sabato 19 gennaio 2013

Inceneritore, al centro della tempesta Parma


Forno frutto di un accordo, non di una necessità

Iren finanziò la campagna elettorale dell'ex sindaco Vignali, che nel 2011, applaudito anche da noi, fermò il cantiere dell'inceneritore.
Oggi ci dicono che l'azione fu messa in atto per raccogliere consensi, in vista di una sua ridiscesa in campo. Noi lottiamo col cuore, alcuni agiscono per i voti: i commenti sono superflui.
Ma noi siamo ancora qui, e grazie alla nostra perseveranza si sta facendo luce.



A partire dalla miccia che fece esplodere la querelle sul forno, nel 2011, frutto di un esposto in Comune dove si chiedeva di verificare se Iren fosse o meno in possesso del permesso a costruire.
Un documento ancora oggi introvabile, nonostante i pronunciamenti del Tar.
Noi siamo ancora convinti che dentro il faldone inceneritore ci siano ancora tanti spunti su cui lavorare e se è risaputo che al centro delle decisioni ci fosse la Provincia, pare incredibile come, in mezzo a questa tempesta, non emerga ancora nulla su quel fronte.
Per carità, sarà tutto lindo e terso come una mattina di primavera, ma il dubbio che in qualche modo la procedura di autorizzazione sia stata sostenuta con generosità rimane.
Iren dunque finanziava campagne elettorali e promuoveva azioni di consenso.
Quali e quante campagne sono all'attivo?
Senz'altro si è impegnata per Vignali, lo fece anche prima di lui per qualcun altro?
Ormai queste domande se le pongono tutti i parmigiani attenti e desiderosi di conoscere tutta la verità, fino in fondo.
Sappiamo che l'inceneritore inciampò in un abuso fin dalla nascita, quando la progettazione fu affidata senza gara e per una cifra inverosimile, 4,7 milioni di euro, alla concorrente Hera.
Sappiamo, per averli visti, che molti disegni di progetto erano fotocopie di altri impianti, particolari che non depongono a favore di un costo di progettazione di questa entità.
Colpisce che nessun costruttore abbia mosso obiezioni alla condotta di Iren quando regalò a Hera il progetto.
Colpisce che l'appalto da 40 milioni di euro per le opere edili sia stato concorso da una sola azienda.
Un bando europeo per costruire muri con un solo concorrente.
Un bando vinto da una cooperativa, la CCC, nota per la sua vicinanza a un ambito politico ben preciso, come la tradizione delle coop rosse insegna.
Anche in questo caso silenzio, nessun ricorso di concorrenti che in tempi di vacche magre non avrebbero dovuto sputare su un piatto così ricco.
Mentre sfilano i nuovi arrestati, mentre un'altra dura mazzata colpisce la nostra città, rimangono tante domande, tanta voglia di moltiplicare le lampadine fin qui accese, per squarciare il muro del silenzio che accompagna l'inceneritore dalla sua nascita.
Inceneritore che è al centro della storia recente di Parma, più indigesto che mai.
E se il conto lo dovranno pagare i cittadini, crediamo abbiano diritto di conoscere tutte le portate, e magari anche la lista degli ingredienti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 19 gennaio 2013

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