggio o al compostaggio di circa il 60% dei rifiuti urbani, altri Stati membri non sono altrettanto virtuosi.



Janez Potočnik, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Numerosi Stati membri ricorrono ancora troppo allo smaltimento nelle discariche nonostante il nostro impegno a favore di un’Europa più efficiente sotto il profilo delle risorse. L’interramento dei rifiuti comporta un ingente spreco di materiali di grande valore. Un’occasione mancata per creare nuovi posti di lavoro, far crescere la nostra economia e ridurre gli impatti dei rifiuti sulla salute umana. Nel contesto economico attuale dobbiamo trovare soluzioni che ci consentano di migliorare la gestione dei rifiuti e di sfruttarli per creare occupazione alleviando la pressione sulle risorse naturali.”
L’obiettivo quindi è di ottimizzare le politiche nazionali di gestione dei rifiuti con tabelle di marcia personalizzate e raccomandazioni pratiche incentrate su un’efficace applicazione della legislazione UE in materia. Nonostante i progressi significativi raggiunti in tutta l’UE nella gestione dei rifiuti e nell’applicazione della legislazione in materia, in molti Stati membri, per non dire in tutti, è necessario andare oltre.
Le tabelle di marcia nazionali, che contengano opzioni specifiche per il miglioramento della gestione dei rifiuti., evidenziano la necessità di usare strumenti economici per migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ad esempio con tasse e divieti relativi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, sistemi di responsabilità del produttore e incentivi per la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti (ad es. sistemi che adottano il principio del “paghi quanto butti”). Le tabelle di marcia raccomandano inoltre di puntare sul miglioramento del monitoraggio e delle statistiche, sull’incremento del tasso di raccolta differenziata, su una migliore governance, sull’aggiornamento delle strategie di gestione dei rifiuti e su misure volte a una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.
Nei documenti si indica inoltre che gli investimenti futuri nella gestione dei rifiuti dovrebbero dare priorità alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al compostaggio, ossia le opzioni più accreditate nella gerarchia dei rifiuti stabilita nel quadro della direttiva quadro sui rifiuti. La raccomandazione fa eco al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014—2020, che introduce condizioni ex ante nel contesto dei fondi strutturali dell’UE in base a cui i progetti da finanziare devono essere in linea con la gerarchia dei rifiuti e aiutare gli Stati membri a rispettare gli obiettivi giuridicamente vincolanti dell’UE, come l’obiettivo di un tasso di riciclaggio del 50% per i rifiuti urbani.
Nell’agosto 2012 la Commissione ha presentato un quadro comparativo dei risultati degli Stati membri nella gestione dei rifiuti urbani. Le sfide maggiori sono rappresentate da un eccessivo ricorso allo smaltimento in discarica (fino al 95%), tassi di riciclaggio bassi (inferiori al 20%) dovuti a regimi di raccolta differenziata lacunosi e alla mancanza di infrastrutture, nonché da incentivi alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio insufficienti. Gli Stati membri più virtuosi in questi ambiti, ossia l’Austria, il Belgio, la Danimarca, la Germania, i Paesi Bassi e la Svezia, dispongono di solidi regimi di raccolta dei rifiuti, smaltiscono in discarica meno del 5% dei rifiuti e sfruttano appieno le potenzialità degli strumenti economici per incentivare una gestione dei rifiuti efficiente. Tuttavia c’è ancora un margine di miglioramento anche negli Stati membri in cui tassi elevati di incenerimento rischiano di ostacolare lo sviluppo di alternative migliori nella gestione dei rifiuti, come il riutilizzo e il riciclaggio.
La direttiva quadro sui rifiuti stabilisce una gerarchia dei rifiuti dando priorità alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio rispetto all’incenerimento con recupero energetico e ricorrendo allo smaltimento in discarica o all’incenerimento solo in ultima istanza. Secondo uno studio recente della Commissione, una piena attuazione della legislazione UE sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore che gestisce i rifiuti e del settore del riciclaggio e creando oltre 400 000 posti di lavoro entro il 2020.

Per ulteriori informazioni:

Processo di riesame degli obiettivi: http://ec.europa.eu/environment/waste/target_review.htm

Sito della Commissione sulla gestione dei rifiuti: http://ec.europa.eu/environment/waste/index.htm


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

I comitati si appellano ai Comuni parmensi, basta centrali a biomassa


Il mondo dell'ambientalismo sfida la Provincia, sia verde sul serio

La variante applicata al RUE di Langhirano, che impedisce il diffondersi di impianti di combustione di biomassa, tra cui cogeneratori ad olio animale, ha accolto pienamente le preoccupazioni dei comitati sorti contro gli inceneritori e le centrali a biomassa.
La delibera ha riconosciuto corrette e ha poi reso pubbliche le preoccupazioni e le considerazioni che i comitati hanno in questi mesi fatto emergere.



