martedì 14 febbraio 2012

Un Requiem per i forni

Presentato a Parma il progetto di legge regionale anti inceneritori
A promuoverlo Ecoistituto di Faenza, WWF, Legambiente, GCR

Nella sede parmigiana di WWF, in piazzale Rondani, è stata presentata venerdì scorso la proposta di legge regionale che riforma la normativa di gestione dei rifiuti oggi vigente in Emilia Romagna.
Ad illustrarla è intervenuto Natale Belosi, dell'Ecoistituto di Faenza, l'esperto che ha materialmente redatto il testo di legge e lo sta promuovendo sul territorio regionale.



La nuova proposta rappresenta una vera e propria svolta epocale nell'approccio al mondo dei rifiuti e nelle modalità della loro gestione.
Una svolta che guarda all'Europa e interpreta correttamente la direttiva comunitaria 98/2008, che ha indirizzato i Paesi membri ad impostare una corretta gerarchia nel trattamento dei nostri scarti, mettendo al primo posto la riduzione degli stessi ed all'ultimo il loro smaltimento.
Una svolta perché finalmente si sposta l'attenzione sulla riduzione complessiva della produzione, puntando ad incentivare il riuso e il riciclo e penalizzando qualunque forma di smaltimento.
La proposta di legge è già stata approvata da diversi consigli comunali della regione e da pochi giorni anche il comune di Colorno si è inserito tra le amministrazioni locali che, senza distinzione di posizione politica, stanno sostenendo l'iter propositivo.
I tempi degli inceneritori, e di ogni sistema di smaltimento, sembrano davvero segnati.
Al 2020 le previsioni calcolate con le buone pratiche introdotte dalla nuova normativa dicono che servirà una capacità di incenerimento complessiva per 172 mila tonnellate in tutta la regione, mentre oggi siamo a 900 mila tonnellate.
Che senso ha allora costruire un nuovo inceneritore a Parma, quando tra pochi anni ne basterà solo uno a livello regionale?
La nuova proposta si pone obiettivi importanti ma raggiungibili: ridurre al 2020 la produzione di rifiuti in regione del 30%, portare il riuso dei beni al 10%, arrivare almeno al riciclo del 50% degli scarti ed al 70% di recupero di materia.
Come giungere a questi importanti numeri?
Estendendo il tributo allo smaltimento e al ristoro ambientale anche agli inceneritori e alle discariche, premiando i comuni che producono pochi rifiuti, specie quelli destinati allo smaltimento, applicando la tariffa puntuale a tutte le utenze, incentivando i progetti di riduzione, di riuso, di raccolta porta a porta, incentivando gli impianti per il riuso e per il riciclo, dando la possibilità ai comuni di poter gestire in proprio i rifiuti del territorio.
Su Internet il sito che spiega la proposta: http://riduzionerifiuti.net/
L'invito è a tutti i comuni della nostra provincia affinché deliberino nei loro consessi la proposta: l'obiettivo è quello di raggiungere entro aprile il milione di abitanti equivalenti che sostengano la nuova legge. Un risultato possibile.
I comuni che hanno deliberato sino ad oggi: Bertinoro (FC), Castello d’Argile (BO), Colorno (PR), Forlì, Forlimpopoli (FC), Galeata (FC), Medicina (BO), Monte S. Pietro (BO), Monteveglio (BO), Pieve di Cento (BO), Sassomarconi (BO), Savignano sul Panaro (MO), Vignola (MO).

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 14 febbraio 2012

Sono passati 624 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Mancherebbero 82 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

mercoledì 8 febbraio 2012

E adesso? L'Italia che c'è

Le speranze di una futura mamma di fronte all'incubo del forno

In questi giorni di sentenze lasciapassare, di candidati pro inceneritore che si salvano per il rotto della cuffia, una preoccupata futura mamma di Parma ci scrive: “E adesso? Cosa aspetta i nostri figli, quale sarà il futuro della città?”.
Un'angoscia che ci coinvolge tutti, di fronte ad una ipotesi come un forno inceneritore che per 30 anni dovrebbe dirigere l'orchestra dei rifiuti, con note che già conosciamo.
Stonate in tutta Italia.
Ci siamo chiesti allora cosa fare, quale risposta dare, quale speranza infondere.
Ci siamo detti che la migliore risposta sia ancora quella del non sentirci soli, del chiamare tutti a raccolta per fare capire anche a noi stessi che l'Italia c'è, e sta dalla parte dell'ambiente.
Ecco allora che a Parma il prossimo 14 aprile si svolgerà la Seconda Manifestazione Nazionale contro gli Inceneritori, o meglio contro l'incenerimento, e contro tutte quelle attività che mettono davanti il business a valori innegabili come la salute, il benessere, la difesa dell'ambiente.



