giovedì 7 luglio 2011

Filtri & Fanghi, il Ko al Pai passa di qui

Siamo venuti a conoscenza solo ora di alcuni documenti dai quali emergono importanti modifiche al progetto dell'inceneritore di Parma approvato in sede di Conferenza di Servizi.
Se queste notizie sono vere, in base a tali elementi, il progetto in corso di realizzazione è difforme da quello approvato e pertanto risulta quanto meno necessario riaprire la Conferenza dei Servizi anche al fine di far chiara luce su queste modifiche.



Crediamo sia una notizia da prima pagina e qui cerchiamo di tradurre in termini comprensibili le relative questioni tecniche emerse.
Le modifiche apportate al progetto si riferiscono in particolare all’impianto filtrante dei fumi e al sistema di trattamento fanghi che ne permette l’immissione in camera di combustione anche se non disidratati.
Filtri
Il sistema di filtraggio dei fumi era composto, nel progetto originariamente approvato, da 2 stadi separati: un elettrofiltro a cui seguiva un filtro a manica. Nella variante apportata l’elettrofiltro è stato sostituito da un ulteriore filtro a manica.
A noi pare evidente che variando la tipologia di impianto sarà modificata anche la composizione e la quantità dei fumi emessi dall’inceneritore. Non ci è però dato sapere dai progettisti quale sarà il bilancio emissivo con questa nuova configurazione e quindi non si è in grado di valutare le performance del nuovo assetto e l’impatto ambientale dello stesso.
Fanghi
I fanghi da depurazione erano nel progetto originale immessi in camera di combustione solo dopo aver subito una fase di essicazione che portasse l'umidità al 35%. Nella nuova variante i progettisti, adducendo ragioni improbabili di arresti dell’impianto di essicazione, hanno creato un by-pass che permette di pompare i fanghi, anche non essiccati, direttamente nel forno, abbassando così notevolmente il rendimento dell’impianto e ovviamente performance aumentando il rischio ambientale.



Certificati verdi
Questo elemento mette in discussione una delle importanti prescrizioni scaturite dalla conferenza dei servizi che ha approvato l’impianto, ovvero, di verificare entro cinque anni dalla entrata in servizio dell’impianto tecnologie di trattamento dei fanghi diverse dalla combustione. Facciamo notare che lo smaltimento dei fanghi tramite combustione e recupero di energia permette al gestore di beneficiare di svariati milioni di euro di incentivi statali (Certificati Verdi). Evitando l’essicazione dei fanghi si hanno a disposizione quantità incrementate di materia organica rispetto al previsto e quindi si percepiscono maggiori introiti grazie a detti incentivi. Per dare un’idea delle quantità in gioco basti pensare che i fanghi prima dell’essicazione hanno una percentuale di acqua del 75% mentre successivamente (perdendo acqua) la percentuale scende al 35-40%.
Autorizzazioni
Gli esecutori del progetto non hanno ritenuto necessario richiedere un’ulteriore Valutazione di Impatto Ambientale agli enti preposti (ASL, ARPA, tecnici, rappresentanti dei Comuni, etc) ed hanno proceduto con le varianti senza ulteriori autorizzazioni.
A nostro parere si tratta di modifiche di non poco conto, variazioni importanti, che stravolgono completamente l’opera così come era stata approvata. Riteniamo che non sia quindi possibile procedere con la realizzazione di un impianto diverso da quello che aveva ottenuto l’autorizzazione in fase progettuale.
La stessa autorizzazione ambientale integrata a pagina 105, al capitolo D.2.14 “Ulteriori condizione di costruzione e/o esercizio del progetto recita al punto 28): “Qualsiasi variante al PAIP andrà comunicata all'autorità Competente e informati i Comuni coinvolti nella procedura di VIA allo scopo di verificare se risulti variante sostanziale o meno”.
Attendiamo conferme dai Comuni.
Ne sanno qualcosa al riguardo?
Il Comitato Tecnico Scientifico è al corrente di tali variazioni?
Sono state comunicate? E quando?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 7 luglio 2011

+6 giorni dallo stop del cantiere dell'inceneritore di Parma, lo possiamo fermare definitivamente!

+402 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

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