martedì 21 dicembre 2010

Caro Sacchetto delle mie brame

Il tema dei rifiuti è molto sentito e dibattuto in questi ultimi tempi a Parma. I cittadini, fino a poco fa addirittura ignari che si stesse costruendo un inceneritore alle porte della città, cominciano ad informarsi e a pretendere risposte chiare ed esaustive sui rischi sanitari, sui sui costi dell'impianto di Ugozzolo e sulle alternative possibili.
Sui costi abbiamo assistito a un balletto di numeri sconcertante, per un impianto che è stato approvato nel 2007, i cui costi dovrebbero essere certi e definitivi.



Siamo passati da 180 milioni approvati nel progetto definitivo, alle voci di incrementi fino all’esorbitante cifra di 315 milioni di Euro per poi sentire, dopo innumerevoli sollecitazioni da parte del GCR e dello stesso Sindaco, Andrea Viero comunicare che i milioni sono diventati 193.
Due cose vorremmo chiedere a Viero: come giustifica l’incremento di 13 milioni di Euro che, come diceva Frassica, tutto sommato non sono bruscolini?
Adeguamenti? Prescrizioni? Miglioramenti?
Ci può dettagliare Viero come spenderà 13 milioni di euro che poi inevitabilmente dovranno essere recuperati tramite le tariffe sui rifiuti pagate da tutti noi?
Altra domanda: se l’impianto costa 193 milioni perché avete chiesto un finanziamento alla Banca Europea di Investimenti per 265 milioni di Euro?
Sono tutti dubbi irrisolti che sarebbero perfettamente chiariti se Iren pubblicasse il Piano Economico Finanziario dell’opera. Un piano segretissimo che neanche Wikileaks può svelare, un mistero coperto e chiuso in una cassaforte che neanche il KGB avrebbe saputo conservare meglio.
Poi è di questi giorni la notizia che a Parma abbiamo avuto nel 2009 l’incremento di tariffe più elevato dell’Emilia Romagna (7,8%). “Vedete! E’ perché non avete il forno cari cittadini di Parma!” … tuonerebbe Andrea Viero. Peccato che anche a Reggio e a Piacenza, che il forno già ce l’hanno, abbiano avuto incrementi simili (+7,3 e +7%).
Peccato che il decreto Ronchi imponga alla multi utility il recupero degli investimenti esclusivamente tramite le tariffe.
La verità è che il nostro sacchetto nero, per Iren, è come la gallina dalle uova d’oro: paghiamo per ritirarcelo, Iren lo brucia e riceve gli incentivi statali sotto forma di certificati verdi, quindi Iren ci fa anche pagare per il teleriscaldamento.
E’ il business del momento!
Andrea Viero si frega le mani: i politici di Parma si adeguano ai suoi diktat.
La salute dei cittadini? Un effetto collaterale di banale rilevanza.
A tutti vogliamo ricordare l'articolo 2 del Decreto Ronchi, che disciplina la gestione dei rifiuti a livello nazionale.
I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente e, in particolare:
a) senza determinare rischi per l'acqua, per l'aria, per il suolo e per la fauna e la flora;
b) senza causare inconvenienti da rumori o odori;
c) senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente.
Proprio quello che sta facendo Iren a Ugozzolo...

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 21 dicembre 2010
-502 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+204 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

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