Inceneritori di rifiuti, centrali a biomassa, industrie inquinanti, cave ofiolitiche, l'Italia pullula di progetti e attività in atto che degradano l'ambiente e stanno causando un grave danno al territorio e ai suoi abitanti, quelli di oggi e quelli di domani.
Un danno spesso sottovalutato e nascosto, coperto dalle lobby che intendono continuare a fare lucro sulla pelle dei cittadini, fingendo di non essere mai loro i responsabili dei disastri.
L'Italia che c'è è quella dei movimenti per la difesa dei territori, delle associazioni contro gli inceneritori che sostengono alternative percorribili già oggi, dei gruppi di cittadini che insieme scoprono i tanti lati oscuri di questi progetti insensati, che nascondono puri interessi di business sotto termini ingannevoli e spesso studiati ad hoc per confondere i cittadini.
Noi vogliamo riciclare l'Italia, perché siamo stanchi di subire continuamente, siamo stanchi di doverci sostituire agli enti locali che non vigilano e non si schierano a fianco delle comunità locali, amministrazioni spesso sensibili solo ai grandi poteri finanziari.
Siamo stanchi di veder maneggiare le parole e stravolgerne il significato, esempio lampante il termine “biomassa”, che con il suono positivo delle prime tre lettere sta mettendo a ferro e fuoco intere vallate, presentandosi come soluzione ecologica e neutrale.
A Parma chiameremo l'Italia fiera e mai vinta, quella che non si ferma nonostante spesso si fronteggino forze immensamente differenti, tanti piccoli Davide contro tanti enormi Golia.
Il 14 aprile ci sarà la testimonianza di Patrizia Gentilini, l'oncologa di Forlì che ha avuto il merito con tanti altri di non arrendersi e di mettere davanti a tutto il bene più prezioso che abbiamo, la salute, da difendere senza sconti.
E ci sarà, come nel 2010, la gente d'Italia, che nel pomeriggio sfilerà sotto le case di Parma per portare il loro vessillo e la loro testimonianza, partendo dall'Ex Eridania per dirigersi verso il centro città.
La forza del gruppo, del sentirsi uniti con un unico semplice difficile scopo: la difesa dei nostri diritti fondamentali, troppo spesso calpestati.
L'Italia bella, l'Italia vera, un mondo di coraggiosi e testardi cittadini, che sentititi traditi hanno cominciato a fare da soli, rendendosi conto di quanto sia facile fare meglio rispetto all'oggi, quanto poco basterebbe per risollevare una nazione intera, se qualche semplice regola fosse rispettata da tutti.
L'Italia da ascoltare, da rispettare, l'unica patria che riconosciamo come tale, perché di lei ci possiamo fidare. E' fatta di cittadini attenti e rispettosi degli altri, di persone attive e mai prone, di uomini e donne che hanno riscoperto la responsabilità, l'opportunità, il piacere di ritrovarsi insieme dallo stesso lato di una barricata.
L'Italia che c'è sarà a Parma, il prossimo 14 aprile.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 8 febbraio 2012

Sono passati
618 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
88 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

martedì 7 febbraio 2012

Riciclo, una miniera d'oro in tempo di crisi

di Claudio Riccardi
fonte: http://www.tuttogreen.it/materie-prime-i-rifiuti-riciclati-sono-la-migliore-alternativa-a-chi-ne-ha-poche-come-litalia/

La difficile congiuntura economica che sta vivendo l’Italia si fà inevitabilmente sentire anche nel riciclo. Di fronte a consumi e produzione in ribasso, cala anche il riciclo dei rifiuti e la domanda di materie prime ricavate dai rifiuti. Lo rileva il rapporto ‘L’Italia del riciclo 2011’, realizzato da Fise Unire (l’associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Una tendenza, questa, che interrompe il trend positivo degli ultimi anni: nel 2010, infatti, il riciclo nel nostro Paese aveva registrato un incremento del 40% rispetto al 2009 (che invece si era chiuso con un a diminuzione del 25%), vale a dire un totale di 34 milioni di tonnellate di materiali sottratti alle discariche.



