domenica 30 gennaio 2011

Chi è contro la salute scagli la prima pietra

Ringraziamo Monsignor Ferri, presidente del Centro di Etica Ambientale, per la considerazione con la quale ha risposto ad un nostro invito sul tema inceneritore.
Per noi, contrariamente a quanto egli sostiene nella lettera, è sempre utile ascoltare pareri discordanti dai nostri, anche se a dire il vero sono circa 4 anni che da parte di istituzioni, giornali e televisioni i cittadini di Parma sentono solo pareri a favore dell'impianto.
E Mai il contraddittorio. Un lungo intenso elogiare gli inceneritori senza mai mettere in evidenza pareri contrari e rischi relativi e soprattutto, mai valutate le alternative di gestione dei rifiuti senza ricorrere ai forni.
Monsignor Ferri però nell'articolo lancia una serie di accuse al comitato, senza però entrare nel merito della discussione. Noi avevamo messo in dubbio la possibilità che chi si propone come difensore del Creato possa considerare accettabile un inceneritore. Una domanda che forse per alcuni non è lecito porre e che scatena reazioni sproporzionate che stupiscono per la veemenza e lo spregio nei nostri confronti.



Non avendo intenti polemici cerchiamo sempre di limitarci ai fatti, lasciando le invettive ad altri, visto che non appartengono al nostro modo di fare e non dovrebbero nemmeno appartenere ai rappresentanti di una Assemblea che sui valori del rispetto dell'altro ha fondato il proprio cammino.
Per l’amore per la giustizia che caratterizza chi ha preso un impegno così importante come il Suo è giusto che i cittadini di Parma sappiano che il Centro di Etica Ambientale è composto anche da Comune di Parma ed Iren, e vede tra i membri del consiglio di amministrazione anche Andrea Allodi, ex presidente di Enia, che certo non può definirsi al di sopra delle parti sul tema inceneritore. Non di certo una posizione scientifica tout court insomma.
Detto questo non vogliamo rincorrere Mons. Ferri sulle accuse e sugli aggettivi utilizzati, per non porci allo stesso livello di certi dibattiti televisivi, dove tutti urlano, insultano, abbandonano le discussioni per protesta se si sentono sopraffatti dalle idee dell'avversario.
Noi chiaramente abbiamo una nostra visione del tema ambiente in generale e dell'inceneritore in particolare, e possiamo affermare senza timore di smentite di non aver nessun conflitto di interesse, se non quello di preservare la salute dei nostri figli. Portiamo avanti il nostro sforzo informativo con passione e determinazione, senza sconti per nessuno.
Sarebbe anche giusto evidenziare il contesto nel quale verrebbe ad inserirsi questa nuova industria insalubre di classe I, nella pianura padana in uno dei quattro luoghi più inquinati al mondo, dove i tassi sui tumori sono già oggi troppo elevati.
Se abbiamo lo stesso obiettivo per la nostra comunità, la salute, è insieme che dovremmo confrontarci in un clima di rispetto e di condivisione.
Chi è contro la salute scagli la prima pietra.
Vero è che siamo nemmeno noi infallibili. Ma su certi temi crediamo fondamentale che non vincano le ragioni ma la Ragione.
E' irragionevole pensare che i fanghi, dei quali crediamo improponibile la combustione, vengano trattati per recuperarli in agricoltura?
E' irragionevole che le plastiche, che Iren intende bruciare, causando la produzione di diossine, possano essere ulteriormente riciclate per preservarne il valore energetico intrinseco?
Su questi temi concreti, e non sugli astrattismi, ci piacerebbe avere risposte, che inizino da una riflessione seria sugli effetti che provocano certe pratiche, e su quali siano invece le alternative per non recano danno all'uomo e all'ambiente.
Una cosa però ci dispiace molto della lettera del Monsignore: il suo rinunciare al nostro invito di essere presente alla Commissione Ambiente e Salute, perché mons. Ferri “non intende dare spazio all'ascolto, senza confronto, di un unico pensiero..”
Non è stata mai nostra intenzione imporre un pensiero unico ed abbiamo più volte ribadito anche in interviste televisive che auspichiamo che la Commissione Ambiente e Salute ospiti anche pareri di chi la pensa diversamente.
Lo stesso Dott. Burgio, uno dei medici che avrebbe dovuto relazionare in audizione, ha ribadito “la necessità di avere un confronto scientifico sul tema libero da preconcetti” evitando il formarsi di due blocchi opposti. Il coordinatore internazionale Isde ha ribadito che la scelta di fare o no l'impianto spetta comunque ai decisori politici e che lui, insieme al Prof. Masera, padre dell'onco-ematologia pediatrica, possono solo fornire ricerche, letteratura scientifica ed elementi utili alla valutazione del grado di pericolosità di questo tipo di impianti.
Dopodiché sta all'amministratore valutare questo ed anche altri pareri per poter prendere la decisione più profittevole per la comunità che amministra.
Il presidente della Commissione Sanità Giuseppe Pantano, ci ha assicurato che riconvocherà la commissione quando sarà possibile ospitare anche pareri favorevoli a questo tipo di impianti e noi confidiamo che lei, monsignor Ferri, sia così lungimirante da riconsiderare e accettare il nostro invito.
Se siamo pecorelle smarrite non andiamo cacciati ma accolti, così come ci è stato insegnato.
Siamo certi che lo farà.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 30 gennaio 2011
-462 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+244 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Nessun commento:

Posta un commento