sabato 11 settembre 2010

Là dove c'era l'erba

Chi non si ricorda l'Adriano nazionale raccontarci in musica l'arrembante avanzare delle città?
Là dove c'era l'erba, ora c'è una città. Era il 1966, l'Italia era in pieno boom economico e ovviamente la situazione era ben diversa da quella di oggi, il verde, per fortuna, non si era ancora consumato e le mostruosità di allora sono impallidite di fronte ai nuovi arrembaggi.
Ma, come si fa, i cantanti e i poeti vedono avanti e annusano odori e osservano prospettive che altri ancora non percepiscono, come l'udito fine dei cani, la strepitosa vista dei gatti, il senso di orientamento dei piccioni viaggiatori.


Su questo prato, che non c'è più, sta sorgendo l'inceneritore di Parma

Persi i ricordi di infanzia, il ragazzo della via Gluck tornava senza l'abbraccio degli amici di ieri, ma incontrando solo case e case, case su case e si domandava “non so, non so perché, perché continuano a costruire, le case e non lasciano l'erba”.
Una domanda senza risposte, nonostante i decenni trascorsi.
Chissà come si farà si chiedeva Celentano, ed erano 44 anni fa.
Oggi l'erba ce la siamo mangiata quasi tutta, il nostro territorio quasi non ne ha più, ricoperto di uno strato di cemento o asfalto che ha una dimensione impressionante.
Ricoprire il terreno di uno strato impermeabili ha esiti disastrosi sull'ambiente: fine della luce, dell'ossigeno, della permeabilità, il territorio viene “ingessato” e diventa rigido, poco malleabile, incapace di gestire grandi precipitazioni proprio perché mancante di aree drenanti, assorbenti, accoglienti per l'acqua che giunge dal cielo. L'area di accoglienze per le piogge diventa sempre più minuscola e circoscritta e come tutti gli imbuti che si rispettino crea ingorghi, allagamenti, frane, smottamenti.



Parma che sospinge ogni anno l'incremento di cementificazione si pone al primo posto in Italia con un 2,6% annuo dal 2005 al 2007, 162 campi da calcio ogni anno ricoperti di asfalto, di cemento, nascosti al sole e alla vita, cancellati.
Anche il Parmigiano Reggiano è a rischio di estinzione, a sentire le parole del presidente della Camera di Commercio Zanlari.
Anche poco fuori città c'era l'erba, campi li ricordiamo ed oggi sono supermercati, parcheggi, strade, viadotti, edifici mastodontici e presto obsoleti ed inutili.
Fuori tutti, fauna, flora, aria, luce
Anche in via Ugozzolo, a fianco del cimitero c'era l'erba, e case, famiglie, campi, vita, oltre che quella eterna ospitata tra i marmi.
Gente allontanata, dispersa, cacciata, espropriata per far posto ad un altro mostro.
Là c'era l'erba, ora c'è un inceneritore.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 10 settembre 2010
-604 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+102 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché costa molto di più di 180 milioni di euro?

giovedì 9 settembre 2010

Con una spolverata di cenere...

...il Km zero ha un sapore in più

La saga dell'“affermo una cosa, ma poi faccio il contrario” ha aggiunto in questi giorni un altro episodio alla sua lunga performance, che non conosce crisi alcuna.
Nel Parma Point di via Garibaldi, 4 chilometri dall'inceneritore di Ugozzolo, quindi km zero garantito, il vice presidente della provincia Pierluigi Ferrari ha presentato la guida alle aziende che producono e vendono direttamente al consumatore, 100 imprese vicino a casa nostra, pronte a rifornirci di cibo di prima qualità.