Dati alla mano, nel 2010 assistiamo complessivamente a un aumento, in media pari al 65%, dei tassi di riciclo in tutte le filiere, con l’acciaio che registra un boom del +67,9%. In pratica una lattina su tre è ricavata da altre lattine riciclate.
Gli incrementi più consistenti si registrano nel settore dell’aluminio (+49,7%), del legno (+10,8%) e del vetro (+8%). Un altro dato significativo: da sola l’Italia soddisfa circa il 60% del fabbisogno di materia prima del suo consistente comparto di produzione di mobili in legno riciclato.
Il 2010 ha segnato anche lo sviluppo del sistema di raccolta e gestione dei RAEE (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), giunto a quota 245.000 tonnellate, centrando l’obiettivo europeo dei 4 chilogrammi pro-capite.
Aumentano poi sia la quantità di rifiuti organici trattati (aumentato di 400.000 tonnellate dal 2008 al 2009) che le esportazioni, soprattutto verso i paesi in forte sviluppo economico, Cina su tutti. D’altra parte si stima che la raccolta differenziata dell’umido e del verde abbia raggiunto 3 milioni di tonnellate nel solo 2010. Numeri estremamente interessanti.
Lo studio Fise Unire ha riguardato ben 15 filiere. “Il rapporto sull’Italia del riciclo - ha riferito il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi – ci fa vedere che non c’è solo la crisi dei rifiuti di Napoli ma che esiste in questo Paese una vasta attività di riciclo dei rifiuti che, in non pochi settori, è fra le più avanzate d’Europa. Abbiamo intere Regioni dove le raccolte differenziate sono intorno al 50% e settori come quello degli imballaggi dove si ricicla il 64% dell’immesso al consumo”.
L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di rendere, entro il 2020, il ricico e il riuso dei rifiuti economicamente interessanti, grazie alla diffusione della raccolta differenziata e allo sviluppo di un mercato delle “seconde” materie prime. In Italia rappresenta una valida alternativa alle materie prime, di cui il paese è carente.
Tuttavia, il riciclo cresce soltanto nei settori dove storicamente esiste un mercato, mentre fanno fatica ad affermarsi nei comparti e nelle aree geografiche dove non c’è sufficiente domanda, o dove vi sono condizioni di mercato o di contesto che non favoriscono il recupero.
Un diffuso sotto-dimensionamento che impedisce alle aziende di competere con i propri concorrenti esteri e sul territorio nazionale. Per questo, occorre incentivare le realtà imprenditoriali anche tramite delle forme di aggregazione, le cosiddette forniture verdi.
I dati del rapporto sono incoraggianti per il settore del riutilizzo delle materie ricavate ma indicano che la crisi economica facendo diminuire i consumi e la produzione, trascina verso il basso il riciclo dei rifiuti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 7 febbraio 2012

Sono passati
617 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
89 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

domenica 5 febbraio 2012

Fidenza batte Parma

San Donnino nel futuro, Parma nel mesolitico

Da inizio di quest'anno gli utenti di San Donnino Servizi, la multiutility che governa la gestione dei rifiuti in quel di Fidenza, personalizzano i loro rifiuti indifferenziati con un codice a barre, dando vita al primo passo verso la tariffazione puntuale.
Una svolta ulteriore che dimostra come sia possibile un approccio pragmatico e corretto anche verso la frazione “indifferenziata” dei nostri scarti, l'ultimo anello problematico che ci resta per risolvere definitivamente il problema dei materiali post utilizzo.



