lunedì 30 maggio 2011

Il Gcr protagonista al CinemAmbiente di Torino

Questa è davvero una notizia ghiotta. Gcr (e l'inceneritore di Parma) sbarca in un film festival.
E non in uno qualsiasi, ma al CinemAmbiente di Torino, giunto alla 14° edizione, previsto del 31 maggio al 5 giugno, per l'appunto nella capitale sabauda.
Il cortometraggio, Zero Waste, è firmato dal regista Victor Ibanez, presente in diverse occasioni a Parma a sostenere la battaglia contro l'inceneritore e distribuito da Iris Film (Zero3Production).



Victor Ibanez ha seguito il peregrinare in giro per il mondo di Francesco Barbieri, il più fantasmagorico e carismatico tra gli attivisti del Gcr, che da 2 anni non si ferma davanti a nessuno e a nulla per portare alla vittoria questo scontro tra Davide e Golia: i cittadini di Parma contro un mostro che cresce a due passi dal centro, l'enorme e incombente inceneritore targato Iren.
Per un mondo senza rifiuti è un viaggio della speranza, nonché della riscoperta e della rinascita, e non poteva che partire da San Francisco, una meta indispensabile per cominciare a districare la matassa della corretta gestione dei materiali post utilizzo.
Una visita alla città americana, 800 mila abitanti, che raggiunge il 77% di raccolta differenziata, considerando i rifiuti una risorsa fondamentale per l'economia e per l'ambiente, serve a capire la dimensione del problema ed a intravedere la soluzione. San Francisco è una enorme e difficile città, ma è al 77% di raccolta differenziata, quando Parma non raggiunge il 50%.
Una vera e propria beffa.
Francesco incontra Gavin Newsom, il primo cittadino artefice della rivoluzione di Cisco, cominciando a costruire mattone per mattone il grande edificio della filosofia rifiuti zero, che porta a ridurre a nulla il rifiuto residuo, tonnellata dopo tonnellata, chilo dopo chilo.
Un viaggio alla Kerouac, sentendo nell'aria quel richiamo che ti fa partire, sempre sulla strada, per trovare la giusta nota, l'accordo fondamentale.
Il film dedicato a Parma entra nel prestigioso festival del cinema d'impegno CinemAmbiente, nato nel 1998 per presentare i migliori film ambientali a livello internazionale.
Ogni anno 100 film vengono visionati nelle diverse sezioni della rassegna.
Quest'anno il presidente della giuria è Michael Cimino, indimenticabile regista de Il Cacciatore.
Anche il cinema quindi si interessa del caso di Parma, che assume giorno dopo giorno i connotati di un caso nazionale e ormai internazionale.
L'incredibile situazione di una terra di eccellenza che sceglie invece la strada superata dell'incenerimento, nonostante i ripetuti allarmi e gli studi abbiano ormai dimostrato la pericolosità di questa modalità di gestione dei materiali post utilizzo.
Oggi manca ancora a Parma chi si faccia carico delle richieste accorate dei cittadini, pronti a collaborare per evitare questo assurdo salto nel buio. Manca la visione, regna il piccolo cabotaggio.
Il buio in sala metterà ancora una volta in evidenza la rincorsa verso il nulla di una città che si vuole mostrare all'avanguardia in tanti settori, ma che inciampa in quello dei rifiuti.

Il trailer del film: http://www.youtube.com/watch?v=lCRBGWfCcS4&feature=player_embedded

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 30 maggio 2011

-342 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+364 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+42 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma

domenica 29 maggio 2011

Il nostro deprimente oggi

Viviamo giorni bui.
Balliamo sull'orlo del baratro, grasse risate davanti al nulla, quasi a fingere di non sapere e non conoscere verso dove stiamo tutti andando, coscientemente.
Lo stato di salute del nostro territorio, e della nostra gente, è preoccupante.
Eppure ogni giorno assistiamo a questo far finta di nulla, perché non bisogna allarmare, bisogna star tranquilli, calma e gesso.
Come scheletri che anche vestiti rimangono tali, l'eterna finzione della green city, delle greenways, della green economy, quando a Ugozzolo si costruisce la demolizione del futuro e l'aria è già oggi irrespirabile, senza bisogno di peggiorarla ulteriormente.



