sabato 12 marzo 2011

Fornovo, è critico lo stato dell'ambiente

“Criticità ambientali nel territorio fornovese” è il titolo di una assemblea pubblica organizzata dal circolo di Rifondazione Comunista di Fornovo di Taro.
Profonda preoccupazione è espressa dagli organizzatori sulle emergenze ambientali del territorio ed è forte l'intento di poter dare alla cittadinanza tutte le informazioni possibili.
Sono stati coinvolti per la serata esperti e associazioni al fine di discutere su temi ritenuti particolarmente urgenti e importanti.



L’assemblea, che si svolgerà martedì 15 marzo alle ore 20:30 presso la biblioteca del Comune di Fornovo di Taro, è stata pensata come momento d’avvio di un lavoro continuo sul territorio e si aprirà con l’intervento di Gianni Naggi, Dipartimento Nazionale Ambiente PRC, Gianluca Ori Comitato Rubbiano per la vita, e Manrico Guerra (Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma) sul tema dell’inceneritore di Rubbiano e proseguirà grazie a Daniele Varesi, Associazione Fornovo il tuo Paese, che illustrerà i problemi di salvaguardia dell’integrità del paese nei confronti del progetto del raddoppio della pontremolese.
Chiuderà l’intervento di Enrico Ottolini (WWF) sui tanti problemi che affliggono il fiume Taro.
Il territorio, l'ambiente, il benessere, sono tre aspetti estremamente in correlazione fra id loro.
Non c'è benessere senza un ambiente sano, non c'è ambiente sano senza uno sguardo attento al proprio territorio, visto come luogo in cui le nostre vite si intrecciano.
Tutti i progetti che toccano le nostre comunità dovrebbero fare i conti con questi tre elementi, per far sì che le intenzioni corrette di miglioramento dell'economia delle nostre terre non vada in contrasto con il benessere dei cittadini e dell'ambiente.
Lo sguardo deve essere integrale e senza sconti.
La correlazione tra ambiente e stato di salute è sempre di più un dato certo degli studi epidemiologici più recenti.
E' dallo stato di salute di salute dell'ambiente che si può ricavare l'aspettativa di vita e la qualità del nostro quotidiano.
I cittadini sono sempre più attenti a queste tematiche e hanno capito da queste basi può rinascere un territorio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 12 marzo 2011
-421 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+285 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

venerdì 11 marzo 2011

Il 23 marzo l'inceneritore in commissione

Davanti alle istituzioni per approfondire il tema dell'inceneritore.
Il 23 marzo vedrà finalmente la luce la seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Salute, precedentemente annullata lo scorso 28 gennaio, convocata per “consentire una riflessione pacata ed oggettiva su una questione molto complessa e con diverse sfaccettature”.
A presentare le loro relazioni ci saranno 8 esperti, di cui 4 indicati dalla nostra associazione.



Ernesto Burgio, coordinatore scientifico dell'Associazione Medici per l'Ambiente, Paola Zambon, responsabile del Registro Tumori del Veneto, Giuseppe Miserotti, presidente dell'Ordine dei Medici di Piacenza, Marco Caldiroli, dell'Asl Provincia Milano 1, sono i tecnici di levatura nazionale che illustreranno la loro conclusione nei riguardi dei rischi legati all'utilizzo di un forno inceneritore per la gestione dei rifiuti.
Il contraddittorio sarà garantito da due tecnici di Moniter della Regione Emilia Romagna, e da due delegati dell'Istituto Superiore di Sanità, Gaetano Settimo e Giovanni Marsili.
L'appuntamento è fissato per le 14,30 di mercoledì 23 marzo, in seduta pubblica, convocata nella sala consiliare del comune di Parma.
Come per lo sfumato appuntamento di gennaio, l'associazione Gcr chiederà la diretta televisiva, per permettere al maggior numero di parmigiani di seguire l'importanza appuntamento che riguarda tutti, visto che l'impatto ambientale generato dall'impianto di Ugozzolo tocca tutto il territorio.
Un evento che valica anche i confini provinciali visto che il tema dell'incenerimento dei rifiuti sta ormai da tempo legandosi a disastri ambientali, emergenze sanitarie, visioni dell'avvenire per il nostro pianeta in crisi di risorse.
La giornata è stata presentata ieri dal presidente della commissione Ambiente Giuseppe Pantano, alla presenza dell'assessore Sassi e del delegato alla Salute Fabrizio Pallini.
Richiesta dal Gcr nel settembre dello scorso anno, la seduta della commissione è stata approvata dal sindaco di Parma Vignali, che intende approfondire tutti gli aspetti legati ai rischi sanitari e ambientali dell'inceneritore, oggi in fase costruttiva a fianco dello stabilimento della Barilla e di fronte al nuovo centro ricerche della Chiesi Farmaceutici.
La querelle inceneritore è oggi il tema centrale del dibattito cittadino.
I gravi rischi legati al funzionamento di un inceneritore di rifiuti urbani e speciali sono testimoniati dalle tante inchieste in corso in Italia, l'ultima delle quali legata all'impianto di Pietrasanta, che lo scorso anno è stato posto sotto sequestro per avere inquinato e avvelanato il torrente Baccatoio, che scorre a fianco dell'inceneritore, con diossine e metalli pesanti fuoriusciti dal sistema di raffreddamento delle ceneri.
Il Baccatoio è un corso d'acqua che sfocia dopo solo 3 km sulla spiaggia della Versilia, attorniato da campi coltivati e da abitazioni.
Poco lontano, a Montale, è in corso il processo a carico dei responsabili di un altro inceneritore, che ha causato il superamento dei livelli di inquinanti emessi in atmosfera senza che ciò abbia fatto scattare i provvedimenti cautelativi per la protezione della popolazione.
Sono infatti le popolazioni residenti nei pressi degli impianti che risentono in maggior misura degli ricadute degli inquinanti emessi dal camino.
Una tecnologia, quella dell'incenerimento dei rifiuti, ormai in via di abbandono, anche sotto l'indicazione della nuova direttiva europea 98/2008 che traccia la strategia del futuro, indicando nella “società del riciclo” l'obiettivo comunitario a cui puntare.
Troppi i rischi legati a questi impianti insalubri di classe prima, troppi gli sprechi di materie preziose che devono invece essere recuperate attraverso il riciclo e il riuso.
E' ormai evidente che la costruzione degli inceneritori fa gola soltanto ai gestori per una mera questione economica. L'Italia infatti incentiva l'incenerimento con sovvenzioni pubbliche che trasformano gli impianti in macchine da soldi. La norma italiana sui assimilati, che ha permesso tale scempio, è stata punita dall'Europa, che ha messo sotto infrazione il nostro Paese.
L'inceneritore è oggi una tecnologia desueta, che viene sostituita senza difficoltà dal trattamento a freddo dei rifiuti, che consente senza grandi investimenti, di gestire i materiali post consumo in modo pulito, trasformando i grandi costi in utili, come dimostrato dal centro riciclo di Vedelago, che il 15 marzo verrà raggiunto dalla missione parmigiana targata Gcr, in cerca di conferme.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 11 marzo 2011
-422 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+284 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

giovedì 10 marzo 2011

Laterlite, il co inceneritore preoccupa

Laterlite è la maggiore azienda italiana per la produzione di argilla espansa, partecipata al 33% dal Gruppo Buzzi Unicem. Laterlite Rubbiano è uno dei 4 impianti del gruppo operativi in Italia.
A fianco della Barilla, l'impianto utilizza come combustibili prevalenti “reflui industriali costituiti da oli esausti ed emulsioni oleose esauste”, essendo autorizzata per quasi 65000 t/anno di rifiuti pericolosi.
Gli inceneritori, e quindi i co-inceneritori, rientrano nella prima classe di industrie insalubri.



Vista la classificazione, questo tipo di aziende dovrebbe avere una localizzazione “isolata” (dal testo unico leggi sanitarie), come invece non è questa fabbrica, inserita in un contesto antropizzato e caratterizzato da una tradizionale e storica vocazione residenziale, agricola, rurale e artigianale.
La zona di confluenza dei fiumi Taro e Ceno si distingue per essere vocata alle produzioni eno-gastronomiche, che possono valorizzare il patrimonio ambientale.
A poche centinaia di metri da Laterite, sorge uno degli stabilimenti produttivi di Barilla, ma anche sono presenti aziende agricole e zootecniche, agriturismi, caseifici e prosciuttifici.
Il comune di Solignano e quelli limitrofi si trovano all’interno delle zone di produzione, dei due più importanti prodotti tipici del territorio, Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano.
I disciplinari di questi prodotti escludono qualsiasi attività insalubre di prima classe dal territorio di produzione.
Laterlite brucia 20 diversi codici di rifiuti pericolosi per alimentare la combustione del proprio forno. Molti presentano alcune caratteristiche decisamente preoccupanti: si tratta di rifiuti tossici, cancerogeni, corrosivi, teratogeni (possono produrre malformazioni congenite o aumentarne la frequenza), mutageni (possono produrre effetti generici ereditari o aumentare la frequenza).
Laterlite è situata in adiacenza al centro abitato di Rubbiano ed allo stabilimento alimentare Barilla. Nel raggio di alcuni chilometri sono situati diversi centri abitati (Ramiola, Fornovo, Varano, Felegara, Riccò), sui quali ricadono gran parte degli inquinanti emessi dal camino.
Gli impianti di coincenerimento di rifiuti pericolosi producono alcuni tra gli inquinanti ritenuti più pericolosi per la salute umana e dannosi per l’ambiente, tra cui: ossidi di azoto, ossidi di zolfo, nanopolveri e particolato, diossine, furani, metalli pesanti, acido cloridrico, acido fluoridrico, idrocarburi policiclici aromatici (IPA).
È ormai appurato che, nonostante limiti stabiliti dal legislatore nazionale e/o comunitario, per sostanze come gli IPA e le diossine non esistono ragionevoli livelli di sicurezza al di sotto dei quali esse non provochino danni alla salute umana ed all’ambiente.
Questi impianti sono dotati di sistemi di abbattimento che dovrebbero garantirne un rilascio ridotto, anche se permangono dei dubbi sull'effettiva efficacia della misurazione di tale impatto, poiché le altissime temperature, anche superiori ai 1.000 gradi, nanoparticelle finissime che sfuggono al controllo.
Attualmente nessun sistema di filtraggio è in grado di trattenere le particelle inquinanti con diametro inferiore ai 2,5 nanometri. Questo è il principale problema degli inceneritori, la causa di un inquinamento “sconosciuto”, che desta allarme presso i cittadini e la comunità scientifica.
Come dimostrato da una letteratura scientifica ormai corposa, la pericolosità delle particelle è direttamente proporzionale alla diminuzione della loro dimensione. Quindi il particolato ultrafine risulta essere infinitamente più aggressivo e pericoloso, anche se la legislazione vigente non ne considera il monitoraggio.
Laterlite ha ottenuto l’autorizzazione all’incenerimento di rifiuti pericolosi nel 2000.
Nel 2005 si è costituito un comitato di cittadini, “Rubbiano per la Vita”, e nei mesi successivi è stato istituito un Osservatorio ambientale con la partecipazione di ARPA e Provincia di Parma.
Nel 2006 l’Osservatorio commissionò ad ARPA un’indagine sulle matrici ambientali.
I test di mutagenesi, analisi che verificano la capacità di indurre mutazioni genetiche da parte di agenti fisici o chimici, furono tutti positivi, “...evidenziando una prevalenza di sostanze che agiscono sul DNA inducendo sostituzione di coppie di basi…”,
Nonostante una seconda campionatura con risultati peggiorativi, ARPA fece una valutazione originale dei risultati: “...emissioni non direttamente riconducibili a Laterlite.”, nonostante che furono fatte campionature proprio al camino di emissione, con valori risultati molto fuori norma.
Anche il “Piano di zona per la salute ed il benessere 2009-2011” delle Valli del Taro e del Ceno ritiene indispensabile proseguire il monitoraggio nei pressi dell'azienda, suggerendo anche ricerche a livello epidemiologico.
Questo a conferma della criticità e del livello di attenzione che ormai anche AUSL deve tenere nei confronti di attività con questo potenziale impatto sanitario.
L'inversione termica presente nella zona aggrava la situazione, producendo uno strato fortemente stabile che impedisce la pulizia dell'aria e l'allontanamento degli inquinanti.
Il monitoraggio è consultabile sul sito di Arpa ma solo alcuni inquinanti sono riportati. Risultano completamente assenti i valori del test annuale sulle diossine, sugli IPA e sulla reale quantità di rifiuti pericolosi inceneriti.
Le attività dell’Osservatorio Ambientale hanno visto l'impegno delle parti e la volontà di introdurre misure per l’attenuamento dei danni ambientali provocati dalle attività di Laterlite. Ma nonostante i progetti in essere il tavolo è stato, negli ultimi anni, convocato una sola volta (novembre 2009) ed ha praticamente cessato la sua funzione di controllo e monitoraggio.
Nel novembre 2010 diversi organi di stampa locale hanno riportano la notizia sull'impianto
Laterlite di Lentella, che bruciava rifiuti pericolosi utilizzandoli come combustibile, e che era diventato in pratica un vero e proprio inceneritore di rifiuti. Nel marzo 2006 la Laterlite di Lentella è risultata coinvolta nell'inchiesta (per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale, falso) condotta dalla Procura della Repubblica di Lanciano (operazione “Mare chiaro”), che portò all'arresto di 16 persone, tra cui un suo dipendente.
A Bojano, Campobasso, nel maggio del 2007 il Tribunale locale, presieduto dal giudice Giovanni Falcione, ha emesso sentenza di condanna nei confronti dello stabilimento Laterlite per tutti e tre i capi di imputazione: lesioni volontarie, danno ambientale, attività non autorizzate.
I responsabili della ditta sono stati condannati penalmente perché “un’industria deputata alla produzione di argilla espansa in realtà era diventata un termocombustore di rifiuti pericolosi, tossici, ecotossici, teratogeni e cancerogeni, con l’avvallo della Regione Molise e dell’ARPA che avrebbero dovuto operare i controlli imposti dalla Legge”.
I danni ambientali arrecati saranno liquidati in sede civile, tuttavia, il Tribunale Penale ha condannato altresì la Laterlite a versare alla Provincia di Campobasso, una provvisionale di 100.000 euro.
Affermò il Pubblico Ministero che “I dati di partenza non erano veritieri, ma falsi ed illegittimi. Se solo l’Ente di controllo avesse adoperato la logica del buon padre di famiglia per tutelare la salute dei cittadini, forse i dati sarebbero diversi. La possibilità di incenerimento potrebbe essere stata usata, ed è stata usata, come Cavallo di Troia. Faccio credere che alcune sostanze (i rifiuti) mi servono per esigenze produttive e per poter ridurre le spese dei carburanti, poi invece mi metto a smaltire rifiuti e guadagno sullo smaltimento.”
E ancora “...l’Azienda era consapevole dell’accettazione del rischio legato alle scelte produttive. So i rischi che corre la popolazione e faccio questa scelta perché il mio obiettivo è quello di massimizzare il profitto. Alla fine il trattamento dell’argilla è diventato residuale, assorbente è divenuta la termocombustione dei rifiuti”.
Crediamo che autorizzare un’azienda privata, del settore laterizi ad incenerire rifiuti pericolosi in una zona densamente abitata significhi sottostimare il potenziale impatto sanitario sulla popolazione.
I gravi precedenti di condanna alla ditta Laterlite per imputazioni quali danno ambientale,
traffico illecito di rifiuti, disastro ambientale, devono indurre ad una ricerca di trasparenza e massima cautela, considerando che, nel caso della condanna, gli organi competenti non solo non hanno tutelato le persone, ma per totale “inadempienza” si sono prestati alle attività illecite, favorendo ogni necessaria autorizzazione.

Gianluca Ori
rubbianoperlavita@alice.it

Parma, 10 marzo 2011

Rete Ambiente Parma
Aria Acqua Suolo Risorse Energie
Rete dei comitati per la salvaguardia del territorio parmense
comitato pro valparma - circolo civico valbaganza - comitato ecologicamente
comitato rubbiano per la vita - comitato cave all’amianto no grazie
associazione gestione corretta rifiuti e risorse

mercoledì 9 marzo 2011

Vedelago, anello del riciclo virtuoso

Il 15 marzo la nostra associazione ha organizzato, con sponsor alcune farmacia di Parma, un workshop a Vedelago (Treviso) presso il centro riciclo di Carla Poli.
L'occasione è propizia per verificare di persona come funziona questo impianto, premiato dalla Comunità Europea come impresa innovativa, attivo dal 1999, per capire se anche Parma potrebbe adottare questa tecnologia per ridurre l'impatto dei propri rifiuti.
L'impresa Centro Riciclo Vedelago infatti gestisce la raccolta differenziata di un bacino di oltre 1 milione di abitanti del Triveneto, riciclando il materiale trattato al 98%.



I rifiuti plastici vengono trattati in modo pulito, senza alcuna emissione in atmosfera, garantendo altresì un vantaggio economico, visto che il Centro, senza alcun contributo pubblico, risulta avere un bilancio in attivo.
L'idea che sta alla base di questa tipologia di gestione degli scarti è proprio il rendere vantaggioso ed economicamente sostenibile gestire i rifiuti urbani e speciali.
Con un investimento ridicolo, 5 milioni di euro, rispetto ai bilanci da centinaia di milioni di un inceneritore, l'estrusore di Vedelago consente di recuperare praticamente tutta la plastica che a Parma invece viene bruciata negli inceneritori altrui e dal prossimo anno verrà bruciata nel nostro inceneritore a Ugozzolo.
Visto che la plastica, bruciando, produce diossina, non è da sottovalutare la possibilità di poterla trattare senza ricorrere all'incenerimento, con grossi vantaggi dal punto di vista ambientale ma, come abbiamo visto, anche economici.
Il materiale prodotto dall'estrusione, normato Uniplast 10667/14, viene venduto ad aziende dello stampaggio plastico per produrre tegole, steccati, dissuasori, palificazioni, oppure all'industria edilizia in sostituzione della sabbia naturale.
La giornata del 15 marzo è rivolta ai media di Parma, della carta stampata, on line e tv e radio, ed in particolare alle istituzioni locali, indirizzata ai responsabili all'ambiente delle varie comunità locali.
La partecipazione è gratuita e per l'iscrizione è sufficiente scrivere all'indirizzo di posta elettronica
gestionecorrettarifiuti@gmail.com
La giornata avrà inizio al parcheggio scambiatore Nord, a fianco del casello dell'A1, da dove partirà il pullman che alle 10,30 sbarcherà a Vedelago. Dopo la visita all'impianto e le domande all'imprenditrice veneta Carla Poli, la pausa per il pranzo e il rientro a Parma, previsto per le ore 18.
All'iniziativa ha dato conferma di partecipazione il comune di Parma che sarà presente con il delegato alla Salute Fabrizio Pallini e il responsabile del servizio. Durante la conferenza stampa il dott. Pallini ha tenuto a sottolineare come il sindaco Vignali non voglia transigere sull'evitabilità di bruciare plastica e fanghi e come la visita a Vedelago sia una importante occasione per verificare da vicino le possibilità alternative all'incenerimento.
Il tema inceneritore è come non mai all'attenzione dell'opinione pubblica anche perché è ormai diffusa la percezione delle ricadute negative che porterà all'ambiente e alla salute l'impianto di incenerimento in costruzione a Ugozzolo.
Se ci sono strade alternative percorribili non va lasciata alcuna ombra di dubbio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 9 marzo 2011
-424 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+282 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

martedì 8 marzo 2011

A Reggio il Comune da ordini a Iren. Via l'amianto dall'acqua

In una seduta del consiglio comunale, a Reggio Emilia, hanno dato il diktat a Iren: sostituire tutte le condutture in cemento amianto presenti nella rete idrica.
L’assessore Ugo Ferrari ha cercato di far presente che l’allarme sulla salubrità dell'acqua reggiana è immotivato.
La loro acqua è ottima e sana.
Ma in consiglio è passata all’unanimità una mozione presentata da Ernesto D’Andrea, consigliere del Pd, firmata da consiglieri di quasi tutti i partiti, anche sulle base degli studi statunitensi che hanno rilevato un certo rischio per la salute.



Così il gestore dell'acqua dovrà provvedere alla verifica della presenza di fibre di amianto nella rete idrica reggiana. Dal 2012 poi Iren dovrà presentare un piano per la sostituzione totale delle condutture in amianto ancora presenti sulla rete e di competenza del comune di Reggio Emilia.
A quanto pare i cugini d'oltre Enza non hanno alcun timore reverenziale verso Iren, non soltanto a fare domande, ma a imporre corrette gestioni e attenzioni alla qualità dei servizi.
Il tema dell'acqua è uno dei capitoli più importanti per il futuro non solo locale dei servizi a favore del cittadino e la qualità di questo insostituibile bene deve essere garantita, senza alcuna ombra.
Come sta la rete parmigiana di condutture d'acqua?
Abbiamo anche noi sicuramente condotte in cemento amianto che, prima dello scandalo Eternit, erano considerate il non plus ultra per questi e tanti altri impieghi civili e non.
Il tipo di acqua che circola nella nostra rete mette a rischio la tenuta delle pareti interne dei tubi?
A Parma Iren decide motu proprio quanta plastica differenziare, quanto fare grande l'inceneritore, e manco risponde alle domande del primo cittadino, figuriamoci dei poveri contribuenti privati che non hanno alcuna voce in capitolo.
Deciderà anche per noi sul tema dell'acqua?


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 8 marzo 2011
-425 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+281 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

domenica 6 marzo 2011

Iren risponderà solo al Sindaco Vignali

I cittadini non sono degni di nota

Apprendiamo dalla stampa che Iren risponderà al sindaco di Parma sulle domande legate all'inceneritore. Risponderà però solo a lui, perché solo da Vignali, a quanto pare di capire, sono arrivate le domande giuste, o forse, per meglio dire, è l'unico interlocutore degno di interesse.
Noi cittadini, che siamo solo comuni mortali, che ci limitiamo a pagare le bollette, non siamo degni di nota. Solo quando il primo cittadino entrerà in possesso delle risposte potrà, se vorrà, diramare ai sudditi il verbo di Iren.



Che deve avere davvero una grande considerazione per i cittadini di Parma, se è arrivata al punto da ignorarli completamente.
E porli sullo stesso livello dei materiali che ogni giorno raccoglie per le strade e porta in discarica o all'inceneritore.
Roba senza importanza, semplicemente da non prendere in considerazione, come se non esistesse.
Eppure sono i cittadini che mantengono in vita i conti dell'azienda, visto che solo sulle bollette può fare affidamento Iren per coprire i costi di gestione e gli stipendi di dipendenti e dirigenti, stipendi a volte anche profumati, e non certo alla fragranza di discarica.
Se leggiamo per bene la parole con le quali Selina Xerra, addetta alle relazioni esterne di Iren, ha risposto al giornalista di Zerosette, che chiedeva lumi sul Piano Eonomico Finanziario, si ha una idea molto chiara di come sono i rapporti di forza tra cittadini e Spa.
I parmigiani sono preoccupati per la loro salute, messa in pericolo dal progetto dell'inceneritore di Ugozzolo? Il gestore è talmente scosso da questa ansia da far passare ad oggi 279 giorni dalla richiesta di Pef inoltrata dai cittadini.
E' talmente scosso da ignorare una precisa missiva che mette in dubbio la stabilità delle fondamenta del Pai, messo forse a rischio da pasticci in fase costruttiva.
E' talmente sensibile da continuare a gettare materiali preziosi come carta plastica e legno in bocca agli inceneritori, facendo spallucce ad un progetto dell'amministrazione comunale.
E' talmente al di sopra di noi da decidere in autonomia quanta plastica riciclare (17%) invece che adempiere al piano provinciale rifiuti (59,7%), per tenersi strette le plastiche di alto potere calorifico, utilissime ad accendere il grande falò.
E tutti, supini, a subire.
Nessuno che si alzi indispettito e ponga paletti seri, per dire con i fatti e non con le parole, che la gestione dei rifiuti è cosa pubblica, e non cosa privata di qualche azienda intenzionata a fare business sulle spalle dei cittadini, mettendo a rischio la salute di un intero territorio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 6 marzo 2011
-427 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+279 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

sabato 5 marzo 2011

Orgoglio e pregiudizio

Nella complessa vicenda dell’inceneritore di Parma ci troviamo in mezzo ai fuochi incrociati.
Noi facciamo il possibile per informare a 360 gradi ed ogni tanto subiamo gli attacchi da sinistra, “sono pro Vignali”, oppure quelli da destra, “sono esagitati ambientalisti di sinistra”.
Un attacco dai due fronti opposti che ci rende orgogliosi, perché dimostra la nostra equidistanza, ma ci dà profondo sconforto, nel constatare come i pregiudizi, che i partiti insinuano nei loro associati, facciano sparire l’obiettività delle persone, allontanandole dal problema.
Non è una questione di destra o di sinistra se il tema è la costruzione di una nuova industria insalubre di prima classe, da inserire in un contesto ambientale così compromesso come il nostro, quando le alternative esistono.



Il pregiudizio non permette più neppure di ascoltare altre voci, come quelle dei medici dell’Emilia Romagna, che nel 2007 sottoscrivono una richiesta di moratoria sugli inceneritori, oppure quelli toscani, i 165 che scrivono preoccupati ai decisori politici.
Il pregiudizio ti acceca e non ti permette di fare calcoli molto semplici, partendo dalle tonnellate di rifiuti da smaltire, applicando la percentuale di raccolta differenziata, scoprendo che il residuo non giustifica un inceneritore così grande da trattare 130.000 tonnellate all'anno, che non ci sono.
E’ importante che tutti facciano la propria parte, nel coltivare l’interesse per i problemi della comunità, nel senso di appartenenza ad un gruppo, che dà forza al singolo, ma è necessario anche essere lucidi e non farsi fuorviare dal pregiudizio.
E’ con orgoglio che dal 2006, senza chiedere nulla in cambio, lavoriamo per portare cultura dell'ambiente nella nostra città, e continueremo anche a far conoscere quello che succede oltre i nostri confini.
E' con orgoglio che abbiamo elaborato progetti alternativi che possano evitare danni ambientali ai nostri cari.
E’ con orgoglio che insieme alla città e alla provincia continueremo a denunciare i progetti che vanno contro la salute, che siano di destra o di sinistra non importa, la salute non conosce bandiera.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 5 marzo 2011
-428 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+278 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

venerdì 4 marzo 2011

Guardare avanti

“Anche a Parma blocco del traffico alla domenica come a Milano?” Questa è la domanda che si pone il cronista, dopo che la nostra città ha registrato 23 sforamenti dei limiti delle PM10 dall’inizio dell’anno.
In un anno sono 35 gli sforamenti consentiti e sembra dunque tristemente alla nostra portata il superare anche nel 2011 tale limite, visto che a inizio marzo abbiamo già utilizzato oltre metà del bonus e mancano ancora 10 mesi a fine anno.
Le patologie legate all'inquinamento da polveri sottili sono l'asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari.
L'OMS, sulla base di uno studio condotto nel 2000 in 8 città del mondo, stima che le polveri sottili siano responsabili dello 0,5% dei decessi registrati in un anno.



Uno studio epidemiologico condotto negli Stati Uniti e pubblicato ad ottobre 2010, ha provato la correlazione tra diabete negli adulti e inquinamento atmosferico da polveri sottili.
I ricercatori statunitensi che hanno elaborato lo studio “Association between fine particulate matter and diabetes prevalence in the U.S.” provengono da istituzioni quali il Mit di Boston, l'Harvard Medical School, la Yale University di New Haven, Connecticut.
Che ne dite, abbastanza sapienti?
Il danno sanitario provocato dall’inquinamento di questi ed altri composti chimici emessi da impianti industriali, traffico e caldaie domestiche è ormai condiviso dalla comunità scientifica.
Che fare quindi per fermare questa emergenza?
I tentativi messi finora in campo dalle amministrazioni locali sono deboli e privi di effetti tangibili. Dopo l’abbandono del progetto della metropolitana, non esiste un piano concreto per rivoluzionare la mobilità di Parma in modo sostenibile. Il recente progetto di introduzione di sistemi di mobilità elettrica è poco più di una goccia nel mare, considerando che prevede l’introduzione di 100 auto elettriche, in via sperimentale, su un parco immatricolato di oltre 110.000 veicoli.
Giovedì senz’auto e domeniche ecologiche sono pratiche che hanno più che altro un effetto di sensibilizzazione della popolazione. Certe recenti dichiarazioni del nostro assessore all’Ambiente Cristina Sassi, fanno capire che non esiste un progetto né di breve né di lungo periodo per limitare i danni: “speriamo che piova” la più recente affermazione sul tema.
Invece di favorire il trasporto pubblico, i nostri amministratori, per coprire un buco di bilancio della Tep, hanno deciso di aumentare il biglietto dell’autobus del 20%.
Occorre dunque fare una seria riflessione sul tema e tutta la città nelle sue componenti si deve interrogare se è questo il modello di sviluppo corretto
Se questo andare alla cieca è sostenibile per un territorio così legato alle produzioni alimentari di qualità, oppure se conviene veramente a tutti, cittadini, industriali, amministratori, intraprendere una strada diametralmente opposta, che oltre che salvaguardare l’ambiente in cui viviamo, faccia da volano verso una economia veramente “verde” e non solo di facciata, utile ad alleggerire l'impronta ecologica insostenibile di oggi.
E’ vero che, come dicono molti, l’inceneritore o termovalorizzatore di Ugozzolo è solo una delle componenti in gioco e fermarlo non risolverà completamente i problemi ambientali della Food Valley.
E’ però anche innegabile che l’inceneritore di Iren regalerà alla città 3,2 tonnellate di PM10 in più, contribuendo dunque alla crescita degli sforamenti dei limiti imposti dalla legge.
Ci piacerebbe che la città si interrogasse su quali siano le vie da seguire. Forse non esiste un unico modello a cui fare riferimento, una città o un paese a cui ispirarsi.
Vi sono però molti esempi virtuosi da cui possiamo attingere per invertire decisamente la rotta: pensiamo all’Olanda, che ha aderito alla strategia Cradle to Cradle e che entro i prossimi 2 anni andrà a spegnere i 3 inceneritori che sono rimasti in funzione nel Paese.
Pensiamo al Centro Riciclo di Vedelago che recupera completamente i materiali plastici che nel piano di Iren sono indispensabili per il potere calorifico del forno, ma che purtroppo rilasceranno nel nostro ambiente diossine nocive per gli animali e per l’uomo, nei territori circostanti il camino.
Pensiamo alla città di San Francisco che con 800.000 abitanti divisi in diverse comunità etniche e linguistiche riesce a recuperare il 75% dei rifiuti prodotti, con ottimi risultati qualitativi e quantitativi nella parte organica.
Pensiamo infine ai fanghi da depurazione che, contro ogni logica, se non quella meramente economica, verranno bruciati anziché essere utilizzati in impianti a biogas, come avviene in tantissime altre realtà in tutta Europa.
A Parma si vogliono bruciare, per acchiappare i certificati verdi: bruciare fango, anche ad una analisi molto semplicistica, è un concetto che rasenta l'assurdità.
Siamo dunque giunti ad un punto cruciale della storia della nostra città: il tema dell’ambiente è diventato, anche grazie al dibattito sull’inceneritore, un argomento di estremo interesse e la sensibilità dei cittadini ci pone in una posizione privilegiata rispetto ad altre comunità.
Sta a tutti noi interrogarci, verificare competenze e capacità per sfruttare questa sensibilità in modo positivo ed intraprendere un progetto di città all’avanguardia, un modello per le future generazioni, oppure continuare sui vecchi percorsi già tracciati, che in tanti stanno abbandonando.
Prospettive e lungimiranza che non possono essere di competenza esclusiva del mondo politico locale, impegnato com’è con l’obiettivo, a breve termine, della campagna elettorale.
Una riflessione che spetta dunque in misura maggiore a chi ha una visione della propria missione con un orizzonte temporale più ampio.
Pensiamo ad esempio agli industriali, che tanto hanno dato al territorio investendo nell’immagine di prodotti sani, genuini, aiutando le persone a vivere meglio, portando ogni giorno nella loro vita il benessere e le gioia del mangiar bene.
Pensiamo a tante altre categorie come l'Università, le stesse associazioni di categoria, come quelle legate all'agricoltura, che saranno le prime colpite dagli effetti del forno.
Guardare avanti significa riflettere oggi.
Nessuno può, deve, tirarsi indietro.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 4 marzo 2011
-429 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+277 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

giovedì 3 marzo 2011

Chi ha scelto la grandezza dell'inceneritore?

Il Piano Provinciale Gestione Rifiuti (PPGR) si occupa della programmazione delle politiche di gestione dei rifiuti a livello provinciale.
Nel 2005 la Provincia di Parma ha adottato, dopo un lungo iter, il proprio strumento di pianificazione per il nostro territorio in materia di materiali di scarto.
A pagina 77 della relazione illustrativa il PPGR afferma come sia necessario “prevedere la realizzazione di un impianto dedicato all’utilizzo energetico della frazione residua in grado di soddisfare il fabbisogno d’ambito a regime (circa 65.000 t/a di frazione secca di origine urbana)”.



Deduciamo quindi che si sia data una chiara indicazione sulle dimensione dell'impianto di trattamento termico della frazione residua.
Ma nelle pieghe di questi strumenti ci si può infilare di tutto.
Durante l'iter di approvazione del PPGR è stata inoltrata da enti e privati una serie di osservazioni e riserve, che hanno trovato nel dicembre del 2004 la risposta puntuale dell'ente.
Tra queste la numero 4 era proprio di Amps Ambiente, la quale esprimeva la convenienza di costruire un impianto doppio rispetto ai calcoli del piano, per rispondere anche all'intenzione dell'azienda di trattare i rifiuti speciali.
Le richieste di Amps verranno approvate nel dicembre dello stesso anno, accogliendo le indicazioni sulla taglia dell'impianto di incenerimento.
Questo è il passaggio che conferma che la scelta della dimensione dell'impianto è stata fatta proprio dalla Provincia di Parma e non dal Comune, come invece sostiene Bernazzoli.
La scelta delle 130 mila tonnellate, suggerita da Amps, è stata avallata dalla Provincia.
Il testo che proponiamo è un po' lungo e in lingua politichese, ma vale la pena soffermarsi sullo slalom di parole, che dicono e non dicono che l'inceneritore sarà il doppio del richiesto.
“Il piano deve contenere la previsione del fabbisogno impiantistico relativo ai rifiuti urbani. Pertanto, rappresentano un suo contenuto obbligatorio le elaborazioni necessarie a quantificare le esigenze derivanti dal comparto dei rifiuti urbani che il sistema impiantistico dovrà essere in grado di soddisfare. In linea con questa impostazione il PPGR non determina il dimensionamento degli impianti di trattamento”.
Chiaro no? Deve ma non lo fa!
Il piano “...identifica la loro tipologia (selezione, biostabilizzazione, trattamento termico) e fornisce una serie di criteri per orientare la fase di progettazione, precisando che la potenzialità complessiva degli impianti deve essere determinata nell’ambito della valutazione di impatto ambientale. Tra i
criteri di cui sopra il PPGR sottolinea “la priorità al recupero energetico della frazione combustibile” , intesa come opzione che consente di minimizzare il ricorso alla discarica, è pertanto evidente che ulteriori flussi, rispetto a quelli indicati nel piano adottato, che presentassero
caratteristiche adeguate potrebbero essere utilmente avviati al trattamento termico (es. scarti derivanti dalla raffinazione della FOS, ingombranti con elevato potere calorifico ma non avviabili a recupero di materia), mirando contestualmente al perseguimento dell’obiettivo dichiarato di
“soddisfare il principio di autosufficienza su tutta la filiera della gestione”. In merito allo scenario da considerare per il dimensionamento dell’impianto di trattamento termico si conferma
l’opportunità di assumere come riferimento la previsione di fabbisogno”.
Ecco che tornano le 65 mila tonnellate ma, udite udite.
“...precisando che dovrà essere garantita la necessaria flessibilità, considerate sia la riconosciuta complessità di tali scelte che l’esigenza di fornire risposte adeguate ai fabbisogni stimati anche nella fase transitoria. In tal senso si sottolinea l’utilità di progettare un impianto in grado di rispondere anche alle esigenze di trattamento termico derivanti dal comparto rifiuti speciali aspetto che il piano non può sviluppare con indicazioni cogenti, ma che, oltre a corrispondere ad uno degli indirizzi prioritari fissati per tale comparto, potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di flessibilità del sistema. Pertanto, si ritiene opportuno accogliere in parte quanto richiesto dal Proponente, rivedendo le previsioni di fabbisogno del comparto rifiuti urbani in coerenza con le controdeduzioni ai precedenti punti 1 e 2 e precisando ulteriormente i criteri, che devono informare la fase di progettazione secondo quanto sopra riportato”.
Con un chiaro, lineare, con poche parole semplici, è un sì al forno doppio.
Quindi un piano che si deve occupare soltanto della gestione dei rifiuti urbani entra a gamba tesa nella gestione degli speciali che non gli compete.
E indica, a seconda della riga in cui si legge, la taglia del gingillo in costruzione a Ugozzolo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 3 marzo 2011
-430 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+276 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

martedì 1 marzo 2011

Dallara & Co. L'importanza dell'obiettività.

“Credo che su argomenti così importanti per l’opinione pubblica sia doveroso un comportamento responsabile, documentato e che sia improntato alla obiettività"
Con queste parole, che ci sentiamo di sposare in pieno, Giuseppe Dallara, direttore dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente di Parma, risponde alla polemica innescata da una sua affermazione nel corso di un incontro con gli studenti del liceo Romagnosi di Parma, presenti il direttore stesso, rappresentanti del GCR e l'assessore provinciale all'Ambiente Giancarlo Castellani.



Vogliamo allora qui fare un sunto del campionario di obiettività e rigore scientifico tenuti dalle istituzioni di Parma hanno riservato ai propri cittadini e amministrati, nonché elettori.
Era il gennaio del 2010 quando l'assessore all'Ambiente del comune di Parma Cristina Sassi dichiarava, nel corso della trasmissione di Tv Parma, “Agorà” che “i fumi delle grigliate sono ben peggiori di quelli degli inceneritori".
Sempre nella stessa trasmissione Claudio Ferrari, tecnico esperto di Enia, giurava che "le cassette di plastica, cartone e legno degli ortofrutta venivano recuperate al 99%”, venendo poi smentito più volte da immagini e testimonianze che tuttora dimostrano la mancata volontà di Iren di recuperare materiali nobili e facilmente riciclabili.

Arriviamo all'aprile del 2010, subito dopo la manifestazione nazionale per le alternative all'incenerimento, dove a Parma-Europa, seguito talk-show dell'emittente locale Teleducato, l'allora amministratore delegato di Enia, Andrea Allodi, consigliava ai cittadini che avessero qualche euro sotto il materasso, di investire nel mattone all'ombra del camino di Ugozzolo.
In effetti si scatenò una bolla speculativa da fargli meritare il Nobel per l'Economia.
Non pago del riconoscimento ambito dal gotha della finanza mondiale, Allodi si lancia nel mondo delle scienze naturalistiche, affermando che “un boschetto mangiapolveri” fermerà le PM10 eruttate dal comignolo di Iren (3,2 tonnellate per la cronaca), salvo poi essere smentito da Matteo Riccò, ricercatore dell'Università Cattolica di Piacenza, che con un espressione che non lasciò spazio a dubbi, smontò la congettura un po' campata in aria.
Chiudiamo questa carrellata di scienziati ed esperti parmigiani con l'assessore all'Ambiente della Provincia di Parma, Giancarlo Castellani, che nell'ottobre 2010, nel corso di un convegno a Monticelli Terme, dichiara per ben 3 volte che l'inceneritore non emetterà diossine, noncurante degli stessi documenti Enia, che dichiarano l'opposto.
Insomma, questa è la scientificità ed obiettività che fino ad oggi è stata riservata all'opinione pubblica di Parma.
Personaggi che forti della loro autorevolezza istituzionale vanno liberamente a parlare in televisione su argomenti così delicati, mentre viene negata la parola in Commissione Ambiente ad un gruppo di scienziati (veri questa volta) che avrebbero semplicemente esposto dati scientifici, obiettivi, senza necessità di interpretazioni.
A Giuseppe Dallara ricordiamo che la "ciminiera non identificata" da lui citata nella replica a Repubblica on line, denunciando una "clamorosa strumentalizzazione" da parte del GCR su un tema così delicato, fa parte del termovalorizzatore o inceneritore Silla 2 nei pressi del quartiere fieristico di Rho-Pero a Milano.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 1 marzo 2011
-432 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+274 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

Tutte le citazioni dell'articolo di cui sopra sono verificabili qui:
Matteo Riccò – Boschetto mangiapolveri e la fata turchina
http://www.youtube.com/watch?v=f6SMVDmb9MU
Cristina Sassi – Grigliate pericolose per la salute
http://www.youtube.com/watch?v=5vpvwhmz-SY
Giuseppe Dallara – Vapore acqueo, io non vedo altro!
http://www.youtube.com/watch?v=v-Iw0o3uCxE
Giancarlo Castellani – Diossine chi le ha viste?
http://www.youtube.com/watch?v=9M1aXmnEV_M
Claudio Ferrari – Cassette di plastica riciclate al 99%
http://www.youtube.com/watch?v=M-fuK0ZGPXs