I cittadini di Fidenza, ma anche tutte le attività commerciali, applicano dal 1° gennaio un'etichetta univoca che identifica l'utente, etichetta che viene letta dagli operatori ad ogni ritiro dei sacchi del grigio, il materiale considerato ancora non differenziabile.
A fine anno San Donnino Servizi porterà i risultati del nuovo indirizzo all'attenzione dell'amministrazione, per poter procedere speditamente verso la tariffazione puntuale, che significa in due parole “paghi solo per i rifiuti che produci”.
Un bel passo avanti che va nella direzione di premiare i cittadini corretti e penalizzare coloro che con comportamenti errati causano danno all'ambiente ed alla comunità, incrementando costi e disagi.
Non solo i sacchi saranno identificati, ma anche i bidoni carrellati, utilizzati da alcune utenze, in modo da arrivare a conoscere da vicino chi e che cosa produce Fidenza sul fronte dei rifiuti indifferenziati, dati utili anche per potere introdurre ulteriori misure di riduzione sulla produzione complessiva.
Come segugi gli operatoti di San Donnino saranno in grado di annusare l'indifferenziato e di conoscerne subito l'autore. Una presa di responsabilità che viene identificata come il sistema della tracciabilità: conoscere tutta la filiera per poter poi dare risposte concrete e risolutive.
Certo mancano ancora alcuni passaggi, anche a Fidenza.
Ad esempio la raccolta della plastica non include ancora il cellophane e le plastiche dure, ma solo i contenitori per liquidi. Un inutile incremento dell'indifferenziato (anche se le regole prevedono per questo tipo di plastiche il conferimento nella stazione ecologica).
Conosciamo ormai da tempo i progetti attivi in Italia per il riciclaggio anche delle plastiche dure e di qualunque genere di plastica (plasmix) che non sono dentro il circuito Conai, un'industria del settore che sta nascendo, come la Revet, producendo occupazione ed utili, ed evitando sprechi e costi per le amministrazioni, oltre che evitare l'immissione in atmosfera di ulteriori dosi di inquinamento.
Fidenza è un passo dentro il futuro. E Parma?
Dobbiamo guardare indietro, alle nostre spalle, molto indietro, per individuare la posizione del capoluogo.
Parma 2012 è una città dove in centro non esiste la raccolta differenziata dell'organico. Sembra una barzelletta, ma è così. Anche a Roma differenziano in centro, ma da noi non si può.
Parma 2012 è una città dove convivono 3 sistemi di raccolta rifiuti che creano confusione, disaffezione, obiettivi incerti, proteste, disparità di trattamento.
Parma 2012 è una città che dissemina per le strade cassonetti indifferenziati dove chiunque può gettare qualunque cosa, in barba a tutte le minime regole per una corretta gestione.
Parma 2012 pare assomigliare ad una eterna finzione, dove si affermano cose e se ne fanno altre.
Parma 2012 potrebbe cambiare, certo, e in poche settimane, il suo modo di gestire i rifiuti.
Attendiamo fiduciosi.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 5 febbraio 2012

Sono passati
615 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
90 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

sabato 4 febbraio 2012

Combattere il cancro o fingere di farlo?

di Patrizia Gentilini – Isde Forlì-Cesena

Il 4 febbraio è una giornata speciale.
A livello internazionale, si celebra la “Giornata mondiale contro il cancro”.
Una buona occasione quindi per riflettere su una patologia che, secondo dati ufficiali, nel 2011 è stata diagnosticata in 360.000 italiani, ne affligge 2.243.953 ed ha causato 176.000 decessi (http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/aggiornamenti.asp ).
Alla diagnosi e alle terapie del cancro vengono destinate anche nel nostro paese ingenti risorse: è stato calcolato che nel 2009 il costo per la sola chemioterapia sia ammontato mediamente per ogni centro italiano a 2,2 milioni di euro, in aumento del 90% rispetto al 2004.
(http://salute24.ilsole24ore.com/articles/6738-oncologia-in-italia-bene-lassistenza-ma-raddoppia-la-spesa).



