giovedì 26 aprile 2012

Il valore di una firma


Cosa brucerà l'inceneritore di Parma?

L'inceneritore di Parma brucerà solo rifiuti provinciali, per metà urbani, per metà speciali.
Quante volte ce lo hanno ripetuto? Troppe.
Perché poi leggendo le prescrizioni una ad una si scopre che la scappatoia c'è: “salvo autorizzazione delle autorità competenti”. Un divieto fuffa.



L'inceneritore di Parma non verrà mai acceso, ne siamo convinti oggi più di ieri.
Anche davanti a quelle migliaia di giovani che hanno accolto sabato scorso in Pilotta il movimento che ha fatto proprio il no all'inceneritore, senza se e senza ma. E alla maggioranza dei candidati che sono per un'altra gestione dei rifiuti, quella giusta (7 su 10, per ora).
Ma giochiamo pure alle ipotesi irrazionali e mettiamo di trovarci improvvisamente in un futuro in cui il calderone si metta a ribollire.
Da tempo chiediamo inutilmente che la postilla by-pass sia eliminata dal dettato del forno, ma fino ad oggi nessuno si è preso la briga di agire, mantenendo il solito atteggiamento sfuggente: “Fidatevi di noi!”.
Ma certo, come no, come potremmo non fidarci di voi, che avete dimostrato di meritarvelo in mille occasioni! Lingotti inclusi.

Qualche giorno fa il Movimento 5 Stelle è uscito con una proposta che abbiamo salutato favorevolmente.
Il rifiuto è solo made in Parma? Metteteci la faccia, e la firma.
Se entra un grammo di rifiuto, anche solo mezzo reggiano o mezzo piacentino, firmate già da oggi le vostre dimissioni. Dimissioni non in bianco, ma proprio circostanziate e motivate.
Chiaro, semplice, immediato.
Il dado è stato tratto ma a raccoglierlo finora è stato solo Simone Rossi, che ha aderito alla proposta, pur non essendo candidato sindaco.
E gli altri? Sì, no, nì?
Ci sono dieci candidati in corsa, solo Federico Pizzarotti ha il coraggio di sottoscrivere questa iniziativa dettata dal buon senso?
Forse non è vero che i rifiuti saranno solo di Parma?
Che problema ci può essere a firmare un impegno più volte preso e ripetuto, anche se solo a parole, ma di fronte all'opinione pubblica?
Non capiamo lo stallo, non comprendiamo il silenzio.
Ci sono, ad esempio tra le fila dei democratici, fior di ecologisti, almeno a parole, come Nicola Dall'Olio, regista del Suolo minacciato, che crediamo non abbiamo alcun timore a ribadire nero su bianco quello che ripetono in continuazione ai microfoni.
Si comincerebbe per lo meno a dimostrare con i fatti che gli elettori possono mettersi in tasca impegni puntuali e precisi, da tirare fuori alla bisogna, in caso di spiacevoli incidenti.
Diteci tutta la verità.
Cosa brucerà il forno di Ugozzolo quando la raccolta differenziata andrà a regime e i rifiuti residui scarseggeranno? Fuffa?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 26 aprile 2012

Sono passati
696 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
10 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

mercoledì 25 aprile 2012

Il signore delle ceneri


Ieri sera, durante la trasmissione di Tv Parma Agorà, condotta dal direttore Molossi, abbiamo seguito il duello tra Federico Pizzarotti (Movimento 5 Stelle) e Bernazzoli, Pd, sul tema dell'inceneritore.
Evidentemente in difficoltà il secondo, che sul tema, a quanto pare,  non si è preparato a dovere.
L'insistere ancora una volta sulla ineluttabilità del forno quando i cugini di Reggio, pidini anche loro, ne fanno a meno già da oggi, dimostrando che ormai la tecnologia permette di gestire i rifiuti senza incenerirli, risulta ormai un po' fuori tempo, come la sua candidatura calata dall'alto.
Ma il bello è arrivato quando si è entrati nel dettaglio delle scorie prodotte dal forno.



Bernazzoli ha sostenuto che l'inceneritore consente di chiudere il ciclo dei rifiuti, ma Federico Pizzarotti non lo ha lasciato andare lontano.
“La gestione meccanica a freddo dei rifiuti consente di ottenere la metà di residuo rispetto alle 40 mila tonnellate di ceneri che erutta l'impianto di Iren. Quindi serve una discarica ben più grande, altroché chiudere il ciclo”.
A questa domanda, il candidato del Pd ha risposto sostenendo che le ceneri non sono da considerare scarto, ma sono recuperabili in comparti industriali come i cementifici: “Lo fanno anche a Parma”.
Una bella cantonata.