Ci accusano di terrorismo e di essere talebani, e abbiamo ribadito che per la salute lo siamo eccome, perché la salute dei nostri cari non ha prezzo ne bandiera.
Ci sembra veramente da dementi il far finta di non avere ascoltato le pesanti parole dei medici, che il 23 marzo scorso, in seduta congiunta delle commissioni ambiente a sanità, hanno sciorinato dati a voce unica, ma inutilmente.
Ci hanno spiegato i rischi e i meccanismi di questi rischi.
Le uniche risposte sono state le schermaglie partitiche, una immensa, irraggiungibile mediocrità, da parte dei nostri amministratori, di quale parte non sembra far mutare il giudizio.
Una superficialità preoccupante ma che specchia lo stato delle cose del nostro mondo di oggi.
Sarebbe tanto facile fare luce definitiva su questi argomenti così importanti per il nostro futuro.
Talmente semplice che nessuno ha il coraggio di produrre fatti e non chiacchiere.
Basterebbe eseguire i campionamenti sulle matrici biologiche: polli, uova, latte materno, cercando gli inquinanti dove ci sono e non dove non ci sono.
Prelevando nelle zone giuste, come ad esempio vicino all'inceneritore di Rubbiano, che da 10 anni sta emettendo fumi su Fornovo. Qui nel 2007 Arpa aveva eseguito test di mutagenesi, che erano risultati tutti positivi (nel senso che i campioni prelevati erano tossici, quindi pericolosi) ma nulla si è mosso nonostante questi dati allarmanti e il silenzio è tornato ad essere opprimente.
Stiamo assistendo ad una vera e propria pandemia silenziosa, i dati sull'incidenza dei tumori sono allarmanti.
Nell'infanzia il tasso di incremento annuo è del 1,1% in Europa, del 2,2% in Italia.
Nei linfomi +0,9 in Europa, +4,6 in Italia.
La donne di Parma si ammalano più di tutte quelle italiane (Rapporto sui tumori in Italia - Artum 2008), eppure noi, oggi, fingiamo serenità e ci occupiamo di amene distrazioni, spendendo più soldi ed energie per scegliere un paio di scarpe che per la salute dei nostri figli o magari per una biciclettata togli pensieri.
Ogni anno in Europa 380 mila persone muoiono prematuramente a causa delle polveri sottili inferiori ai 2,5 micron (Agenzia Europea per l'Ambiente 2007), proprio quelle che gli inceneritori producono in quantità.
Ma noi, tutti i giorni, fingiamo di stare bene.
E fuggiamo da ogni confronto serrato con la verità.
Se l'ordine dei medici dell'Emilia Romagna chiede una moratoria sugli inceneritori, viene subito isolato e messo all'indice dai politici.
Se una associazione minaccia il boicottaggio di una azienda che costruirà un inceneritore gigantesco ed inutile, viene portata in tribunale.
Capite l'enormità di quello che ci passa sotto gli occhi ogni giorno?
E noi stiamo ancora davanti ai televisori con gaiezza, a guardare persone in mutande rincorrere una sfera, applaudendo pure, utilizzando le scene come uno scacciapensieri
Noi dobbiamo cambiare, nel cuore dobbiamo decidere di reagire.
Il nostro deprimente oggi ci deve scuotere.
Ora che sappiamo, non possiamo più tirarci indietro e fingere ignoranza come tanti nostri amministratori oggi stanno facendo. Tocca a noi fare la differenza.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 29 maggio 2011

-343 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+363 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+41 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma

sabato 28 maggio 2011

Scoppia il caso Laterlite. E Paolo Rabitti fa paura.

E' un Foro Boario gremito di cittadini quello che ha accolto venerdì sera, a Fornovo, i relatori dell'incontro “Il co-inceneritore di Rubbiano, impatto sanitario ed ambientale”, organizzato da Rete Ambiente Parma, assieme al comitato “Rubbiano per la vita”.



Nonostante il colpevole silenzio dei media, almeno duecento persone hanno seguito sino a tardi l'incontro, concluso con un acceso dibattito, a cui ha partecipato anche il sindaco di Fornovo Emanuela Grenti.
La serata pubblica aveva lo scopo di dare una puntuale informazione su un tema troppo a lungo marginalizzato, ma meritevole di ampia divulgazione e conoscenza, vista la portata e le implicazioni del non piccolo problema.
Come fondatore del comitato “Rubbiano per la vita”, Gianluca Ori ha elencato i punti salienti della vicenda. E' dal 2000 che lo stabilimento Laterlite di Rubbiano, nato sul territorio negli anni '60 contemporaneamente allo stabilimento Barilla, è stato autorizzato dalla Provincia di Parma a utilizzare al posto del gas metano, rifiuti tossico nocivi, per alimentare il forno che produce argilla espansa, le famose palline Leca, un prodotto che l'azienda presenta come ecologico.
L'autorizzazione ambientale integrata (Aia), che ha dato il via a questa modificazione, riporta cifre ragguardevoli, come le 65 mila tonnellate di rifiuti combusti all'anno, che hanno di fatto stravolto le emissioni ambientali dello stabilimento.
Un cambio di lavorazione che per 5 anni è stato tenuto sottotraccia, ignari tutti i cittadini, nonostante abbia cambiato totalmente l'impatto dell'azienda sul territorio, e che da ormai dieci anni continua senza sosta.
Il comitato Rubbiano per la vita, nato il giorno dopo che la notizia della trasformazione dell'impianto in un co-inceneritore di rifiuti fu rivelata, ha proposto oggi di fare chiarezza sulle emissioni e sulla loro nocività.