Anche per quest'anno, il 2012, si punta l'attenzione sui fattori di rischio individuali e sul potenziamento di nuove terapie, studiando ad esempio il microbioma, ovvero i miliardi di batteri che il nostro corpo ospita fin dalla nascita, nell'ipotesi che possa essere correlato allo sviluppo del cancro, specie del colon retto:
http://www.edott.it/Specialisti/SanitaQuotidiana/01-02-2012/Sabato-e-la-Giornata-mondiale-contro-il-cancro.aspx .
Ma siamo davvero convinti che tutto ciò sia utile? Stiamo davvero vincendo questa guerra o siamo ancora lontani dal traguardo?
Credo sia utile ricordare una lettera del 2005 - ma più che mai attuale - “Come vincere la guerra contro il cancro”.
Questa lettera è stata scritta da Samuel S. Epstein , Professore Emerito di Medicina Ambientale e del Lavoro presso l'Università dell'Illinois di Scuola di Sanità Pubblica e Presidente della Cancer Prevention Coalition ( http://www.world-wire.com/news/0510050001.html ): in essa, facendo un paragone fra la guerra contro il cancro e la guerra in Iraq, l' Autore constata che entrambe sono condotte “in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole”.
Di fatto i “generali che conducono la guerra al cancro richiedono miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente, esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari….. Ma dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche.
C'è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo, posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi, articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in farmaci di uso comune.
Trascurando la prevenzione – il principio basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice fatto – più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a non essere presente nei piani di battaglia dei generali”.
Epstein termina con queste parole che devono assolutamente farci riflettere: ”Quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili”.
La necessità di una inversione di rotta nella guerra conto il cancro è ormai indicata con chiarezza anche nelle più prestigiose scientifiche quali Nature che, con una immagine del maggio 2009 più efficace di tante parole, ci dice che è giunto il momento di scalzare dalle radici la mostruosa pianta del cancro e non limitarci a potare qualche ramo in qua ed in là.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 4 febbraio 2012

Sono passati
614 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
92 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

giovedì 2 febbraio 2012

San Francisco e le ceneri di Parma

Nei giorni scorsi, durante le ultime ore delle primarie, ci è capitato di sentirci rinfacciare il nostro guardare a ovest, in quel di San Francisco, come modello di corretta gestione dei rifiuti.
Perché a San Francisco, insisteva il nostro interlocutore, hanno le discariche nel deserto e non hanno problemi di smaltimento, mentre noi non abbiamo un palmo di terra disponibile.



Quindi San Francisco non sarebbe da tenere in considerazione, e quindi, tornando a bomba, non ci sarebbero soluzioni alternative al forno.
Proviamo quindi a ritornare sull'argomento per puntualizzare ancora una volta come stanno le cose, nel tentativo di fare chiarezza.
San Francisco è una città di 850 mila abitanti, con un bacino di milioni di abitanti se consideriamo l'area limitrofa della baia.
Una città complessa, con strade strette, salite e discese, sviluppo verticale, e differenti gruppi linguistici da informare ed educare.
San Francisco ha abbandonato 30 anni fa il progetto di un inceneritore per smaltire i rifiuti con la più grande pratica di gestione corretta esistente al mondo.
La metropoli è oggi al 78% di raccolta differenziata, entro il 2020 intende arrivare al 100%, smettendo di inviare residuo alla discarica.
Oggi ancora utilizza lo smaltimento per la quota residua del 22%.
Così i detrattori dei sistemi alternativi all'incenerimento fanno notare che senza discarica San Francisco non ce la farebbe, e così Parma.
Invece con il forno tutto si risolverebbe.
Falso.
Perché tutti non sanno che anche l'inceneritore ha bisogno di una discarica di servizio.
Per farci cosa?
Naturalmente per smaltire le scorie che provengono dall'incenerimento, che non sono poche.
Ad esempio a Parma ogni anno bisognerà trovare una buca dove interrare 40 mila tonnellate di ceneri residue. Un bel mucchietto che in dieci anni diverrà 400 mila tonnellate, ed in 30 anni, il periodo che si considera come vita media dell'impianto, 1 milione e 200 mila tonnellate.
Per chi sostiene che l'inceneritore chiuda il ciclo dei rifiuti è un risultato un po' imbarazzante.
Il piano alternativo di corretta gestione dei rifiuti senza incenerimento, proposto nel giugno del 2010 dalla nostra associazione, firmato da ingegneri e chimici dell'albo di Parma, sostenuti dagli ordini, aveva come dato annuo di residuo 25 mila tonnellate.
Una bella differenza.
Ma non è finita qui.
Dobbiamo vedere con che materiali abbiamo a che fare.
Non è infatti la discarica in sé il problema ma cosa ci si mette a creare l'eventuale danno.
Una pentola vuota non è un pranzo, e la stessa pentola può portare la stella Michelin o decretare il fallimento di un ristorante, dipende da quali ingredienti cuociono al suo interno.
Nelle ceneri di risulta dell'inceneritore sono presenti molti materiali: diossine, metalli pesanti, furani.
Diversi studi internazionali hanno messo in evidenza che queste ceneri sono pericolose proprio per il loro alto contenuto di molecole tossiche, che rischiano di contaminare le falde.
A Parma non si sa dove andranno a finire, le ceneri. Nel progetto non vi è cenno alcuno.
Si sussurra che saranno i cementifici ad accoglierle e noi ci chiediamo come mai, se trattasi di una pratica così semplice, al Cornocchio giacciano oltre 100 mila tonnellate di ceneri dal 2001.
E veniamo al residuo di una corretta gestione di rifiuti a freddo, senza incenerimento.
Abbiamo una sostanza finale stabilizzata, che non emette percolato, che non emette gas ne ceneri ne composti pericolosi in ambiente. Il residuo così prodotto può essere compresso e deposto anche in un piazzale, non puzza e non si deteriora.
Certo che l'obiettivo è cancellare anche questo scarto.
Si tratta infatti di una materia che è frutto di errori di progettazione delle merci e dei materiali in circolazione. Le aziende devono essere accompagnate in una prospettiva breve dove sarà vietato per legge produrre materiali non riciclabili, ed in modo facile, al 100%.
E' per questa serie di motivazioni che san Francisco ha rifiutato tanti anni fa la costruzione di un nuovo inceneritore, che sposterebbe la discarica nei cieli, facendola letteralmente ingoiare attraverso l'aria che respiriamo e i cibi che consumiamo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 2 febbraio 2012