Perché le ceneri volanti sono considerate dalla legge rifiuto pericoloso e devono essere stoccate in discariche speciali che in Italia non esistono.
Per quanto invece riguarda le ceneri pesanti, basti ricordare che sotto il vecchio impianto del Cornocchio giacciono 100 mila tonnellate di residui dell'inceneritore, ancora oggi, dopo 11 anni, abbandonate a non si sa quale destino.
Anche guardando all'idea stupenda del Bernazzoli, comunichiamo a tutti i parmigiani la notizia che il candidato del Pd intende portare nei muri delle nostre case tutti i veleni contenuti nelle ceneri tossiche, che ad esempio a Treviso hanno obbligato ad abbattere una palazzina perché i suoi muri, costruiti con cemento che conteneva ceneri, sono risultati tossici.
Una clamorosa uscita, questa delle ceneri.
Il presidente della Provincia non ha saputo cosa ribattere se non il solito trincerarsi dietro il tema del terrorismo strisciante, scarso rimedio quando non si sa cosa dire.
Un balbettio evidente che ha fatto capire quanto il colpo sia andato a segno e che il signore delle ceneri non sappia come argomentare su questo importante passaggio del progetto: non è scritto da nessuna parte dove andranno a finire le ceneri. Ma il Cornocchio è già una risposta.
Come una tragica risposta è stato l' “affare” amianto, che ci sembra avere molte attinenze con questa nuova trovata delle ceneri nel muro di casa nostra.
Tutto questo deve farci riflettere, è finito il tempo dove i cittadini potevano delegare tutto a chi li rappresentava. Dobbiamo informarci, essere consapevoli e intervenire sulle decisioni che vengono prese per noi. La salute è troppo importante: guardiamoci attorno, quante persone con gravi malattie conosciamo?
Basta questo per capire che non è più possibile “lasciar fare”.
Lasciare nella mani del signore delle ceneri la città è una buona idea?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 25 aprile 2012

Sono passati
695 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
11 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Parma al bivio, vivere o alzare bandiera bianca?


Il 6 maggio la città sceglie il suo futuro: sarà con o senza forno inceneritore?

Lo chiederemo il 27 aprile, ai candidati, da che parte vogliono stare.
Dalla parte dei cittadini o contro?
Dalla parte dell'ambiente o contro?
Dalla parte dell'economia locale o contro?
Dalla parte della salute o della malattia?
Noi vogliamo capire a chi dare il nostro voto, e non vogliamo sbagliare casella.



Venerdì metteremo dieci sedie sul palco, non è detto che saranno tutte occupate, ma là rimarranno, vuote o piene che siano. Dobbiamo avere davanti agli occhi i presenti e gli assenti.
Nel 2007 l'allora sindaco Ubaldi affermò, a Sant'Ilario, come per rilanciare Parma fosse necessario puntare sui valori morali.
Abbiamo preso sul serio le sue parole, e i relativi significati: la moralità davanti a tutto.

