mercoledì 24 ottobre 2012

Trento, la Provincia pronta a rinunciare all'inceneritore


Clamoroso in Trentino

Corriere del Trentino
Alessandro Papayannidis
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La Provincia sta pensando di rinunciare a realizzare l'inceneritore.
Dopo vent'anni di dibattito e un primo bando andato deserto, l'attesa per il secondo si fa sempre più lunga.
Un motivo c'è e ieri, in consiglio provinciale, lo ha rivelato l'assessore ai lavori pubblici, Alberto Pacher. Rispondendo a due interrogazioni di Mauro Ottobre (Patt) e Luca Zeni (Pd), Pacher ha spiegato che la Provincia sta “ridefinendo la strategia dello smaltimento finale” del residuo (ciò che non viene smaltito attraverso la raccolta differenziata).



La novità è che entro la metà di novembre è attesa la pubblicazione di un decreto firmato dal ministro dell'ambiente Corrado Clini che “permetterebbe di trattare il residuo non solo in un inceneritore, ma anche in una centrale termoelettrica”.
Attualmente il testo è al vaglio della burocrazia dell'Unione europea, a Bruxelles; se fosse approvato senza modifiche, la politica provinciale sui rifiuti potrebbe uscirne stravolta. Anche perché, ha ricordato Pacher, “per metà novembre avremo a disposizioni gli ultimi dati aggiornati sulla raccolta differenziata, i cui riscontri sono molto incoraggianti”.
Cosa cambia .
Con dati sempre più confortanti sulla raccolta differenziata “spinta”, un testo come quello elaborato dal ministero dell'ambiente non lascerebbe le cose come stanno: il secondo bando, nella sua versione base, contiene già un'apertura a tecnologie diverse dall'incenerimento tradizionale, ma il decreto Clini potrebbe addirittura rendere non più utile la realizzazione dell'impianto a Ischia Podetti. “La previsione del governo è cambiare i codici Cer”, cioè i codici del catalogo europeo dei rifiuti, con il risultato che alcune tipologie di rifiuto potrebbero essere trattate in impianti che oggi non li possono lavorare. 
“Nel caso del residuo - spiega Pacher - si potrebbero utilizzare anche le centrali termoelettriche. In Trentino non ci sono, vicino al Trentino ce ne sono tante. Una per esempio è a Salionze, sul fiume Mincio, in provincia di Mantova (dove l'impianto è partecipato al 5% da Dolomiti energia); un'altra a Fusine, in provincia di Sondrio. La Provincia potrebbe optare per trasportare e bruciare fuori provincia il proprio residuo, quantitativamente in calo, in deroga al principio dell'autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti”
“Oppure - spiega Pacher - si potrebbero realizzare piccoli impianti di gassificazione al posto dell'inceneritore, sul tipo di quelli che recentemente abbiamo visto a Londra, con camini di dimensioni molto contenute e emissioni trascurabili”. Nella sua risposta, Pacher ha anche dato rassicurazioni sui tempi (“Le nostre discariche hanno vita tecnica media fino al 2018; acquisite le novità normative, il bando verrà fatto nei prossimi mesi, in tempi compatibili”) e sui costi: “Non c'è bisogno di stanziamenti anticipati da parte della Provincia, perché l'inceneritore sarà realizzato in project financing”. 
L'organico.
Per quanto riguarda i rifiuti organici, Pacher ha spiegato che entro fine anno entrerà in funzione l'impianto di Cadino; a Rovereto è in fase di completamento e sistemazione l'impianto all'interno dell'area del depuratore, che potrà trattare circa 40.000 tonnellate all'anno a fronte di un fabbisogno provinciale che si aggira intorno alle 55.000 tonnellate. 
“Ci stiamo confrontando con alcune amministrazioni locali per la realizzazione di un altro impianto che tratterà 10.000 tonnellate all'anno nel Trentino occidentale. Con un altro impianto nella zona orientale il sistema sarebbe completato”. 

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 ottobre 2012

Sono passati
21 giorni dalla scadenza del contratto di servizio con Iren

61 giorni dalla richiesta di dimissioni di Luigi Giuseppe Villani dalla poltrona di vicepresidente di Iren, il rappresentante che non rappresenta più gli interessi del Comune di Parma in seno alla multiutility.
http://www.facebook.com/QuandoTeNeVai
Sono passati
877 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario dell'inceneritore di Parma
Sono passati 
171 giorni dal previsto avvio dell'inceneritore: avrebbe dovuto accendersi il 6 maggio 2012
Sono passati
156 giorni dal voto amministrativo-referendum sull'inceneritore: i cittadini hanno detto no al forno (60%)

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