giovedì 17 maggio 2012

Inceneritore, il Pd inchiodato dall'incubo forno


Ha scritto bene ieri Aldo Boraschi su Polis Quotidiano: “Inutile giraci attorno: le elezioni si vincono o si perdono per l'inceneritore”.
Così il Pd ha deciso, un giorno prima del faccia a faccia, di giocare una carta presa da un mazzo che non conosce.



Dopo aver ignorato per anni la tematica, nell'ultima manciata di ore prima delle urne ha chiamato a raccolta le sue truppe da tutta la regione, e si inventa un titolo paradossale: “Verso rifiuti zero”.
La mossa è talmente maldestra che lo stesso Pd presente in Ghiaia è rimasto perplesso e disorientato, al punto da applaudire a scena aperta l'intervento di Francesco Barbieri, esegeta di Gcr.
Surreale ascoltare relazionare dal palco l'assessore reggiano Tutino, che il forno lo ha spento sabato scorso, e il sindaco di Forlì, che contro l'inceneritore locale si è costituito parte civile al processo contro Hera, “per tutelare la salute dei cittadini”.
Più chiaro e disorientante di così non si poteva fare.
Il fatto è che parlare di inceneritore solo per risalire la china dell'elettorato è impresa assai ostica.
Inseguire i “No Ince” sul loro terreno è come fare un pic-nic sulle sabbie mobili.
Il capolista tranquillizzava dal palco: “Non fanno male, lo dice Moniter”.
Ma Moniter dice altro, lo sa anche lui, che peraltro non è un medico.

Invece i medici dell'Emilia Romagna, proprio dopo aver letto Moniter, hanno chiesto la moratoria, hanno chiesto ai politici di fermare gli inceneritori.
Il capolista dice che l'impianto è sicuro. Ma non è convincente.
A Montale, Pistoia, l'inceneritore di ultima generazione ha inquinato i terreni e le mamme. La società di gestione sapeva che le emissioni stavano avvelenando l'aria ma non hanno fermato l'impianto. Al processo due condanne esemplari che suonano a morto per gli impianti.
A Pietrasanta altro impianto con certificato di qualità splendente: ma i metalli pesanti hanno reso pestilenziale il torrente a fianco che sfocia sulla spiaggia della Versilia: anche là ora si guarda oltre l'impianto e, come a Reggio, è lo stesso partito pidino a tuonare contro l'incenerimento.
Il Pd conforta i suoi dicendo che si va verso rifiuti zero, “gradualmente”.
Ma come, in poche settimane il Cittadella è andato al 70% di differenziata, e loro insistono ad accendere un forno che dovrà bruciare 40 anni sempre la stessa enorme quantità di rifiuti?
Dove li prenderanno? Spiegatecelo, please.
E' come se il fortino Parma si fosse improvvisamente ristretto e la difesa della teoria forno fosse diventato un garbuglio inestricabile, al punto che nemmeno i propri sodali fuori provincia sanno come svolgere la matassa, peggiorando ulteriormente le cose.
Il caso Parma che diventa internazionale, o meglio mondiale, con troupe di Cnn e Time in avvicinamento minaccioso.
Ci si è messa anche l'Italia dei Valori, che con il suo eurodeputato Andrea Zanoni tuona contro inceneritori e discariche: “Non possiamo più permetterci di bruciare i rifiuti. Bisogna invertire la rotta del meccanismo che oggi incentiva indirettamente impianti inquinanti e nocivi per la salute”.
Il fatto è che senza questi incentivi gli inceneritori sarebbero costantemente in perdita e i costi di smaltimento andrebbero alle stelle.
Ma parlare di stelle non è il caso in queste ore tese.
Intanto ieri sera Bernazzoli e Pizzarotti si sono confrontati nel faccia a faccia all'auditorium Paganini.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 17 maggio 2012

Sono passati
717 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Sono passati
11 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

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