Sono passati
612 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
94 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

mercoledì 1 febbraio 2012

Secondarie

E arrivò il giorno del voto per chiarire chi dei candidati del centro sinistra era il prescelto.
Peccato che la città non se ne sia accorta, e che la domenica sia trascorsa via senza ingorghi.
Un voto secondario insomma.
Che ha stupito gli addetti ai lavori e che dovrebbe far sussultare gli strateghi, in vista delle elezioni di maggio.



In queste ore abbiamo letto divertiti alcuni commenti che ci ritraggono affranti dai risultati poco incisivi per chi aveva proposto un no secco al forno.
Ne siamo anche noi dispiaciuti, ma leggendo tra i numeri, come gli italiani sanno fare meglio di tutti gli altri, possiamo anche considerare la somma dei 3 candidati che avevano espresso perplessità al forno come una maggioranza.
Senz'altro non ha sfondato Rossi, ma senza partiti e apparati, e solo con un gruppo di sostenitori, il risultato non può che far lui piacere.
Da parte nostra non potevamo partecipare attivamente alle primarie, come non parteciperemo alle prossime amministrative. Lo starne fuori era doveroso ancora di più in una consultazione parziale come quella di domenica.
Abbiamo giudicato i programmi dando i voti e indicando quello che più ci piaceva.
Poi ognuno è rimasto libero di decidere.
Il dato che colpisce è la grande freddezza dei parmigiani verso il voto, dei giovani in particolare. Poco coinvolgimento, stanchi apparati e nomine dall'alto.
E' un segnale forte dal basso, che afferma la repulsa ai vecchi schemi della politica, che non si fa coinvolgere da meccanismi che suonano falsi già ai blocchi di partenza.
La frammentazione della città raggiunge in queste ore un picco mai raggiunto.
Mai come nel 2012 si presenteranno tutti disuniti al via, in un fiorire di liste, gruppi, movimenti.
C'è ancora tanto bisogno di riflettere, incontrarsi, ragionare, discutere sul futuro.
I giovani sono la speranza di Parma.
E' da quella parte che batte il cuore della città avvilito ma speranzoso in un nuovo rilancio.
Il tema ambientale che ci sta più a cuore, sempre lasciato in seconda fila, allontanato dalle censure, reciterà ancora la sua parte.
I cittadini che diventano consapevoli dei rischi che porta con sé un inceneritore non tornano indietro sulle loro convinzioni, sono votanti contro il forno per sempre, un dato di cui ancora nessuno si rende ben conto e valuta.
La nostra associazione continua a tessere la sua trama, anche se l'ordito è interminabile.
Ma battersi per la salute, per il futuro, per l'ambiente, per valori tutti positivi e di sguardo aperto verso il domani, ci porta ad essere ottimisti e compatti.
Il nostro obiettivo, chiudere l'inceneritore, non farlo partire, far prendere coscienza tutta la città di questo grave errore, è sempre nei nostri pensieri.
Il 2012 è appena cominciato.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 1 febbraio 2012