Nel dicembre del 2009 abbiamo portato a Parma Paul Connett, chimico, candidato al Nobel, che disse alla platea gremita del Teatro Due: “L'inceneritore moderno è un tentativo di migliorare una pessima idea”.
In quei giorni il sindaco di San Francisco scrisse a Vignali: “Noi trasformiamo il 72% dei nostri rifiuti in fertilizzante. Venite ad imparare come si fa”.
Era l'inizio di un percorso, già avviato fin dal 2006, che Gcr ha portato avanti fino ad oggi, in una battaglia culturale che non si può negare abbia stravinto, a forza di approfondita informazione e ospiti internazionali portati in città. Una battaglia vinta anche contro il bavaglio imposto su questi temi.
Nel marzo del 2010 l'auditorium Paganini ha accolto medici di livello internazionale, Giuseppe Masera, Ernesto Burgio, Patrizia Gentilini, Dominique Belpomme, Gianni Tamino: sono emersi i rischi che si corrono bruciando i rifiuti. Un territorio già malato come il nostro che trasferisce la discarica dalla terra al cielo. Inutile fingere che l'inceneritore distrugga i rifiuti: semplicemente li trasforma, da sostanza solida a sostanza gassosa, moltiplicandone la pericolosità.
A gennaio 2011 ancora un auditorium Paganini stracolmo di parmigiani, per ascoltare i fondatori di Cradle to Cradle, il nuovo concetto di costruire dalla culla alla culla, imitando il ciclo biologico della natura, che non conosce rifiuto. Michael Braumgart, William McDonought, eroi del pianeta secondo il Time, ricercati dalle multinazionali più importanti del mondo.
A marzo dello stesso anno il consiglio comunale di Parma ha ospitato in seduta congiunta delle commissioni ambiente e sanità, 8 esperti di inquinamento, tra cui due esponenti dell'Istituto Superiore della Sanità, la direttrice del Registro Tumori del Veneto, con risultati shoccanti, Parma in testa alle classifiche mondiali per i tumori nelle donne. L'inceneritore è una minaccia per le future generazioni e lo stesso ordine dei medici dell'Emilia Romagna chiese nel settembre 2007, all'indomani del nulla osta sanitario dell'inceneritore di Parma, la moratoria. Fermatevi! Dissero i medici nel totale disinteresse delle autorità.
Nel maggio 2011 il quinto player d'Europa dei rifiuti sbarca alla Camera di Commercio: è pronto a smontare l'inceneritore pezzo per pezzo ed a seguire la rivoluzione dei rifiuti di Parma. Il cerchio è chiuso: l'inceneritore fa male, ma abbiamo anche la soluzione alternativa tecnica pronta. Frans Beckers è perentorio e invita Comune e Iren in Olanda. La serata è all'interno della Festa per l'Europa e ospita anche Massimo Cerani, progettista bresciano di gestione corretta dei rifiuti.
E infine a ottobre giunge anche Jack Macy direttamente dagli Stati Uniti a spiegare come sia possibile gestire i nostri materiali post utilizzo senza incenerirli: lo fa San Francisco, sarà abbastanza grande? Il cinema Astra accoglie anche un amministratore virtuoso come Ezio Orzes (oltre il 90% di raccolta differenziata nel suo comune) e Raphael Rossi, alla prese con la rivoluzione dei rifiuti napoletana.
Spesso chi difende gli impianti se ne fugge via affermando che non ci sono prove della loro pericolosità. Ma i dati ci sono, se si vogliono cercare. Con uno dei laboratori più prestigiosi a livello europeo, l'Inca di Marghera, sono state effettuate analisi di campioni biologici, latte materno, uova, polli, riscontrando dosi di diossina elevate e fuori norma.
Un allarme che ha portato a lanciare una campagna per la difesa del latte materno, presentata alla Camera dei Deputati lo scorso marzo.
C'è grande disinformazione e grande approssimazione, anche in chi dovrebbe essere in grado di gestire al meglio gli impianti di incenerimento dei rifiuti. Iren Ambiente, in una lettera alla Gazzetta espose addirittura le quantità di diossina che l'inceneritore emetterà nella sua vita operativa. Un quantitativo che rapportato alla dose giornaliera consentita dall'Oms, provoca dosi per 1,2 milioni di abitanti adulti, 3 volte la popolazione della nostra provincia.
La combustione è di per sé un processo instabile e pericoloso: dal fumo di una sigaretta sono state isolate 4 mila sostanze chimiche, figuriamoci nel fumo di un inceneritore, che brucia sostanze le più eterogenee possibili: 400 quelle riscontrate in un prelievo a camino: una decina le sostanze verificate dai controlli di routine. Una follia.
Siamo responsabili non solo del nostro presente, ma soprattutto del futuro del nostro territorio.
Siamo responsabili verso le future generazioni, che ci hanno solamente dato in prestito il pianeta che è loro di diritto.
L'oncologo Lorenzo Tomatis, direttore dello Iarc Oms), disse: “Incenerire i rifiuti resta una follia”, non possiamo trasformare le popolazioni in cavie, per studiare gli effetti delle emissioni.
Ma anche lo stesso studio Moniter dell'Emilia Romagna, 3 milioni di euro senza effettuare alcun campionamento su matrici biologiche, arrivò a conclusioni imbarazzanti.
Per i nati pre termine una associazione “coerente e statisticamente significativa” tra livelli di esposizione a inceneritori e nascite prima del giusto tempo.
Moniter chiudeva così: “Non si creino ulteriori domande di incenerimento” , la segnalazione di effetti avversi dovrebbe “ispirare a un approccio di precauzione a proposito della creazione di nuovi impianti”.
E' una assoluzione? Non le assomiglia proprio.
E la gente è per le strade. Migliaia di persone, di famiglie, di bambini, a sostenere la richiesta di stop, di ripensamento, di riconversione del sistema, sei volte i cittadini si sono ritrovati uniti per un unico scopo: risvegliare le coscienze degli amministratori.
Non c'è più il tempo per ulteriori attese.
Le risorse si esauriscono, l'ambiente sta diventando un crogiolo di veleni.
Dobbiamo modificare l'approccio e copiare dalla natura.
Il ciclo biologico separato da quello tecnologico, l'organico separato dal secco.
Entrambi devono seguire il processo di ciclo chiuso, per non lasciare un grammo di residuo dietro di sé. Costruire dalla culla alla culla è un dovere imprescindibile.
Al Gore, Nobel per la Pace nel 2007, disse: “La conseguenza principale dell'incenerimento è lo spostamento dei rifiuti in forma gassosa, attraverso l'aria, da una comunità a quelle vicine... e quindi all'atmosfera di tutto il pianeta. In effetti abbiamo trovato un altro gruppo di persone inermi su cui scaricare le conseguenze dei nostri rifiuti: quelle che verranno dopo di noi e che ora non possono incolparci”.
L'assurdo di tutta questa vicenda è che l'affrontare il mondo dei rifiuti correttamente porterebbe vantaggio a tutti, anche a coloro che oggi vogliono l'inceneritore.
Rispetto ai posti di lavoro ad una unità impegnata con l'inceneritore se ne generano 1.000 nel settore del riciclo e del suo indotto.
Un inceneritore è antieconomico e non sta in piedi senza l'ausilio degli incentivi statali che drogano il mercato.
A livello ambientale non c'è ovviamente nessun confronto tra i due sistemi: l'inceneritore distrugge materia prima che diventa irrecuperabile, la gestione a freddo ne consente il riuso e il recupero.
Un inceneritore insomma è costoso, inquina, distrugge materia prima, deprime il mercato del lavoro. Che senso ha fare questa scelta?


