giovedì 12 settembre 2013

Università francesi, inceneritori causa di malformazioni fetali

304 neonati con correlazione certa tra emissioni e malattia

Uno studio scientifico francese, “Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects”, realizzato dall’Università di Lione, quella di Rennes e dal Registro delle Malformazioni del Rhone-Alpesdimostra, dimostra la correlazione tra gli inceneritori di rifiuti e le malformazioni fetali.
Nove scienziate hanno analizzato 304 neonati con malformazioni all’apparato uro-genitale, correlandole all’esposizione delle madri alle emissioni degli inceneritori durante la gravidanza. Inquietante, tra l’altro, l’allarme lanciato dalle scienziate.


I risultati suggeriscono che il consumo di prodotti locali modifica il rischio, comparato con quello di chi non li consuma, aumentandolo nelle aree esposte alle emissioni e diminuendolo nelle aree non esposte.
In altre parole: furani, diossine e metalli pesanti immessi nell’atmosfera dagli inceneritori entrano nella catena alimentare e aumentano i rischi per il feto se la madre ingerisce prodotti agricoli coltivati all’ombra del camino o carne di animali allevati nella zona.
E la zona a cui si riferisce lo studio si estende fino a dieci chilometri dal termovalorizzatore.
Due affermazioni significative presenti nello studio: “Gli inceneritori dei rifiuti rilasciano una miscela di sostanze chimiche persistenti con un forte potenziale tossico per l’embrione, inclusi metalli pesanti e diossine/furani, nell’atmosfera” … “Abbiamo trovato una associazione tra il vivere in prossimità di un inceneritore e il rischio di difetti all’apparato urinario dei nuovi nati”.
Per quanto la politica, in accordo con l’economia, neghi l’evidenza, questo studio conferma che gli inceneritori sono i massimi responsabili dell’emissione di diossine nell’ambiente.
La Francia detiene il primato con il 52% delle emissioni totali, ovvero 202 grammi di dosi tossiche equivalenti (I-TEQ) all’anno. Inoltre, è risaputo che oltre alle diossine l’incenerimento produce diversi altri di composti estremamente pericolosi: policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti come cadmio, arsenico, cromo, mercurio, particolati volanti come PM10, ossidi di zolfo, fina a conteggiare 250 composti chimici in uscita al camino.

Lo studio completo, in inglese, è disponibile a questo link.
http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/maternal.pdf


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 12 settembre 2013

L'inceneritore di Parma è stato acceso
15

giorni fa

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