sabato 11 maggio 2013

Solidarietà ai manifestanti aggrediti


Lunedì scorso il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli si è reso protagonista di una insensata reazione aggressiva nei confronti di uno dei componenti l'assemblea permanente contro l'inceneritore.
Il gruppo di ragazzi si era recato nella sede di piazzale della Pace armato di sacchi dell'immondizia, in segno di protesta contro l'avvio dell'inceneritore di Parma.



L'associazione GCR esprime la propria solidarietà ai giovani dell'assemblea.
Consideriamo ingiustificabile l'atteggiamento del presidente della provincia di fronte a una manifestazione di dissenso che, se pur colorita e provocatoria, non aveva nulla di violento.
Il presidente Bernazzoli si presentò con il Pd, preparandosi alla campagna elettorale, in una sala del Barilla Center, con intenzioni molto diverse.
Ecco le sue parole:“Ci siamo e lo vogliamo essere con umiltà, apriamo una fase di ascolto, ci mettiamo ad ascoltare i cittadini di Parma, vogliamo costruire insieme il programma per creare il futuro di Parma, vogliamo farlo con un esercizio di disponibilità e con un grandissimo spirito di servizio”.
Forse doveva aggiungere “d'ordine”.
Il video di quell'episodio

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Incidente all'inceneritore di Torino emissioni nocive incontrollate


Ma i media tacciono. Silenzio assenso.

E' appena stato inaugurato ma già si registra un primo importante “incidente tecnico”.
Stiamo parlando dell'inceneritore del Gerbido, prima periferia di Torino.
E' tragicamente comico che l'impianto sia "entrato in esercizio provvisorio" i1 1° maggio e sia andato in guasto ed abbia vomitato fumi tossici il 2 maggio: un gran bel compleanno.


TRM ha confermato che il 2 maggio alle ore 18 si è verificato un incidente tecnico al nuovissimo inceneritore del Gerbido di Torino, con emissioni nocive evidentemente fuori controllo.
Secondo quanto riferito dall'ing. Di Bartolo, si è verificato un "problema tecnico" che sostanzialmente ha causato un black-out all'impianto con "entrata in funzione di tutti i sistemi di sicurezza, che così sono stati collaudati". È stato altresì riferito che "le centraline di monitoraggio hanno funzionato", ma cosa abbiano rilevato (chissà perché) non è stato detto.
Al di là della propaganda, cosa vuol dire tutto ciò e come si spiegano i fumi biancastri e "polverosi" che per tutta la notte si sono diffusi su Torino e cintura?
Vediamo di capirlo.
La linea fumi è costituita da una serie di filtri successivi, con ruoli e scopi diversi, e che secondo TRM trattengono il 99.9% delle sostanze nocive, lasciando passare solo lo 0.1%.
Il primo della serie è l'elettrofiltro, che serve proprio a trattenere le polveri altamente nocive (rifiuti tossici da smaltire in discariche speciali). Ovviamente, durante un blackout, l'elettrofiltro non può funzionare e le polveri (PM10, PM2.5 ecc.) altamente tossiche ed impregnate di diossine, PCB, metalli pesanti non sono trattenute.
Tuttavia non si possono nemmeno usare i filtri successivi, perché non sono fatti per ricevere polveri (si intaserebbero immediatamente, con gravi danni per la sicurezza economica di TRM...).
Entrano pertanto in funzione i "sistemi di sicurezza" che servono a salvaguardare l'impianto (e non i cittadini e l'ambiente): in pratica quindi riteniamo che i fumi altamente tossici e contaminati siano stati scaricati direttamente in ciminiera, bypassando tutti i filtri.
Anziché lo 0.1% di sostanze tossiche pubblicizzato da TRM, ne è stato quindi emesso il 100%, ovvero, se la matematica non è un'opinione, 1000 volte il teorico "normale".
Dopo l'incidente, l'impianto è completamente stato fermato dal giorno 3 maggio.
Silenzio totale sui mezzi d'informazione.
Oggi a Torino la manifestazione contro l'inceneritore.

Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

venerdì 10 maggio 2013

Esposto di Arpa alla Procura, inceneritore fuori norma


Esposto di Arpa alla Procura,
inceneritore fuori norma
Ma la Procura dice che essendo una prova, tutto va bene

Si muove anche Arpa, l'agenzia regionale preposta alla vigilanza e alla salvaguardia dell'ambiente e, quindi della salute.
Lo fa con una mossa pesante, deponendo in procura un esposto contro le prove a caldo dell'inceneritore, quelle 50 ore di follia dettate dalla fretta per accaparrarsi gli incentivi, ma che hanno finito per dare una pessima immagine del gestore, oggi al centro di diffide e esposti per quelle prove andate male.
Ma colpisce forse ancora di più la risposta del procuratore La Guardia, che in pratica afferma che non è prevista alcuna indagine visto che siamo di fronte ad una fase di prova.
Chiediamo magari ai cittadini di Ugozzolo se possono tralasciare le respirate delle ultime ore, fare insomma finta di nulla, visto che era solo una prova.



Usl, Arpa, enti locali, comitati vari di controllo, sono i baluardi sui quali la fiducia dei cittadini è riposta per garantirsi sonni tranquilli in quel di Ugozzolo.
Ora gli stessi organi emanano una serie di epistole pesantissime per certificare che qualche cosa è andato veramente storto in quelle 50 ore di nero fumo.
Lo dicono gli esperti, proprio le autorità preposte ai controlli.
Una diffida, un esposto.
La risposta di Iren è laconica ma preoccupante.
Va tutto bene, erano solo prove.
La procura sembra reggere questa tesi: erano prove, nessuna indagine.
Ma allora a che cosa servono le autorità, gli esperti, i comitati di controllo, insomma le regole?
A noi sembra che in queste ore ci sia una sorta di cortocircuito in quel di Parma.
E veramente non ci raccapezziamo più.
E' come se si dicesse.
Una pistola ha fatto fuoco e ucciso un uomo.
Però, dato che l'arma non era ancora stata omologata, non c'è reato.
Oppure per atterrare più sul morbido.
Mamma, la panna è acida! Non ti preoccupare, non hanno ancora stampato la data di scadenza!
Noi non riusciamo ad accomodarci in questa logica illogica.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Inceneritore, un disastro per tutti


di Vincenzo Tradardi

L’inceneritore di Ugozzolo è stato acceso.
Campane a martello.
Nessuno, ma proprio nessuno, di notte si freghi le mani ridendo.
Nessuno canti vittoria.



E’ un disastro per tutti, una sciagura. Un giorno conteremo i costi sociali: malattie, tumori , morti, danni ambientali. In natura nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Dai rifiuti l’inceneritore produce nanoparticelle. Che non perdonano. Nessuno dica: ve l’avevo detto. Si poteva evitare. La contestazione era iniziata ben prima dell’avvio dei cantieri.
Le alternative ci sono. Ma la logica del profitto ha prevalso sulla difesa della salute e dell’ambiente. Parma non merita tutto questo.
Che poi, in questo contesto, un presidente di Amministrazione provinciale , di fronte a una contestazione (per altro moderata rispetto alla gravità del problema) si metta a scalciare contro uno dei giovani che manifestavano, la dice tutta sul degrado civile e morale che ormai alberga nei piani alti della politica.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Se il buon giorno si vede dal camino


I giorni passano, il fumo resta

I test a caldo sono ormai lontani ma l'inceneritore di Parma continua a fumare.
Francesco Mannella è ormai diventato il reporter ufficiale di Ugozzolo ed ogni giorno, puntuale, aggiorna sullo stato degli sbuffi.
L'impianto non ha mai smesso di fumare e ci si chiede davvero che cosa stia succedendo dentro il cantiere di Ugozzolo.



