mercoledì 28 settembre 2011

Ma che cos'è la plastica?

La plastica è il derivato della distillazione del petrolio. Almeno è questo che mi hanno insegnato all'università. Ma dopo un paio di anni di auto-informazione e di attivismo sono riuscito a decodificare quanto non mi tornava in quel “derivato della distillazione del petrolio”.
Perché estraiamo il petrolio? A cosa ci serve? Se ci serve per produrre la benzina e tutti i carburanti che servono per fare muovere i nostri mezzi di locomozione (come pare essere) allora la plastica non è un derivato, ma è un rifiuto della distillazione del petrolio.
Se ragionassimo così le cose apparirebbero diverse.



Infatti se il petrolio viene distillato per i carburanti da 100 di petrolio solo il 20 % è carburante il restante 80 % è quel famoso "derivato" di cui sopra. Ma con proporzioni così a me sembra che in effetti il derivato è il carburante e non certo tutto l'80 % di cui non si sa cosa farne!
E così che i cari petrolieri si sono ingegnati a dovere ed hanno creato tanti derivati che, se da loro buttati sarebbero rifiuto speciale con costi di smaltimento altissimi.
E invece per cercare di non avere questi costi ci vendono il rifiuto e poi sarà compito nostro smaltirlo. Bello no?
Dietro la plastica c'è tutto questo.
Dietro la Plastica c'è il maledetto “usa e getta”.
Essendo un rifiuto della distillazione del petrolio, non viene prodotto in base alle reali esigenze.
Ma viene prodotto a prescindere. E quindi deve essere consumato a prescindere. Ecco l'usa e getta. Loro ci vendono i bicchieri di plastica ad un prezzo non reale. Il prezzo è troppo basso. Non comprende ad esempio i costi dell'inquinamento che c'è già stato per produrlo.
Ma se il prezzo fosse più alto, noi non acquisteremmo bicchieri e piatti “usa e getta” e quindi quel derivato/rifiuto rimarrebbe sul groppone a loro. Ecco perché l'usa e getta. Bisogna consumare e gettare consumare e gettare se no il sistema si ingolfa.
Bisogna ridurre il consumo di plastica non solo per una questione ambientale, ma anche e soprattutto come gesto di ribellione a questo sistema folle.
La distillazione del petrolio funziona più o meno così.
Intanto si estrae il petrolio da una parte del mondo e tramite navi si porta nelle centrali petrolifere (in Italia ce ne sono ovunque perché abbiamo rinunciato al nucleare - per fortuna - ma siamo stati costretti a sviluppare un piano energetico basato completamente sul petrolio - il male minore - ma sempre male è).
Queste centrali hanno bisogno di tantissima energia per riscaldare il petrolio e quindi per distillarlo. Il petrolio è costituito da un'infinità di molecole di varie dimensioni dalle più grandi alle più piccole. E quindi ciascuna famiglia di molecole avrà un peso più o meno proporzionale alle loro dimensioni. Riscaldando non si fa altro che creare un gradiente di temperatura e, le molecole più leggere andranno più in alto e le molecole più pesanti via via più in basso fino alla parte pesante (il catrame) che è il residuo vero e proprio della distillazione, spesso intriso di tantissime sostanze inquinanti come i metalli pesanti idrocarburi policiclici aromatici, che portano alla formazione di diossine. La famiglia di molecole che serve per i carburanti viene stabilita in base alle carattestiche fisiche (temperatura di ebollizione, numero di ottani etc...) e quindi non è sempre la stessa. La benzina che noi mettiamo nelle nostre macchina non è sempre la stessa!!! ma è sempre diversa. L'importante è che abbia quelle caratteristiche fisiche.
Il resto, cioè tutto quello che è più leggero e tutto quello che è più pesante del carburante viene scartato. E da questo scarto ecco nascere le plastiche (polivinilcloruro il PVC, polistirolo, Polietilene il PE o PET, etc...) gli oli del motore, i fitofarmaci, i concimi, il nylon, gli imballaggi spesso più pesanti della cosa che dovrebbero proteggere, le magliette che indossiamo e via a continuare all'infinito.
Il catrame poi viene usato nelle centrali termoelettriche per generare l’energia per continuare questo sistema innaturale.
Il petrolio e la plastica sono ovunque. E così facendo stanno distruggendo i territori, le economie locali, la Terra.
Questo sistema esiste solo da un secolo. Non è mai esistito nella storia dell'uomo, che per fortuna è molto ma molto più lunga di un secolo. E' un passaggio che lascerà il segno non c'è dubbio.
Noi abbiamo un ruolo molto importante dobbiamo informare la gente su queste cose. E dobbiamo cercare di parlare la loro stessa lingua. Dobbiamo cercare di scrollarci questo finto benessere e dobbiamo cercare di immaginare un mondo nuovo. Siamo nel nuovo millennio oppure no?

Danilo Pulvirenti
Rete Siciliana Rifiuti Zero

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 28 settembre 2011

+89 giorni dallo stop del cantiere dell'inceneritore di Parma
+485 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta,...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

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