Un monitoraggio Arpa del 2007 aveva evidenziato la positività alla mutagenesi di tutti i test messi in campo, con valori altissimi che non hanno altresì portato ad alcuna conseguenza.
Laterlite, in uno stabilimento gemello di Boiano, Campobasso, è stata condannata penalmente nel 2007 per disastro ambientale e lesioni volontarie alla salute dei cittadini. Le parole della sentenza la dicono lunga sull'affidabilità dei controlli: “Se solo l'ente di controllo avesse adoperato la logica del buon padre di famiglia per tutelare la salute dei cittadini, forse i dati sarebbero diversi”.
Così oggi è venuta la proposta di 4 sindaci, Fornovo, Medesano, Varano, Solignano, i territori soggetti agli impatti dell'azienda, di inserire come consulente dell'osservatorio ambientale di Rubbiano il tecnico Paolo Rabitti.
Ma la proposta, portata in Provincia all'attenzione dell'assessore Castellani, è stata subito cassata, “perché Rabitti non è gradito all'azienda”.
Lo sconcerto a questo punto è evidente e la popolazione non può accettare questo tipo di imposizioni. Anzi se l'azienda è tranquilla sulle performance del proprio impianto non si riesce a comprendere come possa giudicare inopportuno un tecnico di levatura nazionale, che vanta esperienze di collaborazione con le procure di mezza Italia.
E' stata poi l'oncologa Patrizia Gentilini, dell'associazione internazionale Medici per l'Ambiente (Isde), a concentrare l'attenzione sui rischi della combustione di rifiuti, con l'imponente massa di emissioni e di ricadute ambientali, e sanitarie.
Abitiamo in un territorio, la pianura padana, già gravato da un fardello pesantissimo, quinta area più inquinata al mondo, con tassi di incidenza di malattie, tumori in particolari, sopra la norma, continuamente in crescita, in particolare tra i bambini.
Che senso ha aggiungere emissioni?
Non sarà il caso di applicare seri monitoraggi ambientali per stabilire lo stato di salute di persone e cose? Non sarà il caso di eseguire campionamenti su matrici animali quali polli e uova per stabilire una volta per tutte come stanno davvero le cose a Rubbiano?
Come mai fino ad oggi, dopo dieci anni di emissioni, gli enti preposti ancora non hanno messo in campo dei controlli di questo genere?
Il dubbio dei cittadini è un sentimento ancora lecito?
Matteo Incerti, giornalista di Radio Bruno che si interessa in particolare di ambiente, ha sottolineato la vicinanza di Laterlite con lo stabilimento Barilla, un binomio per lo meno scomodo per l'immagine del colosso alimentare, dicendosi stupito del gran rifiuto al tecnico Rabitti come consulente dell'osservatorio ambientale. Se tutto è in ordine che motivo ci può essere per respingere uno specialista che ha collaborato con tante procure italiane, dimostrando sempre le proprie capacità e l'irreprensibile valore dell'agire.
E' il momento di attrezzarsi, di rispondere alle mancanze del pubblico con azioni puntuali dei cittadini, per verificare la situazione ambientale sul posto con campionamenti ed analisi affidate a laboratori terzi indipendenti e certificati.
E' giunto di momento di non nascondere più le situazioni.
Se nulla preoccupa, se tutto è sotto controllo, che motivo c'è di titubare e di opporsi a una aperta, puntuale, completa verifica dello stato dell'arte, in modo da fugare ogni dubbio, paura, timore, che giustamente i cittadini sentono dentro.
Un appello alla trasparenza che l'ente pubblico non può più negare.
Un appello che Rete Ambiente Parma con il comitato Rubbiano per la vita faranno loro nei prossimi mesi. L'Aia di Rubbiano conclude la sua validità nel 2012. I cittadini oggi pretendono che l'azienda ritorni ad alimentare l'impianto con il gas metano che, tra i combustibili fossili, è quello con minori impatti ambientali. Aldilà della verifica degli eventuali danni fin qui provocati, questo ritorno al passato pare essere l'unica strada percorribile, la sola a poter riportare un po' di fiducia tra le popolazioni.
Nel frattempo è fuor di dubbio che se 4 sindaci hanno indicato un consulente non si può che prendere atto e dare l'incarico alla persona prescelta. Poi seguiranno i fatti, che tutti speriamo positivi per lo stato di salute dell'ambiente e dei cittadini.

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venerdì 27 maggio 2011

Tribunaliren

La storia dell'inceneritore di Parma si sposta nei tribunali.
E Iren non ha la veste dell'accusato, ma dell'accusatore, perché ha denunciato Gcr.
La provincia di Parma produce in un anno 65.000 tonnellate di rifiuti domestici residui.
Per smaltirli, Iren sta costruendo un inceneritore da 130.000 tonnellate, il doppio del necessario, così intanto che c'è brucerà anche rifiuti speciali.