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 25 aprile 2012

Sono passati
695 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
11 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

martedì 24 aprile 2012

Eroe della food valley


Una canzone portata al successo da Caparezza, “Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)”, ci ha ispirato il comunicato di oggi, nell’imminenza del concerto del 25 aprile che lo vedrà protagonista.
Nel pezzo del rapper pugliese, noto anche per il suo impegno contro gli inceneritori, si narra appunto la storia di un operaio precario, Luigi delle Bicocche che, nonostante le varie difficoltà che incontra (tra cui la tentazione di giocare al video poker e di chiedere prestiti agli usurai), riesce a mandare avanti una famiglia, un autentico eroismo per i tempi che corrono.



Un parallelo che vogliamo calare sulla realtà della nostra provincia e a cui simbolicamente investiamo la famiglia Campanini, già evocata in uno dei nostri comunicati nel luglio 2010 (http://gestionecorrettarifiuti.it/sito/modules/news/article.php?storyid=371)
Una famiglia come ce ne sono tante a Parma con Giovanni, il capofamiglia, trentacinquenne appena assunto come ingegnere informatico in una ditta nel quartiere SPIP (200 m dall'inceneritore); la moglie Paola, 34 anni, ricercatrice nel nuovo Centro ricerche sulle malattie respiratorie costruito all'imbocco dell'autostrada (1 km dall'inceneritore) e i due figli Filippo e Matilde di 3 e 5 anni che tutte le mattine vengono accompagnati all'asilo di Pedrignano (1 km dall'inceneritore) ed alla scuola elementare Micheli di via Milano a Parma (3 km dall'inceneritore).
La nostra famiglia modello si trova a dover combattere ogni giorno contro nemici spietati ed implacabili, nemici subdoli perché invisibili all’occhio umano ma presenti ovunque nel nostro territorio.

Nemici che prenderanno le sembianze del mega inceneritore di Ugozzolo, se mai andrà in funzione, con i suoi 144.000 metri/cubi ora, con le sue diossine, la cui presenza è negata dagli amministratori pubblici nonostante gli stessi progettisti dichiarino nero su bianco la loro sinistra presenza, con tanto di numeri molto preoccupanti.
Una famiglia che quest’inverno ha conosciuto la neve chimica, vocabolo prima d’ora mai entrato nel nostro lessico, e a cui forse dovremo abituarci per gli anni a venire se non invertiamo decisamente la rotta.
Giovanni Campanini, un eroe che deve combattere contro i continui sforamenti dei livelli di PM10, con il triste record di Parma che in Emilia-Romagna è risultata essere la peggiore città capoluogo con 70 sforamenti da inizio anno.
Questa famiglia, che neanche con le gite fuori porta riesce a sfuggire a questa morsa maligna con centrali a biomasse che nascono come funghi nel nostro appennino, affamate di legna da ardere in nome di un bene sicuramente non comune. Uno slalom tra 10 cave ofiolitiche, dove se hai la sventura di transitare mentre frantumano la roccia c’è il rischio che le fibre di amianto  entrino nei tuoi polmoni.
Non va meglio se vuoi portare i tuoi figli a fare birdwatching all’oasi della Lipu a Torrile, con la centrale di San Quirico che ogni anno vomita nell’aria 500 tonnellate di ossidi di azoto e 442.000 tonnellate di CO2 (dati ARPA 2010).
Insomma un eroe della resistenza questo Giovanni Campanini, ora più che mai convinto a non lasciare che un territorio conosciuto nel mondo per il bel vivere, per le eccellenze alimentari, per la cultura venga lasciato in mano ad un manipolo di affaristi senza scrupoli ed ai loro burattini politici.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 aprile 2012