Sono passati
611 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
95 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

martedì 31 gennaio 2012

Costi quel che costi

Appello al commissario Ciclosi: vogliamo la verità

Gentile Commissario Mario Ciclosi,

da oltre un lustro la nostra associazione è in prima linea per proporre modelli di gestione dei rifiuti alternativi all’incenerimento, da applicare anche alla nostra provincia.
Da maggio 2010 chiede alle amministrazioni locali ed a Iren il piano economico finanziario del costruendo inceneritore di Ugozzolo.
Si tratta di un documento fondamentale per capire quali saranno i costi reali dell'inceneritore e come Iren intende rientrare dal debito e ovviamente serve a capire quali saranno le tariffe applicate ai cittadini su rifiuti e teleriscaldamento.



Nei mesi passati la stessa richiesta è giunta anche dall’ex sindaco Vignali, dagli avvocati Allegri e De Angelis, dal direttore della testata Parmadaily, Andrea Marsiletti.
Invano hanno bussato alla porta di Iren per conoscere informazioni che dovrebbero essere di pubblico dominio, essendo questa un'opera che riguarda l'interesse pubblico.
La piena trasparenza sul progetto del Paip è stata addirittura deliberata in premessa all'accordo tra Comune di Parma e Iren, nel marzo del 2006.
La delibera 45 del consiglio comunale recita: “Enìa Spa si obbliga a riconoscere ai cittadini, alle associazioni ambientaliste e a ogni altro soggetto il diritto di accesso secondo le norme della Legge n. 241 del 7/8/1990 relativamente a tutti gli atti riguardanti il termovalorizzatore”.
E’ evidente che la reticenza nel fornire i dati non può che impensierire quanti sostengono
che le tariffe non diminuiranno, come invece più volte affermato da Iren e dagli amministratori di comune e provincia, e che i costi dell'inceneritore siano fuori controllo.
L’amministratore delegato Andrea Viero ha indicato a suo tempo in 193 milioni di euro il prezzao da pagare per arrivare al varo del forno.
La Commissione Europea, aprendo la procedura di infrazione (4003/2001) riporta addirittura la cifra di 315 milioni di euro.
Oggi, da notizie di stampa, abbiamo saputo che l’inceneritore di Case Passerini (Firenze), con dimensioni e caratteristiche simili a quello di Parma, verrà a costare 134 milioni di euro.
La notizia, rintracciabile sul sito delle pubbliche amministrazioni della Toscana centrale (http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=108960) parla di un “impianto il cui importo di aggiudicazione di 134.480.250,00 €, che si comporrà di 2 linee, avrà una capacità di trattamento di 136.760 tonnellate annue (circa 400 tonnellate al giorno), utilizzando le migliori tecniche disponibili (le cosiddette B.A.T. – Best Available Techniques), con l’obiettivo di ottenere le migliori performance sia dal punto di vista ambientale...”.
In virtù della trasparenza a cui lei spesso si richiama, chiediamo il suo aiuto per ottenere il tanto agognato Piano Economico Finanziario dell’inceneritore di Ugozzolo, ricordandole che in seno al consiglio di amministrazione di Iren, in qualità di vice-presidente e rappresentante nominato dal comune di Parma, siede Luigi Giuseppe Villani.
Crediamo dunque non sia difficile conoscere queste informazioni e renderle pubbliche come è dovuto a tutta la cittadinanza.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 31 gennaio 2012

Sono passati
610 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
96 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

domenica 29 gennaio 2012

Una pece chiamata aria

A viverci dentro, giorno dopo giorno, anno dopo anno, quasi non ti rendi più conto di che cosa ci sia sopra, oltre quella coltre grigia che ammanta l'orizzonte tanti (troppi) mesi all'anno.
Ma non appena sali le prime erte e si apre il cielo, il sole ti abbaglia, la tentazione è di guardare indietro, perché lo stacco è troppo improvviso e netto, per essere naturale.



