venerdì 15 novembre 2013

Progresso e salute

L'inceneritore è una vecchia cartolina

Gli ambientalisti sono sempre stati accusati di andare contro il progresso, di opporsi all'avanzamento della scienza e della tecnologia.
E questa strategia di messa in mora ha fin qui funzionato.
Gli ambientalisti sono retrogradi, non hanno soluzioni alternative, sono affetti dalla sindrome Nimby, odiano la scienza.


Ma di quale progresso stiamo parlando?
Come si a chiamare progresso un sistema che ci sta avvelenando e conducendo al baratro?
Un progresso suicida che sta segando il ramo sul quale siamo appollaiati?
Questo non è progresso, ma un errore di sviluppo, un passo falso.
Prendiamo l'esempio dell'inceneritore di Parma.
E' stato presentato dai suoi sostenitori come la soluzione definitiva del problema dei rifiuti.
Al confronto con i fatti vediamo che non è vero.
L'inceneritore produce a sua volta rifiuti pericolosi come le ceneri volanti, rifiuti complicati come le ceneri pesanti (in grande quantità), costi altissimi per i cittadini quando invece si sosteneva il contrario, dipendenza da altri territori e non chiusura del ciclo.
L'inceneritore si alimenta degli stessi materiali, plastica e carta, che andrebbero invece riciclati.
Chi aveva ragione e chi torto?
Se il progresso porta inquinamento e malattia non è sbagliato il progresso, è chiamare progresso questa tecnologia che è bugiardo.
Oggi si sostiene che i processi tecnologici vadano valutati nella loro complessità, analizzando il loro Life Cycle Assestment, il ciclo di vita che include tutte le fasi del processo e non solo la parte che per comodità e vantaggio mettiamo in evidenza.
Un oggetto, la sua impronta ambientale, la si valuta secondo lo schema dell'Lca, appunto considerando i passaggi che dall'approvvigionamento della materia prima portano alla sua produzione e commercio, fino a giungere al fine vita ed alla modalità del suo smaltimento.
E' evidente che bruciare un oggetto è una manifestazione di resa.
Viene bruciato per sempre il suo valore intrinseco, quel quantitativo di materia prima che ha un costo ambientale, che viene sperperato, recuperando poca energia e un po' di calore.
Non parliamo dell'effetto ambientale della combustione.
Chi brucerebbe plastica nel suo caminetto respirandone i vapori?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 15 novembre ottobre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
79

giorni fa

Nessun commento:

Posta un commento