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martedì 7 gennaio 2014

L'inceneritore è in ferie

Da Natale il camino è fermo, così almeno dice Iren

Se andate al link di Iren http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=205 avrete la bella sorpresa di scoprire che anche l'inceneritore va in vacanza, e dal giorno di Natale è spento.
Spento, nonostante il pennacchio che tutti quanti osserviamo fuoriuscire dalla ciminiera di Ugozzolo.


Il sito infatti ci racconta una storia di assenza e non di presenza.
Ad esempio per tutto il mese di dicembre solo una linea è rimasta in funzione (tranne che dal 9 al 13).
Un camino affezionato alla tradizioni, per Santa Lucia spegne una linea, per Natale festeggia insieme a noi e tira diritto sino all'Epifania.
La fase vacante, iniziata il 26 dicembre permane tutt'ora.
Ovviamente la domanda sorge, come si usa dire, spontanea.
Dove ha messo i rifiuti Iren mentre il camino era freddo?
I dati riportati nella pagina web corrispondono alla realtà?
La grande emergenza ambientale che poteva trasformare Parma in una piccola Napoli (con le dovute scuse agli amici partenopei) se non si fosse acceso il camino in fretta a furia, dove mai è andata a finire?
Infine quale mai sarà il destino di un impianto che durante l'esercizio provvisorio è acceso un giorno sì e uno no, dove dal 25 dicembre al 6 gennaio i fuochi sono spenti, dove i rifiuti sono sconsolatamente scarsi?
Già oggi l'impianto di Parma è sovradimensionato.
Con la raccolta differenziata porta a porta ampliata a tutta la città i rifiuti non basteranno di certo a garantire le 8000 ore di funzionamento previste dal pianto industriale di Iren.
Cosa succederà allora a Parma.
Arriveranno rifiuti da fuori?
L'Autorizzazione Integrata Ambientale nega questa possibilità e l'assessore Castellani ha sempre sostenuto che questa prescrizione verrà rispettata senza deroghe.
Ci spieghino a quale trucco intendono ricorrere.
E intanto che ci sono ci raccontino un po' come stanno andando le cose con il teleriscaldamento. E' connesso? E a quante famiglie? E quante caldaie sono state spente? Perché noi, sotto la coltre di smog, non ci siamo mica accorti del gran beneficio promesso

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 7 gennaio 2014

L'inceneritore di Parma è stato acceso
132

giorni fa

martedì 31 dicembre 2013

L'anno che fumerà

Che il 14 almeno non peggiori il 13

Un augurio pulito alla città che si appresta ad affrontare il nuovo anno.
Non è stato un 2013 da ricordare.
Ad agosto l'inceneritore ha cominciato a bruciare rifiuti, 125 giorni fa.
A dicembre è esploso l'inquinamento, non solo in città.
Per 26 giorni Parma è rimasta incarcerata nella galera dello smog, costretta a respirare pece, prima nella classifica regionale delle città più inquinate.


A gennaio l'inceneritore dovrebbe entrare nella sua fase di esercizio, dopo 6 mesi di provvisorietà.
Sei mesi difficili, con il camino che funziona al 30%, con una linea sempre fuori esercizio, con l'evidente scarsità di rifiuti da bruciare.
A dicembre abbiamo anche assistito al blocco di due carichi di rifiuti registrati come radioattivi.
Ci sono voluti venti giorni perché l'episodio emergesse agli onori della cronaca.
Il Comune non è stato avvertito, sul sito Arpa Monitorem a tutt'oggi nessuna registrazione di eventi fuori dalla normalità.
La trasparenza e la prontezza certo non abitano a Ugozzolo, dove il camino emette il suo pennacchio irrorando la campagna circostante di polveri sottili classificate cancerogene dallo Iarc di Lione.
Un biglietto da visita pestilenziale per la food valley dei sapori e della qualità.
Non sappiamo che 2014 ci attende.
L'ambiente è l'ultimo dei pensieri, complice la crisi in atto.
Ma l'ambiente potrebbe essere anche un efficace grimaldello per superare l'impasse.
Il bacino padano è un enorme calderone ribollente di smog e di aria impura, una delle aree più inquinate al mondo, la sua nuvola nera visibile perfino dal satellite.
Il castello dell'inquinamento va smontato pezzo per pezzo.
Ridurre il traffico privato, cambiare le caldaie inquinanti, spegnere gli impianti inutili come gli inceneritori, quando la raccolta differenziata risulta più efficace e vantaggiosa.
La crisi ambientale va presa di petto.
Condivisa con tutti gli enti locali, con il governo romano, con le forze produttive che a Parma subiranno un danno da un eventuale peggioramento delle condizioni di salute del territorio, e su questo tema davvero esse sono risultate assenti del tutto, praticamente autolesioniste.
Non vogliamo nemmeno pensare a quando l'inceneritore brucerà a pieno regime.
Nel caso ricordiamo che ogni ora emetterà in atmosfera 144 mila metri cubi di aria sporca, non balsamo per la gola di allodiana memoria.
Il pennacchio che oggi si osserva oltre la Tav diventerà ben più corposo e presente.
Non vogliamo pensare a quello che succederà.
Ma sarebbe il caso di prevenire.
Con una raccolta differenziata all'80% il camino smette di avere una sua funzione.
Lo dovrebbero capire anche i cittadini che abbandonano rifiuti in strada, tutto cibo per l'inceneritore.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 31 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
125

giorni fa

venerdì 13 dicembre 2013

Quindici sfumature di nero

Pm10: Parma e l'Emilia Romagna nella morsa dello smog
Pioggia delle mie brame, quando cadrai sul mio reame?

