domenica 5 dicembre 2010

Bernazzoli, l'illustre dipendente di Iren

Chissà che confusione in Iren, doversi sempre domandare: “Bernazzoli? Quale?”
Un cognome che si ripete: quando vengono compilate le buste paga o quando si deve chiedere udienza per costruire un inceneritore.
Un sacco di confusione, incertezze, scambi di persone.
Per fortuna l'età aiuta, uno è padre, l'altra è figlia.



Uno è presidente, l'altra è dirigente. Ma la rima è la stessa.
E a noi la cosa parrebbe davvero clamorosa, una specie di autogol, come quasi offrire il fianco scoperto alle solite malelingue.
Ma se non fosse che vige il silenzio stampa in piazzale della Pace, ci suggeriscono che sarebbe opportuno porre qualche domanda, solo quelle che bastano per fugare ogni dubbio, per mettere il cuore in pace e dormire sonni tranquilli, tutti quanti.
E riteniamo senz'altro che tutto sia nei termini della correttezza.
A livello nazionale impazza il “toto nepotismo” e il “chi ha l'harem più rifornito”, si ricerca la meritocrazia e non le baronie e i “familismi”, così il vizio di curiosare si sta allargando a tutta la Nazione, centro nord incluso.
Così anche Parma non è indenne alla ricerca di verità e le voci, che noi riteniamo non veritiere, circolano senza tregua.
A tante porte bussano, un giorno è risuonata anche la nostra e, visto che i postini da noi suonano sempre due volte, nella posta, infiocchettato a dovere, abbiamo trovato il piano economico finanziario di Iren (315, forse 350 milioni da spendere per il ludico e “benefico” inceneritore), ma anche, ambasciatore non porta pena, una pulce fastidiosa.
Una pulce senza senso, ovviamente, e che quindi basta poco a far vacillare, ma quando anche il poco stenta ad arrivare, ci si preoccupa, anche se per nulla.
La morbosa curiosità si spinge a un divertissement: le date di assunzione dei dirigenti sono dati pubblici? I ruoli ricoperti pure? E la durata dei contratti?
Cattiverie.
Ma i personaggi pubblici possono forse sottrarsi alla limpidezza, negare l'assoluta trasparenza?
Siamo convinti che, se si potesse parlare, tutto si risolverebbe in una bolla di sapone.
Non ci sarebbe nulla di male a dare spiegazioni.
Infatti un presidente che ha evidenti legami con un'azienda, non può che immaginare che, se la figlia ne diventa dipendente, a qualche anima in pena potrebbe scattare il tarlo del dubbio e domandarsi se tale nuovo rapporto di collaborazione nasca dal profondo del cuore o dal profondo della competenza o sia in qualche modo sgorgato da fatti contingenti.
Di certo non è così, la competenza e il curriculum avranno guidato le scelte dell'azienda Iren.
Ma tant'è siamo in silenzio stampa ed è difficile in queste occasioni ottenere anche solo dei no incomprensibili.
La speranza-certezza che tutto sia alla luce del sole rimane, la fiducia nelle istituzioni idem, così come l'opportunità che si faccia la dovuta chiarezza sul tema.
Di questo siamo certi.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 4 dicembre 2010

-519 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.
+187 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

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