Un'idea redditizia, a spese del territorio, dove l'inceneritore emetterà, ogni ora, 144 mila metri cubi di aria sporca, a 4 km dal centro di Parma, a fianco di Barilla, di Chiesi, di Ikea, dello Spip.
Tutta la città rientra, chi più chi meno, nell'area di ricaduta delle polveri.
E' una follia, che abbiamo spiegato a tutti, politici in testa, con l'aiuto di esperti di livello nazionale ed internazionale.
“Oggi costruire l'inceneritore in zona urbana costituisce un crimine contro l'umanità” ha sentenziato Dominique Belpomme, oncologo francese di fama internazionale, giunto appositamente a Parma per dire la sua sul progetto.
Le sue parole non lasciano spazio ad alcun dubbio o incertezza
Noi abbiamo anche esaminato le alternative, gli aspetti tecnici, le conseguenze economiche, i danni ambientali, le ricadute occupazionali e, soprattutto, i rischi sanitari.
Ci hanno risposto con il silenzio, doloroso per noi cittadini convinti di avere diritti.
Allora abbiamo chiamato gli altri cittadini.
Abbiamo chiesto loro di boicottare Iren, di passare ad un altro gestore di energia e gas, per non contribuire con le nostre bollette alla costruzione dell'inceneritore.
Abbiamo parlato di denaro e finalmente abbiamo avuto una risposta.
Ci portano in tribunale.
Per essere sicuri di recare il maggior danno possibile, non solo Iren ha denunciato l'associazione per la campagna Boicottiren, ma sopratutto ha citato in giudizio i tre ideatori della campagna, rei di aver suggerito alle persone di esercitare il loro diritto di consumatori consapevoli.
Una partita di carte bollate, avvocati e tanti soldi per le spese legali.
Soldi che non abbiamo.
L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse combatte da sola.
Davide contro Golia.
Ora Golia chiede ad un giudice di privarci della fionda.
Siamo amareggiati, ma ancor di più, siamo determinati a continuare.
Una lotta per tutti, per avere chiarezza e sicurezze sul nostro futuro.
Per guadagnarci il diritto alla salute e il diritto a poter esprimere liberamente il proprio pensiero.
Una lotta impari, ma doverosa.
Perché Parma è nostra, non possiamo farcela portar via.
Tocca a noi difenderla, anche con le unghie.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 27 maggio 2011

-345 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+361 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+39 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren

800 mila no

Un traffico da metropoli! Il sito web dell'associazione GCR ha tagliato ieri il traguardo delle 800 mila visite.
Era il 20 maggio del 2006 quando il comitato gestione corretta rifiuti si affacciò sulla rete con un primo messaggio che diceva: “Seguiteci, perché avremo un sacco di cose da dirvi”.
E in effetti di strada se n'è percorsa molta, molte le suole consumate, innumerevoli le occasioni per informare.



I portabandiera del primo giro di boa internauta hanno il nome di Alex Mallozzi, Leonardo Rossi, Cristian Palmas, Mario Robusti, Paolo Ferraroni, e tanti altri che sicuramente abbiamo dimenticato di citare e di ringraziare per la mole di informazioni prodotta.
Quel primo messaggio, letto 846 volte, fu seguito dai fatti due giorni dopo. Era la raccolta di firme per stoppare l'inceneritore, che ancora non aveva visto la luce nemmeno come progetto, ma che già si prefigurava all'estremo orizzonte (1831 letture).
Lo strumento informatico ha dato una grossa mano al Gcr nello sviluppo e divulgazione di quella informazione negata alla popolazione ed ai cittadini, ancora oggi non del tutto informati su che cosa si stia costruendo a Ugozzolo.
Lo strumento migliore rimane quello dell'incontro, dello scambio dialettico, del dialogo anche fra fronti opposti, perché siamo convinti che alla fine vincerebbe la ragione e la precauzione, di fronte ai rischi che si corrono.
Ma anche Internet, la rete, la posta elettronica, Skype, le mailing list, i molteplici e moltiplicati strumenti informatici hanno portato con sé la possibilità di raggiungere e tenere legati e aggiornati migliaia di persone, altrimenti non raggiungibili.
Se una vittoria il Gcr può dire di averla raggiunta è proprio quella di avere frantumato il muro di silenzio che soffocava il cantiere di Ugozzolo.
In tanti ancora oggi non sanno, molti però hanno compreso a che cosa stiamo andando incontro.
E si stanno opponendo con forza, 800 mila volte.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 maggio 2011
-348 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+358 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

lunedì 23 maggio 2011

L'inquinamento non necessario è inaccettabile

Il 23 marzo scorso la seduta congiunta delle commissioni ambiente e sanità del comune di Parma ha riunito presso la sala consiliare del comune di Parma 8 esperti di tematiche ambientali di grande livello.
Nessuno di loro ha potuto affermare che gli inceneritori non facciano male.
Ernesto Burgio, pediatra, responsabile scientifico dell'Isde, associazione medici per l'ambiente, ha lanciato un forte appello a tutti i presenti, che riteniamo importante sottolineare e mettere all'attenzione dei lettori, affinché davvero si rifletta attentamente sulle sue parole. Le riportiamo qui di seguito.