Sono passati
694 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
12 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Cave ofiolitiche e rischio amianto


Il convegno di Borgotaro

Sabato 21 in Palazzo Tardiani a Borgo Val di Taro si è tenuto il secondo appuntamento del ciclo “Le mani sulla montagna” dal tema: “Cave in ofiolite e rischio amianto: rischio ambientale e sanitario collegato all’estrazione e all’utilizzo di materiale ofiolitico”.



Alla presenza di poco meno di un centinaio di persone, del sindaco di Borgo Val di Taro, di altri amministratori e funzionari provinciali, sono state esposte tre relazioni sull'argomento.
Il primo intervento della dottoressa Maria Cirelli (Isde Parma) ha riproposto con un linguaggio di carattere divulgativo “Alle origini del problema”, un lavoro che mette in evidenza le contraddizioni e incertezze irrisolte generate dall’allegato 4 del D.M. 14 maggio 1996 e le conseguenze negative  dal punto di vista  della contaminazione ambientale che queste attività producono.
In conclusione la relazione invita le amministrazioni locali a valutare e riflettere sulla compatibilità di queste attività con la vocazione turistica/paesaggistica, agro-alimentare e silvestre delle valli del Taro e del Ceno.

Il secondo intervento di Orietta Sala dell’Arpa di Reggio Emilia, già componente  dell’equipe che ha redatto nel 2004 il testo di riferimento “Il progetto regionale pietre verdi” ha illustrato i dettagli delle metodiche  e gli aggiornamenti e approfondimenti di tipo scientifico successivi al lavoro del 2004 .
Il dott. Edoardo Bai consulente scientifico di Legambiente Lombardia e Isde Italia ha introdotto la sua relazione con uno sguardo fuori regione esponendo problemi connessi alle attività estrattive in Valmalenco (Sondrio) per passare a ragionare sui numeri così come appaiono nella tabella dei casi di mesoteliomi nei comuni ofiolitici.
Con una affermazione che non potrà suscitare scalpore e preoccupazione ha sostenuto che il dato relativo al numero di casi risulta doppio rispetto alla media regionale e che analoga situazione è riscontrabile nel territorio di Levanto anch'esso sede di cava ofiolitica. Dati dunque significativi che necessitano di un serio approfondimento da parte degli organi di tutela sanitaria.
Ospite inatteso del convegno il prof. Paolo Crosignani dell’Istituto dei tumori di Milano che con un breve intervento ha ribadito e chiarito alcuni aspetti della relazione di Bai.
Sono seguiti diversi interventi dal pubblico in rappresentanza di associazioni, comitati, un funzionario provinciale di settore.
Sollecitato ad intervenire ha preso la parola il sindaco di Borgotaro Diego Rossi, il quale ha fra l’altro affermato che con l’insistere a parlare di contaminazione ambientale si rischia di compromettere l’immagine del territorio con conseguenti possibili ricadute negativi sui flussi turistici, mentre per i dati epidemiologici ha affermato che l’amministrazione fa riferimento alle sole valutazioni istituzionali.

Fabio Paterniti
Cave all'amianto No Grazie

www.reteambienteparma.org  -  info@reteambienteparma.org
comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita -
comitato cave all’amianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorse – no cava le predelle –
associazione per l'informazione ambientale a san secondo parmense

Primo non bruciare


Il Pd contro gli inceneritori, ma non a Parma

http://tinyurl.com/pd-piemonte

Chissà se il Pd di Parma si sente sotto assedio, se prova la spiacevole sensazione dell'accerchiamento, la stessa angoscia che deve aver provato il colonnello Custer, a Little Bighorn, quando capì che il destino era segnato.



Un'angoscia che deve essere poi particolarmente pungente, quando sono i tuoi stessi compagni a stringere d'assedio la fortezza.
Perché il Pd di Parma è ormai surclassato e messo da parte proprio dallo stesso Pd, che ormai in lungo e in largo per l'Italia sta dicendo a chiare lettere che l'inceneritore è il passato, e il partito deve guardare al presente, e certamente al futuro.
Non deve essere facile far finta che il Pd finisca sull'Enza, e che il partito debba mantenere lo sguardo basso e concentrato solo sull'opinione di pochi dirigenti, tra l'altro spesso e volentieri messi in minoranza dalle sezioni locali. Un Pd da riserva di caccia, con alte mura sui confini provinciali.

