giovedì 5 maggio 2011

Il ritardo della tariffazione puntale

Sono anni che a Parma sentiamo parlare di porta a porta, tariffazione puntuale e modelli virtuosi di raccolta differenziata.
Anni in cui l’allora assessore all’Ambiente Pietro Vignali aveva commissionato al Consorzio Priula il progetto per la nostra città. Il Priula applica oggi un modello di gestione rifiuti all’avanguardia, che opera in un bacino di 245.000 abitanti e raggiunge il 72% di raccolta differenziata. Oggi, mica dopodomani.
E' passato molto tempo e purtroppo poco è stato messo in pratica a Parma di quei virtuosi consigli che il Consorzio aveva messo a disposizione della città.



Oggi a Parma raggiungiamo un misero 42% di raccolta differenziata, in centro storico non viene raccolto l’organico, il porta a porta è partito solo nelle frazioni e la qualità stessa della raccolta è scarsa e lo testimonia il fatto che nel 2009 abbiamo perso 600.000 Euro di incentivi CONAI per la cattiva qualità della differenziata.
Ogni giorno i cittadini possono osservare come vengono gestite le cassette di plastica e legno dei mercati, nonostante i progetti del comune mai messi in pratica dal gestore.
Oggi l’annuncio dell’assessore Sassi, che arriva però con grande ritardo rispetto ad altre realtà, che da anni hanno intrapreso una strada virtuosa che permette di considerare un impianto di incenerimento inutile e costoso.

Siamo indietro, e Parma non si dimostra certo all'avanguardia.
Solo a titolo di esempio pensate a cosa hanno fatto a Novara, città di 110.000 abitanti, dove hanno raggiunto il ragguardevole traguardo del 72%, ma pensiamo anche a Pordenone (76%), Verbania (71%), Asti (62%), fino ad arrivare alla vicina Reggio-Emilia (52%).
Con questo non vogliamo criticare il progetto che parte oggi per il quartiere Cittadella ed è chiaro che siamo a favore dell’estensione del porta a porta in tutti i quartieri cittadini.
Completare il ciclo per tutta la città è più facile di quanto si pensi ed il ritardo accumulato dovrebbe consigliare il nostro assessore ad accelerare i tempi.
Apprendiamo però dalle colonne dei giornali che, contrariamente a quanto ci era stato riferito dalla stessa Sassi, “ la tariffazione puntuale sarà concretamente applicata solo quando il sistema andrà a regime su tutta la città”.
Se questo fosse confermato lo considereremmo un grosso passo indietro, sia per la mancanza dell’elemento incentivante per i cittadini virtuosi che producono meno rifiuti, sia per l’assenza di tempi certi per l’estensione del porta a porta a tutta la città.
Con il porta a porta e la tariffazione puntuale si raggiungono in breve tempo obiettivi riguardevoli sia per la diminuzione in percentuale del rifiuto residuo che per la riduzione in termini assoluti della quantità di rifiuti prodotti.
E’ il momento dunque di procedere con decisione con questa politica di gestione rifiuti e di abbandonare questa titubanza nell’affrontare un modello che ormai è consolidato in tante altre realtà simili alla nostra.
Il GCR è disponibile a fare la sua parte. Chiediamo che Iren e Comune dimostrino con i fatti che la riduzione del rifiuto residuo sia il loro obiettivo primario come dichiarato più volte a parole e si smetta con l'eterna finzione, sostenendo la differenziata mentre in realtà si prepara tante buona pappa per le fauci dell'inceneritore.
Non ha senso che il gestore della raccolta differenziata sia lo stesso ente che gestisce l'inceneritore, non farà mai la mossa azzardata di favorire uno per l'altro.
Il sindaco Vignali ha affermato che Iren non brucerà la plastica di Parma né i suoi fanghi, ci sembra venuto il momento di passare ai fatti, mettendo in pratica le intenzioni.
Oggi Parma deve guardare avanti, superare la logica dell'incenerimento e passare alla gestione meccanica a freddo. Un progetto realizzabile, economicamente vantaggioso, amico dell'ambiente e dell'occupazione. La raccolta domiciliare porta 15 posti di lavoro in più rispetto allo smaltimento con inceneritore. Crediamo che i rappresentanti dei lavoratori dovrebbero riflettere su queste cifre, per capire quale gestione è davvero dalla perte dei lavoratori.
Parma ha bisogno di una svolta, prima di perdere il treno dell'innovazione.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 5 maggio 2011
-367 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+339 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+17 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma

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