Manifestazioni e raccolte di firme nei comuni di Felino, Sala Baganza e Langhirano hanno coinvolto l'opinione pubblica per contrastare l'installazione del cogeneratore a grasso animale nello stabilimento Citterio al Poggio di S.Ilario Baganza.
Lo stesso Leonardo Setti, ricercatore dell'Università di Bologna, invitato a presentare il PAES nel teatro comunale di Felino, si è grandemente meravigliato che, la stessa amministrazione che l'aveva chiamato a quel compito, avesse di fatto autorizzato un cogeneratore a grasso animale, un progetto che contraddice completamente l'intento di sostenibilità nello sviluppo delle energie rinnovabili del territorio del comune e di quelli limitrofi.
Anche valutando i principi che fanno capo al PAES di Felino, chiediamo a tutte le amministrazioni comunali ed alla Provincia di Parma medesima di esprimersi in merito alla delibera del comune di Langhirano, al fine di riconsiderare l'autorizzazione urbanistica concessa dal comune di Felino alla ditta Citterio, e l'autorizzazione a bruciare grasso animale, altresì concessa dalla Conferenza dei servizi della Provincia di Parma.
A tutti gli amministratori l'invito a fare propria la presa di posizione ambientale dell'amministrazione comunale di Langhirano, per impedire l'introduzione nel territorio provinciale di centrali a combustione di biomasse.
La politica deve fare una scelta netta e stare dalla parte dell'ambiente, dalle salute, dei cittadini.

Comitato del Poggio
Comitato di Langhirano
Rete Ambiente Parma
Associazione Gestione Corretta Rifiuti

Parma, 8 aprile 2013

domenica 7 aprile 2013

Millelivori


Trasformismo in technicolor

La felicità è un armadio quattro stagioni ricolmo delle casacche più svariate, pronte per ogni occasione.
Leggiamo di una associazione (3, 4 anime?) che indica la strada maestra al Comune, con tanto di dettagliate istruzioni per l'uso della macchina meravigliosa di Ugozzolo, ovviamente con i comportamenti da tenere e le compagnie da frequentare.
Una stupefacente avventura, il forno di Ugozzolo, che ogni giorno riserva amabili sorprese.
Ti consente ad esempio di impegnarti su più fronti contemporaneamente, ovviamente con l'ausilio dell'armadio 4 stagioni.



Chi dovrebbe essere un austero e pragmatico giudice super partes si può anche ritrovare, con un rapido cambio di casacca, tifoso di parte, scatenato boy della curva forno, con tanto di elmetto e camino in resta, a sgolarsi in cori di osanna e richiami all'ordine.
Ma come, la tavola è imbandita di tutto punto e si vuol guardare alla piega del tovagliolo?
Davvero inaudito: brindiamo piuttosto insieme al sacro fuoco, lasciando fuori dalla porta gli ospiti indesiderati.
E noi che avevamo inteso, poveri illusi, che con il termine “prescrizione” si intendesse una regola da rispettare da parte di tutti, aldilà di opinioni e preferenze personali. E che le 56 prescrizioni avessero il valore dato al loro significato.
Ora invece scopriamo che serve chiudere occhi e bocche, per dare modo al meraviglioso infante di farci ascoltare, senza indugiare ulteriormente, i suoi primi vagiti. Salvo vedersela direttamente con le sue intemperanze.
E la lezione arriva da un pulpito variopinto, cangiante a seconda dell'ora del giorno.
Che certo da certezza di giudizio, e buonsenso ed equidistanza, per il bene della città, senza alcuna vicinanza ai contendenti. Ci mancherebbe.
Eppure le stesse parole lette non possono che farci intendere altro e comprendere che questo laissez faire, laisse passer, che sottintende la fiducia infinita verso il buon giudizio dell'economia, sarebbe come far consigliere dell'Avis un vampiro di chiara fama.
Il risultato è certo.
Noi preferiamo affidarci alla legge, al rispetto delle regole e delle competenze, e guardare prima di tutto al benessere dei cittadini, del quale non troviamo traccia tra i mille livori, troppo concentrati sugli interessi per un progetto che Parma non vuole più.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR