martedì 29 novembre 2011

L'inceneritore di Brescia non inquina?

Un falso mito da cancellare

Il neo ministro Clini porta ad esempio di virtù l'inceneritore di Brescia “dove si gestiscono i rifiuti in modo razionale producendo ricchezza”. E ancora afferma: “Si è consolidata troppo spesso fra le popolazioni, una paura che non ha motivazioni tecniche o sanitarie ma nasce da input politici”.


L'aria di Brescia, una cappa di smog perenne

Inquina un inceneritore? Inquina l'impianto di Brescia?
Una domanda importante, che merita una riflessione puntuale, per il bene dei bresciani, ma anche di quei territori che hanno a che fare nel quotidiano con questi impianti.
Una domanda che deve avere risposte scientifiche, sulla base di parametri analitici.
Una valutazione che va svolta con attenzione e rigore, con dati certi, mettendo in luce “tutti” i dati, evitando di “dimenticarsene” alcuni.
Le emissioni dell'inceneritore di Brescia, certificate da ARPA nelle ispezioni relative al 2009 oscillano sino a 0,04 ng/Nm3, quindi molto vicine ai limiti di legge (0,1 ng/Nm3), ma non tengono conto della presenza dei PCB-dioxin like PoliCloroBifenili) di cui si rinvengono tracce nei sistemi di abbattimento.
Dice infatti Arpa: “Si evidenzia la presenza di PCB-dl nelle polveri dei presidi di abbattimento, quest’ultimi possono essere indice di presenza degli stessi nelle emissioni convogliate” (p. 25), come è ovvio che sia. E ancora: “Dovrebbe essere inserita la valutazione analitica dei PCB totali e dei dioxin-like” (p. 104), azione che invece stranamente manca.
Se si moltiplicano questi valori, relativi alle sole diossine, per le emissioni di fumi su base annuale, si ottengono almeno 3-5 g di diossine emesse in atmosfera annualmente, una quantità “importante” per un inquinante che l'Oms annovera tra i più pericolosi al mondo, senza alcuna livello soglia.
Gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) rilevati dalle analisi ARPA oscillano tra 200 e 1000 ng/Nm3, (limite: 10.000 ng/Nm3) corrispondenti a 5 kg/annui emessi.
Le emissioni di ossidi di azoto sono intorno al 70% dei limiti (70-80 mg/Nm3 rispetto a 120 mg/Nm3) e invariati tra 2008 e 2010, nonostante l’azienda abbia dichiarato di avere installato dei catalizzatori di tipo speciale nella zona di post combustione nel corso del 2010. Corrisponde a quasi 600 tonnellate annue di inquinanti emessi in un anno.
Le emissioni di polveri totali, ancorché riferimento poco significativo perché occorrerebbe rapportarsi alla distribuzione delle dimensioni delle stesse, porta a svariate tonnellate annue emesse complessivamente.
Chi è che sa quanto incide l'inceneritore? Nessuno, perché di indagini non ne sono state fatte.
L’Arpa è inadempiente da 13 anni rispetto alle prescrizioni dalla Delibera regionale di autorizzazione dell’inceneritore: “La struttura di controllo dovrà effettuare con periodicità una campagna di rilevamento per la misura delle concentrazioni al suolo - immissioni” . Non una campagna è stata effettuata. Questo fatto è un importante indice per tutti quei territori come Parma, dove l'inceneritore è in fase costruttiva e tutti hanno fiducia nella gestione del post accensione.
L’Assessore comunale all’ecologia Paola Vilardi, in un incontro ufficiale con i Comitati ambientalisti, alla presenza del Dirigente del settore ecologia Pierantonio Capretti, il 5 febbraio 2010, aveva convenuto sull’opportunità di ripetere l’indagine sulle diossine e i microinquinanti nell’aria ambiente, nel dicembre 2010 - gennaio 2011, secondo la metodologia dell’Istituto superiore di sanità, al fine di ottenere dati attendibili per valutare “un eventuale rischio per la popolazione esposta”, aggiungendo ai punti di campionamento delle prime due campagne, altri otto nella zona sud-est di Brescia, quattro in prossimità dell’Alfa Acciai e quattro in prossimità dell’inceneritore Asm-A2A.
Non risulta che questa campagna sia mai stata avviata.
Solo con questa metodologia si potrà pervenire a valutazioni più precise sul “rischio per la popolazione esposta”, come indicato dal Ministero dell’Ambiente in sede di conferenza dei servizi decisoria per il “Sito Caffaro”, il 26 giugno 2009, indicazione rimasta a tutt’oggi disattesa.
Va anche rilevato che l’Arpa di Brescia, in un incontro tenutosi il 18 maggio 2009, in relazione alla vicenda del latte alla diossina, aveva garantito di effettuare un’indagine a tutto campo, sui terreni interessati, compresi quelli (quasi tutti, peraltro) collocati attorno all’inceneritore.
I dati come spesso succede, arrivano con anni di ritardo
Nel corso delle visite ispettive del 2009 ARPA rileva che A2A si è sottratta alla prescrizione formale di rendere “disponibili i dati di monitoraggio in continuo all’ingresso impianto e/o su Internet” (p. 111, documento già citato).
Da pochi mesi sono disponibili dati settimanali, ma solo per i macroinquinanti
Il 18 novembre scorso non è stato possibile scaricare i dati settimanali dal sito istituzionale dell’azienda; il rapporto completo biennale riportato sul sito è relativo al biennio 2006 -2007, quindi relativo al funzionamento di almeno 4 anni fa.
Scandaloso informare i cittadini delle emissioni con 4 anni di ritardo. A che cosa potrà mai servire?
L'aggiornamento tecnologico è una chimera.
Sono state svolte sperimentazioni durate alcuni anni su un sistema DENOX di cui non si è saputo nulla, ma in una trasmissione in diretta l’ex presidente Capra dichiarò esservi problemi tecnici con gli stessi. Ad oggi non è noto se e quale sistema ulteriore sia stato installato per la riduzione degli inquinanti.
Il premio al migliore impianto del mondo, nel 2006, fu consegnato a Brescia.
L’impianto è stato oggetto di messa in mora da parte della Commissione UE in quanto la terza linea è stata realizzata senza Valutazione di Impatto Ambientale e senza coinvolgimento dei portatori di interesse prima delle decisioni dell’autorità competente; la stessa linea era stata autorizzata in regime semplificato come impianto di recupero, pur essendo un impianto di smaltimento.
Come già sottolineato più volte il premio in oggetto è stato fondato su uno studio di cui nessuno ha potuto conoscere i contenuti, e due anni dopo il suo svolgimento il professor Themelis inviò uno scarno file di raffronto, dal quale si evinceva che esso non poteva essere assolutamente l’impianto migliore.
L’ente che ha attribuito il premio è sponsorizzato tra l’altro da aziende che hanno contribuito alla costruzione dell’impianto medesimo.
Quando la verità è completa, le tinte sono nette, e non lasciano ombre di dubbio alcuno.

Massimo Cerani


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 29 novembre 2011

-8 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+547 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 159 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

lunedì 28 novembre 2011

Rifiuti, la Puglia sceglie la via dell'incenerimento

La gestione del ciclo fondata sulla trasformazione dei rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti. La differenziata è ferma al 18%.
Un'inchiesta di Altreconomia.

La Puglia ha scelto di “investire” sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli ma per bruciarli.
Mentre la raccolta differenziata langue sotto il 20 per cento (18,01% il dato medio nel 2011), sono quasi ultimati i lavori per la realizzazione dei 6 impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti (Cdr).



Sono tutti realizzati da Cogeam, società partecipata dal gruppo Marcegaglia, e saranno in grado di trattare quasi 900mila tonnellate di rifiuti, trasformati in circa 400mila tonnellate di Cdr. 

Tra i rifiuti solidi urbani e il combustibile da rifiuti, però, una differenza sostanziale: il Cdr, a differenza dei rifiuti urbani, è un rifiuto speciale, con codice Cer 191210, da “valorizzare” all'interno di un impianto di incenerimento.
In Puglia, però, l'unico inceneritore adatto attivo è a Massafra (in provincia di Taranto), ed è gestito da Appia Energy, gruppo Marcegaglia. Può accogliere un massimo di 25mila tonnellate.
Altre 98mila finiranno nell'inceneritore che Eta spa (sempre gruppo Marcegaglia) sta costruendo nelle campagna tra Manfredonia e Cerignola (Fg), in mezzo ai campi di carciofi, grazie anche ad un contributo pubblico di 15 milioni di euro.
Ma questi due impianti non bastano. Il cantiere del terzo, a Modugno (Ba), è sotto sequestro giudiziario.
Lo smaltimento del Cdr, così, chiama in causa anche i cementifici, nei cui forni -come raccontiamo nel libro Le conseguenze del cemento (Luca Martinelli, Altreconomia, 2011)- il Cdr prende il posto del carbone o del pet-coke.
Questi impianti si trasformano, secondo la definizione di legge, in co-inceneritori. Lo è già quello di Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem. A Taranto, invece, lo sta diventando l'impianto Cementir (gruppo Caltagirone), che grazie anche a fondi Bei (Banca europea d'investimenti) sta trasformando l'impianto per renderlo in grado di “accogliere” i rifiuti.
Questo “sistema”, frutto di una gestione commissariale iniziata nel 1994, funziona solo se i cittadini pugliesi continuano a produrre rifiuti: per questo siamo stati a Conversano e Mola di Bari, due dei 21 Comuni del bacino BA5. Obbligati, per legge, a conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno. Ogni tonnellata frutterà 125,76 euro a Cogeam, 21,5 milioni di euro all'anno.
Qui i cittadini, il 19 agosto scorso, sono scesi in piazza portando cartelli che dicevano: “Contro l'obbligo di produrre rifiuti”.

Luca Martinelli - Altreconomia
www.altreconomia.it

Per interviste con l'autore, potete contattare: Luca Martinelli - redazione Altreconomia - tel: 02-89.91.98.90 - Cell.: 349-86.86.815

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 28 novembre 2011

-9 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+546 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 160 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

domenica 27 novembre 2011

San Bartolomeo IX

Il campanello di allarme è suonato a vuoto anche ieri, in piazzale San Bartolomeo, ma gli interlocutori soffrono di inguaribile sordità, e l'urlo di scandalo sembra decisamente gettato al vento.
Ogni mercoledì ed ogni sabato di tutte le settimane, ormai da almeno un anno e mezzo, si svolge lo stesso identico teatrino, ma è logico pensare che sia sempre stato così.



Da una parte lo spreco di risorse, materie prime che potrebbero essere recuperate, dall'altra parte le rassicurazioni vuote di “aver intrapreso”, “sollecitato”, “dato indicazioni”, “promosso”, una sequela di buone intenzioni che oggi assomigliano ad una vera e propria presa in giro dei cittadini.
Siamo invitati a fare la raccolta differenziata ma con i nostri occhi vediamo la celebrazione dell', un “metti tutto insieme e fuggi”, naturalmente verso l'inceneritore o la discarica, che abbiamo immortalato a titolo di negativo esempio in piazzale San Bartolomeo.
Ci sentiamo davvero molto delusi da come viene affrontata in città la gestione dei rifiuti.
Con un centro storico ancora mancante della raccolta separata dell'umido e questo sperpero di materiali ad ogni mercato che si svolga in città.
Ci sembra ovvia la strategia adottata.
Il tentativo, contro ogni indicazione legislativa, italiana e comunitaria, di mantenersi un gruzzolo cospicuo di rifiuto indifferenziato per alimentare il forno a venire.
Del resto la morte dell'inceneritore è proprio una raccolta differenziata porta a porta spinta, estesa non solo ai privati cittadini, ma anche alle aziende ed agli eventi come i mercati, dove è molto facile organizzare, se davvero lo si vuole, una raccolta separata dei materiali: organico da una parte, e poi in contenitori indipendenti, legno, plastica e carta-cartone.
Regole elementari ancora oggi disattese, noi ipotizziamo con nascosta soddisfazione, per ottenere alimento per gli impianti che bruciano e macinano quattrini a favore dei gestori.
Questa logica è a totale svantaggio dei contribuenti, cittadini o aziende che siano.
Produce un danno erariale che è presto spiegato.
Produrre maggiore indifferenziato significa incrementare i costi di smaltimento.
Non differenziare questi materiali significa rinunciare agli introiti che il Conai, il consorzio nazionale imballaggi, versa ai comuni in base ai quantitativi di raccolta dei singoli materiali (vetro, plastica, carta...).
Quindi un aumento dei costi a cui si somma un mancato guadagno: dalla stessa condotta un doppio svantaggio per gli enti locali.
Possiamo poi aggiungere altri due elementi non meno importanti.
L'incenerimento ha costi sanitari molto alti, in termini di peggioramento della qualità ambientale conseguente alla emissione in atmosfera di inquinanti molto pericolosi per la salute.
La gestione dei rifiuti finalizzata allo smaltimento è a bassa occupazione: significa che si perdono posti di lavoro che invece la raccolta differenziata garantirebbe (ad 1 occupato nell'incenerimento corrispondono 15 posti di lavoro nella raccolta porta a porta).
Bartolomeo rimane una figura leggendaria che guariva malati e ossessi, forse dovremmo davvero chiedere la grazia a Natanaele, affinché porti un po' di buon senso nel 21° secolo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 27 novembre 2011

-10 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+545 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 161 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

Buon lavoro Commissario Ciclosi

E' iniziata la fatica di Mario Ciclosi, neo sindaco pro tempore della nostra città.
Un lavoro impegnativo, con mille questioni da affrontare, valutare, risolvere.
Siamo convinti che il prefetto Ciclosi saprà destreggiarsi con bravura nelle difficoltà che lo attendono .
Sappiamo che la trasparenza è la sua anima guida in questa esperienza parmigiana a tempo.



Siamo certi che abbia a disposizione una grande squadra, fatta di funzionari capaci e intenti a portare a compimento ogni giorno il bene comune dei cittadini.
Noi conosciamo un progetto che per Parma sarebbe meglio non portare a termine, per lo meno per non peggiorare lo stato di salute del nostro ambiente naturale.
Un camino, che oggi ancora non c'è, ma minaccia già visivamente il nostro orizzonte.
Una questione complessa e spinosa come quella dell'inceneritore , che ha avuto in questi anni non pochi capovolgimenti di fronte, ha bisogno estremo di chiarimento.
Lo chiedono i cittadini, lo chiedono le stesse imprese che operano nell'area limitrofa dove il cantiere insiste nella suo crescere.
Chiarezza, trasparenza, linearità.
Tre aggettivi che fino ad oggi non hanno abitato in quel di Ugozzolo.
Siamo convintissimi che da qualche giorno le cose siano cambiare, anche in Comune.
Lasciamoci cullare in una sensazione di fiducia, in attesa del verdetto del Tar, in attesa degli sviluppi del lavoro della Procura.
C'è tanto bisogno di ritrovare nelle amministrazioni locali interlocutori che facciano il bene dei cittadini, senza cadere nei soliti giochi di Palazzo, dai quali i cittadini sono perennemente esclusi.
Noi ci contiamo, prefetto Ciclosi.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 27 novembre 2011

-10 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+545 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 161 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

venerdì 25 novembre 2011

Non ci sono rifiuti a sufficienza da bruciare

Ecoterritoristi? No, il candidato Pd a sindaco di Verona

E' Michele Bertucco il candidato del Pd alla poltrona di sindaco di Verona e sull'ambiente le sue opinioni sembrerebbero, a Parma, frutto di isteria e di provocazione.
Ma prendiamone atto: siamo costretti ad uscire dal nostro ambito locale per trovare un po' di buon senso, che non manca anche in questo partito.



“Non ci saranno abbastanza rifiuti per garantire la sostenibilità economica dell'inceneritore di Ca' del Bue, che quindi sarà costretto a bruciare rifiuti speciali”. Ci sembra la stessa storia che sta per concretizzarsi a Parma.
A sostenere la tesi della scarsità dei rifiuti è il partito democratico che, da qualche tempo, si è fatto parte attiva nella crociata contro il nuovo inceneritore progettato da Urbaser per Agsm.
“La propaganda su Ca' del Bue è finita. Il direttore di Agsm Giampietro Cigolini e il presidente Paolo Paternoster possono continuare a vendere tutta l'acqua calda che vogliono ma i dati parlano chiaro”, spiega il candidato sindaco in lizza per le primarie del centrosinistra Michele Bertucco, nonché uomo-chiave di Legambiente Verona per oltre un decennio.
“Già nel 2012 la raccolta di differenziata dovrà per forza salire al 65 per cento, lo stabilisce la legge, quindi la quantità di rifiuti urbani residui, il cosiddetto secco residuo, da conferire all'inceneritore sarà del tutto insufficiente per mantenerlo mentre basteranno i tre già attivi nella regione, vale a dire Schio, Padova e Venezia”.
Cambi regione, dal Veneto all'Emilia, ma il risultato non cambia.
Si fa la differenziata? Vengono a mancare i rifiuti da bruciare.
Il candidato insiste: “Per onorare il contratto che lo legherà ai gestori dell'inceneritore, il comune di Verona sarà costretto a pescare tra i rifiuti speciali come ad esempio quelli del più grande polo ospedaliero d'Europa, il che renderebbe l'impianto ancor più pericoloso per la salute dei veronesi”.
Stefano Vallani, coordinatore cittadino del Pd, aggiunge: “I numeri parlano chiaro e definiscono la costruzione dell'inceneritore una follia che va contro ogni logica di buon senso. Anche ammettendo una crescita della produzione di rifiuti, attualmente gli inceneritori veneti hanno una capacità di 971 tonnellate al giorno e ne bruciano 560, con Ca' del Bue si arriverebbe a oltre 1.400 e per questo per funzionare sarebbe costretto a bruciare rifiuti speciali. La Lega nord a Treviso ha fatto fronte comune con le altre forze politiche per bloccare la costruzione di inceneritori, non si capisce allora perché sia Verona a dover diventare la provincia che lo ospita. Se, come dice, Tosi vuole difendere i veronesi lo dimostri bloccando il progetto di Ca' del Bue”.
A Parma invece abbiamo il neo candidato alla poltrona di sindaco che ragiona al contrario e sfidando ogni regola del buon senso afferma: “Non ci sono alternative”.
Come se gli sguardi dei parmigiani fossero tarati a vedere non oltre il loro naso.
Le alternative ci sono e sono concrete, già oggi, appena fuori dal Ducato.
A Reggio Emilia, dove perfino Iren afferma che l'inceneritore non serve (lo dice proprio Viero, il soldato messo a guardia di Ugozzolo), nel 2012 spegneranno il vecchio impianto, per andare a gestire i rifiuti con il trattamento meccanico biologico.
Ma per Bernazzoli Reggio è una città sconosciuta.
A Lucca, sempre in salsa Pd, il nuovo piano provinciale è in divenire senza che si pronunci la parola incenerimento.
L'inceneritore, per il Pd, è ormai una tecnologia sorpassata e dannosa e si guarda avanti.
Bernazzoli invece pretende che la storia a Parma si blocchi, anzi, vada all'indietro, all'epoca delle clave, quando il fuoco era una gran novità.
Se questi sono i presupposti del grande rinnovamento del Pd, noi guardiamo altrove.
Tenuto conto anche delle recenti prese d'atto dell'AGCM (Antitrust), che fa intravedere la possibile distorsione della concorrenza in materia di trattamento rifiuti.
L'impianto necessario per gestire i rifiuti urbani di Parma era infatti esattamente grande la metà della taglia attuale, in quanto la disponibilità di rifiuti urbani è solamente di 65.000 tonnellate/anno, già oggi, a raccolta differenziata ancora incompleta e monca.
La Provincia di Parma, accettando il raddoppio dell'impianto, ha permesso a Iren di gestire anche una quota di rifiuti speciali, di cui l'ente pubblico non è competente, lasciando anche aperta la maglia normativa per accogliere, naturalmente in situazioni particolari, rifiuti speciali provenienti da fuori provincia, in barba a tutte le rassicurazioni ufficiali.
Non siamo quindi di fronte in questo caso a distorsioni concorrenziali nella competizione tra operatori nella fase di recupero e trattamento?
E' una questione che andrebbe approfondita da esperti in questioni legali, ma anche dall Corte dei Conti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 25 novembre 2011

-12 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+543 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 163 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

giovedì 24 novembre 2011

Antitrust, a Parma necessaria gara d'appalto

Catricalà chiede che per i rifiuti ci sia concorrenza e gara,
per l'inceneritore è notte fonda.

Finalmente pubblicata sul bollettino ufficiale, diventa di dominio pubblico la risposta dell'Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza ad una nostra segnalazione del luglio 2010.



Il responso è molto chiaro e definitivo, per l'Authority siamo in presenza di una distorsione del mercato e l'invito che viene da Catricalà è che il nuovo contratto per la gestione dei rifiuti tra Ato e i gestori avvenga dopo una gara pubblica a cui tutte le aziende del settore possano partecipare.
La scadenza è a un passo, 19 dicembre 2011, meno di un mese, ed allora Ato dovrà riformulare il bando aprendolo a tutti gli operatori del mercato dei rifiuti.
Questo significa che Iren non è in grado di garantire di avere i rifiuti da bruciare nel costruendo inceneritore, che lo si faccia o meno, perché potrebbe essere un altro operatore a vincere il nuovo appalto ed a gestire gli scarti della nostra provincia come meglio gli aggrada.
Lo scenario che si apre ora è davvero ignoto.
La missiva dell'AGCM è stata inviata alla Regione Emilia Romagna, all'assessorato ambiente regionale e alla presidenza di Ato2 Parma, l'ente che si era occupato nel 2004 di concludere l'accordo con l'allora Amps per la gestione dei rifiuti del comprensorio.
Essendo diventata una azienda privata, Spa con altre utility di altre regioni, non è più possibile considerare la gestione di Iren come “in house”, privativa che era consentita in casi particolari in cui il comune di faceva carico direttamente con una propria azienda allo smaltimento dei rifiuti.
I primi passi da fare sono messi nero su bianco dal presidente dell'Authority: “La Convenzione del dicembre 2004 tra tale società e l’Autorità di ambito territoriale di Parma Ato 2 ha previsto, di fatto, che anche le fasi successive di trattamento e recupero/riciclaggio dei rifiuti vengano attribuite in esclusiva, senza gara pubblica, all’affidatario diretto delle fasi di raccolta, trasporto e smaltimento (articolo 3, comma 4, di detta Convenzione). Ciò si traduce, nel caso specifico della provincia di Parma, e almeno potenzialmente, nell’estensione della privativa comunale ceduta ad Amps S.p.A. dal solo smaltimento (quale conferimento in discarica) anche alle attività di trattamento finalizzate invece al recupero del rifiuto (ai fini ad esempio di un suo riutilizzo e/o riciclo), attività queste ultime distinte e riservate dal legislatore alla libera concorrenza. Con l’occasione, appare opportuno segnalare altresì il fatto che, raggiunta la naturale scadenza dell’affidamento alla società Iren Emilia S.p.A. (19 dicembre 2011), il nuovo affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti in provincia di Parma debba avvenire per il tramite di procedure competitive ad evidenza pubblica”.
La procedura a gara pubblica per i servizi di valore della gestione dei rifiuti è stata confermata anche dal decreto legislativo 138/11 dove si indica chiaramente il percorso da seguire.
La missiva romana è datata 15 settembre 2011 e dava 60 giorni di tempo per una risposta.
Abbiamo chiesto ad Ato di avere copia delle considerazioni che senz'altro sono state mandate ad AGCM in risposta, ma da Ato nessuna risposta.
Abbiamo ora fatto richiesta di accesso agli atti per capire cosa stia bollendo in pentola.

Il documento di AGMM: http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/BollettinoAGCM.pdf

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 24 novembre 2011

-13 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+542 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 164 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

mercoledì 23 novembre 2011

Messaggio speciale

Lettera aperta al Commissario Straordinario Mario Ciclosi

Da anni ci occupiamo con impegno e serietà di problemi ambientali del nostro territorio, in primis della questione dei rifiuti e del costruendo inceneritore di Ugozzolo, voluto da Iren e sostenuto dalla Provincia di Parma.
Non abbiamo ambizioni e tanto meno condizionamenti politici che ci indichino la strada da seguire.



Accolga quindi, commissario straordinario Mario Ciclosi il nostro appello: non si faccia coinvolgere prematuramente e senza approfondita valutazione, nelle grandi responsabilità di chi vorrebbe, a tutti i costi, mandare avanti il progetto del contestatissimo e sproporzionato inceneritore di Parma.
Sono in corso due procedimenti giudiziali: uno in sede amministrativa, per presunte gravi irregolarità urbanistiche; l’altro in sede penale, per presunte responsabilità relative a varie fasi della realizzazione dell’impianto.
Valuti quindi se non sia opportuno attendere la sentenza del giudice amministrativo nonché la conclusione delle inchieste in corso, prima di prendere iniziative, od almeno entri nel merito del problema.
Per il che siamo a Sua disposizione, supportati da anni di studio e approfondimento, senza nessun altra attesa, o speranza, che non sia il bene di tutti.
Buon lavoro a Lei e ai suoi collaboratori.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 novembre 2011

-14 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+541 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 165 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

Il milione

Quanto vale l'inceneritore di Parma?

Il dato ci è sfuggito via in un battibaleno e il pallottoliere ormai segna 1004574, quindi 4 mila e passa oltre il milione di accessi, ma indubbiamente questo numero di visite al sito www.gestionecorrettarifiuti.it stupisce anche noi, perché la progressione lascia in qualche modo di stucco.
L'inceneritore è l'ombelico del mondo di Parma, ogni giorno di più, in sempre più cervelli.



E la frequentazione del portale web dove la storia dell'inceneritore di Parma è raccontata nei più minuscoli dettagli non fa che rafforzare questa sensazione, e già prima della sua accensione, l'impianto sta già facendo il suo danno.
Vale la pena leggere un poco i dati. Nel 2006, anno di nascita di Gcr (con Alex Mallozzi, Cristian Palmas, Leo Rossi) le pagine sul progetto del Pai totalizzarono 34.799, che diventarono, nel 2007, 42.928.
E' il 2008, l'anno di approvazione del progetto, che vede i curiosi schizzare verso l'alto e toccare a fine dicembre le 277.678 bandierine di visita.
Il 2009 è invece l'anno della pausa di riflessione, momento in cui il Gcr si riorganizza, affilando nuove strategie e azioni: sul sito sono andati in 114.796, nel gruppo sono arrivati i gruppi di acquisto solidale, tanti cittadini che hanno cominciato a porsi domande.
Per il Gcr il 2010 è stato un fiorire di iniziative: manifestazioni, fiaccolate, presenze, ed anche il sito web ha guadagnato posizioni, raggiungendo al 31 dicembre i 198.771 accessi.
Ed eccoci allo scatto finale, l'ultimo miglio fatto di corsa, visto che quest'anno, e manca ancora un mese a mezzo alla fine dell'anno, gli accessi sono stati 334.503, salto che ha permesso di tagliare il traguardo del milione di accessi complessivi nei giorni scorsi.
Una media di quasi mille accessi al giorno, un risultato sorprendente, anche considerando il fatto che il sito è monotematico, senza alcun sponsor, gestito totalmente da volontari.
Inceneritore e ambiente, salute e futuro, Parma si appresta a vivere due momenti delicati, in cui si dovrà scegliere l'amministrazione del futuro scegliendo di fatto il futuro della gestione dei rifiuti.
Già il primo appuntamento, quello delle primarie del centro sinistra, si annuncia come il referendum, finora negato, sull'inceneritore di Ugozzolo.
Il tema dell'inceneritore, scomodo auto invitato al tavolo delle primarie del centro sinistra, lo sarà anche la prossima primavera, quando le urne si apriranno per tutti gli elettori del Comune di Parma.
Una sfida da un milione di clic.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 23 novembre 2011

-14 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+541 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 165 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

martedì 22 novembre 2011

Duemiladodici

Si avvicina minaccioso l'appuntamento con le urne. La prossima primavera saremo chiamati al rinnovo dell'amministrazione cittadina, dopo il periodo di commissariamento condotto prima da Anna Maria Cancellieri e poi, a quanto pare, da Mario Ciclosi.
Un appuntamento colmo di significati, anche per Gcr, visto che sarà un'occasione di confronto con i numeri che fin qui non abbiamo avuto modo di ottenere, considerato il referendum negato.



Si avvicina minaccioso l'appuntamento con le urne. La prossima primavera saremo chiamati al rinnovo dell'amministrazione cittadina, dopo il periodo di commissariamento condotto prima da Anna Maria Cancellieri e poi, a quanto pare, da Mario Ciclosi.
Un appuntamento colmo di significati, anche per Gcr, visto che sarà un'occasione di confronto con i numeri che fin qui non abbiamo avuto modo di ottenere, considerato il referendum negato.
Che l'inceneritore sia il tema caldo per eccellenza pensiamo sia ormai un dato di fatto, ed ogni giorno il camino assume su di sé sempre maggior peso.
Tutti i partiti dovranno esprimere giocoforza il loro pensiero sul tema, perché la scelta della modalità di gestione dei rifiuti tocca direttamente il valore più caro che abbiamo, quello della salute, per noi e per le generazioni a venire.
La nostra associazione è per statuto apolitica, o meglio apartitica, ma non ci sottrarremo a esprimere il nostro pensiero sulle convinzioni ambientaliste degli aspiranti sindaco.
Ci troviamo in una condizione tale per cui non ci possono essere mezze misure nell'affrontare questo tema.
Che l'inceneritore faccia male ormai è assodato.
Che l'inceneritore sia un non senso economico lo abbiamo capito confrontando i costi tra Parma e Olanda, scoprendo per esempio che nel nord Europa costa 40 euro quello che qui paghiamo 160.
Le conclusioni le potete tirare da soli.
Che ci sia una soluzione alternativa all'impianto lo abbiamo dimostrato carte alla mano: una multinazionale, con tanto di lettera sottoscritta, è pronta a condurre il nostro territorio verso il riciclo totale dei rifiuti, accollandosi anche i costi della dismissione del costruito.
Così proseguire oggi sulla strada dell'incenerimento significherebbe andare contro gli interessi del territorio, della stessa economia della food valley, dei grandi industriali, anche alimentari, che attorno ad Ugozzolo ogni giorno producono ricchezza per tutti.
Ci sono già chiari segnali di scelte insensate, contrarie al perseguimento del bene comune.
Provengono dal Pd, in realtà dal suo cieco e sordo apparato dirigenziale, più dalla sua base inquieta e sempre più informata, ma provengono anche, come abbiamo letto in questi giorni, da Altra Politica, che già oggi si prostra davanti al gestore dei rifiuti, facendoci capire che le logiche non sono cambiate, ubbidire ai poteri forti e confondere i cittadini con parole vuote.
Il panorama è abbastanza desolante da farci intendere che potrebbe essere ancora, la nostra, una battaglia contro tutti.
Se i democratici vogliono il forno, sull'altro versante il silenzio regna sovrano, non si capisce se il Pdl sia contrario o favorevole al progetto.
Ci sembra che davvero oggi i cittadini debbano fare da soli, abbandonando una volta per sempre la politica per come l'hanno conosciuta fin qui, tanto è lontana dai loro reali interessi. I tentativi ci sono, come il nascente laboratorio dei beni comuni, che muove i primi passi in questi giorni.
Abbiamo davanti anche alcuni punti fermi.
Il Movimento 5 Stelle, che da sempre persegue una politica di corretta gestione dei rifiuti e non solo, che in regione ha sempre portato avanti le nostre battaglie, potrà dire tante cose anche a Parma. Noi crediamo che in tanti non mancheranno di dar loro fiducia.
Anche alle primarie del centro sinistra però c'è la possibilità di una svolta.
Si è presentato l'ingegnere parmigiano Simone Rossi, che sposa appieno le tesi Gcr, costituendo una occasione per mandare a casa i brontosauri. Potrebbe diventare una specie di referendum sull'inceneritore, dopo quello negato dal Palazzo, un'occasione per esprimere le posizioni dei cittadini che guardano alla salute come bene primario ed irrinunciabile.
Rifondazione è anch'essa orientata al no all'inceneritore, ma non sarà alle primarie.
Crediamo che oggi, ogni cittadino di Parma che tiene davvero al futuro della città. debba riflettere attentamente prima di deporre nell'urna il proprio voto.
Sia alla primarie del centro sinistra, sia nel prossimo appuntamento di primavera: il suo piccolo gesto può cambiare le prospettive di questo territorio.
Tante schede alternative riunite insieme costituirebbero una valanga definitiva.
Il no all'inceneritore, che ha in sé un sì convinto alle alternative che stanno affermandosi intorno a noi, è una delle espressioni più genuine di questa voglia di cambiamento che si sente in città