Afferma Ferrari: “la sicurezza alimentare (delle aziende) è di casa” e aggiunge che “i nostri prodotti sono di alta qualità. Non bisogna però dimenticare che la qualità è un sfida continua, non è mai un risultato raggiunto”.
Concordiamo, ed è per assurdo la stessa Provincia a mettere in gioco quella sicurezza alimentare di cui si farciscono i discorsi buoni per tutte le occasioni. E poi in una città dove siede il comitato dell'Efsa, che problemi vuoi che possano nascere.
La Provincia afferma di voler “valorizzare le produzioni agricole, investendo oltre centomila euro, e salvaguardare il patrimonio agroalimentare di tutta la Food Valley”.
Sa un po' di presa in giro, come un Dracula che commenti le buone condizioni delle giugulare delle sue potenziali prossime vittime.
Ma come, la Provincia rilancia il km zero e lo spolvera di cenere dell'inceneritore?
Ma come stanno insieme le due cose?
Coma faranno a spiegare alle aziende limitrofe che una coltre di diossine, metalli pesanti, micro-inquinanti si sta per abbattere a Ugozzolo in un raggio di 10 km almeno attorno all'inceneritore?
Con quale faccia tosta si gioca su due fronti, indossando magliette di squadre diverse, togliendo una o l'altra alla bisogna?
Come si fa oggi la Provincia a sostenere un patrimonio da salvare mentre ha dato il via libera ad un un impianto di incenerimento da 130 mila tonnellate di rifiuti, il doppio dei rifiuti urbani residui da trattare di tutta la provincia?
Verrà un giorno nel quale anche i nostri amministratori verranno messi nelle condizioni di dover spiegare ai loro amministrati quale sia la loro visione del territorio, e quale politica avanzata e lungimirante hanno in mente.
Non sarà più possibile come ora uscire dalla porta di servizio e non dire nulla.
Proporre il silenzio tombale se l'argomento non piace o l'interlocutore non è della stessa stazza.
La comunità di Parma e della Provincia cresce in consapevolezza e capacità di discernimento, il tempo sta per scadere.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 8 settembre 2010
-606 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+100 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché costa molto di più di 180 milioni di euro?

lunedì 6 settembre 2010

L'alternativa in un click

Chi sostiene l'inevitabilità degli inceneritori ha sempre pronta un'obiezione, per stoppare sul nascere la protesta di chi invece gli inceneritori li combatte: “Allora i rifiuti dove li mettiamo?”.
La domanda coglie in genere un po’ di sorpresa, nell'imbarazzo di trovare una risposta esauriente e non avendo ancora sufficientemente approfondito il tema.
Il problema dei rifiuti ovviamente esiste, non è di facile soluzione, ma va affrontato con competenza e modernità.



Se il nostro territorio vuole limitare l’inquinamento e non aumentarlo occorre fare un passo in più rispetto all'oggi, dove ancora si inseguono tecnologie, come l'incenerimento, ormai divenute obsolete.

Il 18 giugno scorso, dopo mesi di impegno e ripetute riunioni, il gruppo di lavoro formato da cittadini del GCR e gli ingegneri Ceci, Fava e Barbieri, ha presentato l'analisi di fattibilità per la gestione dei rifiuti senza incenerimento a Comune e Provincia.
E’ un compito che in realtà non toccava a comuni cittadini, che hanno speso tempo e denaro per portarlo a termine, ma lo si è fatto con generosità e impegno perché si ha a cuore il futuro della città dove viviamo e lavoriamo e dove speriamo possano continuare a vivere i nostri figli.
Oggi tutti i documenti sono a disposizione della cittadinanza, dei 10.000 lavoratori che si recano tutte le mattine all’ombra del camino, dei genitori che porteranno i loro figli all’asilo nido di Pedrignano, delle aziende che portano nel mondo il nome di Parma nell’agro-alimentare e che lì intorno hanno la loro sede da anni, della stampa che nell’ultimo mese ha riportato in primo piano l’argomento, dei partiti politici che tra meno di due anni si presenteranno alle urne per assumersi l’onere di governare la città, del nuovo vice-presidente di Iren che a maggio si è battuto contro l’inceneritore di biomasse di Filagni, dei consorzi del Prosciutto di Parma e del Parmigiano-Reggiano che magari vedono male un abbinamento del nome che caratterizza il loro marchio ad un inceneritore di rifiuti.
I documenti li potete trovare sulla home page del sito GCR www.gestionecorrettarifiuti.it oppure direttamente alla pagina www.gestionecorrettarifiuti.it/alternativa
Leggeteli, esaminateli, fateli valutare da esperti. Giudicate voi.
Il sindaco di Parma ha dichiarato che il progetto è una cosa seria. Non sappiamo se lo abbia fatto per tenerci buoni come qualcuno ci ha suggerito o se ne è davvero convinto come preferiamo credere noi.
Se è in buona fede crediamo debba fare qualche passo in più per approfondire la nostra soluzione e debba farlo presto perché il cantiere avanza inesorabilmente.
Il Pd, forse solo perché pungolato da una nostra apparizione alla loro festa a Ravadese, ha dichiarato in fretta e furia che ha valutato e ascoltato le nostre prime due proposte e sta considerando la terza. Questa lentezza nel prendere le decisioni è un po' esasperante e ci fa pensare che non ci sia una reale volontà di valutare un'alternativa.
Speriamo di essere smentiti.
Il tempo sta scadendo. Più tardiamo a prendere decisioni e più il territorio di Parma dovrà pagare per scelte errate.
Noi abbiamo fatto la nostra parte e continueremo senza altro obiettivo se non quello del benessere del territorio.
Chi fa calcoli opportunistici o ha qualcosa da nascondere non sta facendo il bene di Parma.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 6 settembre 2010
-608 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+98 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai

domenica 5 settembre 2010

A processo presidente e direttore dell'inceneritore di Montale

Anche Parma aveva partecipato lo scorso maggio alla manifestazione a Montale, Pistoia, contro l'inceneritore dei veleni. Una giornata di protesta pacifica e colorata, nonostante i timori delle forze dell'ordine che addirittura avevano fatto volteggiare per tutto il tempo un elicottero sopra le teste dei partecipanti.
Naturalmente il silenzio da parte dei gestori e delle autorità era stato totale ma oggi riceviamo una notizia importante: saranno infatti processati i vertici della Cis, l'azienda a totale composizione pubblica che gestisce questo inceneritore messo sotto accusa per l'inquinamento provocato.

La partecipazione del GCR a Montale lo scorso maggio

Il pubblico ministero Emiliano Raganella ha diretto lunghe ed approfondite indagini con l'ausilio del Corpo Forestale dello Stato. Così si è scoperto che si soprassedeva ad una importante procedura di sicurezza, quella di controllo dei carboni attivi, immessi nel sistema di filtraggio per bloccare l'emissione di diossine e metalli pesanti.
A giudizio in tribunale saranno portati sia il direttore dell'impianto Maurizio Capocci che il presidente di Cis Angelo Fazio.
L'udienza è fissata per il 4 marzo prossimo,


Il problema dei carboni attivi non è nuovo per l'inceneritore di Montale, visto che è già in corso un altro processo per l'emissione fuori norma di inquinanti, accaduta nel 2007, che aveva portato anche al blocco dell'attività. Ed era proprio la scarsa efficacia dei carboni attivi a causare l'inquinamento ambientale.
Che insegnamento trarre da questa vicenda?
Questo tipo di impianti complessi necessitano di procedure accorte e puntuali per non arrecare danno all'ambiente ed alle persone, quindi come giustamente li classifica la legge, abbiamo a che fare con industrie insalubri di classe prima, molto pericolose.
Nonostante in questo caso ci sia un gestore pubblico è evidente la leggerezza con cui vengono tenute in considerazione le prescrizioni in materia di sicurezza. Pur di far presto i camion che trasportavano i carboni attivi venivano fatti accedere ai silos senza alcun controllo di qualità, nonostante poco tempo prima proprio la qualità di queste sostanze aveva causati un disastro ambientale andando ad inquinare di diossine e microinquinanti come i metalli pesanti l'aria circostante e i terreni.
Cosa rischiano i due soggetti mandati a processo? Anni di galera?
Macché, soltanto un'ammenda che va da 5.000 a 26.000 euro.


Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 5 settembre 2010
-609 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+97 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché costa molto di più di 180 milioni di euro?

giovedì 2 settembre 2010

Inceneriamo, costi quel che costi

Il costo dell'inceneritore di Ugozzolo sarà di 180 milioni di Euro per una capacità di smaltimento di 130 mila tonnellate all'anno di rifiuti.
Questi macro dati sono giustamente pubblici e dal sito di Iren si evince che la maggior parte dell'investimento (102 milioni di euro) sarà impegnata per l'impianto di incenerimento, mentre il resto andrà a coprire i costi dell'impianto di essiccazione fanghi, i costi dei terreni, gli oneri di urbanizzazione, i costi degli impianti di preselezione e della stazione di pesatura.



Fin qui nulla da eccepire... se ci dicono che i costi sono questi, noi li prendiamo per buoni.
Se non che proprio in questi giorni apprendiamo dal comitato No Inceneritore di Verona, che aveva preso parte alla manifestazione nazionale di Parma del 17 aprile scorso, che il loro costruendo inceneritore, che sarà ancora più grande del nostro, 190 mila tonnellate annue, avrà costi decisamente inferiori (118 milioni di Euro).
Lo stupore ci coglie.
Com'è possibile?
Anche nel bando di Verona si parla di 2 forni a griglia, di filtri di depurazione, delle famose "BAT" le tecnologie di ultimissima generazione che faranno meraviglie in termini di difesa dagli inquinanti.
E allora?
I veronesi sono forse più bravi a trattare sul prezzo?
Oppure il nostro inceneritore è per caso “griffato” da qualche firma, così da giustificare una tale differenza di costo?
Ci abbiamo riflettuto tanto, abbiamo provato a leggere attentamente le gare d'appalto e una possibile spiegazione ce la siamo data.
Alla gara di appalto indetta da Enia per le opere civili, ammontante ad oltre 43 milioni di Euro, si e' presentato un solo partecipante: la cooperativa CCC di Bologna.
Caso singolare, in questi tempi di crisi del mattone, in cui le imprese edili pur di lavorare fanno carte false.
Una gara con un solo partecipante non ha certo permesso di avere il miglior prezzo sul mercato per l'impianto di Parma. Alla CCC verrebbe da dire, parafrasando un noto slogan pubblicitario, "Ti piace vincere facile!"
Ai parmigiani, cui non viene reso noto il Piano Economico Finanziario, Iren cosa dice?
Preparate il portafoglio, perché il conto sarà molto, molto, molto salato.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 2 settembre 2010
-612 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+94 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai

Non siamo il comitato del no

Ancora capita di sentir definire il GCR alla stregua di un “comitato del no”, come se fossimo quelli che si oppongono a tutto e non propongono null'altro che il non fare.
Ma è una etichetta che non risponde al vero.
Le nostre posizioni sono certamente ferme e di contrasto a ciò che è palesemente assurdo nei piani che riguardano il futuro della città.
E diciamo tanti no.



No ad un uso poco intelligente e poco lungimirante delle risorse di un pianeta finito, che non ne possiede risorse infinite.
No alla distruzione di materia che potrebbe, con un pizzico di impegno, ritornare in circolo sotto forma di materia prima-seconda.
No a tecnologie che sono non solo assurde dal punto di vista della lungimiranza e dello spreco di risorse ed energie, ma anche dannose per la nostra salute e per quella dell'ambiente.
Di questi no andiamo fieri e non ci stancheremo mai di affermarli di metterli avanti a tutto.