“Vorrei ricordare la presenza del professor Masera, venuto qui oggi per dare autorevolezza al confronto scientifico, dal momento che è considerato l’oncoematologo pediatra carismatico in assoluto in Italia. Abbiamo avuto un workshop a Roma indetto dall’Associazione italiana di Oncologia pediatrica e dalla Federazione delle famiglie e genitori dei bambini oncologici, in cui è stato ribadito come il grandissimo percorso fatto negli ultimi 20 anni per curare le leucemie e i tumori debba oggi spostarsi nella prevenzione e nella riduzione degli inquinanti. Qualsiasi fonte non necessaria di inquinanti nei prossimi anni dovrà essere evitata perché l’aumento di tumori nei bambini non è accettabile né tanto meno risarcibile.
Nei prossimi anni in Europa e nel mondo questa sarà la priorità assoluta perché questo aumento che abbiamo da 20 anni nei registri tumori dell’1/2 % all’anno deve tornare indietro.
Tutte le valutazioni vanno rifatte su questa base.
Non si può accettare che quando non è necessario emettere particolato ultra-fine e metalli pesanti, che vanno a interferire sul DNA dei nostri figli e dei bambini che nasceranno, lo si continui a fare.
Su questo siamo tutti d’accordo”.
Ecco l'estratto video di questo passaggio:
http://www.youtube.com/watch?v=JUOsRFt9ac8&feature=channel_video_title
Oggi a Parma stiamo costruendo un impianto che emetterà particolato ultra-fine, metalli pesanti, diossine, anche se non ce n'è bisogno.
Ci dicono che sia troppo tardi per fermarci.
Eppure l'inceneritore ancora non c'è e il danno non è ancora stato fatto.
Quindi il tempo esiste eccome, è la ragione che latita.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 maggio 2011

-349 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+357 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+35 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma

domenica 22 maggio 2011

Caparezza, un inceneritore davanti al Mulino Bianco

Durante il concerto “No Nucleare” di Taneto di Gattatico del 20 maggio scorso, il rapper Caparezza ha fatto presente che a Parma stanno costruendo un inceneritore di fianco alla Barilla-Mulino Bianco.
Nel 2006 Caparezza aveva indossato le magliette “Nessuno si merita un inceneritore” ai suoi concerti, ad esempio alla "festa della birra di Sorbolo" e in diversi appuntamenti musicali ai festival provinciali dell'Unità (Reggio, Modena, Trento e Prato).



Venerdì scorso il cantante di Molfetta è tornato sull'argomento, davanti alle migliaia di giovani accorsi per il concerto del tour “Il sogno eretico”.
Caparezza era ospite della due giorni antinucleare organizzata dai cugini reggiani per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importante appuntamento del prossimo 12-13 giugno, quando tutti gli italiani saranno chiamati ad esprimere la loro posizione su diversi importanti temi fra i quali spiccano il nucleare e l'acqua pubblica.
E non sarebbe una cattiva idea se anche per l'inceneritore di Parma si andasse a proporre un referendum. Un progetto così invasivo sull'ambiente e sulle popolazioni non dovrebbe avere vita senza che si interpellino i diretti interessati, per conoscere la loro posizione sul tema.
Nonostante l'impianto sia già in costruzione non è mai tardi per cambiare strada su un progetto così importante per il futuro di Parma e del suo territorio provinciale.
Ci sono alternative efficaci che consentono di gestire i materiali post consumo senza ricorrere all'incenerimento. Assurdo oggi insistere su una strada ormai desueta come quella dell'inceneritore, quando anche la normativa europea impegna gli Stati membri a massimizzare il recupero dei materiali per andare a costituire una società del riciclaggio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 22 maggio 2011

-350 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+356 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+34 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
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sabato 21 maggio 2011

Il co-inceneritore di Rubbiano

impatto sanitario ed ambientale

Venerdì 27 maggio alle ore 21, presso la sala della biblioteca del Foro 2000 di Fornovo Taro, si terrà un importante incontro pubblico organizzato da Rete Ambiente Parma.
Prestigiosi relatori informeranno la popolazione sui rischi sanitari ed ambientali causati dalle emissioni inquinanti di impianti di co-incenerimento, come quello della ditta Laterlite di Rubbiano. Gli ospiti, coordinati da Gianluca Ori, del locale comitato “Rubbiano per la Vita”, saranno Patrizia Gentilini, oncologa dell’ISDE (Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente), Manrico Guerra (medico ISDE) , Aldo Caffagnini (Associazione Gestione Corretta Rifiuti Parma), e Matteo Incerti (giornalista free lance esperto di temi ambientali).



