giovedì 15 marzo 2012

Una proposta sulla mobilità intelligente


Che traffico! Quante innumerevoli volte ci siamo ripetuti questa frase, consapevoli, forse, di essere anche noi partecipi dell'accozzaglia di ferraglie incandescenti che si spingono come lumache a colpi di pochi metri, per poi rimettersi fermi a fumare dal retro.

La linea tramviaria Parma Langhirano
   
 Il problema della mobilità è innanzitutto l'eccesso numerico di mezzi privati in circolazione sulle nostre strade, spesso automobili con a bordo solo il guidatore e per il resto piene di spazi vuoti ed inutilizzati. Da dove viene questo eccesso? Dalla fretta (spesso si pensa che con l’auto si faccia prima a raggiungere la destinazione), dalla pigrizia (è vero o no che il moto favorisce un buon stato di salute?), la città dispersa con i suoi microcentri sparsi ormai per tutta la provincia, un sistema di trasporto pubblico poco efficace ed efficiente che non copre varie fasce orarie della giornata. Il risultato lo vediamo come detto sopra ogni giorno dell'anno, fila più fila meno, nei nostri congestionati centri urbani, sulle tangenziali, nelle circonvallazioni, nelle strade provinciale da e per i centri maggiori. Osservando dall'alto questo panorama un po' desolante potremmo tradurre questa immagine come dei corpi centrali (le città) assediati da decine di migliaia di parassiti fumiganti e in fremente e paziente attesa di infilzare il loro pungiglione. L'assedio è rotto solo in qualche ora della notte, per poi ricominciare sempre uguale ogni giorno. I microbi sono talmente tanti da lasciare la loro traccia lungo gli assi di avvicinamento alle prede. I corpi sono oggi ormai esausti, annichiliti, vinti. E' un fenomeno che possiamo osservare anche in natura, in una notte d'estate, quando migliaia di falene ruotano vorticosamente attorno ai lampioni. Frenesie impazzite. Il quadro è sintetizzabile così: migliaia di vetture mono-occupate che ogni giorno stringono d'assedio le città, perennemente intasate e sempre più inquinate. Non c'è blocco del traffico che tenga se non si analizza e si risolve la richiesta di mobilità che si cela dietro questi spostamenti anche se chiudere il centro dalle tangenziali è una manovra corretta che va potenziata e resa sostenibile da un sistema di trasporto pubblico che consenta di lasciare l'auto agli scambiatori e viaggiare in città comodamente sui bus. Ma non vi è altra soluzione se non quella di riprogettare la mobilità del nostro territorio a livello provinciale e non solo comunale, città per città. Soprattutto bisogna smettere di pensare a città sempre più disperse e a centri difficilmente collegabili tra di loro. E l'unica proposta fattibile, sensata, efficace, è quella di guardare indietro e copiare dal passato quando è il caso. Spostare il trasporto dalla gomma alla rotaia è un punto fermo che nessuno oggi mette in discussione. Ricordate anche voi i vecchi tram elettrici che attraversavano la città e collegavano il centro con i paesi vicini? Oggi sembra fantascienza: nei primi del ‘900 eravamo più avanti di oggi in fatto di mobilità pubblica. Anche per il traffico privato la strada deve essere la stessa. Significa in concreto riscoprire i tracciati rotabili che collegavano Parma al suo territorio limitrofo per riportare in attività il collegamento su ferro tra centro e periferie. Il sistema dovrebbe coprire un arco orario il più ampio possibile, permettendo così anche ai turnisti di potersi muovere senza usare l’auto personale. Un esempio lo si può osservare nelle città del nord Europa dove nelle periferie delle grandi città insistono parcheggi collegati a metro leggere che con regolarità frequente e massima puntualità consentono a chi lavora in centro di giungervi senza l'assillo delle code e della ricerca di un parcheggio. Fantascienza o semplice nostra arretratezza? Noi pensiamo che questo sia il modello coretto per la nostra mobilità, oggi applicato in paesi all’avanguardia. Basti pensare al modo di muoversi a New York, dove solo il 35% delle famiglie circola in auto, tutti gli altri coi mezzi pubblici. Quest'uovo di Colombo consentirebbe di collegare Parma alle città satelliti, dando il via anche ad un importante calo della pressione abitativa sul capoluogo. Perché se ho la possibilità di andare e venire dalla città in poche decine di minuti senza impazzire ne spendere soldi in benzina buttata al vento, posso anche decidere di vivere stabilmente in campagna, in collina, in luoghi un po' più salubri della città. Con il risultato di far calare i prezzi di affitti e vendite a far salire la popolazione delle nostre deserte aree periferiche. Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR Parma, 15 marzo 2012 Sono passati 654 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma Mancherebbero 52 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

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