Noi però non siamo solo questo.
I nostri no sono sempre accompagnati da sì a qualcos'altro, dalla proposta alternativa che copre i buchi lasciati dai dinieghi, insomma non lasciamo il vuoto ma lo riempiamo di proposte, sensate.
Sì ad un uso razionale e parsimonioso delle risorse limitate dell'unico pianeta che abbiamo.
Sì al riutilizzo, al riciclo, al far ritornare in uso ciò che era rifiuto, sotto forma di fertilizzante o più genericamente di materia prima seconda (come si può pensare di mandare a recupero solo il 17% della plastica di Parma e bruciare il resto?).
Sì a soluzioni ecocompatibili e che rispettino l'ambiente e la nostra salute.
Ed è proprio perché non volevamo essere il comitato del no che abbiamo approfondito il problema, ci siamo informati, abbiamo dedicato tempo ed energie per cercare vie alternative, perché ad ognuno dei nostri no potesse corrispondere un sì, una soluzione diversa ma comunque percorribile e realizzabile.
E' da questo sforzo che è nata l'analisi di fattibilità per la gestione dei rifiuti senza incenerimento.
Non un sogno ne una iperbole, ma una strada percorribile, sensata, valutata dai tecnici, senz'altro migliorabile.
Difficile allora contrastare le nostre posizione semplicemente dicendo che non vogliamo.
Vogliamo eccome, ma solo se fa bene a tutti.
Un comitato del sì condizionato da regole precise.
Siamo cittadini che amano la loro città ed il loro territorio, che lo immaginano migliore di quello disegnato da Iren.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 31 agosto 2010

-614 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+92 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai

lunedì 30 agosto 2010

Il GCR a Vignali: si faccia chiarezza sul Piano Iren

Al Sindaco di Parma, Pietro Vignali

con la presente l'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse (GCR) fa formale richiesta di avere copia del Piano Economico Finanziario di Iren SpA, che sappiamo essere in suo possesso dal 28 luglio scorso.
Ci riferiamo alle stime economico finanziare che Andrea Viero (ora Direttore Generale di Iren) ha inviato con lettera prot. 00253 del 28 luglio 2010.



Ci sentiamo nel diritto di avere queste informazioni anche in forza di quanto da Lei stesso dichiarato a Iren nella sua lettera datata 19 luglio 2010 Prot. 128714 II 1.4, in cui si appella all'atto sottoscritto tra comune e Enia per garantire la massima trasparenza di tutti gli atti concernenti la costruzione dell'inceneritore di Ugozzolo, a cittadini ed associazioni che ne facessero richiesta.
Non riteniamo credibile che un'azienda che fattura oltre 4 miliardi di Euro con quasi 5.000 dipendenti parta con un progetto da 180 milioni di Euro senza avere un'idea del ritorno dell'investimento.
Siamo fiduciosi in una sua pronta risposta e speriamo di non dover attendere a lungo come sta tuttora accadendo con la richiesta inoltrata ad Iren ben oltre 90 giorni orsono.

Cordiali saluti,
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

sabato 28 agosto 2010

Pd, chiusi al confronto, irresponsabili sulle scelte

Venerdì sera l'associazione Gestione Corretta dei Rifiuti e delle Risorse ha distribuito alla festa del Pd di Ravadese un volantino, nel quale si ricordava la vicinanza dell'inceneritore, 2 km, al luogo del ritrovo democratico e la clamorosa assenza del tema “rifiuti” nel programma del raduno.



Luca Giuberti, Paolo Fornaciari, Nicoletta Paci alla Festa del Pd (27 agosto)

I responsabili del Pd sono corsi al riparo, non, come ci si aspettava, aggiungendo il tema ambientale agli incontri, ma redigendo un contro volantino per cercare di bilanciare le nostre considerazioni.
I democratici lamentano l'eccessiva attenzione che riserviamo loro rispetto allo scarso interesse rivolto al Sindaco di Parma e ci vogliono rincuorare sulla loro “apertura al dialogo, senza censure, nel partito come negli incarichi istituzionali”.
Intanto anche al Comune non abbiamo risparmiato nei mesi scorsi manifestazioni di dissenso (l'assessore Sassi potrà fare un corposo elenco delle critiche che ha ricevuto dal GCR).
Il sindaco ha altresì avuto, ai nostri occhi, il merito di valutare il nostro progetto alternativo, esponendosi pubblicamente, dichiarando che la nostra alternativa è una cosa seria. E' chiaro che il credito che gli abbiamo dato non dura in eterno e che ci aspettiamo da lui e dalla sua giunta ulteriori passi avanti. Lo ripeteremo fino allo sfinimento: noi abbiamo unicamente l'obiettivo della salvaguardia del territorio e non siamo legati a nessun partito politico.
Nessun partito gode di maggiore o minore considerazione e simpatia da parte nostra: se solo si smettesse di stare sulla difensiva e si fosse un po' più aperti all'ascolto questo risulterebbe evidente.
Non vogliamo lo scalpo di nessuno, né di destra né di sinistra, vorremmo solo che chi decide avesse il coraggio di fare scelte diverse, che non danneggino la comunità.
Valutiamo solo i fatti e dal Pd, di fatti in direzione della salvaguardia dell'ambiente, ne abbiamo visti pochi.
Parafrasando Nanni Moretti verrebbe da dire "Fate qualcosa di sinistra!".
Il contro volantino racconta poi della disponibilità di Bernazzoli ad incontrare più volte l'associazione ed elenca le proposte alternative da noi presentate, tre secondo loro, sottolineiamo secondo loro, di cui solo l'ultima ancora al vaglio, mentre per le altre 2 la bocciatura è stata totale.
Ci vediamo costretti a far notare che l'amministrazione avrebbe dovuto pretendere l'analisi e la proposta di soluzioni alternative dai propri tecnici e non da semplici cittadini, ma questo è un altro discorso.
Infine il Pd rivendica la presa di responsabilità sul tema dei rifiuti vagheggiando scenari apocalittici (Napoli e Palermo) che credevamo ormai desuete maschere da soffitta polverosa, ma tant'è, se non hanno altri argomenti se non quello di spaventare l'opinione pubblica.
Nessuna novità, nessun tentativo di dire che l'inceneritore fa bene o non fa male, nessun commento sui rischi del territorio delle Dop. Niente insomma, il nulla, circondato di qualche frase trita e ritrita.
Un tentativo da parte del PD di Parma di difendere la figura di Bernazzoli, a discapito, a parere nostro, dell'intera comunità.
Così ci bastano poche parole per smontare il debole costrutto democratico.
Ci dicano quando mai l'assessore Castellani si sia recato “di persona” a Vedelago, a verificare con i suoi occhi cosa fanno effettivamente con i rifiuti.
Ci dicano quanti mesi ancora dobbiamo attendere per la verifica della terza proposta, e poi, se fosse valida, che cosa ne vogliono fare?
Ci dicano se accendere un forno che emetterà veleni sia la “soluzione ai problemi della comunità”, se fossimo un giudice toglieremmo subito la patria potestà!
E sul confronto smettiamola di fingere.
Conosciamo benissimo le modalità utilizzate per sopire sul nascere ogni cenno di dissenso e di opinione difforme ai loro dettami. E' scandaloso che nonostante queste evidenze, occorse anche solo pochi giorni fa, si sostenga una apertura che nei fatti di tutti i giorni non esiste.
Il Pd di Parma sta parlando a vuoto, come vuota è la sua politica ambientale nel territorio.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 28 agosto 2010
-617 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+89 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché costa molto di più di 180 milioni di euro?

venerdì 27 agosto 2010

Parole sante, presidente Villani

Lo aspettavamo, ovviamente al varco.
Luigi Villani, medico, è vicepresidente di Iren, la multiservizi titolare del costruendo impianto di incenerimento di Ugozzolo. Come medico deve per forza conoscere i dati e non può fingere di non sapere i rischi cui il nostro territorio va incontro.
Ma non solo.



