domenica 15 luglio 2012

Neviano Arduini, la beffa delle biomasse

Siamo molto dispiaciuti della volontà dell'amministrazione comunale di Neviano di costruire una centrale a biomasse proprio a ridosso della scuola locale. E' in atto in tutto il nostro territorio un vero e proprio assalto alle risorse naturali, con centrali a biomassa che spuntano come funghi, non perché economiche ed eco-friendly, ma perché lautamente sostenute da finanziamenti pubblici, che drenano fiumi di denaro sottraendolo alle fonti veramente rinnovabili e all'efficienza energetica, binomio inscindibile per raggiungere la sostenibilità. Una sostenibilità indispensabile, se vogliamo consegnare alle future generazioni un pianeta desiderabile e vivente e ricco di risorse, e non moribondo come lo stiamo riducendo ora. Dobbiamo andare oltre la scorza esterna come invita il Piccolo Principe. Non è sufficiente il prefisso “bio” per trasformare automaticamente qualcosa in buono e utile per l'ambiente e gli esseri viventi che lo abitano. Sono decenni che cerchiamo di promuovere progetti dannosi con parole buone. L'eternit è solo uno degli esempi. Eternit, eterno... per poi scoprire che eterni sono solo i danni e le sofferenze create. Troppe sono le lezioni apprese in ritardo da pericoli conosciuti in anticipo. E' assurdo pensare che la normale manutenzione agricola e forestale, senza intaccare il patrimonio boschivo, sia sufficiente alla richiesta delle biomasse necessarie al funzionamento di tutte queste centrali termiche che stanno affiorando nel parmense ( Monchio, Palanzano, Borgotaro...). I problemi legati al trattamento, recupero, utilizzo e smaltimento delle ceneri che gli impianti a biomasse inevitabilmente producono, è quasi sempre ignorato dai proponenti di questi impianti. A questo proposito è da sottolineare la tossicità delle ceneri prodotte. Le ceneri volanti derivanti dalla combustione di legname, ricche di metalli quali cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio, devono essere smaltite in discariche per rifiuti tossici, con gravi conseguenze ambientali e con elevati costi di smaltimento. Nonostante i sistemi di abbattimento degli inquinanti atmosferici utilizzati dalle centrali a biomasse, la combustione produce comunque inquinamento, ossidi di azoto, ossido di carbonio, polveri sottili e ultrasottili, micro inquinanti, aumentando le emissioni di gas serra che non possono essere trattenuti da nessun filtro. Gli usi energetici delle biomasse sono meno ecologici di quanto si creda e si voglia far credere. Negli inventari europei delle immissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto (stime al 2005) spetta alla combustione di biomasse. A questo si aggiunga che i progetti di questo tipo di centrali in genere non prevedono alcun monitoraggio delle emissioni di diossine. Tutto questo è inaccettabile nel 2012, tanto più se inserito a fianco di una scuola. Mercoledì scorso a Calestano, nella sala Avis stracolma di gente, il noto meteorologo Giuliacci ha usato parole che non ammettono repliche: “E' in atto un cambiamento climatico globale, inquinare meno è oggi un dovere morale”. Auspichiamo una presa di posizione chiara e decisa da parte dell'amministrazione al fine di mettere in atto tutti gli strumenti possibili per ostacolare questa ulteriore minaccia ambientale e sanitaria. Possiamo dominare la natura solamente obbedendole. Essa procede senza combustioni. Le tecnologie oggi consentono di ricavare energia termica senza trasformare la materia in inquinamento, particolato ultrafine e gas serra. L'organico deve ritornare alla terra come compost, fertilizzando i nostri suoli che ormai stanno andando incontro a desertificazione. Questo è il più importante uso delle biomasse: la produzione di compost per l'agricoltura, cioè materiale organico opportunamente fatto maturare e mescolato alla terra per garantire il ripristino degli elementi nutritivi dei campi. Al sindaco di Neviano Garbasi chiediamo un incontro pubblico in cui amministratori, cittadini e associazioni locali possano dibattere con intelligenza sulla convenienza o meno di questa centrale a biomasse a fianco della scuola. E' un'opera che interessa tutta la comunità e tutti i cittadini devono avere la possibilità di comprendere se si tratta di un progetto veramente utile per l' economia, l' ambiente e la salute del territorio. Rete Ambiente Parma è un coordinamento di comitati impegnati sul territorio parmense nella difesa di ambiente e salute, beni comuni sempre più feriti e insidiati da speculazioni economiche che di buono per la collettività hanno ben poco. Noi siamo dalla parte dell'ambiente. E voi, amministratori, da che parte state? Francesco Barbieri Rete Ambiente Parma 15 luglio 2012 www.reteambienteparma.org - info@reteambienteparma.org comitato pro valparma - circolo valbaganza - comitato ecologicamente - comitato rubbiano per la vita - comitato cave all’amianto no grazie - associazione gestione corretta rifiuti e risorse – no cava le predelle – associazione per l'informazione ambientale a san secondo parmense

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