Laterlite è l'azienda autorizzata a bruciare ogni anno 65 mila tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi che emette in atmosfera 100 mila metri cubi di gas ogni ora, fra cui sostanze molto pericolose per la salute umana.
La combustione di oli esausti ed emulsioni oleose genera composti nocivi e cancerogeni (diossine, furani, IPA, metalli pesanti, ecc.) che attraverso i fumi vengono rilasciati nell’ambiente ed entrano nella catena alimentare, oltre all’emissione di grandi quantità di ossidi di azoto, ossidi di zolfo, anidride carbonica.
Il comitato Rubbiano per la Vita e Rete Ambiente Parma si pongono l’obiettivo di dialogare con i cittadini e le istituzioni affinché le autorità competenti comprendano la necessità della riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni inquinanti di Laterlite.
Il primo impegno dei decisori politici deve infatti andare verso la tutela della salute pubblica e ambientale, specie nel caso di Rubbiano, dove insiste un’area vocata alle produzioni agroalimentari di qualità, posta alla confluenza tra due valli di grande pregio naturalistica in adiacenza al Parco del Taro, zona ZPS e Natura 2000.


Gianluca Ori
Comitato Rubbiano per la Vita

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Rete Ambiente Parma
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venerdì 20 maggio 2011

La nostra montagna, le rinnovabili, le centrali a biomassa

“Benchè per la legislazione italiana ed europea la biomassa venga assimilata alle altre rinnovabili, non può essere considerata una fonte a basso impatto ambientale, come il solare e l'eolico, in quanto produce emissioni inquinanti a seguito della combustione”. (Ines Palena - WWF)
“L'uso delle biomasse per alimentare un biodigestore anaerobico-aerobico e produrre metano sarebbe funzionale all'allevamento dei bovini e alla produzione agricola di qualità e a carattere biologico. Vantaggi che verrebbero meno con l'introduzione di una centrale termica a biomasse
del tutto avulsa dalla vocazione agroalimentare del territorio che dovrebbe ospitarla”. ( Federico Valerio – chimico ambientale, istituto tumori genova)
Le biomasse sono un combustibile povero, economicamente ed energeticamente conveniente solo in quei paesi dove l'industria del legno produce grandi quantità di scarti e dove la morfologia del
territorio permette la facilità dei tagli.



Il continuo prelievo di biomasse destabilizza l'equilibrio nutrizionale dei suoli nei terreni agricoli e forestali. La quantità di ceneri da incenerimento di cippato di legna è circa lo 0,8% in peso della biomassa bruciata. Il contenuto in cromo, cadmio, mercurio, piombo e rame delle ceneri volanti derivate dalla combustione di quercia e faggio è superiore al contenuto di quelle da combustione di carbone.
La pericolosità di tali composti di metalli pesanti non è dovuta tanto alla loro concentrazione nell'aria inalata, quanto alla concentrazione, destinata ad aumentare nel tempo, nelle diverse matrici ambientali presenti nella zona di deposizione, comprese le falde acquifere.