Il “bel tempo” è una parvenza di sole che squarcia per qualche ora il manto nero dello smog.
Da quindici giorni Parma supera tutti i giorni i limiti di polveri sottili ammessi per legge, 50 microgrammi per metro cubo di aria. Ieri l'asticella si è fermata a quota 71.


Quindici giorni di sforamenti è un record crediamo assoluto di permanenza di condizioni ambientali estreme. Il 2013 vedrà complessivamente diminuire le giornate di sforamento, dopo il record del 2012 con 115 giorni fuori legge.
Ma è anche vero che da 360 ore l'aria della città risulta non adatta alla salute di chi la respira.
Gli ambulatori dei medici di base registrano un crescendo di accessi concentrati su problemi respiratori, mal di gola, tracheiti, affanno respiratorio.
Tutta la regione Emilia Romagna è al collasso ambientale.
A questo punto se i numeri valgono qualcosa sarebbe arrivato il momento di dichiarare lo stato di calamità ambientale e richiedere interventi straordinari.
Il bacino padano dovrebbe farsi carico di un summit urgente dei capoluoghi di provincia per prendere decisioni drastiche che vadano in difesa della salute, primo impegno di ogni primo cittadino responsabile.
Dichiarare una giornata (la domenica?) 24 “smog free” chiudendo al traffico tutte la aree urbane, facendo spegnere tutte le fornaci salvo quelle indispensabili per garantire i servizi essenziali.
Una giornata simbolo in cui non circoli alcun mezzo a motore termico, in cui le fabbriche osservino il digiuno da inquinamento ed emissioni, in cui i cittadini si fermino a riflettere tutti insieme, senza alcun negozio aperto, esercizi pubblici nel numero minimo possibile.
Una giornata di lutto ambientale per far tornare la ragione negli amministratori e negli amministrati.
Perché lo sviluppo ha i suoi adepti che non vogliono sentir ragione.
Qui invece c'è da inventarsi un futuro se lo desideriamo davvero.
Altrimenti il futuro lo passeremo nei reparti degli ospedali.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 13 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
107

giorni fa

lunedì 9 dicembre 2013

Parma, 11 giorni di aria avvelenata

Spegniamo tutto il possibile. E' per il nostro bene.

Dal 28 novembre scorso, 11 giorni fa, l'aria di Parma supera i limiti di legge per le polveri sottili.
Una sfilza di cifre fuori norma che drammaticamente riportano all'attenzione dell'opinione pubblica il tema del progresso e del disastro ambientale a cui supinamente assistiamo.
Sono numeri, ma significano in concreto incremento di malattie.
L'Oms, tramite lo Iarc di Lione, ha decretato come cancerogene le polveri sottili.
La decisione dell'ottobre scorso ha messo fine a tutte le teorie tana libera tutti che insistevano sul separare la qualità dell'aria che respiriamo dal nostro stato di salute.
Oggi non è più possibile.



Queste polveri sono cancerogeni certi, classificate nella lista dei peggiori inquinanti.
Ed a ogni 10 microgrammi di polveri in più corrisponde un incremento del 6% delle malattie correlate.
Parma soffoca.
Le manca il respiro da 11 giorni e il meteo non ci fa ben sperare.
La sequenza 53, 57, 63, 62, 54, 55, 51, 67, 84, 79, 69 mette nero su bianco l'allarme.
Siamo in piena emergenza ambientale e crediamo a questo punto non rimandabili provvedimenti straordinari.
35 sono gli sforamenti concessi per legge in un anno. Parma è ora a 65, leader incontrastata dei veleni emiliano romagnoli, cappa infetta che mina la salute dei cittadini.
Nel 2012 era andata perfino peggio (135 sforamenti, unici in regione a superare il centinaio) ma certo non possiamo rallegrarci per la situazione che perdura da oltre 10 giorni.
Parma regina di smog anche nel 2011 quando perse per 3 posizioni il gradino più alto, conquistato da Fiorano, Modena, con 96 sforamenti.
Spegniamo tutto quello che si può spegnere.
L'appello è rivolto anche e soprattutto ai cittadini.
In questi giorni di avvicinamento al Natale si incrementano gli spostamenti in auto privata per gli acquisti.
Un errore madornale. Vogliamoci bene.
Facciamo appello alla coscienza di tutti, che tutti prendano coscienza dei rischi che si corrono, mettendo in pratica da soli comportamenti virtuosi, come il semplice gesto di prendere un autobus, inforcare una bicicletta, andare a piedi, tenere il riscaldamento al minimo (indossando un maglione in più), tenendo chiuse le finestre salvo il giusto cambio dell'aria, spegnendo i motori ai semafori, evitando di tenerli accesi durante le soste anche se brevi, evitando di “scaldare” i motori (la moderna tecnologia non ne ha necessità).
Guardiamo insieme la nostra città, e collaboriamo tutti per evitare un futuro senza salute.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 9 dicembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
103

giorni fa