giovedì 20 dicembre 2012

Perché un digiuno contro l'inceneritore


Mentre a Parma, si banchetta...

Nel dicembre 2006 la catena del digiuno contro l'inceneritore di Trento raggiunse i mille giorni di adesione.
L'associazione Nymby trentino, impegnata nella battaglia con Adriano Rizzoli e Simonetta Gabrielli, inviava regolarmente alle istituzioni informazioni circa la lista degli aderenti, persone dalle categorie più disparate della comunità, dagli insegnanti, alle massaie, ai religiosi.
Partecipò alla catena anche padre Alex Zanotelli, molto vicino alla lotta in atto nella sua terra di origine.
Al convento dei frati cappuccini di Trento spiccava la figura di padre Fabrizio Forti, che così motivava la sua scelta: “Il digiuno, anzitutto, è una comprensione di errori che commettiamo, è far partecipare la nostra fisicità ai discorsi più profondi, una forma particolare di presenza all'interno della polis, una forma di politica. Questo diventa: toccare il cuore di chi detiene responsabilità, potere, di chi detiene la signoria del Creato e purtroppo anche delle persone. Tutti concordiamo con quel poveraccio di Assisi: Laudato sii o mi Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento. Sostentamento dall'aria, dal vento, dalle nuvole. Pensiamo alla nostra aria, alle nostre nuvole di oggi. Mah!
Questo fa pensare, ma noi non ci pensiamo più”.
Se il vescovo e la diocesi di Parma si fossero espressi in questi anni sulla stessa lunghezza d'onda, con la stessa profondità d'animo, invece che prodigarsi nell'invitare i vertici di Iren all'interno del Centro etica ambientale, oggi probabilmente non ci troveremmo tra capo e collo una industria insalubre che reca danno alla salute, quella del creato e delle sue creature.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 20 dicembre 2012

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