Le prove sono finite, Iren ha ricevuto una diffida ufficiale dalla Provincia per le anomalie riscontrate durante le ore di combustione dei rifiuti, il forno dovrebbe essere spento.
Si accennava a procedure di pulizia delle tubazioni attraverso il vapore, ma ormai anche questa teoria cede davanti alle ripetute immagini del forno, che sia di giorno che di notte, emette pennacchi ininterrottamente verso il cielo di Ugozzolo.
Se il buon giorno si vede dal camino...

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 10 maggio 2013

Sono passati
1075
Giorni dalla richiesta del piano economico finanziario dell'inceneritore
366
Giorni dalla data prevista di accensione dell'inceneritore di Parma
354
Giorni dal voto amministrativo che ha fatto vincere il no all'inceneritore

Diossina fuori norma, Arpat spegne inceneritore Pisa


La rilevazione del 17 aprile ha rivelato emissioni fuori della norma

Livelli di diossine superiori ai limiti di legge sono stati rilevati dall'Arpat durante i controlli periodici effettuati sulle emissioni dell'inceneritore di Pisa, che è stato immediatamente spento da Geofor, l'azienda proprietaria dell'impianti, appena ricevuta la comunicazione ufficiale da parte dell'Agenzia regionale di protezione ambientale.



Il laboratorio Arpat ha rilevato che nei campionamenti effettuati il 17 aprile scorso erano stati superati i limiti del parametro diossine-furani e del parametro Ipa della linea 2 del termovalorizzatore.
L'azienda ha già avviato le verifiche per scoprire le cause dello sforamento dei limiti di legge per le sostanze inquinanti.
Il laboratorio ARPAT di Livorno ha reso disponibile l’esito analitico dei campionamenti, effettuati, nell'ambito dei consueti controlli periodici dell'impianto, il giorno 17 aprile da parte dell'Agenzia alle emissioni in atmosfera della linea 2 dell’impianto di termovalorizzazione gestito da GEOFOR SpA , localizzato a Ospedaletto (Pisa).
Ecco il comunicato dell'Arpat.
Dai risultati degli accertamenti analitici sono stati rilevati per i due campioni esaminati i seguenti valori: campione 1: 31,1 µg/Nm3 per il parametro IPA; 0,261 ng/m3 TEQ ± 0.115 ng/Nm3 per il param etro diossine-furani. Campione 2: 22,5 µg/Nm3 per il parametro IPA; 0,270 ng/m3 TEQ ± 0.119 ng/Nm3 per il parametro diossine-furani.
I limiti di legge sono: per il parametro diossine-furani: 0,1 nanogrammi (ng) per metro cubo TEQ (tossicità equivalente); per il parametro IPA: 10 microgrammi (µg) per metro cubo.
Pertanto in entrambi i campioni sono stati superati i limiti di legge sia per il parametro diossine-furani che per il parametro IPA.
Il Dipartimento ARPAT di Pisa, in ottemperanza alla DGR 652/2008, ha tempestivamente informato Provincia e Comune di Pisa e l'Azienda USL 5 di Pisa, trasmettendo il rapporto di prova rilasciato dal laboratorio e proponendo di chiedere al gestore dell’impianto di provvedere fermare la linea 2, secondo quanto previsto dal D.Lgs 133/2005, art 16.
Si è richiesto di analizzare le fiale presenti sulla linea 2 per il campionamento dei PCDD/PCDF (diossine e furani) relative al periodo 1 aprile - 9 maggio. Nel caso in cui tali fiale siano state già analizzate, si chiede di inviare una copia dei risultati;
L'azienda è invitata a relazionare sinteticamente sulle cause che hanno prodotto il superamento del parametri in questione, con particolare riferimento al rifiuto che veniva incenerito al momento del campionamento.
Infine Geofor dovrà descrivere gli interventi di risanamento della linea oggetto del superamento.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

giovedì 9 maggio 2013

Inceneritore, prove di accensione


La posizione di Isde

In merito all'accensione programmata di 50 ore per l'avvio dell'impianto di incenerimento di Ugozzolo gestito da Iren, essendo chiaro come riportato in letteratura scientifica che è proprio nelle prove di accensione e spegnimento che si hanno le emissioni peggiori di inquinanti pericolosi per la salute, l'Associazione Medici per l'Ambiente – ISDE Italia di Parma chiede ad IREN di fornire i dati emissivi e ad ARPA e ASL un pronunciamento rapido ed esaustivo su possibili rischi per la salute derivanti da un'accensione affrettata e mal condotta.



In particolare si chiede :
-se le temperature della camera di post-combustione TVC che si è mantenuta al di sopra dei valori ottimali e riferiti dalla letteratura scientifica (temperatura minima prescritta pari a 850°C)
-se vi è stata o meno l'attivazione del sistema automatico finalizzato ad impedire l’alimentazione dei rifiuti in corrispondenza della temperatura scesa al di sotto di 850 °C nella camera di combustione;
-di fornire eventuali analisi effettuate in discontinuo durante l’incenerimento dei rifiuti o, nel caso non ne fossero state effettuate, una valutazione delle emissioni degli inquinanti emessi non monitorati in continuo sulla base delle caratteristiche chimiche/merceologiche del rifiuto incenerito e delle condizioni di funzionamento dell’impianto;
-di dichiarare l’analisi merceologica del rifiuto oggetto di prova di combustione;
-di fornire una valutazione in merito alla presenza nelle scorie/ceneri pesanti di materiali incombusti ed elevata presenza di metalli;
Crediamo che l'impianto così come ha preso l'avvio affrettato per ricevere gli incentivi sia partito malissimo e che la gestione non possa essere condotta con regole superficiali. Se si dovessero riscontrare irregolarità l'impianto andrà chiuso immediatamente per le verifiche del caso.
Prima di tutto la salute.

Dott. Manrico Guerra
ISDE Italia – Sezione di Parma

Primi anche questa volta


Inceneritore di Parma, diffidato prima di nascere

Il fatto è significativo.
Per la prima volta in Italia un inceneritore viene diffidato prima ancora di entrare in funzione.
Il fiato sul collo del Comune sulla Provincia a quanto pare sta funzionando.
Pressione su un rigoroso controllo e accertamento dei fatti, non accettando scorciatoie e laissez faire, testarda richiesta di rispetto delle prescrizioni, centellinate una ad una.



L'impianto di Ugozzolo doveva entrare in funzione alla chetichella, l'associazione “nerofumo” nata allo scopo riteneva utile la pacificazione per guardare avanti ed essere tutti pappa e ciccia, grasso che cola per qualunque appetito.
A quanto pare di capire dai primi atti di piazzale della Pace il rigore oggi prevale.
E noi ci aspettiamo che questa prassi non subisca alcuna retromarcia o indecisione.
Il controllo di un impianto così complesso comporta la messa a disposizione dei dati reali e completi di funzionamento in modo da poter verificare che tutto funzioni senza pecche e nel rispetto di tutte le prescrizioni e performance richiesti dalla legge e dall'Aia specifica del Paip.
Addirittura è stata cambiata l'Aia per poter procedere a queste prove ante prova.
Il cambio di passo dell'atteggiamento verso l'inceneritore da parte delle autorità è all'evidenza dei fatti di queste ore.
L'esposto presentato dal comune di Parma riguardante il decadimento dei permessi edilizi porta ulteriore acqua al mulino di chi come noi da sempre manifesta l'errore di aver progettato un tale impianto quando con spese infinitamente inferiori si poteva gestire in modo corretto i rifiuti di Parma e del suo territorio provinciale.
Oggi ne siamo ancora più convinti.
Dal crono-programma di Iren il forno doveva essere acceso un anno fa, esattamente il 6 maggio.
Un anno dopo non si vedono ancora sventolare le bandiere del traguardo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

mercoledì 8 maggio 2013

La Provincia diffida Iren. Inceneritore in bilico.


