giovedì 16 giugno 2011

Il fumo muto della plastica

Bernazzoli e Castellani brindano ai risultati 2010 della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Provincia di Parma. Ci fa piacere che siano contenti.
Riportano con orgoglio i dati che ci collocano in cima alla classifica regionale dei differenziatori. Ovviamente un conto è differenziare, cioè separare i materiali post utilizzo alla fonte, un altro è riportarli nel ciclo produttivo per riutilizzare lo stesso materiale per produrre altri beni.
La differenza la conosce bene anche Castellani, il cosiddetto indice di riciclo.


L'incendio alla Golden Plast: scuole e asili chiusi, la popolazione è invitata a rimanere a casa con le finestre chiuse. Sempre di plastica si tratta...

Infatti potrebbe accadere che io separi i materiali al 100%, ma che alla fine del ciclo butti tutto dentro un inceneritore. Che risultato otterremmo in questo caso?
Potremmo dire di avere una raccolta differenziata al 100%, ma nel contempo alimenteremmo un inceneritore con tutti i materiali che servono.
Una contraddizione nei termini.
Una provocazione.
Ma che a Parma sta parzialmente per accadere.
Leggiamo dal resoconto dei pi-diossini che la raccolta della plastica nel nostro territorio va al massimo, e di questo si vada fieri.
“La provincia di Parma è prima in Emilia-Romagna e seconda in Italia per il recupero delle plastiche (dati Corepla): 20 kg/abitante conferiti dalla provincia di Parma, quasi 4 in più di Rimini (seconda in regione) e quasi il doppio della media regionale (11,6 kg/abitante)”.
Iren non sembra avere lo stesso entusiasmo e dai dati ufficiali pare voler tarpare decisamente le ali a questa situazione, già a a partire dal 2012.
(tabella 2.3.15, p 74 del Quadro di riferimento progettuale – Volume B)
Come si evince dallo schema Iren dichiara di riciclare al 2012 il 17% della plastica e non il 59,7% previsto dal Ppgr, quindi non i 20 Kg che oggi la Provincia sbandiera davanti ai cittadini.
Questo significa intercettare al 2012 una quantità di imballaggi in materiali plastici pari a 4.800 t/a anziché 16.800 t/a (obiettivo PPGR) e più che raddoppiare la quantità di materiali plastici da smaltire (bruciare), da 11.400 t/a circa a 23.400 t/a.
Ecco il gioco che esce allo scoperto.
I materiali oggetto di intercettazione sono rappresentati prevalentemente dai rifiuti da imballaggio per liquidi (come dichiarato da Enìa stessa), il che conferma la scelta di separare e inviare a incenerimento tutte le plastiche di imballaggio non costituenti contenitori per liquidi, in contrasto con la normativa nazionale ed europea che richiedono la raccolta e il recupero di tutti gli imballaggi in materiale plastico e non solo quelli che oggi hanno un valore commerciale sufficiente.
L'assurdo è che si chieda ai cittadini di separare materiali che poi andranno al forno.
Anche il dott. Federico Valerio, responsabile del Servizio di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova, membro del Comitato tecnico-scientifico di Alta Sorveglianza del PAI, nella riunione del 12 marzo 2008 evidenziava il dato anomalo del calo della raccolta differenziata della plastica che secondo i piani di Enia andrà al 17%.
La cosa non era nemmeno sfuggita al sindaco di Parma, Pietro Vignali, che in una lettera inviata al presidente di Iren in data 18 febbraio 2011 affermava “in questa rimodulazione la percentuale di plastica avviata al riciclo diminuisce fino al 17% (da cui deriva un valore ipotizzato di raccolta pari a 15 Kg/abitante/anno) … Considerato che nel rapporto provinciale rifiuti 2009 … si evince per il Comune di Parma un dato di 23,62 Kg/abitante/anno di rifiuti in plastica intercettata, si chiede un approfondimento sulle stime effettuate, che paiono oggi riduttive…Ciò al fine di minimizzare la combustione di plastica, avviando a combustione solo tipologie non altrimenti recuperabili…”
Ora voi direte ma chi decide quanta plastica riciclare?
Noi pensavamo l'ente pubblico.
Qui a quanto decide decide l'azienda, in base alle proprie necessità impiantistiche, la quale riserva il tribunale a chi dissente dai suoi piani.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 16 giugno 2011

-325 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+381 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+59 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma

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