Ma il motivo per cui siamo tornati su questo tema, dopo aver più volte relazionato sui passi avanti di Reggio Emilia, di Lucca, dell'intera Toscana, di territori insomma targati a cifre rosse da sempre, è l'evento che ieri, sabato 21 aprile, si è svolto in quel di Torino.
Noi abbiamo davanti già da un po' il volantino, ma abbiamo dovuto fare qualche telefonata per diramare il dubbio che fosse uno scherzo, visto che a volte anche noi li facciamo.
“I rifiuti come risorsa. Verso una alternativa all'inceneritore” non è una frase manipolata da Gcr con photoshop e poi data in pasto ai media, ma è proprio il titolo della giornata di studio piemontese.
L'immagine di un camino bloccato da un segnale di divieto, il fumo che diventa mostro, la scritta NON BRUCIO! a caratteri stampatello, non è un fotomontaggio di qualche scalmanato ambientalista.
Il luogo del convegno è la camera di commercio di Vercelli, gli interventi sono dell'onorevole Bratti, di Roberto Cavallo di Erica, del sindaco a rifiuti zero di Capannori Giorgio Del Ghingaro, dell'assessore provinciale all'ambiente di Reggio Emilia Mirko Tutino, di Aldo Reschigna, capogruppo del Pd in consiglio regionale.
Preside Maura Forte, segretaria provinciale del Pd, introduce Daniele Peila, responsabile provinciale ambiente del Pd.
Insomma una vasta platea del Pd locale e nazionale.
Ci viene da pensare: ma i parmigiani cosa mai avranno fatto di male per meritarsi gli amministratori pidini che si ritrovano?
Qual'è l'atavica colpa che ci relega a fanalino di coda a livello italiano nella gestione dei rifiuti?
Come è possibile che nell'aprile 2012 uno dei candidati sindaco venga a raccontare che l'inceneritore è stato fatto dopo un'agenda 21, che non è un diario del 1921 ma una consultazione che risale ai primi anni del 2000?
Come è possibile che lo stesso candidato vada in televisione a dire che dobbiamo farci carico delle 700.000 tonnellate dei rifiuti che produciamo in provincia quando sa benissimo che l'ente pubblico è obbligato ad occuparsi solo dei rifiuti urbani, che sono poco più di 1/3 di quella cifra?
Dopo dieci anni siamo ancora fermi ad un assessore all'ambiente che riesce a vedere le persone solo come cumuli di rifiuti da 1,5 kg ciascuno?
Afferma il Pd piemontese: “Non brucio. Riduco, Riciclo, Recupero, per vivere meglio.
Anche a Parma vorremmo vivere meglio.
Di certo non lo possiamo fare con i personaggi che incarnano oggi il Pd locale.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 aprile 2012

Sono passati
694 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
12 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

lunedì 23 aprile 2012

Perle false?


I candidati sindaco di fronte all'incubo inceneritore

Venerdì 27 Aprile, presso l' Auditorium Toscanini di Via Cuneo, alle ore 21, la società civile incontrerà i candidati sindaco alle prossime elezioni comunali per affrontare pubblicamente a viso aperto il tema più delicato e importante della nostra comunità: l' inceneritore.



Tema dal quale passa tutta la nostra vita, economia, ecologia, ambiente, salute, posti di lavoro, futuro e future generazioni. Quasi tutti i candidati hanno già aderito da tempo, ne restano tre che non si sono ancora degnati di rispondere all'invito. Vincenzo Bernazzoli, che in campagna elettorale ama ripetere che ascolterà l'associazionismo dando voce all'associazionismo, Elvio Ubaldi, il sindaco che in occasione del suo ultimo Sant'Ilario invitò Parma a puntare sui valori morali. Paolo Buzzi, che disse “mettetevi il cuore in pace, l'inceneritore si fa”.
La comunità di Parma vuole capire quali sono i valori morali che spingono una manciata di persone a investire su un'industria insalubre di classe I (art. 216 RD 1265/34 DM 5.9/1994), che per legge non si può costruire in zone caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti (vedi D.lgs 228 del 18/05/2001).