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 22 novembre 2011

-15 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+540 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 166 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.

domenica 20 novembre 2011

San Bartolomeo VIII

Spettabile
Nucleo Decoro Urbano Abusi Ambientali
Michele Pinzuti
Polizia Municipale
Comune di Parma
Via del Taglio – Parma

Denunciamo con la presente la situazione di piazzale San Bartolomeo / vicolo Sant’Alessandro dove, come già ripetutamente segnalato, continua la cattiva gestione dei rifiuti derivati dal mercato bisettimanale.
Gli scarti organici, gli scarti plastici, la carta, il cartone, il legno, l'alluminio, vengono abbandonati e mischiati assieme nei cassonetti dell'indifferenziato situati nel vicolo suddetto, da dove poi vengono asportati da Iren e gettati nel compattatore, quindi avviati alla discarica o all'inceneritore.



Le segnalazioni sono state ripetute il 31 ottobre 2010, il 18 novembre 2010, il 5 febbraio 2011, il 20 febbraio 2011, il 14 agosto 2011, il 12 novembre 2011, senza che ciò abbia portato non diciamo ad una soluzione del problema, ma nemmeno ad azioni sanzionatorie e/o messa in opera di attività volte all'affrontare questo grave e ripetuto modo di operare.
Rispetto all'ultima segnalazione a Iren, la multiutility ci ha risposto indicando nell'ente locale il referente che dovrebbe ottemperare alle sanzioni e alla verifica del rispetto delle normative vigenti in tema di gestione corretta dei rifiuti.
Non crediamo sarebbe di difficile attuazione un intervento che metta in condizioni gli operatori e il gestore di convogliare i materiali nella loro giusta filiera, evitando costi in più per l'ente locale, spreco di materiali che potrebbero essere facilmente recuperati, cattivo esempio di non applicazione delle normative europee e nazionali che sollecitano una azione costante nella direzione del riciclaggio.
Il 19 ottobre 2010 era stato sottoscritto un accordo, annunciato dall’ex-assessore all'ambiente del Comune di Parma Cristina Sassi, proprio sulla corretta applicazione della gestione di questi scarti, un accordo fino ad oggi totalmente disatteso.
Sarà cura della nostra associazione valutare questi episodi in ordine ad un esposto alla procura per danno erariale, visto che così appare il mancato recupero dei materiali e il costo di smaltimento inutile che ne deriva, a carico dei contribuenti.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 19 novembre 2011

-18 giorni alla sentenza nel merito del Tar di Parma sul cantiere dell'inceneritore
+537 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Mancherebbero 169 giorni all'accensione del forno. Se ancora lo si farà.

Da giugno 2011 anche a Parma il tetrapak (cartoni del latte, dei succhi di frutta...) può essere riciclato, mettendolo nel bidone giallo per la raccolta di vetro, plastica e barattolame.