La determinazione dirigenziale numero 977 è datata 7 maggio e firmata dal responsabile unico del Paip Gabriele Alifraco.
Quattro pagine dense per dire che il camino è partito con il piede sbagliato.



E' una vera e propria diffida che getta lo sconforto su Iren e mette il cantiere in subbuglio.
Tutto sbagliato, tutto da rifare.
Violazioni e difformità rispetto a quanto autorizzato.
Temperatura al di sotto della quota minima di 850 °C senza che questo dato sia stato comunicato.
Mancato stop all'alimentazione del forno nonostante la temperatura inferiore al limite minino.
Dosaggi dei reagenti probabilmente non corrispondenti alla realtà.
Mancato dosaggio dell'ammoniaca.
Superamento del parametro acido fluoridrico.
Cosa è uscito dal camino durante le prove?
Cos'erano i miasmi rilevati dei cittadini?
Che tipo di inquinamento si è sviluppato a Ugozzolo?
Si apre l'ennesimo scandalo sul forno.
E questa volta la firma è della Provincia di Parma, fin qui gentile verso il Paip.



Parma, 8 maggio 2013
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse - GCR PARMA

I calci di Bernazzoli


Gli attivisti del comitato permanente No Inceneritore hanno recapitato ieri in Provincia alcuni sacchi di spazzatura.
Entrati nella sede di piazzale della Pace, sono saliti ai piani superiori dove stava per iniziare la seduta del consiglio.
Nel corridoio l'incontro scontro con il presidente Pd della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, fervido sostenitore del forno inceneritore.

Bernazzoli perde la testa e affronta la situazione da "duro" colpendo con un calcio un manifestante.
Una bruttissima scena ripresa dalle telecamere di Parma Today www.parmatoday.it
http://www.parmatoday.it/cronaca/bernazzoli-calcio-manifestante-inceneritore.html
Il video fa il giro del web
http://youtu.be/51kG8RSvvYg
e raggiunge in poche ore migliaia di visualizzazioni.
E' la fase "a caLdo" del forno.

Nel frattempo a Ugozzolo un residente segnala nella notte orribili miasmi.
https://www.facebook.com/gufo.rosso/posts/608407592505088
Telefonate al 113, ai vigili del fuoco, ai carabinieri.
Ma nessuna sa quello che succede nel cantiere.
Però i pennacchi si vedono eccome.

E' l'era del camino.


Le prove tecniche dovrebbero essere terminate ma la colonna di fumo è molto evidente.
Iren non possiede ancora tutti i documenti per poter avviare l'inceneritore nella fase di prova.
Tra le innumerevoli prescrizioni si annidano ancora diverse difficoltà.
La Provincia preme, per quanto successo con una certa aninosità, per il nulla osta e per lasciar partire l'impianto senza ulteriori stop.
Il Comune la pensa diversamente e pretende il rispetto delle prescrizioni "parola per parola".
E' ancora guerra aperta sul progetto che ha in gran parte deciso l'esito delle elezioni di Parma del 2012, proprio un anno fa.
Il sindaco Pizzarotti ha fatto della lotta contro l'inceneritore uno dei vessilli del nuovo governo.
L'assessore Folli ha perseguito una politica senza sconti.
Ma Iren era già in possesso di quasi tutti gli atti necessari a traguardare da vincente il suo percorso a ostacoli.
E pare vicino alla bandiera a scacchi.
Il fronte rimane comunque caldissimo e pronto ad riservare nuove inaspettate sorprese.
Come un presidente che prende a calci un manifestante davanti alle telecamere, strappando i sacchi neri all'avversario come fossero un bottino di guerra.

Parma, 8 maggio 2013
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse - GCR