Lo scorso maggio Villani, in qualità di presidente del gruppo Pdl in regione Emilia Romagna ha interrogato la Giunta sul tema della progettata centrale di cogenerazione da biomasse nei pressi di Collecchio, nell'area attrezzata dei Filagni.
Le sue dichiarazioni non avevano lasciato margine al dubbio sulla posizione assunta.
L'area è stata indicata da Villani come zona di produzione tipica del prosciutto di Parma e quindi di alto valore agricolo e produttivo nel comparto delle Dop.

Villani sosteneva che l'attività prevista era “altamente impattante e a ragione gli abitanti sono fortemente preoccupati per la loro salute in quanto detto impianto comporterà prevedibilmente un significativo aumento dell'inquinamento.
Parole sante, che portano Villani ad un'altra importante riflessione e cioè se un'area di pregio come quella in cui si intende costruire la centrale a biomasse sia compatibile con questo tipo di impianto che incrinerebbe la qualità degli stessi prodotti mettendo a rischio le stesse stringenti normative per la produzione delle Dop di cui ci facciamo vanto.
Molto bene, molto, molto bene.
E' chiaro a tutti che una centrale a biomasse inquina molto ma molto meno di un inceneritore, visto che sappiamo esattamente con che cosa la andiamo ad alimentare, la possiamo spegnere quando e come ci pare, ha una dimensione irrisoria rispetto a ciò che si va ergendo a Ugozzolo.
A Ugozzolo si brucerà di tutto e di tutto uscirà dal camino, diossine, furani e metalli pesanti in prima fila.
Ergo, tiriamo oggi la nostre conclusioni e ci aspettiamo dal neo vice presidente una presa di posizione netta contro l'inceneritore oppure, se vogliamo mantenerci sul diplomatico, una messa in discussione dell'intero progetto per vedere cosa si può fare di diverso.
Un inceneritore inquinante nella terra del Parmigiano, del Prosciutto di Parma, del Culatello di Zibello, della pasta Barilla, del salame di Felino, della spalla cotta di San Secondo, cosa c'entra?
Ce lo sa dire, presidente?

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 27 agosto 2010
-618 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, NOI lo possiamo fermare!
+88 giorni dalla richiesta a Enia del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché costa molto di più di 180 milioni di euro?

La mappa della vergogna

Quella che vedete nell’immagine allegata non è la mappa di Chernobyl, Bhopal o Seveso.
E’ la provincia di Parma.


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Come associazione ci eravamo costituiti con l’obiettivo di contrastare la costruzione dell’inceneritore di Ugozzolo, ma più andiamo avanti e più scopriamo nuove emergenze ambientali che, messe insieme, danno un quadro desolante di come viene trattato il territorio dai nostri amministratori.
Partiamo dalle cave ofiolitiche.
Ce ne sono 10 in Provincia di Parma e uno studio della Regione Emilia Romagna ne denuncia la pericolosità.
Le pietre ofiolitiche sono usate come materiale da costruzione ed hanno la particolarità di contenere all’interno fibre amianto. La pericolosità non riguarda solo chi ci lavora ma anche le popolazioni circostanti visto che l’amianto provoca il cancro ai polmoni, è estremamente volatile e per essere perfettamente sicuri di non disperderlo nell’ambiente, i camion che lo trasportano devono essere coperti ermeticamente e le loro ruote lavate accuratamente prima di uscire dalla cava.
Lo sono? Le cave attive rispettano alla lettera le indicazioni?
Lo studio di 156 pagine della regione Emilia Romagna, “Pietre Verdi”, datato 2004, è rimasto nel cassetto e non sembra aver sortito effetti di sorta.