Con quali valori morali viene nascosta la richiesta di moratoria avanzata dalla Federazione degli Ordini Medici dell'Emilia Romagna nel settembre 2007 e replicata nel dicembre 2011, l'indomani dell'uscita dei dati preoccupanti evidenziati dallo studio epidemiologico Moniter?
Con quali valori morali banalizziamo i parti pre-termine e le diossine nel latte delle mamme che vivono accanto agli inceneritori? Con quali valori morali bruciamo le materie prime finite e limitate di questo piccolo pianeta finito e limitato? Speriamo che  anche gli ultimi 3 candidati sindaco, Bernazzoli, Ubaldi, Buzzi, non si sottraggano a questa assunzione di responsabilità nei confronti della comunità e delle generazioni a venire, andando oltre i semplici slogan.
"Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni".


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 aprile 2012

Sono passati
693 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
13 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Inceneritore o discarica?


o tutti e due?

Due sistemi diversi o un unico modello sbagliato di affrontare il problema?
Le immagini che inviamo oggi portano testimonianza di come la zona dell'inceneritore di Parma si stia trasformando pian piano in una enorme discarica a cielo aperto.



Forse gli ignoti autori pensano già al futuro, quando Ugozzolo sarà considerata la pattumiera parmigiana dove gettare tutto, ma proprio tutto, di quello che non serve più.




Pare però eccessivo che si inizi già ora, e soprattutto che i materiali abbandonati siano di tipo  pericoloso come il cemento amianto.



Come si evince dalle istantanee non si parla di piccoli cumuli o di singoli elementi, ma di un abbandono massivo ed imponente, che a quanto pare a nessuno interessa visto che la situazione si protrae già da qualche tempo e non ci risultano interventi di alcun tipo.



Che ne sarà di Ugozzolo?
Che ne sarà della campagna a nord della città, dopo l'accensione del forno?
Noi siamo seriamente preoccupati.
Le premesse negative ci sono tutte.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 aprile 2012

Sono passati
691 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
13 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

domenica 22 aprile 2012

Verso l'addio agli inceneritori in Europa


e una maggiore protezione della biodiversità

Il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulle linee guida del prossimo programma ambientale Ue. Previsto il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio. Passa anche un rapporto sulla tutela della biodiversità. Il parlamentare europeo Zanoni, IdV,: “Misure concrete per arrestarne la perdita. I rifiuti devono diventare una risorsa”.
Passano al Parlamento europeo due importanti rapporti su ambiente e biodiversità.



“Una pietra miliare per l'Europa. Adesso la Commissione segua la linea indicata dal Parlamento e compia azioni concrete per salvaguardare la biodiversità, proteggere l'ambiente e chiudere una volta per tutte con pratiche obsolete e pericolose come l'incenerimento dei rifiuti”. Così Andrea Zanoni, eurodeputato IdV, commenta l'approvazione dei due rapporti da parte dell'Aula di Strasburgo.

Si tratta della relazione “sulla revisione del sesto programma d'azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità per il settimo programma” (stragrande maggioranza) e di quella sulla “Strategia europea per la biodiversità 2020” (414 favorevoli, 55 contrari e 64 astenuti).
“Nel testo che detta le linee guida del Settimo programma sull'Ambiente si legge chiaramente che la Commissione deve prevedere “obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati”, spiega Zanoni. “Finalmente troviamo nero su bianco l'impegno del Parlamento a spingere l'intera Ue nella direzione della sostenibilità ambientale”.
“Con l'approvazione del rapporto sulla biodiversità abbiamo sottolineato il bisogno di un maggior impegno Ue per fermare la perdita di biodiversità entro il 2020 – continua l'Eurodeputato – Il rapporto del collega Alde Gerben-Jan Gebrandy invita l'Ue a compiere passi fondamentali come restaurare gli ecosistemi danneggiati e rafforzare la protezione di specie animali ed habitat minacciati dall'inefficienza delle politiche attuali - spiega Zanoni - Tra i provvedimenti più urgenti, rientra un'attività di pesca e agricoltura finalmente sostenibili, e lo stop allo sfruttamento indiscriminato di foreste e territorio”.
“Da questo punto di vista l'Europa può e deve giocare un ruolo chiave nella protezione della biodiversità e nella lotta ai fenomeni che minacciano anche la nostra salute come l'incenerimento dei rifiuti – aggiunge Zanoni – La nuova strategia di ripresa economica Ue presentata questa settimana a Strasburgo va nella direzione giusta – conclude l'eurodeputato – Mi auguro che anche il governo italiano voglia seguirne le indicazioni, in merito a green economy, salute e nuove tecnologie, alla lettera”.
Ecco fin qui le grandi novità europee, comunicate dall'eurodeputato attento all'ambiente.
Il forte impulso verso la salvaguardia dell'ambiente non può che toccare anche la nostra vicenda locale, legata al proseguimento del progetto dell'inceneritore.
Ora, visto che Parma guarda all'Europa virtuosa, chiediamo ufficialmente ai decisori politici di perseguire l'indirizzo europeo, facendo un passo indietro sul progetto dell'inceneritore di Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 22 aprile 2012

Sono passati
692 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma

Mancherebbero
14 giorni all'accensione del forno, se ancora lo si farà

Dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica potranno essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica (bidone giallo) grazie a nuovi accordi ANCI-CONAI

Biomasse a Palanzano. Una tresca tra sindaci?


Il comitato contro le biomasse di Palanzano ha contatto Rete Ambiente Parma cercando solidarietà.
Tutti devono sapere dell'ulteriore scempio che stanno per fare alla montagna: boschi tagliati e trasformati in cippato e un costante via e vai di letame per le strade delle valli (300 tonnellate al giorno).
Il comitato ha denunciato da tempo a Provincia e Regione l'iter delle autorizzazioni comunali, ma pare che, oltre a generici attestati di solidarietà, le istituzioni non possano vietare ciò che proprio le loro normative autorizzano.



Si teme che quanto prima il sindaco Maggiali conceda la Dia anche per l'impianto a biogas a Nacca di Vaestano. (la Dia per l'impianto che brucerebbe cippato di legna e resti di digestato è già stata concessa dal sindaco di Palanzano il 16 gennaio scorso).
Il comitato di Palanzano è riuscito ad ottenere un fac-simile dell'atto notarile con cui 8 o 9 allevatori si sono costituiti quali richiedenti l'autorizzazione degli impianti.
Da questo atto si evince che le loro stalle spaziano come dislocazione dal crinale alla collina: praticamente mezza montagna.
Alla faccia della sostenibilità e degli impianti a Km 0.

A detta del comitato metà di tali stalle sono già chiuse o stanno per fallire.
In ogni caso nessuno dei richiedenti si è mai presentato con un piano industriale che spieghi come si intenda costruire i due impianti, il cui costo è stimato grosso modo in 8 milioni di euro.
Il comitato è convinto che gli allevatori siano solo dei prestanome e che dietro ci sia l'ex sindaco di Palanzano Carlo Montali, che si era già espresso a loro favore quando era sindaco.
Sarà vero?
L'ex sindaco, una volta ottenuti i permessi, sarebbe disponibile a cedere agli effettivi speculatori tutta la partita. Illazioni o realtà?
Il comitato è altresì convinto che l'attuale sindaco Maggiali, per patti pregressi tra politici della stessa area politica, non possa rifiutare a Montali queste Dia.
Questo è il fatto che viene suggerito, in attesa delle eventuali smentite: un accordo tra il sindaco attuale ed il sindaco uscente per portare a termine tutto il progetto.
Perfino Legambiente di Reggio Emilia ha espresso la sua reprimenda su questo indirizzo che va contro la sostenibilità: “Qui si sta esagerando. Due impianti, l'uno vicino all'altro ed entrambi da 999 Kw di potenza, sono solo un modo per eludere le autorizzazioni delle istituzioni preposte (Provincia e Regione). In un posto come Nacca, dove la strada è una carraia e con l'Enza lì a due passi, il rischio idrogeologico è troppo alto”.
Tutto vero, badate.
Ma non una parola Legambiente la dice sui 40.000 quintali di legna tagliata dai boschi ogni anno per alimentare la centrale a biomassa e niente neppure sul via vai di camion di letame tra Albazzano e Miscoso, tra Tizzano e Ramiseto, tra Neviano e Palanzano.
Tutto questo per Legambiente è sostenibile, visto che per loro la montagna può essere predata delle sue risorse in nome delle energie rinnovabili, diventate il nuovo mantra con cui la speculazione intasca i nostri soldi.
Gabriella Meo, consigliere regionale, ha fatto un'interrogazione sulle due centrali di Palanzano.
E' arrivata anche a domandarsi come mai la Regione stanzi soldi per centrali a cippato quando bruciarlo è così inquinante. Non basterebbe, si chiede, che gli edifici comunali si dotassero di caldaie a pellet come già fatto dalla gente di montagna a casa propria?
E' proprio quello che Rete Ambiente Parma va dicendo da tempo.
Tutti soldi buttati che non creano lavoro e che aprono la strada ad un ulteriore disboscamento.
Ma soprattutto che aprono la strada a speculatori che vogliono mettersi in tasca i soldi delle nostre bollette, devastando la montagna e predando le sue risorse naturali.

Giuliano Serioli
Rete Ambiente Parma
22 aprile 2012


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