In sostanza è l'acqua piovana e quella di superficie il principale veicolo dei veleni emessi e le falde acquifere ne sono il principale ricettacolo e questo indipendentemente dal fatto, ad esempio, che le
diossine non siano solubili in acqua.
"L'inquinamento ambientale indotto dai tanti impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel rispetto delle norme vigenti, peggiora la qualità dell'aria dei territori che dovrebbero ospitarle e peggiora anche la qualità del suolo e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli con le ricadute e l'accumulo di diossine, furani, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti." (Federico Valerio)
C'è un ritornello falso e folle da parte delle amministrazioni che tende a presentare lo sfruttamento forestale come utile e necessario all'ambiente, considerando i boschi e il legname come una risorsa abbandonata ed estremamente abbondante.
Mentre il legno dei boschi è raro, necessario alla traspirazione ed alla produzione di ossigeno, indispensabile al terreno, anche dopo la morte delle piante, per la formazione dell'humus.
Altro ritornello fasullo è quello della pretesa disponibilità dovuta alla pulizia del bosco. Questa esisteva ed era una fonte importante di energia per le famiglie, ma con lo spopolamento della montagna è cessata. Ora per pulizia del bosco si intende solo il diradamento effettuato col taglio industriale, mirato principalmente ai boschi di castagni, come espressamente dichiarato nel documento dell'amministrazione.
Gli impianti termici a biomasse, se non collegati agli scarti dell'industria del legno, come nella fascia alpina, sono antieconomici. Il costo della centrale e l'installazione del
teleriscaldamento per una centrale appena al di sotto del Mw è elevato: intorno al milione di euro.
Il costo del cippato è di 6- 6,5 euro al quintale e perché sia efficiente dal punto di vista calorico non deve avere un tenore di umidità superiore al 20%.
Solo il taglio industriale del bosco, il cosiddetto esbosco a pianta intera, può garantire un rifornimento non occasionale di cippato pur a quel prezzo già di per sé elevato.
Ma per il taglio industriale del bosco occorrono macchinari costosi e finanziamenti elevati.
L'avvio del taglio industriale produrrà, poi, inevitabilmente una diminuzione dell'occupazione nel settore artigianale del taglio, tra i tagliaboschi.
Al di là dei lavori di scavo iniziali per il sito e le condotte del teleriscaldamento, la centrale non crea occupazione. La combustione industriale della legna, con il solo filtro a ciclone di abbattimento
della fuliggine, ha emissioni 10 volte superiori a quelle di una stufa a pellet ( pellet = 4/5 mg/m3; cippato = 50 mg/m3 sempre che non superi il 20% di umidità).
Quest'inverno a Berceto, in un appartamento di 140 m2, una stufa a pellet a condensazione da 12 Kw (costo 2250 euro, detraibili dalle tasse in tre anni al 55%), anche con punte di freddo fino a -8°, ha mantenuto una temperatura costante di 23° dalle 5 alle 22, consumando un sacco da 15 Kg al giorno (costo 3,50 euro), per un totale di spesa nei sette mesi di 700 euro.
Come poter, quindi, essere d'accordo con il piano di centrali a cippato della Provincia per il nostro Appennino?
Si tratta di un progetto costoso ed inquinante che non può che alimentare la già pericolosa speculazione sulla legna da ardere.
I tagli massicci e dissennati dei boschi hanno già sforato la sostenibilità e sono davanti a gli occhi di tutti, allarmando gli stessi amministratori.
Ci sono due esempi virtuosi da seguire sulle rinnovabili.
Il primo è quello del comune di Monchio.
Non certo per la centrale a cippato, ma per l'uso intelligente che intende fare dei soldi ricavati
dagli incentivi dell'impianto fotovoltaico di cui si è dotato in modo autonomo e di cui è proprietario. Con quelli intende finanziare ed incentivare la ristrutturazione delle case del paese per l'isolamento
termico e il risparmio energetico.
Ma a quel punto la consistente spesa per l'allacciamento del resto del paese al teleriscaldamento non sarebbe più necessaria, basterebbero delle piccole stufe a pellet!
Il secondo esempio di comune virtuoso è Fornovo che ha fondato una ESco (energy service company) per coinvolgere i cittadini, i loro tetti e gli artigiani della zona per dotarsi a sua volta di un impianto fotovoltaico. Così da dividere con la gente i proventi degli incentivi pubblici ( le nostre bollette ) e nello stesso tempo creare occupazione con l'installazione e la manutenzione dell'impianto.
La Provincia ha promosso "Fotovoltaico insieme" per dotare ogni comune di un campo fotovoltaico. Ma a quanto si evince dai casi di Roccabianca e Varsi, cui pare spettino rispettivamente solo 80.000 e 40.000 euro, non sembra proprio che gli incentivi pubblici vadano ai municipi e quindi ritornino a noi.
Pare che la gran massa dei soldi finisca ai privati, alle finanziarie, alle aziende costruttrici.
Certo, sappiamo che molti comuni sono indebitati e che potrebbero avere difficoltà con le banche ad ottenere dei mutui, anche se con la garanzia degli incentivi il mutuo si pagherebbe da solo. Proprio per questo, allora, perché non seguire l'esempio di Fornovo e aiutare ogni comune a dotarsi di una ESco?
Una volta costituita la società, ogni municipio potrebbe capitalizzarla intestandole immobili o aree di sua proprietà riuscendo in tal modo ad ottemperare alle condizioni per un mutuo bancario.
Le rinnovabili sono oggetto di una speculazione forsennata per accaparrarsi i soldi delle nostre bollette.
Sono, però, anche una straordinaria occasione per i piccoli centri e le aree marginali di dotarsi di un'autonomia energetica e finanziaria in grado di ridare sviluppo all'economia minuta, all'imprenditoria artigianale.
Attraverso il fotovoltaico, il solare termico, il microidrolelettrico della turbinazione degli acquedotti e i biodigestori anaerobici di piccoli comprensori la montagna può cominciare a riscattarsi ed attirare
investimenti e lavoro.
Oggi, invece, stiamo assistendo al saccheggio dei boschi, presto a quello dell'acqua con la turbinazione di interi tratti di torrenti ed in progetto c'è già quello delle cime, cementificate per l'installazione del cosiddetto minieolico, cioè torri alte 30 metri.
Le energie rinnovabili sono una grande opportunità.
Non devono essere la scusa per il saccheggio della montagna e delle sue risorse.

