venerdì 23 settembre 2011

Referendum & Dintorni

Il menù è ricco, quasi eccessivo, ovunque ti giri si parla di inceneritore: finalmente la salute al centro dell'attenzione della città.
Sempre di più, sempre più spesso.
Al Comitato No Inceneritore il secco no del Palazzo, all'unanimità.
Un coro monocorde preoccupante, un evento eccezionale in questo periodo di magra collaborazione tra maggioranza e minoranza. Siamo più abituati ai coltelli, che ai flauti magici.
Un coro di no, gettato addosso ai cittadini.



Della nostra opinione, sull'inceneritore, a loro non importa.
E' un messaggio evidente, che se ne esce fuori dalle pieghe del burocratese, emergendo senza difficoltà, tutti i cittadini lo hanno capito con chiarezza. Lampante.
Un messaggio chiaro che ci piace evidenziare e mettere sotto la lente di ingrandimento, per sottolineare quello che ci ha colpito maggiormente di questa bulgarizzazione del consenso su un tema invece controverso e di stringente attualità e incertezza.
Il Palazzo ha detto no, non ha capito il quesito, troppo complesso.
Dovevamo argomentare così “Volete abrogare l'inceneritore?”, così lo avrebbero inteso meglio.
Invece scrivere “Volete abrogare tutte le norme approvate a favore dell'inceneritore?” per loro non è comprensibile, è linguaggio astruso.
Poi, argomentano, i lavori sono in corso, che si può fare mai?
Quando facemmo ricorso al Tar per i rischi sanitari connessi all'impianto, ci risposero che non c'era nulla di costruito e quindi il rischio non sussisteva.
Ora torniamo alla carica e la risposta è agli antipodi: troppo tardi.
Poi affermare che i lavori sono in corso sarebbe una motivazione “tecnica” che boccia la richiesta?
Ci sembra “evidentemente” un giudizio di merito, che nulla ha a che fare con il diritto.
Gcr dal 2006 fa domande scomode, e porta i cittadini nelle strade.
Ma il Palazzo non ha visto nulla, non se n'è accorto.
Ci ha stupito davvero questa concordia.
Ci ha stupido Marco Ablondi, da sempre contrario a questo impianto, che ora sceglie di allinearsi, mentre bastava una semplice astensione, se era roso dai dubbi. Poi per fortuna abbiamo letto la smentita del partito, la netta presa di distanza, che ci ha fatto sussultare piacevolmente. Rifondazione Comunista è contro l'ecomostro, e farà di tutto per fermarlo, ci contiamo.
Il centrosinistra si solleva un pochino con una voce discordante, quella di Simone Rossi, candidato alle primarie, che si è dichiarato assolutamente favorevole al referendum. Se sarà lui sindaco, la musica davvero cambierebbe.
Ci hanno stupito Paolo Buzzi e Gianfranco Zannoni. Queste decisioni dei singoli vanno contro le decisioni del sindaco e della maggioranza in Comune. A meno che non ci siano cose che non conosciamo, retroscena che non vorremmo nemmeno ipotizzare. Dov'è la verità?
Il sindaco Pietro Vignali che si era messo di traverso al cantiere suscitando l’ira di Provincia ed Iren come commenta l’opposta posizione dei suoi uomini in conferenza capigruppo? Ci piacerebbe avere una spiegazione.
E infine strano che Iren improvvisamente chieda decreto ingiuntivo al Comune di Parma proprio oggi, quando a Torino hanno 300 milioni di euro di debito e nessuno si è mai fatto avanti.
Non sarà per caso una scelta legata direttamente al cantiere silente?
Dov'è il Piano Economico Finanziario che manca da 480 giorni? Mai consegnato.
Il referendum abrogativo poteva dire tante cose, dare un segnale alla città, riavvicinare piani ora lontanissimi, sponde che non si toccano più.
Ma per noi, la questione Referendum non è per niente chiusa.
Percorreremo tutte le strade per consentire ai cittadini di Parma di esprimere la loro opinione su un tema che coinvolge la loro salute e l’ambiente del nostro futuro.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 settembre 2011

+84 giorni dallo stop del cantiere dell'inceneritore di Parma
+480 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

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