Così la verità si fa strada attraverso uno specchietto retrovisore, ti accorgi che convivono due mondi, lassù il giorno, laggiù la notte.
Due universi paralleli divisi dall'altitudine.
Uno cristallo, l'altro pece, che ogni giorno inaliamo.
La coltre nera è una coperta lurida, compatta ed immobile, un'enorme panna montata cucinata con la fuliggine, proprio come il fondo di un catino pieno di magma torbido, che lasciato decantare concentra sul fondo i suoi densi liquami.
Un'ovatta che annebbia anche i cuori, e i cervelli. Li raggela e li immobilizza.



Davanti a un tale spettacolo solo insane menti possono rimanere assopite e immobili, senza cenni di reazione.
Così non c'è livello di inquinamento che faccia scattare allarmi e misure drastiche per soccorrere se stessi.
Nessun blocco, fermo, rimedio, misura.
Si finge l'azione, si confida sul clima, si attende non si sa cosa, che mai arriva.
Le immagini sono lì a testimoniare, una linea netta all'orizzonte.
La linea della salute e della malattia.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 29 gennaio 2012

Sono passati
608 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
98 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Tutino, inceneritore costa 4 volte un Tmb

L'assessore provinciale all'ambiente di Reggio Emilia, Mirko Tutino, se paragonato al nostro Giancarlo Castellani, sembra essere sceso dalla Luna.
Perché a Reggio parlano schietto e non si piegano con referenza ai poteri, anzi.
Così ripondendo ai mal di pancia degli industriali l'assessore non manca di puntualizzare alcuni concetti, che riagurdano anche Parma, molto da vicino.



Scrive Tutino: “In relazione al documento degli Industriali, faccio innanzitutto presente che il termovalorizzatore non avrebbe certamente ridotto le tariffe, come dimostra la situazione della vicina Parma dove si prevede una tariffa di smaltimento superiore a quella che avrà Reggio Emilia con il Trattamento meccanico biologico (Tmb). Un termovalorizzatore moderno, infatti, costa quattro volte un impianto di Tmb avanzato”.
Il comunicato stampa prosegue su questa linea di pensiero: “Vale inoltre la pena sottolineare come un piano che si pone l’obiettivo del 67% di raccolta differenziata e individua le migliori tecnologie disponibili per il recupero ed il riciclaggio della materia, anziché puntare sulla sua combustione, sarà certamente in grado di garantire sicurezza non solo al ciclo rifiuti del nostro territorio, ma anche alle imprese. Per anni si è chiesto alle istituzioni di decidere ed ora le scelte daranno il via agli investimenti”.
Ed ecco l'affondo: “Per quanto riguarda invece il Piano provinciale gestione rifiuti (Ppgr) del 2004, non solo non è scaduto in quanto la sua validità è stata prorogata con una legge dello Stato, ma quel Piano prevedeva la possibilità di valutare anche ogni soluzione alternativa al termovalorizzatore. Ed è del tutto evidente come – con una raccolta differenziata che al termine del 2011 ha superato il 60% e con l’avvio di un nuovo Piano regionale per la gestione rifiuti che supera le barriere provinciali – lo scenario sia cambiato.
In tutto il mondo i rifiuti non sono più visti come un materiale da eliminare, ma come un’opportunità, e questo perché non viviamo in un pianeta dotato di risorse infinite. Credo che su questo terreno, e sulle tecnologie di recupero della materia, sia corretto che anche le imprese del nostro territorio dicano la loro, spiegando alle istituzioni come intendono intervenire concretamente per lo sviluppo di un’economia verde, a partire dal recupero dei rifiuti”.
Per non spaventare i nostri democratici, l'assessore Tutino appartiene al loro stesso partito, è un giovane democratico di 28 anni, ha frequentato l'università a Parma. Come detto, non appartiene ad una specie marziana proveniente dal quarto pianeta del Sistema Solare. Non ci risulta che a seguito di queste affermazioni per noi parmigiani un po' “forti” sia intervenuta l'Assistenza Pubblica con la camicia di forza.
Parma è nel Medioevo, Reggio nello spazio.
Amen.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 29 gennaio 2012

Sono passati
608 giorni
dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
98 giorni
all'accensione del forno, se ancora lo si farà