Giuliano Serioli

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martedì 17 maggio 2011

In Veneto una legge anti inceneritori

A San Martino Buon Albergo il Consiglio comunale ha approvato una mozione per portare in Regione lo stop al progetto di inceneritore di Ca' del Bue.
La svolta veneta è capitanata dai 3 sindaci che guidano la lotta contro gli impianti di incenerimento: Avesani, Zerman, Lorenzoni, primi cittadini dei territori che risentirebbero degli inquinanti emessi.
Ora sarà sufficiente che altri 4 consigli comunali votino la stessa delibera perché in Consiglio regionale possa essere assunto un progetto di legge non solo per lo stop a Ca' del Bue ma addirittura per lo smantellamento degli inceneritori attivi in Veneto.
La proposta è stata presentata come mozione nel consiglio comunale sanmartinese da Marco Braggion e accolta all'unanimità dopo alcuni aggiustamenti.
Sono solo 3 gli articoli previsti dal testo: nel primo si afferma che “la Regione vieta la costruzione di nuovi inceneritori, il potenziamento di quelli esistenti in Veneto e riconverte quegli funzionanti fino alla loro definitiva chiusura”. Il secondo articolo abroga le norme contenute nella legge regionale e nella delibera di Consiglio che fanno riferimento “alla realizzazione di nuovi inceneritori, al potenziamento e al mantenimento di quelli esistenti”.



Infine nel terzo articolo si invitano la giunta e il Consiglio regionale a operare affinché entro 180 giorni dalla pubblicazione della nuova legge siano modificate le normative del piano regionale dei rifiuti, “prevedendo la tipologia e la quantità degli impianti sostitutivi degli inceneritori previsti e di quelli funzionanti”.
La mozione ha aperto la discussione affinché tutto il Consiglio potesse esprimersi al di là dell'appartenenza politica. Il sindaco Valerio Avesani ha ribadito “la contrarietà sua e dell'intera giunta al progetto di Ca' del Bue”, ma ha fatto osservare, giustamente, “che non basta dire no, occorre affrontare il problema con delle soluzioni propositive. Il 19 maggio ci sarà in quinto incontro fra sindaci dei tre paesi più direttamente coinvolti (San Giovanni, San Martino e Zevio) assieme a un'altra decina di sindaci, in modo da formalizzare un accordo sul Piano ambientale integrato, perché non resti più nulla da portare all'inceneritore dopo una severa selezione dei rifiuti. Per questo accetto il testo della mozione, ma propongo di integrarlo con il riferimento al piano ambientale integrato”, è stato il senso del suo intervento.
Giovanni Galvani (Forza delle libertà) ha chiesto che ci sia anche da parte della Regione l'impegno a far produrre in modo più ecologico, contribuendo a ridurre o a eliminare la necessità di smaltire rifiuti non riciclabili. Si tratta insomma dell'eco design, che davvero consentirebbe la svolta verde reale della società.
Dopo un confronto fra i capigruppo ha preso corpo la mozione votata all'unanimità, che inserisce alla fine del terzo articolo del progetto di legge l'aggiunta della trasformazione degli inceneritori previsti e di quelli funzionanti “in poli ambientali integrati per migliorare ulteriormente la differenziazione dei rifiuti raccolti, affinché non ci sia nessuna forma di conferimento per l'incenerimento o il trasferimento in discarica. Inoltre la Regione si impegna a sensibilizzare le aziende a produrre in modo ecologico, riconvertendo gli imballaggi non riciclabili in riciclabili”.
“Sono soddisfatto perché la votazione è un esempio di quello che potrebbe essere la politica del futuro, quando si agisce in sintonia con tutti”, ha commentato Braggion ricordando che già il Comune di San Zeno di Montagna si è espresso a favore di questo progetto di legge regionale e che nella riunione dei sindaci la proposta può essere estesa ad altri Comuni”. “L'ambiente non ha colore politico e mi batterò per cercare condizioni di vita migliori per tutti”, ha aggiunto Galvani.
Positiva anche la riflessione del sindaco: “Su questo tema la maggioranza ha dimostrato di aver sempre cercato dialogo e massima apertura al confronto, perché l'obiettivo resta il bene di tutti i cittadini”.
Il nuovo formidabile attacco agli inceneritori, eliminati addirittura per legge, viene da una regione dove ci sono punte d'eccellenza del riciclo come il consorzio Priula Treviso, 78,73%, Belluno, 62,2%.
Vittorio Zambaldo ce ne ha parlato su larena.it
http://www.larena.it/stories/Provincia/251627__s_alla_legge_anti_inceneritori/

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 17 maggio 2011

-355 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

+351 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

+29 giorni dal lancio di Boicottiren: http://tinyurl.com/boicottiren
Aderisci anche tu: boicotta Iren, digli che non finanzierai un euro dell'inceneritore di Parma